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L'Esperto Risponde


Il nostro esperto, Nicola Incampo, risponde ai quesiti dei colleghi riguardanti la normativa scolastica per gli IdR.

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Nicola Incampo č insegnante di Religione Cattolica nella scuola secondaria. Dirige l’Ufficio Scuola della Diocesi di Tricarico (Matera) ed č membro della Consulta Nazionale della CEI per l’IRC e per la Pastorale scolastica. Con l’editrice La Scuola ha pubblicato Vademecum dell’insegnante di religione cattolica (2011).



 

 

 

 

 

 

 

 

Gentile professore Incampo,sono un docente di Religione Cattolica di ruolo,presso un I.C. di Brescia. Le chiedo di rispondere ad alcuni questiti riguardanti le visite guidate e se può fornirmi  le norme regolative.

I quesiti sono:

1)Il team di una classe può programmare le visite guidate predendo anche le ore di Religione e senza avvisare il docente?

2) il docente di Religione che non svolge il suo insegnamento perchè gli alunni sono in gita,cosa deve fare?

3) secondo il fiduciario della scuola dove insegno, l'I.R.C. deve fare un cambio d'orario per poter recuperare le ore di Religione nella stessa classe,oppure restare a casa e dare la disponibilità a recuperare nel momento di bisogno. E' giusto? e aggiungo,tante volte,mi è capitato di entrare in alcune classi e non trovare gli alunni perchè erano in gita ed io non ne sapevo niente. Anche in questo caso,dovrei andare a casa e dare disponibilità per recuperare le ore perse?

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che le visite di classe vengono programmate dal consiglio di classe e quindi anche dal docente di religione cattolica.

Quanto poi alla seconda e alla terza domanda, cioè cosa deve fare l’insegnante mentre la classe è in viaggio d’istruzione, ti rispondo che mentre la classe è in viaggio d’istruzione la docente è a disposizione della scuola.

 

 

 

Gentilissimo Professore,
Sono una IdR nella scuola dell'infanzia e torno a farLe una domanda sulla questione a me poco chiara, ancora, della mia ricostruzione di carriera.
Io ho i seguenti titoli: liceo classico del 94 più laurea in giurisprudenza conseguita nel 2000, nel  giugno 2006 ho conseguito il diploma in dirigente di comunità di infanzia (i 5 anni, come privatista) e ho iniziato a lavorare come IdR in quello stesso anno scolastico 2006/7 essendomi iscritta contemporaneamente all'Istituto di Scienze Religiose.
Ho lavorato sempre, da allora, a 18 ore settimanali su 25, e con INCARICO annuale, mai supplenza.
Sono nelle stesse scuole dal 2006 ad oggi.
Nell'aprile 2010  (ultima sessione valida per l'anno accademico 2008/9 quindi senza andare mai fuori corso) conseguo la laurea triennale in Scienze Religiose: per un disguido dell'Università mi viene rilasciato questo titolo, mentre io mi ero iscritta a "Diploma" in Scienze Religiose, titolo che e' andato poi scomparendo dall'ordinamento degli studi ( ma mai ci è' stato detto espressamente in quegli anni o richiesto di fare un passaggio scritto per il cambio di indirizzo accademico) quindi dopo un po' di questionare l'Universita' rilascia a me e ad altri 8 che erano riusciti a laurearsi entro l'anno accademico 2008/9 ANCHE il diploma in Scienze Religiose, rilasciato in data 12 luglio 2012.
Io non ho mai fatto ricostruzione di carriera, perché a mio parere i primi 4 anni lavorati fino a che non avevo i tre anni di scienze religiose sono stati anni lavorati senza titolo, dunque dovrebbe essere adesso che io ho maturato 4 anni col titolo secondo la vecchia normativa ( laurea civile, diploma dirigente comunità di infanzia e triennio scienze religiose)
La Curia invece sostiene che io posso ricostruire addirittura 8 anni, fin dal 2006/7, perché il titolo di dirigente di comunità più la mia laurea civile mi davano il diritto di insegnare già a pieno titolo all'infanzia come incaricata, essendo anche studentessa di ISSR.
E' vero e su quali basi normative si fonda questa loro affermazione?
Faccio dunque la richiesta di ricostruzione carriera per 4 o 8 anni lavorati?
Anche per il futuro poi, da ciò che ho capito, avendo conseguito anche il Diploma ISSR, il vecchio diploma per i tenderci, io posso star tranquilla se intendo continuare a insegnare all'infanzia, mentre se volessi cambiare grado di scuola e andare a gradi superiori dovrei iscrivermi e conseguire la laurea quinquennale ovvero fare gli altri due anni, giusto?
Grazie per questi chiarimenti!

 

Risposta:

Il punto 4.3 lettera d del DPR 751/85 così recita: “Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado l’insegnamento della religione cattolica può essere affidato a chi abbia almeno uno dei seguenti titoli:

diploma di laurea valido nell’ordinamento italiano, unitamente a un diploma rilasciato da un istituto di scienze religiose riconosciuto dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Come puoi notare la laurea civile è spendibile solo con il diploma in scienze religiose e non con il titolo di dirigente di comunità.

Questo significa che hai insegnato con il titolo solo dopo che hai conseguito il diploma in scienze religiose

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo, sono una supplente di Religione Cattolica con Diploma in Scienze Religiose conseguito nel 2003. finora ho fatto solo supplenze saltuarie. Tempo fa le posi un quesito chiedendole se un anno di servizio in due sezioni di una scuola paritaria mi avrebbero permesso di insegnare anche dopo il 2017 e partecipare ad un eventuale concorso e la sua risposta fu affermativa. Ora dalla suddetta scuola mi è stato comunicato che a causa di problemi economici non potranno assumere altri insegnanti e perciò mi hanno proposto di fare un anno di tirocinio formativo come insegnante di Religione in due sezioni. La scuola è paritaria e accreditata e sarei regolarmente assicurata. Questo mi potrà valere comunque come anno di servizio per insegnare dopo il 2017? La ringrazio per l'attenzione e la saluto

 

Risposta:

La norma parla di insegnamento e non di tirocinio formativo.

 

 

 

Buon giorno sono un docente che sta facendo il TFA di sostegno per la scuola secondaria di primo grado. Volevo chiederle al momento dell'inserimento in graduatoria del titolo, lo stesso può essere spendibile solo per il primo grado o è valido anche per il secondo grado, grazie.

 

Risposta:

Il titoli che conseguirai lo potrai spendere solo nel primo ciclo scolastico.

Nel secondo ciclo infatti tale insegnamento prevede un’articolazione differenziata a secondo del tipo di handicap

 

 

 

Gentilissimo prof Incampo . Sono laureato in filosofia, idoneità all'idr magistero accademico quinquennale in scienze religiose rilasciato dal'issr facoltà teologica di Sicilia , riconosciuto dalla cei anno acc. 2008-09. Nell'as 2011-2012 come supplente temporaneo ho insegnato per complessivi 192 gg, mentr as 2013 2014 complessivi 219 gg. Potrò continuare a insegnare dopo il 2017?

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla.

 

 

 

 

Vi ringrazio in anticipo per la cortese attenzione. Io sono un docente di Religione Cattolica non di ruolo, in servizio presso l'I.C. Chioggia 3 con il seguente orario: 20 ore alla primaria e 3 ore alla secondaria di primo grado più 2 ore di coordinamento. Ora mi è stato comunicato che secondo una circolare le ore di coordinamento sono state ridotte a 1 (nota 1878 del 30.8.2013), in pratica mi stanno considerando come le supplenze. Io ho una cattedra a mio nome, insegno da quasi 20 anni. Chiedo cortesemente se tale interpretazione è corretta. Se così non fosse chiedo gentilmente di comunicarmi le norme da indicare alla mia segreteria scolastica, per conservare le due ore di coordinamento. Distinti saluti

 

Risposta


La nota ministeriale numero 1878 del 30.8.2013 si riferisce ai supplenti e non agli incaricati annuali.

Per gli incaricati annuali continua a valere la Circolare Ministeriale numero 366 del 24.7.1996

 

 

 

Prof. Incampo sono un'insegnante di religione della diocesi di acerenza ho il diploma di magist ero in scienze religiose e ho frequentato la specialistica e a febbraio dovro' discutere la tesi, ogni anno da molti anni presento domanda per l'insegnamento ma senza aver mai fatto neppure un'ora di supplenza, e senza aver mai visto neppure mai la graduatoria per capire in che posizione sono, come posso fare, e poi e'possibile fare domanda di insegnamento in altre diocesi o regioni o ci vuole per forza la residenza? Grazie

 

Risposta:

Prof. Incampo sono un'insegnante di religione della diocesi di acerenza ho il diploma di magist ero in scienze religiose e ho frequentato la specialistica e a febbraio dovro' discutere la tesi, ogni anno da molti anni presento domanda per l'insegnamento ma senza aver mai fatto neppure un'ora di supplenza, e senza aver mai visto neppure mai la graduatoria per capire in che posizione sono, come posso fare, e poi e'possibile fare domanda di insegnamento in altre diocesi o regioni o ci vuole per forza la residenza? Grazie


 

 

 

Gentile prof. da questo anno posso usufruire ai sensi dell'art.33 della Legge 104 dei 3 giorni di permesso retribuito mensile per l'assistenza a mia madre. Quest'anno, però ho avuto un incarico di 16 h+ 1 programmazione su 2 circoli distribuendo le 16 h su tre plessi. Cambia qualcosa per i 3 giorni (non avendo la cattedra completa) e posso usufruirne come voglio o devo tener conto di dividerli fra le 2 scuole? Mi aiuti a capire.

Grazie sempre.

 

Risposta:

Non cambia niente.

Hai diritto ai tre giorni al mese scegliere.

 

 

 

Salve sono un insegnante di religione cattolica supplente perché non sono in possesso dei titoli richiesti. Vista la nuova intesa dal 2017 occorre la laurea magistrale. Io sono in possesso del diploma magistrale conseguito prima del 2000. La mia domanda é . A partire dal 2017potrò sempre insegnare religione come supplente non avendo titoli o verrò totalmente tagliata fuori? La ringrazio aspetto con ansia la risposta.

 

Risposta:

Essendo tu in possesso del diploma magistrale potrai insegnare anche dopo il 2017

 

 

 

Gentile professore Incampo,sono un insegnante di religione di ruolo di una scuola primaria. Le chiedo,gentilmente,di rispondere alla mia domanda: nella scuola dove insegno c'è' un insegnante di lingua inglese che su quattro classi,oltre ad insegnare la lingua inglese insegna anche motoria. Poiché' a dicembre completerà' gli studi del magistero in scienze religiose mi ha detto che il prossimo anno chiederà di poter insegnare nelle quattro classi inglese e religione al posto di motoria. La domanda e': potrà insegnare religione togliendomi otto ore di insegnamento? La ringrazio di cuore.

 

Risposta:

Sicuramente no.

 

 

 

Salve! Quest'anno ho iniziato a lavorare come insegnante di religione alla scuola materna con incarico fino al 30 giugno. La mia domanda é . . Ho un diploma magistrale conseguito nel 1998.  Dopo il 2017 quale sarà la mia sorte se non ho la possibilità di prendere la laurea!

 

Risposta:

avendo tu maturato unanno di servizio con il vevvhio titolo, sicuramente potrai contintare ad insegnare

 

 

 

Buongiorno,
volevo farvi una domanda: oggi in una scuola dove lavoro (quella dove ho più ore) è il giorno  del Santo Patrono, ma io sono in servizio nell'altra scuola e non godrò del giorno di festività, cosa bisogna fare? Come mi deve essere retribuito?
Grazie

 

Risposta:

Non devi fare niente, perché non hai nessun diritto.

 

 

 

Buongiorno, gradirei sapere se nella scuola dell'infanzia, il registro docente è obbligatorio o facoltativo. Grazie

 

Risposta:

E’ obbligatorio.

Come fai a documentare la tua attività?

 

 

 

Buongiorno, mi chiamo Alessandra Antonelli, inserita nelle graduatorie III fascia scuola superiore, per gli insegnamenti A047 e A048, accesso tramite , Laurea vecchio ordinamento Scienze statistiche ed Economiche. La mia domanda è la seguente: se frequento un corso di perfezionamento con 60 crediti formativi, Lo studio delle scienze naturali, posso accreditarmi nella A059? E in ogni caso cosa fare per passare alla A059, senza dover prendere una ulteriore laurea? Esiste un percorso possibile? Grazie per la risposta

 

Risposta:

Per il passaggio da una classe di concorso ad un’altra occorre superare un esame di abilitazione.

Questo significa che eventuali crediti per la frequenza dei corsi di formazione potrebbero essere valutati esclusivamente alla formazione della graduatoria corrispondente all’insegnamento per cui si è abilitati.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,
sono un'insegnante precaria delle scuole comunali.
Ho diritto alle ore del "diritto allo studio"? Se sì (o se no) quale è la normativa di riferimento da sottoporre alla Dirigente?
Grazie

 

Risposta:

Il diritto allo studio è stato introdotto con la legge numero 395 del 1988 ed è precisamente l’articolo 3 che regola questo diritto.

La circolare ministeriale numero 319 del 1991 fornisce invece le istruzioni applicative.

Allo scrivente risulta che il riferimento è alle scuole statali.

 

 

 

Egregio prof. Incampo le vorrei porre il seguente quesito: ho conseguito il Diploma in Scienze Religiose nel 2003 e da allora ho fatto solo supplenze saltuarie. Mi risulta che a oggi questo titolo mi dà la possibilità di insegnare nella scuola di infanzia e primaria, ma non dopo il 2017. C'è la possibilità che l'anno prossimo venga assunta per un anno in una scuola paritaria per insegnare religione in due sezioni. Questo mi permetterebbe di continuare a insegnare dopo il 2017 anche senza conseguire la laurea magistrale? E anche a partecipare ad un futuro concorso? La ringrazio anticipatamente

 

Risposta:

Sicuramente!

 

 

 

Buongiorno.
Volevo chiedere se è regolare alla scuola primaria fare le 2 ore di religione cattolica spezzate in 2 giorni diversi.

 

Risposta:

Niente lo nega.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,
vorrei sapere la normativa che impedisce di fare discipline curricolare durante l'ora alternativa.
In particolare, mi interessa sapere se nell'opzione "studio individuale assistito" i ragazzi possono fare i compiti.
Grazie

 

Risposta:

Il punto 2.1 lettera a dell’Intesa recita così: “il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica assicurato dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri per la formazione delle classi, alla durata dell'orario scolastico giornaliero e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni;”

 

 

 

Gentile professore sono di ruolo dal 95 e nel 2003 sono diventata Dop e sono entrata nel girone dei dannati poiché ogni anno a parte le pratiche burocratiche c'è il problema logistico e psicologico di doversi spostare e cominciare tutto da capo (colleghi, alunni, organizzazioni diverse ecc.) nonché le lotte con il csa per far valere i tuoi diritti. Visto che ormai siamo materiale da riciclare perché le nostre classi sono in esubero quando sarà possibile effettivamente per noi avere una normalità dal momento che attualmente nulla di quello che è scritto nella riforma è attuabile per noi tab. D? ( corsi riconversione, confluenza nelle nuove graduatorie ecc.) Le chiederei anche cortesemente di indicarmi un esperto, se lo conosce, di istruzione artistica qui a Napoli Grazie

 

Risposta:

Nessuno più del professor Borsò (trovi i suoi contatti su questo sito alla sezione "Dove siamo") potrà ben consigliarti.

 

 

 

Gentile Prof. non ho ben capito la sua risposta, il mio quesito è questo: pur avendo ottenuto nel 2011 la proroga per rimanere in servizio fino al 30/08/2016, riuscendo a maturare il minimo entro il 2015, per gli effetti del D.L. n. 90/2014? sarò costretto ad andare in pensione o potrò usufruire del diritto acquisito con la proroga? Cordialmente

 

Risposta:

Devi andare in pensione.

 

 

 

Cortese professore, per mia dimenticanza (errore) non è stato inserito nella ricostruzione di carriera dodici mesi di servizio..mi sono accorto in questi giorni del servizio mancante..che tempi ci sono per integrare la domanda è annullare il vecchio decreto già vistato dalla ragioneria di stato..faccio presente che la scuola ha protoccollato la domanda il 07/11/2012 il visto è stato messo dalla ragioneria il 29 gennaio 2013 se passano 24 mesi dalla presentazione non si può più rimediare ? grazie

 

Risposta:

Prima lo fai e meglio è.

Si può chiedere una integrazione al vecchio decreto documentando l’anno di servizio erroneamente omesso.

 

 

 

sono un insegnante della provincia di Foggia, ho realizzato il progetto triennale , sopra detto, e concluso a luglio 2012. Ad oggi ancora non ricevo il saldo del mio compenso per 30 ore, e la Dirigente scolastica ha risposto alle mie richieste scritte dicendo che nulla mi spetta e che certamente Lei non ha alcun obbligo con me. Vorrei sapere qual è l'organismo/Ente (precisamente la ragione giuridica) al quale devo richiedere il pagamento di quanto dovuto, così provvederò a sollecitare l'organo realmente competente sperando di ottenere un confronto più proficuo. Distinti saluti.

 

Risposta:

per prima cosa chiariamo che il progetto doveva essere stato apprpovato sia dal collegio che dal cdi.

E doveva rientrare nell’ambito delle spese previste per il triennio.

Se invece il tuo progette non ha seguito questo iter difficilmente verrai retribuito.

Per una una risposta più esauriente ti invito a dettagliarmi sull’iter che hai seguito per la realizzazione del progetto.

 

 

 

Buongiorno,sono un docente di sostegno di scuola media, nel 2011 ho ottenuto la proroga per rimanere in servi zio fino a 70 anni perchè non avevo maturato il minimo per andare in pensione, il decreto stabilisce la data del 30/08/2016. Raggiungerò i 20 anni di servizio entro il 2015; con la nuova normativa sarò mandato in pensione entro il 2015 o avendo ottenuto il decreto di proroga prima dell'entrata in vigore della legge potrò usufruire di un diritto acquisito,inoltre essendo un insegnante di sostegno seguo un ragazzo problematico dal I° anno e nel 2016 dovrò portarlo agli esami,posso appellarmi alla continuità nell'interesse del ragazzo. Dopo l'ottenimento della proroga ho assunto degli impegni finanziari sapendo che avrei usufruito dello stipendio intero fino a quella data,se sarò costretto ad andare in pensione un ano prima sarei in notevoli difficoltà,c'è una via d'uscita a far sì che io possa usufruire per intero della proroga ottenuta? Grazie in anticipo per la risposta,cordialmente

 

Risposta:

Ricordo infine che i docenti di religione sono da equiparare, ai fini pensionistici, ai docenti a tempo indeterminato; pertanto, nei loro confronti trova applicazione l’articolo 27 comma 1 della legge 177/76 concernente il  diritto a pensione per raggiunti limiti di età (Cfr. Consiglio di Stato sezione 2^, 16 ottobre 1996 numero 1931/96; Circolare Ministeriale del 6 febbraio numero 87 del 1997).

 

 

 

 

Con piacere la ritrovo .. lei ha fatto nella mia Diocesi Oppido -P almi un corso aggiornamento agli IdR . Una collega specialista Diocesi di Palermo ha questo problema e chiediamo notizie più chiare ... ecco il messaggio : " il D.S. quest'anno mi ha tolto una classe 3a, dove insegno religione dalla prima, e l'ha affidata ad una collega curricolare che ha dato la disponibilità ad insegnare religione. I bambini già sentono la mia mancanza e me lo hanno detto in tutte le salse! Li saluti e li vedi tristi. Cavolo! E so che lei nn farà religione in modo adeguato! Ieri estenuante collegio ho fatto il mio intervento al riguardo dato che secondo la C.M. 374 del 4 sett. 1998 nn è previsto interrompere la continuità ad insegnante specialista di religione. Alla domanda che la mia collega ha rivolto alla preside: "Ma io potrò insegnare religione in quella classe?" , quest'ultima ha risposto: "Assolutamente si!". Bel rispetto per le normative! Attivato sindacato. Qualcuno ha esperienza al riguardo?" aspetto notizie Prof grazie

 

Risposta:

La norma è chiara: le classi le assegna il Dirigente.

Un dirigente che non tiene  conto della continuità didattica forse …

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,
Sono un assistente amministrativo di un I.C. gradirei un chiarimento. Quest'anno scolastico il docente di religione cattolica non ha avuto rinnovato il contratto per motivi ecclesiastico (titolare di una parrocchia). Ora poiché era in regime di TFS è stata mandata la pratica all'USP. Il dubbio che ho, non ha diritto alla ricostruzione della carriera poiché aveva trentatré anni di servizio? L’orario settimanale è variato negli anni, ha iniziato con 14 ore sett. negli anni successivi, ore 12, poi 10
e in fine 9. In attesa di una risposta le porgo distinti saluti.

 

Risposta:

La ricostruzione di carriera degli insegnanti di religione (IdR) non è un provvedimento automatico, ma viene concesso solo a domanda.
Il provvedimento di ricostruzione di carriera degli IdR viene firmato dal Capo Dirigente scolastico.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del 1995 al comma 7 dell’articolo 66 così recita:” Per gli insegnanti di religione restano in vigore le norme di cui all'art. 53 della legge n. 312 del 1980, modificate e integrate dal D P.R. 399 del 1988, art. 3 Commi 6 e 7”

Questo significa che non si potrà mai capire tale diritto se non si comprende che cosa afferma l’ultimo comma dell’articolo 53 della legge 312 dell’11 luglio 1980.

Proviamo a farlo insieme leggendolo: “Agli insegnanti di religione dopo quattro anni di insegnamento si applica una progressione economica di carriera…… con l’obbligatorietà di costituzione e accettazione di posto orario con trattamento cattedra”.

Le condizioni necessarie per avere tale diritto sono due:

  1. Quattro anni di insegnamento;
  2. L’obbligatorietà di costituzione e accettazione di posto orario con trattamento cattedra.

La CM numero 254 del 10 settembre 1980 avente per oggetto “Applicazione dell’articolo 53 della legge 312/80 nei confronti degli insegnanti di religione” chiarisce le due condizioni.

 Al comma 2 leggiamo: “Destinatari della predetta norma sono gli insegnanti di religione in possesso dei seguenti requisiti:

  • Quattro anni di servizio di insegnamento di religione, anche ad orario parziale, nelle scuole secondarie;
  • Che venga conferito ed accettato un incarico per posto orario con trattamento di cattedra.

Quindi per aver diritto alla ricostruzione bisogna avere quattro anni di incarico non necessariamente con 18 ore, ma anche ad orario parziale e trovarsi nell’anno in cui si fa domanda di ricostruzione con 18 ore

 

 

 

gentile professore nel 2003 oltre 200 coll. scolastici ata in graduatoria provinciale tramite una sentenza del cga di palermo abbiamo avuto un regolare contratto annuale firmato è retribuito..dopo 12 mesi il tar di catania ribalta la sentenza ha favore degli enti locali che ricevono il nostro punteggio nelle graduatorie..per noi rimane solo il servizio economico, il giuridico viene dato agli enti locali tramite la sentenza del tar...riguardo alla ricostruzione di carriera la mia scuola non vuole inserire questo servizio lavorato..come al solito tipo barzellette italiane molte scuole comopresa la ragioneria di stato riconosce il servizio,invece ad alcuni me compreso non viene valutato..come funziona ha raccomandazione ? devo fare una denuncia alla procura? grazie distinti saluti

 

Risposta:

Affinché un anno di servizio venga riconosciuto ai fini della ricostruzione di carriera deve essere valido sia ai fini giuridici che economici.

 

 

 

Caro Nicola sono Agostino di Teramo, sono sicuro che ti ricorderai di me, voglio sottoporti un quesito. Sono in ruolo dal2004 e iscritto nelle graduatorie di terza fascia alla A036 e alla A037. Accade che le scuole iniziano a chiamarmi, ma non so cosa rispondere. Se  la supplenza é fino al 30 giugno posso accettare le ore, massimo di 6, compatibilmente con il mio orario? Grazie

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che nella stessa scuola sicuramente si possono accettare ore eccedenti l’orario cattedra fino a 24 ore settimanali.

Il DPR 399/88 che prevedeva la possibilità di poter insegnare per 24 ore nella stessa scuola non è stato mai caducato.

Si possono accettare ore di completamento in altre scuole fino ad un massimo di 18 ore settimanali.

 

 

 

Sono una docente di irc in ruolo dal 2004: posso partecipare ai concorsi pubblici possedendo i titoli per insegnare un'altr a disciplina? E' cambiato qualcosa in merito al passaggio di cattedra per gli IdR? Buona serata Cordialmente

 

Risposta:

Nulla vieta la tua partecipazione a pubblici concorsi.

Ti ricordo che la norma non è cambiata: non potrai spendere gli anni svolti da insegnante di religione cattolica.

 

 

 

Gentilissimo professore, insegno Religione Cattolica alle scuole dell'infanzia ed elementari, l'anno scorso ho avuto un aborto spontaneo,ho scoperto da poco di aspettare nuovamente un bambino. Insegno Religione dal 2008 e questo è il 4 anno di incarico annuale, vorrei sapere quale sarebbe la retribuzione che mi spetta nel caso di maternità a rischio dopo il secondo mese di gravidanza astenendomi dal lavoro

 

Risposta:

Il tema dei congedi parentali è stato disciplinato dal contratto economico sul secondo biennio 2000-2001 in quanto la legge numero 53 dell’8 marzo 2000 prima e il Testo Unico sulla maternità poi avevano dato più organicità e più garanzie a tale materia.

Infatti il comma 1 dell’articolo 11 di detto Contratto recita testualmente:

Al personale dipendente si applicano le vigente disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nella legge numero 1204/1971, come modificata ed integrata dalle leggi numero 903/1977 e numero 53/2000”

La formulazione di detto comma non fa più distinzione di destinatari di contratto a tempo determinato e destinatari a tempo indeterminato, ma estende i benefici “Al personale dipendente”.

Infatti dal comma 2 in poi si farà sempre riferimento “alla lavoratrice”.

Questo significa che l’insegnante di religione cattolica pur essendo destinataria di contratto a tempo determinato gode degli stessi benefici delle insegnanti con contratto a tempo indeterminato.

Di conseguenza le insegnanti di religione lavoratrici madri avranno diritto:

  1. Per l’astensione obbligatoria e/o astensione per complicanza della gestazione all’intera retribuzione e non più all’80%;
  2. Per l’astensione facoltativa, che è di durata massima di sei mesi nei primi tre anni di vita del bambino, all’intera retribuzione  nei primi trenta giorni e al 30% per il restante periodo;
  3. Per la malattia del bambino all’intera retribuzione per un mese ogni anno fino al terzo anno di vita del bambino;
  4. Per la malattia del figlio senza retribuzione 5 giorni all’anno per il figlio da 3 a otto anni.

 

Con la legge 53/00 sono state introdotte novità con riferimento all’aspettativa facoltativa. Più precisamente, viene ribadito il principio che l’aspettativa spetta ad entrambi i genitori, che però non sono più costretti ad esercitare il corrispondente diritto in maniera alternativa, dal momento che entrambi ora possono farvi ricorso. Le condizioni legittimanti il ricorso all’aspettativa facoltativa sono le seguenti: in primo luogo, il diritto può essere esercitato nei primi 8 anni di vita del bambino. In secondo luogo, i genitori possono fruire dell’aspettativa facoltativa nel limite massimo complessivo di 10 mesi, così ripartiti: la madre lavoratrice, per un periodo massimo di 6 mesi; il padre lavoratore, per un periodo massimo di 6 mesi; nel caso in cui vi sia un solo genitore, per un periodo massimo di 10 mesi. In ogni caso, ciascun genitore può fruire del proprio periodo di astensione facoltativa in maniera continuativa o frazionata. La legge ha anche incentivato il ricorso all’aspettativa facoltativa da parte del padre: infatti, nel caso in cui si astenga dal lavoro per almeno tre mesi, egli può astenersi dal lavoro per 7 mesi e, conseguentemente, il tetto massimo complessivo di astensione del padre e della madre viene elevato a 11 mesi. Per esercitare il diritto all’astensione facoltativa, il genitore ha semplicemente l’onere di preavvisare il datore di lavoro, salvo casi di oggettiva impossibilità, secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi, e comunque con un preavviso non inferiore a 15 giorni. In ogni caso, ciascun genitore può esercitare il diritto in esame anche nel caso in cui l’altro genitore non ne abbia diritto.

I periodi di astensione facoltativa (come pure i periodi di astensione dal lavoro per malattia del bambino, di cui si dirà) sono computati nell’anzianità di servizio, con esclusione di effetti su ferie e gratifica natalizia. Inoltre, è stato radicalmente modificato il trattamento economico del genitore che fruisce del diritto di cui si parla. Più precisamente, il genitore che ne fruisca entro il terzo anno di vita del bambino percepisce l’indennità del 30% della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di 6 mesi; inoltre, questo stesso periodo è coperto da contribuzione figurativa. Al di fuori di questa ipotesi, ciascun genitore ha diritto alla indennità del 30% a condizione che la sua retribuzione sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione. In ogni caso, il periodo di aspettativa è coperto dalla contribuzione figurativa; nel caso di aspettativa fruita oltre il terzo anno di vita del bambino e oltre il sesto mese di fruizione complessiva, il valore retributivo è calcolato in misura del 200% del valore massimo dell’assegno sociale, proporzionato ai periodi di riferimento, salva la facoltà dell’interessato di integrare la contribuzione. Inoltre, per far fronte alle relative spese, il genitore che fruisca dell’aspettativa facoltativa può chiedere l’anticipo del TFR.

(Cfr. www.di-elle.it)

 

 

 

Gent.mo Professore, in una scuola secondaria di primo grado," l'Attività di studio e/o di ricerca individuale con assistenza di personale docente" può essere affidata agli insegnanti di italiano e matematica di classe, che aiutano così i non avvalentesi (portatori di handicap e non) nel recupero, nell'alfabetizzazione o nella preparazione degli esami?. Grazie

 

Risposta:

Sicuramente no.

L’insegnante dell’attività alternativa all’IRC non deve essere della stessa classe.

Inoltre l’attività non deve essere una disciplina

 

 

 

Gentile Prof. , ho bisogno di un vostro prezioso consiglio. Può un docente idr con legge 104/92 per motivi personali superare in graduatoria la docente di ruolo e con cattedra da piu' di vent' anni nella stessa scuola con provata professionalità e titoli ampiamente riconosciuti dallo stato e dalla chiesa. La scrivente è quota 96 ed è stata convocata dall'ufficio scuola per nomina di 16 ore + un' ora a disposizione nella medesima scuola ed un'ora in altra scuola. Voglio chiarire che la docente che mi ha superata in graduatoria è residente in un comune diverso da quello in cui è ubicata la scuola. Qual è il ruolo del direttore dell'ufficio diocesano, visto che il mio dirigente ha fatto richiesta dell'utilizzazione della scrivente per le due ore nella medesima scuola? La ringrazio e la saluto cordialmente

 

Risposta:

Le ore vengono assegnate su proposta dell’Ordinario diocesano.

Per l’affidamento dell’insegnamento della religione cattolica la norma prevede solo la proposta dell’ordinario.

Questo significa che l’ordinario non deve attenere a nessuna graduatoria.

 

 

 

Gentilissimo dott Incampo sono docente irc con incarico annuale in 3 istituti comprensivi con ora rio di 24 ore tutte da svolgerle in 7 plessi di scuola dell'infanzia , così ripartite (9 ore in IC )', (7,30 nel secondi IC) e (7,30 nel terzo IC ). Inoltre frequento il secondo anno del biennio di specializzazione dell' issr della mia città come Sto arrivando! Con frequenza pomeridiana obbligatoria. Il primo IC dove sono in servizio per 9 ore il dirigente vuole che per due giovedì al mese devo andare alla programmazione, per totale di 4 ore al mese, poi devo partecipare alle programmazioni presso gli altri IC. Ma so che per la scuola dell'infanzia le ore di programmazione non sono previste, vero? Se non fosse così come devo ripartire le ora al mese nei tre IC e posso non partecipare perchè frequento l'università altrimenti rischio che non mi venga convalidato l'anno del biennio ,grazie

 

Risposta:

Per la scuola dell’infanzia le ore di programmazioni rientrano nelle 40 ore annuali dei consigli di classe.

Questo significa che dovrai organizzarti tenendo presente quanto detto sopra.

 

 

 

Buongiorno prof Incampo ho avuto il piacere di conoscerla e di ascoltarla in diverse occasioni. Le vorrei porre un quesito: sono un'insegnante di RC in ruolo dal 2005 nella scuola primaria. Nell'ipotesi chiedessi un part time per un tot di 20 ore(18+2) poi potrei accettare una supplenza di ulteriori 4 ore di inglese nella scuola primaria? La ringrazio

 

Risposta:

Mi pare proprio no.

I commi numero 1 e 2 dell’articolo 4 dell’Ordinanza Ministeriale numero 446/97 recita così: “Ai sensi dell'art.1, comma 58, della legge n. 662/96 l'attività lavorativa subordinata, prestata in aggiunta a quella intercorrente con l'amministrazione scolastica, non può, in alcun caso, essere costituita con altra amministrazione pubblica.

Lo svolgimento di attività di lavoro subordinato o comunque di altra attività non ammessa per il personale a tempo pieno comporta, ai sensi dell'art. 1, comma 56, della legge n. 662/96, che il relativo rapporto a tempo parziale non può venir costituito con orario superiore al 50 per cento di quello previsto per l'analogo personale a tempo pieno.”

 

 

 

Egregio Prof. Incampo, La ringrazio per la tempestività con cui ha risposto alla mia richiesta circa le attività alternativa allÂ’IRC. Vorrei la cortesia che mi illuminasse sul seguente quesito: il voto allÂ’IRC per lÂ’ammissione allÂ’esame di stato (secondaria di I° grado) e ammissione per i non avvalentesi. Se il collegio, che avremo il 30 settembre c.m., dovesse deliberare positivamente per il voto allÂ’IRC, cosa succederebbe per i non avvalenti? Cosa dovrò proporre?

 

Risposta:

Non esiste nessuna norma, ma il comportamento più corretto è quello di usare la stessa valutazione che si usa per l’IRC.

 

 

 

Egregio Prof. Incampo, sono unÂ’insegnante di Religione Cattolica nella scuola media di I° grado e dopo 35 anni di servizio ho perso delle ore. Ho avuto la nomina di 16 ore di lezione più una a disposizione nella sede in cui insegno da 20 anni ed un'altra ora in altra sede. La collega che mi ha superato nella graduatoria di mobilità ha 106 punti ed io 118, ma mi precede, per la legge 104/92 ottenuta per motivi di salute personale per CCNI 26/2/14. Da quanto ho potuto capire, la precedenza per il personale appartenente alle categorie previste dell'art. 33 della legge n. 104/92, è solo nell'ambito della provincia in cui è ubicato il comune di residenza. Visto che la collega risiede in provincia diversa rispetto all’ubicazione della scuola. Le chiedo: poteva superarmi in graduatoria? Approfitto della sua gentilezza e nel caso la mia tesi sia giusta, mi può consigliare cosa fare per far valere i miei diritti? Nel ringraziarla anticipatamente per la risposta, porgo distinti saluti.

 

Risposta:

La graduatoria di cui parli è valida solo per l’individuazione di  eventuali soprannumerari.

Per Tutto quello che hai raccontato non serve la graduatoria.

 

 

 

Salve sono un insegnante di religione di ruolo nella scuola dell'in fanzia in provincia di napoli , vorrei chiedere come mai con un punteggio superiore e la legge 104 per mia madre sono stata spostata dal direttore dell'ufficio senza motivo dal circolo in cui ero da più di 16 anni e messa poi su due scuole e 5 plessi per giunta senza ore a disposizione e 17 sezioni da girare con un orario di 25 ore e mezzo di cui la mezz'ora non pagata Grazie

 

Risposta:

L'insegnante di religione non è titolare di sede, ma utilizzato su quella sede.
questo significa che se c'è una proposta da parte dell'ordinario di utilizzarlo su un'altra sede nulla lo vieta.
Eccola la nota del 26 aprile 2011
Oggetto: O.M. 29 dell’8.4.2011 sulla mobilità degli insegnanti di religione cattolica .

Chiarimento sul punteggio relativo alla continuità didattica.
Facendo seguito alla nota ministeriale prot. n. AOODGPER 3080 dell’8.4.2011 con cui è stata trasmessa l’O.M. di cui all’oggetto ed in considerazione dei numerosi quesiti pervenuti a questo Ufficio in merito all’attribuzione agli insegnanti di religione cattolica del punteggio relativo alla continuità didattica si rende necessario precisare quanto segue.
Fermo restando che la condizione di soprannumerarietà per gli insegnanti di religione di ruolo è riferita all’organico regionale articolato per diocesi e non alla singola istituzione scolastica, sulla quale detti insegnanti non possono vantare alcuna titolarità, la continuità nella sede di servizio va valutata anche per il personale in questione secondo il punteggio indicato nell’allegato D del CCNI sulla mobilità sottoscritto il 22.2.2011 in analogia con quanto riconosciuto ai docenti titolari di dotazione organica di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado e secondo le indicazioni contenute nelle note 5 e 5 bis riportate in “Note comuni alle tabelle dei trasferimenti a domanda e d’ufficio” del CCNI stesso.
IL DIRETTORE GENERALE
- Luciano Chiappetta -

 

 

 

Gentile prof. sto incontrando molte difficoltà sulle ore da gestire in una scuola, sono solo 6 ma la vicaria vorrebbe che io mi distribuissi le 6 ore su 3 giorni anzichè 2 come ho fatto in un altro circolo dove ho 8 h- Ciò è sorto perchè alcune colleghe non vogliono ore buche, mentre io ne ho 1 per raggiungere il terzo plesso. Cosa dice lei in merito, come devo comportarmi , per essere impegnata solo 4 giorni su 5? Grazie sempre.

 

Risposta:

Il punto 2.1 lettera a) del DPR 751 del 16.12.1985, del DPR 202 del 13.6.1990 e del DPR 175/12 recita: “Il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica assicurata dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri alla formazione delle classi, alla durata dell’orario scolastico e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni”.

La norma mi pare chiara e precisa: sta – a mio avviso – al buon senso del Dirigente scolastico l’applicazione non rigida e matematica, ma rispettosa della persona e del ruolo che occupa nella scuola.

 

 

 

Gent.mo professore, sono un’insegnante di scuola dell’infanzia paritaria e dal 2007 insegno anche religione cattolica sia nella mia sezione sia nell’altra in quanto idonea all’IRC avendo idoneità  e il titolo di Magistero in Scienze Religiose rilasciato nel 1998. Ora mi chiedo, poiché inserita nelle graduatorie diocesane di scuola primaria di RC, dal 2017 il mio titolo sarà ancora valido avendo insegnato RC nell’infanzia? Grazie del tempo che mi (ci) dedicate.

 

Risposta:

Con la nuova intesa potrai sicuramente ad insegnare religione nella tua sezione

 

 

 

Gentile prof. Incampo sempre gentile nel rispondere alle domande curiose che tutti noi le chiediamo. Una di tante è la seguente: una docente nella scuola superiore di ruolo e su posto di sostegno ma per la classe di concorso C430. A Marzo 2014 per l'a.s. 2014 2015 ha fatto domanda di passaggio ruolo. A luglio 2014 quando sono usciti i trasferimenti la docente ha avuto il passaggio di ruolo sempre nella scuola superiore, sempre sostegno, ma classe di concorso superiore e cioè A036. Ora alla docente bisogna fargli il contratto per qualifica superiore.. ma chi deve farlo.???... la segreteria o l' usp e poi.... il periodo di prova lo deve fare ???? grazie tante

 

Risposta:

La circolare Ministeriale numero 88 del 27 marzo 1980 afferma che bisogna attenersi a quanto stabilito dal Consiglio di Stato, sezione II del 12 luglio 1978 n. 583/78.

In questo parere leggiamo infatti che “anche per i passaggi previsti dall’art. 75 del D.P.R. n. 417/74 debba essere prestato un nuovo periodo di prova quando il passaggio comporti anche il trasferimento di ruolo.

Nel caso, invece, in cui il passaggio non integri anche trasferimento di ruolo il periodo di prova non deve essere ripetuto.”.

Inoltre nella Circolare Ministeriale  numero 196 del 2.02.2006 e nella nota del 29 febbraio 2008, protocollo numero 3699, aventi sempre per oggetto l’anno di formazione dei docenti, il Ministero afferma che chi ha ottenuto il passaggio di ruolo o di cattedra di cui all’ art 10 commi 1 e 5 del CCNL 23 luglio 2003, non è tenuto a frequentare l’anno di formazione, di cui all’articolo 440 del Decreto legislativo n.297/94, e che lo stesso anno di formazione va effettuato una sola volta nel corso della carriera.

Quanto poi al contratto ti ricordo che l’autonomia scolastica deve fare tutto la scuola.

 

 

 

Gentile prof. Il collegio docenti può deliberare che gli alunni non avvalentesi rimangono in classe con il docente IRC approfondo con il medesimo docente le religioni non cristiane, senza l'attribuzione di alcuna valutazione. E' giusta tale delibera? Come devo comportarmi difronte a tale delibera? Grazie e cordiali saluti

 

Risposta:

Il collegio dei docenti non può per nessun motivo deliberare che l’alunno che non si è avvalso della religione resti in classe.

Infatti la norma prevede che questi alunni scelgano un’opzione alternativa all’IRC, le opzioni sono le seguenti:

  1. Attività didattiche e formative;
  2. Attività di studio e/o di ricerca individuale con assistenza di personale docente;
  3. Libera attività di studio e/o di ricerca senza assistenza di personale docente;
  4. Uscita dalla scuola.

Come vedi tra le opzioni non c’è quella di restare in classe durante l’ora di religione

 

 

 

Sul mio cedolino compariva lo scatto di anzianità il 31/10/2014, ora invece è stato portato al 31/10/2015. Perchè? avrò diritto all'aumento stipendiale?

 

Risposta:

L’anno in cui percepirai l’aumento stipendiale è stato posticipato al 31 dicembre 2015.

E questo vale per tutti.

Gli scatti biennali sono un’altra cosa

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, In questi giorni si sente tanto parlare di riforma della scuola, di immissioni in ruolo, ecc. Mi chiedevo se tutto questo interesserà anche noi IDR. Grazie in anticipo

 

Risposta:

Al momento non c’è niente “in vista”.

 

 

 

Gent,mo prof. Incampo,
il mio Preside ha deciso di sua iniziativa di rimuovere il Crocefisso dalle aule.
So che questo NON è possibile, ma non so come oppormi a livello di normativa.
Mi sa indicare la legge o le sentenze che glielo impediscono?
Grazie

 

Risposta:

Puoi far leggere alla che   il Consiglio di Stato con Decisione numero 556/06 ha affermato che: “In un luogo di culto il crocifisso è propriamente ed esclusivamente un “simbolo religioso”, in quanto mira a sollecitare l’adesione riverente verso il fondatore della religione cristiana.
In una sede non religiosa, ……, il crocifisso potrà ancora rivestire per i credenti i suaccennati valori religiosi, ma per credenti e non credenti la sua esposizione sarà giustificata ed assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile ed intuibile (al pari di ogni simbolo) valori civilmente rilevanti, e segnatamente quei valori che soggiacciono ed ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile. In tal senso il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte “laico”, diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni.
Ora è evidente che in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana.
Questi valori, che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta costituzionale, accolte tra i “Principi fondamentali” e la Parte I della stessa, e, specificamente, da quelle richiamate dalla Corte costituzionale, delineanti la laicità propria dello Stato italiano.
Il richiamo, attraverso il crocifisso, dell’origine religiosa di tali valori e della loro piena e radicale consonanza con gli insegnamenti cristiani, serve dunque a porre in evidenza la loro trascendente fondazione, senza mettere in discussione, anzi ribadendo, l’autonomia (non la contrapposizione, sottesa a una interpretazione ideologica della laicità che non trova riscontro alcuno nella nostra Carta fondamentale) dell’ordine temporale rispetto all’ordine spirituale, e senza sminuire la loro specifica “laicità”, confacente al contesto culturale fatto proprio e manifestato dall’ordinamento fondamentale dello Stato italiano. Essi, pertanto, andranno vissuti nella società civile in modo autonomo (di fatto non contraddittorio) rispetto alla società religiosa, sicché possono essere “laicamente” sanciti per tutti, indipendentemente dall’appartenenza alla religione che li ha ispirati e propugnati.
Come ad ogni simbolo, anche al crocifisso possono essere imposti o attribuiti significati diversi e contrastanti, oppure ne può venire negato il valore simbolico per trasformarlo in suppellettile, che può al massimo presentare un valore artistico. Non si può però pensare al crocifisso esposto nelle aule scolastiche come ad una suppellettile, oggetto di arredo, e neppure come ad un oggetto di culto; si deve pensare piuttosto come ad un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato.
Nel contesto culturale italiano, appare difficile trovare un altro simbolo, in verità, che si presti, più di esso, a farlo; e l’appellante del resto auspica (e rivendica) una parete bianca, la sola che alla stessa appare particolarmente consona con il valore della laicità dello Stato.
”.

 

 

 

Gentile prof. quest'anno ho avuto come incarico annuale scuola primaria 16 ore più 1 di programmazione su due scuole pari ore. In base a ciò come devo essere presente nelle varie riunioni collegi ecc? Esiste, penso, una normativa per ciò e mi sarebbe utile conoscere. La ringrazio e saluto.

 

Risposta:

La norma prevede 40 ore per i collegi e 40 per i consigli.

Questo significa che dovrai fare in ogni scuola 20 ore per i collegi e 20 per i consigli

 

 

 

Gentile prof Incampo, sono una Irc di ruolo presso una scuola primaria di Brescia. Le scrivo per chiederle se è' possibile che,durante una delle due ore di Religione programmate in due classi 5, l'insegnante di matematica possa programmare contemporaneamente un laboratorio di recupero per quattro bambini avvalentesi per ciascuna classe,togliendo loro un'ora di Religione a settimana.
Colgo l'occasione per ringraziarla

 

Risposta:

Assolutamente no.

L’alunno che ha chiesto di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica ha diritto a due ore settimanali

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo, vorrei sapere se un docente di religione con incarico annuale può avere il completamento della cattedra con ore di disposizione. La ringrazio per la sua disponibilità.

 

Risposta:

Sicuramente no.

Tale possibilità esiste solo per gli insegnanti di ruolo.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,
vorrei sapere da Lei come mai nei mesi di Luglio e Agosto io e alcune mie colleghe non abbiamo ricevuto la retribuzione professionale docenti?
Grazie

 

Risposta:

Relativamente alla seconda domanda ti faccio notare che ilcompenso individuale accessorio, assorbito per tutto il personale docente dalla retribuzione professionale docenti, spetta "...in ragione di tante mensilità per quanti sono i mesi di servizio effettivamente prestato o situazioni di stato assimilate al servizio" (art. 25 CCNL 31/ 08/1999, comma 4).
Questo significa che la retribuzione professionale docenti compete per tutta la durata dell’incarico.
Essendo l’insegnante di religione cattolica incaricato annuale, ha diritto per tutta la durata del contratto alla retribuzione professionale docenti, cioè per tutti e 12 i mesi.
Il suddetto compenso quindi è corrisposto per un massimo di dieci mesi per ciascun anno scolastico solo al personale docente, di religione e non, con rapporto di impiego fino al termine delle attività didattiche, 30 giugno (art. 25 CCNI 31/08/1999, comma 1, lettera c).
Per completezza ricordo che questa retribuzione, al pari dello stipendio, per il personale a tempo determinato, che non siano incaricati annuali, va calcolata in base ai giorni di servizio, e cioè 1/30 per ogni giorno di servizio, ed in rapporto al numero di ore settimanali, e cioè per ogni ora o 1/18 oppure 1/24, a seconda dell'orario settimanale previsto.
Inoltre, va precisato che, secondo il combinato disposto degli articoli dei diversi CCNNLL a far data dal CCNL 26/05/99, art. 42, comma 2, la retribuzione professionale docenti viene corrisposta per massimo 12 mensilità.
La Circolare Ministeriale numero 118 14 aprile 2000, chiarisce che gli Insegnanti di religione cattolica percepiscono tale compenso accessorio, denominato R.P.D., per 12 mensilità.
Per quanto concerne i docenti di religione senza diritto alla progressione di carriera, per i quali, come è noto, è prevista la prosecuzione dei pagamenti anche dopo la scadenza del contratto, i Dipartimenti provinciali del Tesoro - direzioni provinciali dei servizi vari – procederanno all'esatta attribuzione del compenso, dalla data di preso servizio fino al 30 giugno, sulla base dei contratti inviati dalle istituzioni scolastiche.”
Quanto poi alle altre domande … devi necessariamente conseguire un titolo di qualificazione professionale.

 

 

Buonosera, Egregio professore. Sono una i dr incaricata annuale dal 1 settembre al 31 agosto dal 2004 al 20007 presso scuole parificate con cattedra non sempre completa nei limite delle 15 ore settimanali. Dal 2008 ad oggi presso scuole statali secondarie di primo e secondo grado con cattedra non sempre completa nei limiti delle 14-10 ore settimanali.. Sono laureata in giurisprudenza dal 1991 ed ho il diploma quadriennale dell'isr di Amalfi ed attualmente sto terminando la specialistica in scienze religiose presso l'issr di Salerno. Non sono inserita nelle graduatorie del concorso 2004, volevo sapere se ho qualche possibilità di poter partecipare al prossimo concorso per dirigenti scolastici. La saluto cordialmente e la seguo sempre con grande attenzione

 

Risposta:

Una delle condizioni per partecipare al concorso a ds è quella di essere di ruolo almeno da sette anni.

 

 

 

Sono laureato in filosofia magistero accademico in scienze religiose aa 2008-2009, ho insegnato nell'as 2 011-2012 per 192 gioni come supplente temporaneo. dovrò conseguire la laurea in scienze religiose per avere un incarico? Grazie

 

Risposta:

Mi pare proprio di si.

 

 

 

Gent,mo Prof. Incampo desideravo chiederle se l'ora di religione cattolica si può fare nelle ore pomeridiane con più rientri la settimana, come mi chiedono le mie colleghe di posto comune? Cortesemente mi dia dei riferimenti normativi. Grazie

 

Risposta:

Il Dirigente Scolastico ai fini della formulazione dell’orario settimanale delle lezioni deve tener presenti i criteri generali indicati dal Consiglio di Istituto e le proposte presentate dal Collegio dei docenti.

Si ricorda che l’orario delle lezioni deve avere natura didattica, cioè deve tener presente il carico di lavoro degli alunni, contemperandole con le esigente delle famiglie e degli insegnanti.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, che chiedo ancora una delucidazione e cioè: un assistente amm. di ruolo prende un incarico dato dal preside stesso a fare il dsga perché il posto che c'è si è reso vacante....quindi che bisogna fare ?.... un contratto al sidi e mandarlo alla ragioneria oppure mandare alla ragioneria solo la comunicazione di incarico affinché venga pagato per una qualifica superiore????

grazie molte

 

Risposta:

la scuola deve formalizzare l’incarico annuale a svolgere la funzione di dsga  a mezzo di regolare contratto da inviare agli uffici competenti, quindi anche alla ragioneria provinciale dello stato.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo, potrebbe per cortesia inviarmi  la normativa che riguarda l'ora alternativa di tutti gli ordini di scuola?

 

Risposta:

Eccolo il mio modestissimo vademecum:

Scelta dell’IRC

1. Per la scuola dell’Infanzia
La scelta di avvalersi dell'IRC va fatta ogni anno scolastico.

2. Per la scuola Primaria e scuola secondaria di primo grado.
Il T.U. (D. L. n. 297 del 16/04/1994) ha disposto che la scelta dell'IRC da parte dei genitori degli alunni della scuola primaria della scuola media inferiore avvenga "all'atto dell'iscrizione non d'ufficio", cioè solo all'inizio di ogni ciclo scolastico, avendo poi valore per tutto il ciclo - Occorre quindi firmare e consegnare il modulo per la scelta dell'IRC solo per la iscrizione alla prima elementare e alla prima media, per le altre classi vale già la scelta effettuata.

3. Per la scuola secondaria di secondo grado.

"In relazione alla disposizione della precedente circolare n. 363 del 22/12/1994 che prevede l'iscrizione d'ufficio, e non a domanda alle classi non iniziali anche per gli alunni della scuola secondaria superiore, la scelta di cui all'art. 310 - comma 4 - del D.L. 16/04/1994, n. 297 permane salvo diversa espressa volontà come previsto dal punto 2. 1 b) dell'Intesa tra la Conferenza Episcopale Italiana e Ministero delta Pubblica Istruzione ", questo significa che anche per gli alunni della scuola secondaria superiore la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'IRC effettuata dall'avente diritto all'atto dell'iscrizione, si considera confermata d'ufficio per gli anni successivi; il modulo è l'allegato D della CM numero 3 del 5.1.2001. Quindi non è corretta la consegna ogni anno di moduli di scelta e tantomeno la pretesa di riconsegna annuale del modulo compilato.

Quali contenuti?

Incominciamo subito col dire che non esistono programmi precisi per l’attività alternativa emanati dal Ministero, ma è compito di ogni scuola definirli e in modo particolare del collegio dei docenti se trattasi di scuola media di primo e secondo grado, o dei consigli di interclasse se trattasi di scuole elementare.

Proprio perché i contenuti non sono prescrittivi, il Ministero ha suggerito alcune indicazioni con le seguenti Circolari:

  • Circolare ministeriale numero 128 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola materna;
  • Circolare ministeriale numero 129 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola Elementare;
  • Circolare ministeriale numero 130 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola media;
  • Circolare ministeriale numero 131 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola superiore.

Chi programma le Attività Alternative?

Le attività didattiche e formative all’IRC vengono programmate dal Collegio dei docenti per la Scuola Media e la Scuola Superiore, e dai consigli di interclasse per la Scuola Elementare e questo impegno non può essere rifiutato.

Infatti la Circolare Ministeriale numero 302 del 29.10,1986 così recita: “Al riguardo è appena il caso di precisare come la programmazione delle attività per gli alunni che comunque non abbiano dichiarato di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, costituendo momento integrante della più generale funzione di programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza dei Collegi dei docenti dall’articolo 4 del DPR numero 416/74, venga a configurarsi con i caratteri di prestazione di un servizio obbligatorio posto a carico dei collegi dei docenti medesimi. Di conseguenza, qualora tale puntuale adempimento non sia stato ancora compiuto dal collegio dei docenti, sarà cura dei Capi d’Istituto intervenire perché subito l’organo collegiale predetto vi provveda, onde rendere possibile l’immediato avvio delle attività in parola.”

Infine vorrei ricordare che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Chi sono i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe.

La suddetta circolare stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

Si può proporre, ad esempio, un corso di lingua provenzale?

I contenuti della attività alternative però non devono risultare discriminanti e non devono appartenere a programmi curriculari, così come afferma la Circolare Ministeriale numero 368 del 20.12.1985. che indirizza verso contenuti a carattere formativo vedi conoscenza dei diritti umani.

Tutto questo in risposta alla situazione giuridica.

Ma vogliamo affrontare la questione sul piano della logica e del significato dell’ora di religione e dell’ora alternativa ad essa.

Non è stato nella logica del legislatore dare figura giuridica ad un insegnamento fondandolo su una scelta di fede. Se così fosse, i credenti cattolici si sentirebbero vincolati a scegliere religione, i credenti in altre confessioni religiose o altre religioni o ancora di più i non credenti invece sceglierebbero di non avvalersi.

La ragione invece è un’altra ed è il caso di ribadirla con forza: la religione cattolica è disciplina che a pieno titolo è inserita nel contesto scolastico perché dà ragione della cultura, dell’arte, della vita stessa e delle espressioni varie della nostra civiltà che è fondamentalmente cristiana checché ne pensino quei colleghi che vorrebbero l’ostracismo.

Quanto detto, unicamente per riportare serenità nel dibattito in questione che deve prevedere libera scelta per chi al fatto religioso non fosse minimamente interessato ma preferisce altra cosa da fare nell’ora alternativa alla religione, senza paura se quanto avviene in quell’ora sia allettante.

Sempre però in ossequio al buon senso e tenendo in debito conto che l’insegnamento proposto per l’attività alternativa alletta anche per chi fa religione, perché non prevedere tale disciplina (un corso di lingua provenzale come materia opzionale e quindi accessibile anche a chi si avvale dell’ora di religione.

Chi individua il docente delle attività alternative?

I docenti delle attività alternative vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze didattiche e disciplinari così come previsto dalle Circolari Ministeriali sopra indicate.

Vorrei ricordare ancora che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Faccio notare inoltre che la Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe e che gli stessi vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze.

La  circolare 316/87 stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

In conclusione: il Dirigente scolastico è il garante della tutela di tale diritto e ha l’obbligo, unitamente al collegio docenti, di provvedere all’organizzazione delle attività alternative e/o delle scelte praticate dagli studenti all’atto dell’iscrizione, anche relativamente al docente che tale attività deve svolgere.

E’ corretto presentare ai genitori il programma di alternativa?

Assolutamente no.

Si riporta la procedura corretta che dovrebbe essere seguita ogni anno scolastico ai sensi della normativa attualmente vigente:

  • Il genitore, o chi per esso, sceglie se avvalersi o meno dell’IRC all’atto dell’iscrizione;
  • Tra il primo settembre e l’inizio delle lezioni il Dirigente scolastico convoca il genitore del non avvalentesi e gli chiede cosa sceglie al posto dell’IRC;
  • Se il genitore sceglie l’attività alternativa, il Dirigente dovrà obbligatoriamente portare la questione in Collegio docenti ed in questa sede dovrà individuare i contenuti  e i docenti della stessa.

Lo Scuola, quindi, ha l’obbligo solo di assicurare all’alunno l’insegnamento della religione cattolica; ai non avvalentesi, invece, concede la possibilità di seguire attività alternative.

Questo significa che l’individuazione delle attività alternative all’IRC dovrà essere oggetto di delibera del Collegio docenti, annualmente, nel periodo dal primo settembre all’inizio delle lezioni.

Lo stesso Collegio decenti dovrà anche indicare i criteri di scelta del docente all’interno del Collegio o, in mancanza, ricorrere alla nomina di un supplente in possesso dei requisiti richiesti.

Si può modificare la scelta durante l’anno?

Assolutamente no.

La lettera b) del punto 2.1 del DPR numero 751 del 16 dicembre 1985 recita così: “ la scelta operata su richiesta dell’autorità scolastica all’atto dell’iscrizione ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso nei casi in cui è prevista l’iscrizione d’ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”.

E tutte le Circolari ministeriali successive hanno sempre tenuto presente tale norma.

Questo significa che la scelta fatta al momento dell’iscrizione non può essere modificata per nessun motivo durante l’anno.

Obbligo di frequenza per chi ha scelto l’attività alternativa?

L’attività alternativa sarà parallela all’IRC, cioè mentre la classe svolgerà l’ora di religione, l’alunno che ha chiesto l’attività alternativa, la svolgerà contemporaneamente mentre nella sua classe si svolge religione.

Se l’attività alternativa deve essere svolta in parallelo all’IRC, è evidente che non capiterà necessariamente alla prima o all’ultima ora, perché la sentenza numero 292/1992 della Corte Costituzionale ha  chiarito in modo inequivocabile che collocare l’IRC solo alla prima e/o solo all’ultima non è costituzionale.

Se poi l’alunno che ha scelta l’Attività alternativa è obbligato a frequentarla, questo non è scritto da nessuna parte.

Chi paga i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare Ministeriale numero 316 del 28 ottobre 1987 tra l’altro così recita: “Relativamente alle modalità di impiego del personale per lo svolgimento delle attività didattiche e formative e per l'assistenza allo studio o alle attività individuali si precisa che debbono prioritariamente essere utilizzati docenti totalmente o parzialmente in soprannumero o comunque tenuti al completamento in quanto impegnati con orario inferiore a quello d'obbligo, nonché docenti dichiaratisi disponibili a prestare ore eccedenti. Tali docenti debbono essere scelti fra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alle attività in parola, atteso che così viene assicurato, per gli alunni avvalentisi e per quelli non avvalentisi, il rispetto del principio della "par condicio". “….”

Allo scopo di assicurare l'effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all'assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l'utilizzazione del personale già in servizio.”

Questo significa che se la scuola si organizza da subito, può nominare un docente per tutto l’anno per lo svolgimento dell’attività alternativa con retribuzione a carico del tesoro.

 

 

 

Nel caso in cui, richiesta precedente, accettassi una supplenza annuale di altra classe di concorso che termina il 30 giugno, essendo di ruolo per l'IRC, i due mesi luglio e agosto sono retribuiti? Cordiali saluti

 

Risposta:

Dovrai far domanda di aspettativa fino al 30 giugno.

 

 

 

 

Gentile prof.Incampo, ho bisogno del suo aiuto e cioè: facendo il contratto ad un docente di religione con 4 anni (dalla Ricostruzione di carriera registrata) + altri 5 anni di servizio, per un totale di 9 anni di servizio, ora al contratto purtroppo da fare a mano, quale sarebbe la retribuzione da scrivere per fare in modo che la DPT lo paghi giusto? Grazie molte

 

Risposta:

Ti consiglio di scaricare da internet un programma buonissimo.

Il sito è www.sisdata.it

 

 

 

Se un ins di ruolo IRC accetta supplenze annuali classe DI CONCORSO diversa, lo stipendio cambia? Che logica segue?

 

Risposta:

Verrà retribuito da supplente.

 

 

 

Egregio professore ho insegnato religione nella scuola media dal nov. 2013 al 31 agosto 2014 (incaricato annuale). Ho conseguito il baccellierato in teologia nel gennaio 2011 presso la facoltà teologica di Lugano (Svizzera) istituita dalla santa sede nel 1991. Posso continuare ad insegnare religione anche dopo il 2017? Oppure ho bisogno di integrare alcuni esami? ho notato che gli esami che ho dato sono gli stessi che fanno nella maggior parte delle facoltà italiane. Le chiedo questo perchè alcuni colleghi mettono in dubbio la validità del mio titolo e la liceità dell'incarico annuale che ho appena svolto. cordiali saluti. Risposta: Puoi stare tranquillo, potrai continuare ad insegnare anche dopo il 2017 e potrai partecipare anche ad un eventuale concorso. Egregio professore, scusi se insisto: la C.E.I. ogni anno da l'elenco al MIUR delle facoltà valide per il rilascio del titolo di studio idoneo all'insegnamento della religione cattolica. Ho trovato un elenco di qualche anno fà, e non era presente la facoltà di Lugano (Svizzera) ma erano presenti solo facoltà e istituti italiani. Adesso io non saprei proprio se la facoltà di Lugano rientra i questo elenco.

 

Risposta:

Ti consiglio di rivolgerti ad una facoltà italiana per “convertire” il titolo.

 

 

 

In merito alla ricostruzione di carriera ho delle domande da porle. Ho conseguito l'idoneità del 4 anno per l'insegnamento nel 1996 la prima supplenza nel 1999. Da 10 anni ho l'incarico annuale ma non sempre con l'orario completo (scuola primaria). Posso chiedere che mi venga fatta la ricostruzione? Questo anno in corso ho avuto la nomina solo per 17 h Grazie

 

Risposta:

Certamente!

Puoi usare il seguente modello:

Al Dirigente Scolastico

“Denominazione della scuola”

CITTA’

 

 

Oggetto: applicazione dell’ultimo comma dell’articolo 53 della legge numero 312 dell’11.7.1980 e successive modificazioni.

 

 

 

Il sottoscritto professor _______________________nato a _________________ il ____________________ docente incaricato di religione cattolica presso questa scuola

CHIEDE

l’applicazione della legge in oggetto.

A tal fine dichiara di aver prestato i seguenti servizi:

  1. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  2. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  3. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  4. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  5. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  6. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  7. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  8. ………………………………

 

Con osservanza,

Data                                                                               Firma

 

 

 

Un ins di religione di ruolo, laureato e abilitato (tfa) iscritto nelle graduatorie di istituto, può accettare le supplenze annuali senza dover rinunciare al ruolo? Grazie

 

Risposta:

Il comma 1 dell’articolo 36 del CCNL 2007 recita così: Ad integrazione di quanto previsto dall’art. 28, il personale docente può accettare, nell’ambito del comparto scuola, rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o grado d’istruzione, o per altra classe di concorso, purchè di durata non inferiore ad un anno, mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni, la titolarità della sede.”

 

 

 

Sono insegnante di religione in ruolo dal 2005. Il primo di settembre sono venuta a conoscenza (non ho ricevuto alcuna comunicazione) della modificazione della cattedra. I quesiti che vi pongo sono i seguenti:

- Quale è il monte ore delle cattedre miste e la precisa disciplina di riferimento? Nell caso in cui un insegnante è entrato nei ruoli della Primaria e pagato con qualifica KRR5 ma ha svolto un orario dell'infanzia dell'ora in più è possibile chiedere il pagamento retroattivo e in base a quale norma? -La diocesi può modificare la cattedra delle insegnanti di Religione di ruolo senza alcun preavviso e motivazione e senza alcuna richiesta da parte dell'interessata ed in base a quale normativa? - E' possibile che la cattedra sia assegnata su due I.C. ma effettivamente svolta su 6 paesi in considerazione che non si riesce neanche a coprire le ore assegnate' ed in base a quale normativa sia in senso positivo che negativo.

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che per le cattedre miste il massimo è di 25 ore settimanali.

Quanto a tutto il resto ti ricordo che è l’Ordinario che prone l’insegnante anche se questi è di ruolo.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo sono una irc stabilizzata, insegno da31anni di cui 28 come irc, avendo già compiuto 66 anni e tre mesi mi è stato detto che non era più possibile continuare insegnamento pertanto ho fatto domanda di pensione prima del 31 agosto data di scadenza del contratto. Volevo sua conferma grazie

 

Risposta:

E’ proprio così.

Il MIUR ha bloccato tutte le proroghe dopo i 65 anni di età.

 

 

 

Gent.mo Dr. Incampo, vorrei sapere cortesemente se un'insegnante di ruolo presso un Istituto comprensivo ha diritto o meno a conservare le ore di insegnameto presso detto Istituto, oppure se deve accettare la nomina, che viene assegnata ogni anno dall'ufficio diocesano, su due Istituti comprensivi diversi pur avendo lo stesso Istituto aumentato le ore disponibili e pertanto avendo una cattedra intera più altre ore.

 

Risposta:

Tutti gli incarichi sono annuali e finiscono il 31 agosto.

E’ obbligo dell’Ordinario diocesano far proposta per l’anno successivo.

 

 

 

Egregio prof, desidererei sapere se per un docente di religione a tempo determinato esiste la possibilità del congedo (retribuito) per il dottorato in teologia. Grazie saluti

 

Risposta:

Come previsto dal comma  57 dell’articolo 52 dalla Legge numero 448 del 28.12.2001,  tale beneficio è previsto anche per il personale non di ruolo.

Il Consiglio di Stato, con la Sentenza del 19/3/2013, numero 1608, ha confermato il precedente Parere n. 5066, del 2/10/2007, espresso dalla sez. VI, nel senso che beneficio vale solo per i corsi di dottorato istituiti presso le università italiane.

 

 

 

Negli uffici competenti che assegnano le supplenze e gli incarichi annuali agli insegnanti di r.c difficilmente si possono visionare le graduatorie inerenti queste due categorie. Mi domando se questo sia giusto e legale. Come bisogna fare per vedere il proprio punteggio nella apposita graduatoria? Ringrazio anticipatamente.

 

Risposta:

L’ufficio suola non compila una graduatoria, ma un elenco da dove l’Ordinario attinge i nominativi per poter poi fare proposte di nomina.

Non esiste nessuna normativa che obblighi l’Ordinario a formulare gli elenchi in un certo modo, ma è lo stesso Ordinario a definirli tenendo presente il numero 804 del Codice di Diritto Canonico che così recita: “l’Ordinario del luogo si dia premure che coloro, i quali sono deputati come insegnanti della religione nelle scuole, anche non cattoliche, siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica”.

 

 

 

Gent. Prof. Incampo rispondendo ad una mia richiesta sulla ricostruzione carriera di noi IRC la segreteria della mia scuola mi ha comunicato che gli anni di insegnamento come supplente non potranno essere conteggiati e che si partirà, per la ricostruzione, dal quarto come incaricato. è così?

 

Risposta:

E’ proprio così.

Ai fini della ricostruzione di carriera valgono solo gli anni con il titolo.

 

 

 

Egregio Professore, volevo porle un quesito, il prossimo sarà il mio quarto incarico annuale, io ho avuto per tre anni la cattedra ad orario completo, quest'anno invece ho avuto una diminuzione di orario a 16h e 30 su 25 solo scuola infanzia, volevo sapere se in termini economici, ci perdo qualcosa oppure lo stipendio resta uguale

 

Risposta:

Verrai retribuito in base alle ore di insegnamento.

 

 

 

Egregio professore ho insegnato religione nella scuola media dal nov. 2013 al 31 agosto 2014 (incaricato annuale). Ho conseguito il baccellierato in teologia nel gennaio 2011 presso la facoltà teologica di Lugano (Svizzera) istituita dalla santa sede nel 1991. Posso continuare ad insegnare religione anche dopo il 2017? Oppure ho bisogno di integrare alcuni esami? ho notato che gli esami che ho dato sono gli stessi che fanno nella maggior parte delle facoltà italiane. Le chiedo questo perchè alcuni colleghi mettono in dubbio la validità del mio titolo e la liceità dell'incarico annuale che ho appena svolto. cordiali saluti.

 

Risposta:

Puoi stare tranquillo, potrai continuare ad insegnare anche dopo il 2017 e potrai partecipare anche ad un eventuale concorso.

 

 

 

Egr. prof., facendo seguito al quesito già posto che inizia così: "c 'è un regolamento nazionale che regola le graduatorie degli idr'', a cui lei ha già risposto, volevo porle un ulteriore quesito che nasce da una nota che un prof. precario ha ricordato con una mail all'ufficio scuola della curia che dice: Dopo 10 anni di incarico annuale nella scuola primaria, dopo aver atteso invano il completamento orario fino alle 24 ore, dopo aver appreso ogni anno dell'assegnazione di altri incarichi annuali senza ridistribuzione delle ore in eccesso a chi non aveva ancora orario cattedra... mi permetto di ricordare all'Ufficio Diocesano per l'IRC il dovere morale e l'obbligo normativo ad ottemperare al completamento dell'orario di ogni docente prima di effettuare nuovi inserimenti part-time nella scuola (dovere che non riguarda solo il 70% dei vincitori di concorso, ma ogni insegnante nominato d'intesa, per non incorrere nel vizio legale di "disparita di trattamento" e nell'identificazione di insegnanti di serie A e serie B). A tale proposito cito il Prof. Sergio Cicatelli che già nel 2003 così scriveva "La CM 226/90 ha stabilito che la <>. Tuttavia il Ccnl '95, art. 47, c.7 (oggi articolo 37, c.6, del Ccnl '03), proprio in tema di orario di insegnamento, ha richiesto che si debba tendenzialmente perseguire il raggiungimento dell'orario d'obbligo previsto per ciascun ordine e grado di scuola, limitando di molto la discrezionalità dei vescovi nel proporre l'orario di servizio di ciascun docente. La CM 302/95 ha precisato, infatti, che si dovranno ridistribuire le ore di volta in volta disponibili tra gli Idr già in servizio fino al raggiungimento dell'orario d'obbligo". (Prontuario giuridico IRC, Queriniana). Allego inoltre la Nota di accompagnamento al decreto del MPI del 13 luglio 2007 a cura del Servizio Nazionale IRC della CEI dove al punto 4 delle "Avvertenze" è così scritto... << I Responsabili degli Uffici scuola diocesani - Servizio Irc sono tenuti ad aver presenti alcuni criteri... 4. per i posti a tempo determinato rimane lÂ’impegno ad assicurare lÂ’orario di cattedra possibilmente per tutti gli Idr, impegno che riguarda soprattutto gli Idr laici>>. Non potendo comprendere la nomina di oltre 10 nuovi insegnanti (almeno nelle primarie) in 10 anni senza aver prima completato l'orario dei già in servizio (dove il dare lavoro a chi non ne ha, non è una giustificazione ma un pregiudizio morale, dato che non può essere fatta carità senza giustizia, come la parabola delle vergine stolte e sagge ci ricorda) e ravvisandone gli estremi di illegittimità, prego l'Ufficio di prendere seri provvedimenti in proposito, così da difendere la vostra risaputa serietà ed evitare l'utilizzo dei mezzi preposti al rispetto delle norme vigenti. Alla luce di tutto questo volevo sapere se tutte queste leggi citate sono valide o se l'ufficio scuola non ne deve tenere conto, tranne il n. 804 del codice di diritto canonico. In attesa porgo distinti saluti.

 

Risposta:

Ho avuto modo di leggere la “nota” del collega.

A questo proposito è logico porsi le seguenti domande: l’istituto dell’idoneità perché esiste solo per gli insegnanti di religione? Quali esigenze deve difendere? Per chiarire meglio la risposta a queste domande, mi sembra opportuno richiamare prima la norma. Il Codice di Diritto Canonico impone all’Ordinario Diocesano di accertarsi che gli aspiranti all’insegnamento della religione cattolica “… siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica"  (Can. 804). Non leggiamo però ancora la parola idoneità che  troviamo però per la prima volta nel protocollo addizionale dell’Accordo di revisione del Concordato (Legge 121 del 23.3.1985) “… L’insegnamento della religione cattolica …. è  impartito …. Da insegnanti riconosciuti idonei dall’autorità ecclesiastica”  e al punto 2.5 del DPR n. 751 del 16.12.1985 che afferma “l’insegnamento della religione cattolica è impartito da insegnanti in possesso di idoneità riconosciuta dall’ordinario diocesano e da esso non revocata”. A questo punto la risposta alle domande si può formulare in questi termini: l’istituto dell’idoneità permette di realizzare il principio che è la Chiesa il soggetto cui compete  l’insegnamento della religione cattolica, per cui si ha effettivamente tale insegnamento  solo quando il docente è in particolare rapporto di comunione e di identità con la comunità ecclesiale. L’insegnante di religione cattolica non solo deve insegnare correttamente il contenuto della religione cattolica, ma deve essere coinvolto in questo contenuto. Questa esigenza sta alla base non solo dell’idoneità, ma anche dell’eventuale revoca, perché il canone 805 prevede espressamente che “E’ diritto dell’Ordinario Diocesano del luogo per la propria diocesi di nominare o di approvare gli insegnanti di religione, e parimenti, se lo richiedano motivi di religione o di costumi, di rimuoverli oppure di esigere che siano rimossi”.

Non è quindi un diritto, solo perché si è in possesso del titolo di qualificazione professionale, pretendere di insegnare religione, ma è importante essere in comunione con la Chiesa.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, sono IDR presso una scuola secondaria di primo grado, paritaria e cattolica. le chiedo se sarebbe possibile svolgere il ruolo di coordinatore di classe oltre che IDR. la ringrazio molto per la sua cortese risposta e la saluto cordialmente.

 

Risposta:

Certamente!

 

 

 

Gentilissimo professore, le scrivo per chiederle un suo parere in merito alla applicazione del cosiddetto beneficio un quinto ex art. 2 comma 5 del ccnl. Le espongo il caso: Docente di ruolo con cattedra Primaria - contrazione oraria sull'istituto su cui è utilizzata e in cui vi sono altri due docenti di ruolo già in servizio con 4 ore a disposizione ognuno (sempre con il beneficio di cui in oggetto); ipotesi presentata all'USR di Napoli: 14 h. primaria + 1 h. di programmazione + 4,5 di infanzia con, quindi, 4,5 h. a disposizione. L'ipotesi è legittima? il calcolo va fatto sulle 24 h. (22 + 2 ) dell'incarico? Grazie per la sua cortese risposta.

 

Risposta:

Penso proprio di si.

Tieni presente che le cattedre miste possono avere un orario settimanale fino a 25 ore settimanali.

 

 

 

Perché la laurea magistrale in scienze religiose non consente l'iscrizione ai PAS per il sostegno, grazie per la sua disponibilità e competenza.

 

Risposta:

Perché la laurea magistrale in scienze religiose non ha classe di concorso.

 

 

 

Egr. Prof. Incampo, grazie per la risposta. Ho un'ulteriore domanda per lei sempre in merito ala stessa questione. Attualmente l'Istituto in cui insegno da 12 anni ha 36 classi per l'A.S. 2014-2015. 18 di queste sono destinate alla collega di ruolo e 18 a me (incarico annuale). Antefatto: la classe in oggetto è una 4ª, composta da 12 alunni di cui 3 non hanno mai frequentato IRC da che ne sono l'insegnante. A febbraio di quest'anno, entro i termini previsti, tutti i 9 alunni avvalentisi hanno presentato il modulo per non avvalersi più dell'IRC. Nonostante i miei tentativi di dialogo e il coinvolgimento dei colleghi del cdc e della presidenza, hanno perseverato nella scelta che ho dovuto rispettare. La classe quindi, a meno di bocciati dal precedente A.S. o di inserimenti da altri Istituti, sarà priva di avvalentisi. Devo rimanere a disposizione dell'Istituto, o - come mi è stato detto dalla Curia - perdo una classe e devo completare l'orario su un altro Istituto? Grazie della sua pazienza.

 

Risposta:

Se la scuola farà la richiesta all’USR e all’Ufficio Scuola Diocesano di 35 classi, tu devi necessariamente completare con un altro istituto.

 

 

 

Egr. prof., vorrei porre alla sua attenzione questo quesito:c'è un regolamento nazionale che regola le graduatorie degli idr e quali sono i titoli e le abilitazioni che concorrono a formare dette graduatorie? Nell'assegnazione degli incarichi l'ordinario diocesano deve tenere conto di un'eventuale graduatoria diocesana stilata per tempo dall'ufficio scuola, oppure è libero da obblighi e la sua condotta è insindacabile?
Aggiungo al mio quesito questa domanda: Come si deve comportare l'ordinario diocesano con quelli che hanno partecipato al concorso nazionale idr del 2004 e sono risultati idonei ma non sono stati immessi in ruolo? Nell'attribuzione del numero di ore dell'incarico annuale deve tener conto della graduatoria del concorso nazionale o deve stilare una nuova graduatoria diocesana, che non tiene conto di quella del concorso idr, comprendendo anche coloro che non hanno fatto il concorso? Infine, essendo pochi gli idonei al concorso idr può attribuirgli il numero di ore cattedra? Attendendo una sua risposta, porgo distinti saluti.

 

Risposta:

L’ufficio suola non compila una graduatoria, ma un elenco da dove l’Ordinario attinge i nominativi per poter poi fare proposte di nomina.

Non esiste nessuna normativa che obblighi l’Ordinario a formulare gli elenchi in un certo modo, ma è lo stesso Ordinario a definirli tenendo presente il numero 804 del Codice di Diritto Canonico che così recita: “l’Ordinario del luogo si dia premure che coloro, i quali sono deputati come insegnanti della religione nelle scuole, anche non cattoliche, siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica”.

 

 

 

Egr. professore, cosa succede nel caso si verifichi che un'intera classe non si avvalga dell'IRC ? E come si dovrebbe comportare l'idr ? Quali sono le conseguenze sul piano orario della classe in questione? L'idr ha o non ha un incarico sulla classe ? Grazie.

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che il Concordato afferma con chiarezza che “La Repubblica Italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.”
Questo significa che nel quadro orario comunque ci deve essere religione cattolica e questo a prescindere dagli avvalentesi.

La Circolare Ministeriale numero 253 del 13.8.1987 così recita: “…Precisasi altresì che esercizio diritto scelta avvalentesi aut non avvalentesi insegnamento religione cattolica non potest costituire criterio per  formazione classi, et, pertanto, debet essere mantenuto unità classe cui appartiene alunno”

Rispondendo ad un quesito posto dal Provveditore di Pisa, il Ministero della Pubblica Istruzione, con nota numero 11197 del 13.12.1991, ha precisato: “… Non sembra consentito all’accorpamento a classi parallele, anche nel caso in cui il numero di alunni per classe avvalentesi dell’insegnamento della religione cattolica sia inferiore a 15”.

Nella stessa direzione è la Circolare Provveditoriale del Provveditore agli studi di Milano, prot, numero 50206/1 del 18 dicembre 1998.

Infine eccoti un parere del Consiglio di Stato a tal proposito

«Vista la relazione in data 5/2/1998 prot. n. 454 con la quale il Ministero della Pubblica Istruzione ‑ Direzione Generale Istruzione Tecnica ‑ chiede il parere del Consiglio di Stato in ordine al ricorso straordinario indicato in oggetto; esaminati gli atti e udito il relatore;

premesso:

La prof.ssa ****** incaricata dell'insegnamento della religione cattolica presso l'**** "*****" di ***** con orario cattedra di 18 ore ha proposto ricorso straordinario avverso il provveditorato prot. n. 3841 del 5/4/1997 con il quale il Preside del predetto Istituto ha comunicato alla Direzione Provinciale del Tesoro, al Provveditore agli studi ed alla Curia Vescovile la rettifica del contratto di lavoro della ricorrente a T.D. da 18 a 17 ore di cattedra con decurtazione dello stipendio in ragione di un diciottesimo relativo ad una ora di lezione.

Nel ricorso vengono dedotti i seguenti motivi:

‑  le norme contrattuali non prevedono quale motivo di recesso la diminuzione delle ore;

‑  il Preside non ha dato formale disdetta;

‑  la ricorrente aveva diritto al trattamento dei docenti a tempo indeterminato.

L'Amministrazione, nella propria relazione, osserva che nella specie non risulterebbero tutelati in uguale misura l'interesse pubblico e l'affidabilità contrattuale.

Considerato:

La ricorrente impugna il provvedimento indicato in premessa con il quale è stata comunicata la rettifica del suo contratto di lavoro.

L'Amministrazione fa presente che l'istante è docente a tempo determinato per l'insegnamento di religione presso l'ITIS "*****" di *****.

A partire dal 22/2/1997, in quanto l'unico alunno che nella classe IV A aveva scelto di avvalersi dell'insegnamento della Religione Cattolica si era ritirato dalla frequenza, il suo orario era ridotto di fatto a 17 ore settimanali.

Dopo aver informato la Presidenza in attesa di comunicazione ufficiali circa la sua futura utilizzazione l'istante ha continuato a prestare servizio per quell'ora come risulta dal registro di classe.

Tanto considerato e per quanto riguarda le doglianze formulate dalla ricorrente deve rivelarsi che le stesse debbono ritenersi fondate.

Va anzitutto riconosciuto che né il contratto collettivo di categoria né il contratto individuale stipulato dal Preside prevedono quale motivo di recesso la diminuzione delle ore.

Inoltre non può ritenersi legittimo l'operato del Preside il quale non ha provveduto a dare formale disdetta del contratto ma si è limitato a decurtare lo stipendio con effetto retroattivo nonostante la docente avesse continuato regolarmente a prestare servizio anche per quell'ora.

Appare infine fondata anche la doglianza relativa alla utilizzazione della istante disposta solo in forma verbale e per eventuali supplenze.

Infatti essendo gli insegnanti di religione con incarico annuale inquadrati quali docenti a tempo determinato e dovendosi tale posizione ritenere sostanzialmente equiparata ai docenti assunti a tempo indeterminato la ricorrente avrebbe dovuto ottenere una diversa stabile utilizzazione per l'ora in questione.

Pertanto, come si fa rilevare, nella specie se l'interesse pubblico è stato adeguatamente tutelato non ha trovato una eguale tutela l'affidabilità contrattuale.

Il ricorso deve essere pertanto accolto.

P.Q.M.

esprime il parere che il ricorso debba essere accolto.

(Parere del Consiglio di Stato, Sezione Il, 25 marzo 1998, N. Sezione 321/98)

 

 

 

Egregio professore vorrei porle un quesito riguardante la graduatoria incari cati IRC, può l'ordinario diocesana dare un incarico a chi in graduatoria si trova in una posizione inferiore alla mia e non darlo a me? grazie mille

 

Risposta:

L’ufficio suola non compila una graduatoria, ma un elenco da dove l’Ordinario attinge i nominativi per poter poi fare proposte di nomina.

Non esiste nessuna normativa che obblighi l’Ordinario a formulare gli elenchi in un certo modo, ma è lo stesso Ordinario a definirli tenendo presente il numero 804 del Codice di Diritto Canonico che così recita: “l’Ordinario del luogo si dia premure che coloro, i quali sono deputati come insegnanti della religione nelle scuole, anche non cattoliche, siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica”.

 

 

 

Sono un insegnante di rc di ruolo dal 2004 e vorrei sapere se nel richiedere l'utilizzazione su posto di scuola primaria per religione devo indicare necessariamente una scuola con la cattedra completa o posso indicare la scuola che preferirei (pur con due ore mancanti) completando con le ore di un'altra scuola dello stesso comune? Grazie. Nei documenti reperiti non riesco a trovare alcuna informazione al riguardo...

 

Risposta:

Certamente!

Tieni presente però che la domanda sarà presa in considerazione solo corredata dalla certificazione di idoneità rilasciata dall’ufficio scuola diocesano.

 

 

 

Gentilissimo professore, Sono un incaricato annuale IRC nella scuola primaria da 19 anni e nella mia carriera ho usufruito di una cessione del quinto, rinnovata una seconda volta. Adesso, arrivato al quasi saldo, ho chiesto un nuovo rinnovo della cessione e RTS della mia provincia mi vuol negare il benestare, affermando che il mio contratto è annuale e che quindi non ne ho diritto. Cosa posso fare? La ringrazio

 

Risposta:

Io allegherei alla domanda quanto riportato nel comma 5 dell’articolo 40 del CCNL comparto scuola e cioè “Gli insegnanti di religione cattolica sono assunti secondo la disciplina di cui all'art. 309 del D.lgs. n. 297 del 1994, mediante contratto di incarico annuale che si intende confermato qualora permangano le condizioni ed i requisiti prescritti dalle vigenti disposizioni di legge.”

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,
saprebbe dirmi per favore quando viene liquidato il TFR se si è licenziati a giugno come insegnante IRC? E cosa fare per richiederlo?
Grazie

 

Risposta:

Il TFR viene liquidato solitamente entro dicembre.

La pratica del TFR la invia la scuola all'INPDAP telematicamente

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo le allego il corpo della circolare del Responsabile dell'ATP di Cosenza Prot. n 6037 del 9 luglio 2014 (OGGETTO: Utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. per lÂ’anno scolastico 2013/14. Presentazione domande Docenti di religione Cattolica.) che prescrive l'obbligatorietà della domanda di utilizzazione anche ai docenti di R.C. che lavorano in istituzioni scolastiche che hanno avuto un aumento di classi e pur in costanza della volontà di rimanere dove sono. "Giorno 08 luglio 2014 è stata pubblicata sulle New dellÂ’ USR della Calabria la circolare n. 10485 di cui allÂ’oggetto che prevede il termine del 25 luglio 2014 per la presentazione delle domande di utilizzazione dei docenti di religione cattolica. A tal fine, si precisa quanto segue: 1°- le suddette domande, pena esclusione, vanno presentate a questo Ufficio sui relativi modelli UR1 e UR2 avendo lo scrivente avuto delega dallÂ’USR; 2°- debbono produrre domanda di utilizzazione tutti quei docenti che prestano servizio in istituzioni scolastiche che hanno avuto una riduzione o un aumento di classi rispetto allÂ’anno scolastico 2013/2014 e tutti coloro che intendono chiedere lÂ’utilizzazione di ore su altra sede o su una sede resasi vacante a seguito pensionamento o altro, chiaramente sede della diocesi di appartenenza. Allegata alla domanda va inserita lÂ’eventuale opzione fatta dalla docente per quegli istituti che nellÂ’A.S. 2014/2015 sono stati oggetto di razionalizzazione. Per le utilizzazioni nelle istituzioni scolastiche richieste, si seguirà lÂ’ordine della graduatoria definitiva regionale di prossima pubblicazione." Mi chiedo e Le chiedo: vero è che i docenti di r.c. di ruolo si trasferiscono a domanda? vero è che le sedi assegnate s'intendono confermate di anno in anno finchè permanga la disponibilità oraria nell'Istituzione Scolastica (ex art.8 c.2 o.m.n.38 del 22/05/2014)? Considerato che l'assegnazione alla sede di servizio è avvenuta nel momento dell'immissione in ruolo a seguito dell'intesa tra il Direttore dell'USR e l'Ordinario Diocesano, vero è che una successiva rimozione da tale sede può avvenire esclusivamente a seguito di revoca dell'idoneità dell'insegnamento o per la mancanza di disponibilità oraria? Tanto al fine di evitare quanto si è già verificato lo scorso anno, a sorpresa, in alcuni Istituti della Diocesi di Cosenza-Bisignano e cioè che, per le utilizzazioni nelle istituzioni scolastiche richieste, si è seguito lÂ’ordine della graduatoria definitiva regionale a danno di chi si trovava nell' I. S.da molti anni ma che si trovava a occupare un posto inferiore nella graduatoria Regionale. In attesa di un cortese sollecito riscontro, porgo distinti saluti

 

Risposta:

E’ il caso di informare sia l’Ufficio scolastico regionale che l’ufficio scuola diocesano e regionale.

La circolare in questione dovrebbe essere ritirata, perché non conforme alla norma.

 

 

 

Gent.le Prof. Incampo, la mia domanda è la segue nte: nella sessione autunnale o invernane del 2015, dovrei discutere la tesi di laurea per il conseguimento della laurea triennale in scienze religiose; la domanda è la seguente: ai fini civili la mia laurea avrà un riconoscimento percui potrò poi iscrivermi ad una laurea specialistica presso una università statale? e il titolo a questo punto varrà come laurea breve civile? con riconoscimento del titolo a tutti gli effetti civili? Grazie per una eventuale risposta.

 

Risposta:

La laurea breve in scienze Religiose è laurea breve a tutti gli effetti.

Per poterla “spendere” in altre università ti conviene rivolgere le domande alla università dove intendi iscriverti.

 

 

 

Buongiorno, una collega mi ha detto che il nostro diploma (conseguito nel 1994 in un Istituto psico-socio-pedag ogico) è abilitante, ora io mi chiedo e Le chiedo: cosa vuol dire per me idr di ruolo nella Scuola Primaria? Posso forse chiedere il passaggio su posto comune? La ringrazio vivamente.

 

Risposta:

Per gli IdR non cambia niente.

 

 

 

Gentile prof., le chiedo ancora alcune chiarimenti per fare i conti delle ferie che spettano ai docenti incaricati fino al 30 giugno, e cioè: una docente, ad es. che per 7 ore sett. lavorando su 3 g. a settimana. Come gli dovrebbero essere conteggiate le ferie , cioè quante ferie gli spetterebbero? grazie tante

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che gli incaricati annuali devono essere assunti fino al 31 agosto e non fino al 30 giugno.

Questo significa che se il tuo contratto è fino al 30 giugno non sei incaricato annuale, ma supplenza.

Le ferie quindi devono essere calcolate in proporzione al servizio prestato.

 

 

 

Egregio prof. Nicola Incampo,ho avuto il piacere di leggere da "Scuola e Didattica " il vostro articolo relativo al giudizio di religione per l'ammissione all'esame di Stato (Secondaria di I° grado). Ho ritenuto opportuno sottoporlo al giudizio del mio Dirigente il quale lo ha considerato molto giusto tanto che mi ha subito chiesto di scrivere di mio pugno una lettera, argomentando sul testo da lei scritto. Il Dirigente  si rende disponibile a far pervenire tale lettera ai vari sindacati ed anche più in alto. Vorrei chiederle aiuto per la tipologia e l'impostazione da dare alla suddetta lettera Sicura della vostra disponibilità la saluto cordialmente

 

Risposta:

Nell’articolo da te citato ci sono tutte le motivazioni.

 

 

 

Gent.mo prof.Incampo,

sono un IDR.
Essendo in gravidanza volevo conoscere bene i mie diritti ecc. Potrebbe farmi conoscere un documento a riguardo o un resoconto dei miei diritti?

grazie mille

 

Risposta:

Il tema dei congedi parentali è stato disciplinato dal contratto economico sul secondo biennio 2000-2001 in quanto la legge numero 53 dell’8 marzo 2000 prima e il Testo Unico sulla maternità poi avevano dato più organicità e più garanzie a tale materia.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2003 al comma 1 dell’articolo 12 così recita: “Al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nel D. L.gs. n. 151/2001”.

E il comma 1 dell’articolo 11 del D. L.gs. n. 151/2001 recita testualmente:

Al personale dipendente si applicano le vigente disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nella legge numero 1204/1971, come modificata ed integrata dalle leggi numero 903/1977 e numero 53/2000”

La formulazione di detto comma non fa più distinzione di destinatari di contratto a tempo determinato e destinatari a tempo indeterminato, ma estende i benefici “Al personale dipendente”.

Infatti dal comma 2 in poi si farà sempre riferimento “alla lavoratrice”.

Questo significa che l’insegnante di religione cattolica pur essendo destinataria di contratto a tempo determinato gode degli stessi benefici delle insegnanti con contratto a tempo indeterminato.

Di conseguenza le insegnanti di religione lavoratrici madri avranno diritto:

Per l’astensione obbligatoria e/o astensione per complicanza della gestazione all’intera retribuzione e non più all’80%;

Per l’astensione facoltativa, che è di durata massima di sei mesi nei primi tre anni di vita del bambino, all’intera retribuzione  nei primi trenta giorni e al 30% per il restante periodo;

Per la malattia del bambino all’intera retribuzione per un mese ogni anno fino al terzo anno di vita del bambino;

Per la malattia del figlio alla retribuzione pari al 30% 5 giorni all’anno per il figlio da 3 a otto anni.

 

A conferma di quanto scritto, si ricorda che l’ARAN, in caso analogo, al quesito “Le norme a tutela delle lavoratrici madri si applicano anche ai dipendenti a tempo determinato? – quesito formulato dal comparto Regione ed Autonomie Locali – ha così  risposto: “L’articolo 7 comma 10 del CCNL del 14.9.2000 prevede espressamente che al personale a tempo determinato si applica lo stesso trattamento giuridico ed economico del restante personale a tempo indeterminato salvo le eccezioni espressamente indicate nello stesso articolo. Pertanto le disposizioni a tutela delle lavoratrici madri si applicano anche al personale a tempo determinato, negli stessi modi previsti per il restante personale, anche per quanto riguarda la retribuzione. Precisiamo, inoltre, che il trattamento economico spettante in caso di astensione obbligatoria per maternità, a differenza per quanto previsto dall’astensione facoltativa o per le ipotesi di malattie, nei rapporti a tempo determinato continua ad essere corrisposto alla lavoratrice madre anche dopo la scadenza del termine del contratto”.

A scanso di equivoci faccio notare che la legge sulla maternità – cioè il Decreto Legislativo numero 151 del 20 marzo 2001 – vale sia per il dipendente regionale che per i pubblici dipendenti.

Vorrei inoltre far notare che il comma 2 dell’articolo 1 del succitato Decreto Legislativo recita testualmente “Sono fatte salve le condizioni di maggior favore stabilite da leggi, regolamenti, contratti collettivi, e da ogni altra disposizione”  e che l’articolo 3 stabilisce “Divieto di discriminazione” come appunto dice il titolo.

Questo significa che una lavoratrice madre sia essa dipendente regionale, o delle autonomie locali,  o pubblico dipendente, gode degli stessi benefici.

 

 

 

Gentilissimo professor Incampo, potrebbe darmi gli estremi del decreto in cui si dice che il servizio di Irc non verra' valutato in graduatoria d'istituto seconda fascia? Grazie 

 

Risposta:

La nota numero 6 (note al punto e) titoli di servizio) dell’allegato A del Decreto Ministeriale numero 201 del 25 maggio 2000 (Regolamento supplenze)

Non conosco altre norme.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, mia madre possiede una laurea magistrale in scienze religiose conseguita nel novembre 2012 con ottimi voti. potrei sapere il termine ultimo entro il quale poter inoltrare la domanda d'inserimento in graduatoria nella diocesi di potenza. in attesa di risposta. distinti saluti

 

Risposta:

Allo scivente risulta che a Potenza non ci sono nuovi inserimenti nell’elenco dicoesano.

 

 

 

Salve, avendo una laurea conseguita presso istituto superiore di scienze umane e religiose di Messina potrei inserirmi in gra duatorie istituto , in terza fascia. Ricordo che non possiedo comunque il diploma di maturità magistrale. il modulo sarebbe il A2Bis e la classe di concorso, nell'eventualità che dovrei indicare. Grazie

 

Risposta:

Mi pare prorpio di no.

 

 

 

Faccio parte d el Personale A.T.A. del Comparto Scuola, nellÂ’A.S. 2012-2013 ho fruito di un congedo biennale retribuito (24 mesi) per assistere mio padre in situazione di grave disabilità. La settimana scorsa ho chiesto di fruire dello stesso congedo per mia madre, anche lei purtroppo nella stessa situazione. Il D.S.G.A. della mia Scuola di servizio, mi ha comunicato per iscritto, di non aver diritto a tale congedo ai sensi delle disposizioni vigenti. Eppure, leggendo il decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011, lÂ’art. 4 (Modifiche all'articolo 42, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di congedo per assistenza di soggetto portatore di handicap grave) al punto b) recinta quanto segue Â“Il congedo fruito ai sensi del comma 5 non puo' superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell'arco della vita lavorativa”. Gradirei avere un ragguaglio in proposito.

 

Risposta:

Il comma 5-bis dell’articolo 4 del Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119 così recita “ Il congedo fruito ai sensi del comma 5 non puo' superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell'arco della vita lavorativa.”.

Questo significa che il congedo non è “ripetibile”.

Infatti l’INPS ha affermato che anche in presenza di “pluralità di figli portatori di handicap, [...] non è mai possibile per lo stesso lavoratore fruire del “raddoppio”” dei congedi.

Sulla stesasa lunghezza d’ondadell’INPDAP: “Il periodo massimo di congedo (due anni) si applica complessivamente a tutti gli interessati, nell'arco della vita lavorativa di tutti, e può essere fruito alternativamente dagli aventi diritto. I periodi di congedo straordinario rientrano nel limite massimo dei due anni di congedo, anche non retribuito, che può essere richiesto da ogni lavoratore, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge 53/2000 “per gravi e documentati motivi familiari”.

 

 

 

Vorrei sapere: se nel mio istituto comprensivo, composto da circa 1500 alunni, si può richiede re il distaccamento totale per un vicario? qual è la normativa vigente?

 

Risposta:

Quanto poi agli esoneri e ai semiesoneri essi vengono normati dall’articolo 459 del Testo Unico che così recita: “1. I docenti che, eletti ai sensi dell'articolo 7, comma 2, lettera h), , siano incaricati di sostituire il direttore didattico o il preside in caso di assenza o impedimento, possono ottenere, da parte del provveditore agli studi, l'autorizzazione all'esonero o al semiesonero dall'insegnamento secondo i criteri e le modalità indicate nei successivi commi.

2. I docenti di scuola materna ed elementare possono ottenere l'autorizzazione all'esonero quando si tratti di circolo didattico con più di 80 classi.
3. I docenti di scuola media possono ottenere l'autorizzazione all'esonero, quando si tratti di scuole con più di 50 classi, o al semiesonero, quando si tratti di scuole con più di 35 classi.

4. I docenti di istituti e scuole di istruzione secondaria superiore ed artistica, esclusi gli istituti indicati al comma 5, possono ottenere l'autorizzazione all'esonero, quando si tratti di istituti e scuole con più di 50 classi, o al semiesonero, quando si tratti di istituti e scuole con più di 35 classi.

5. I docenti degli istituti tecnici industriali, aeronautici, agrari e nautici e degli istituti professionali per l'industria e l'artigianato, per l'agricoltura e per le attività marinare, nonché degli istituti d'arte, possono ottenere l'autorizzazione all'esonero, quando si tratti di istituti con più di 40 classi, o al semiesonero, quando si tratti di istituti con più di 30 classi.

6. L'autorizzazione all'esonero o al semiesonero può essere anche disposta, sulla base di un numero di classi inferiore di un quinto rispetto a quello indicato nei commi precedenti, quando si tratti di scuole o istituti che funzionano con classi di doposcuola, corsi di scuola popolare, corsi per lavoratori, corsi serali, o che attuino sperimentazioni autorizzate dal Ministero o adottino doppi turni di lezione o abbiano plessi, succursali, sezioni staccate o sedi coordinate.

7. Negli istituti e scuole che funzionano con sezioni staccate, sedi coordinate, corsi serali o per lavoratori, fermi restando i criteri sopra indicati, l'esonero o il semiesonero può essere autorizzato nei confronti dei docenti addetti alla vigilanza delle sezioni staccate, delle sedi coordinate, dei corsi serali o per lavoratori, anche se essi non siano collaboratori del preside.

8. Un ulteriore semiesonero può essere autorizzato nelle scuole funzionanti con un elevato numero di classi, fatta eccezione per quelle di cui al comma 6, per ogni trenta classi in più rispetto al numero di classi previsto dai commi 3 e 4.
9. Nei circoli didattici affidati in reggenza, l'autorizzazione all'esonero può essere disposta a prescindere dal numero delle classi funzionanti.”

 

La legge finanziaria del 2004 all’articolo 88 ha modificato tale articolo, infatti così leggiamo: “Fermo restando quanto previsto dall’articolo 22 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e dall’articolo 35 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, l’articolo 459 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, é sostituito dal seguente:

"Art. 459. - (Esoneri e semiesoneri per i docenti con funzioni vicarie) - 1. Nei confronti di uno dei docenti individuati dal dirigente scolastico per attività di collaborazione nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative ed amministrative, a norma dell’articolo 25, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dell’articolo 31 del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto scuola, di cui all’accordo del 24 luglio 2003, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 188 del 14 agosto 2003, può essere disposto l’esonero o il semiesonero dall’insegnamento sulla base dei criteri indicati nei commi da 2 a 5.

2. I docenti di scuola dell’infanzia ed elementare possono ottenere l’esonero quando si tratti di circolo didattico con almeno ottanta classi.

3. I docenti di scuola media, di istituti comprensivi, di istituti di istruzione secondaria di secondo grado e di istituti comprensivi di scuole di tutti i gradi di istruzione possono ottenere l’esonero quando si tratti di istituti e scuole con almeno cinquantacinque classi, o il semiesonero quando si tratti di istituti e scuole con almeno quaranta classi.

4. L’esonero o il semiesonero dall’insegnamento può essere anche disposto sulla base di un numero di classi inferiore di un quinto rispetto a quello indicato nei precedenti commi, quando si tratti di scuole o istituti funzionanti con plessi di qualunque ordine di scuola, sezioni staccate o sedi coordinate.

5. Negli istituti e scuole che funzionino con sezioni staccate o sedi coordinate, fermi restando i criteri sopra indicati, l’esonero o il semiesonero può essere disposto nei confronti dei docenti addetti alla vigilanza delle predette sezioni staccate o sedi coordinate, anche se essi non siano tra i docenti individuati ai sensi del comma 1".

Dirigente Scolastico, ricorrendone le condizioni di cui sopra.

 

 

 

Gentile prof. Le chiedo ancora gentilmente alcune delucidazioni e cioè: un insegnante che ha conseguito il PAS e ora fa domanda per la 2 fascia. Il punteggio da attribuire per i servizi è quello effettuato dall’inizio della carriera? Oppure conserva quello della 3 fascia inserito precedentemente a cui si aggiungono i servizi effettuati nell’ultimo triennio?

 

Risposta:

In base alla fascia verrà attribuito il punteggio.

 

 

 

Caro Nicola, per il prossimo anno scolastico vorremmo presentare al Collegio docenti la richiesta di passare dalla scala dei voti-giudizi (scarso-sufficiente- molto- moltissimo) a (insufficiente- sufficiente- discreto- buono- ottimo) per adeguarci agli altri istituti secondari di secondo grado presenti sul nostro territorio Diocesi di Manfredonia. Potresti inviarci la normativa da citare per tale richiesta? Grazie Luciano

 

Risposta:

E’ sufficiente  presentare la richiesta al collegio dei docenti ed inserirla nel POF

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,

sono una docente irc di ruolo.

Ho letto da qualche parte che per chi usufruisce della legge 104 (per mio padre) è possibile chiedere due anni di permesso (aspettativa? non so se con o senza assegno), ma non riesco a trovare alcuna normativa in merito.

Può aiutarmi inviandomi i riferimenti di legge?

Grazie

 

Risposta:

La norma di riferimento è il comma 2 dell’articolo 4 della legge numero 53   dell’8.3.2000 e del comma 5 dell’articolo  42 del T.U. delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26.3.2001, numero 151.

 

 

 

Gentilissimo professor Incampo, sono un insegnate di scuola primaria con diploma magi strale vecchio ordinamento conseguito nel 1983. Non avendo abilitazioni sono attualmente iscritta in 3 fascia della graduatoria di istituto.sono 3 anni che insegno Irc con contratto annuale. Ora nonostante la mia intenzione sia quella di continuare con l'Irc, vorrei aggiornare la graduatoria ed inserirmi in seconda fascia d'istituto. E' possibile conteggiare anche il servizio di questi 3 anni? E se si devo mettere 6 ponti come servizio non specifico per ogni anno?

 

Risposta:

Penso proprio di no

 

 

 

Gentile, prof., le chiedo come sempre e cortesemente delle delucidazioni e cioè: una docente supplente con vari contratti da gennaio 2014 fino al giorno 8 giugno 2014 ininterrottamente cioè per n. 151 gg. lavorativi. ora, siccome il docente titolare non è rientrato e la docente è stata nominata membro interno della commissione esami di stato che inizia il giorno 16 giugno, quindi il contratto come bisogna farlo, dal 9 giugno in poi, oppure dal giorno 16 giugno in poi? Grazie

 

Risposta:

Il contratto bisognerà farlo partire dal giorno 16, perché le supplenze si danno per tempo strettamente necessario.

 

 

 

Carissimo Nicola,

sono un insegnante di religione della Lombardia.

Ho ricevuto una lettera di un sindacato che invita noi insegnanti di religione cattolica a compilare la scheda per la graduatoria per l’individuazione dei soprannumerari.

Il mio Dirigente dice che noi della Lombardia non dobbiamo farla perché non abbiamo nessun soprannumerario.

Domanda: la dobbiamo compilare la domanda si o no.

Grazie

 

Risposta:

Ha sicuramente ragione il tuo Dirigente scolastico: non devi compilare nessuna scheda

La graduatoria prevista dall’Ordinanza numero 38/14 serve solo per individuare eventuali soprannumerari in ambito diocesano.

Infatti alcune regioni, come la Lombardia, che non hanno soprannumerari come gli anni passati sono “esonerati” da tale compito.

L’ufficio scolastico della Lombardia già si è espresso in tale senso anche gli anni passati.

 

 

 

Egr. Professore, avrei bisogno di chiederle un chiarimento. Sono un'insegnante di religione. Ho chiuso tre anni come supplente (completando l'anno) e attualmente sto concludendo il mio secondo anno come incaricata annuale. Vorrei sapere se ho diritto a partire dal prossimo incarico (2014-2015), (che sarebbe per me il sesto di servizio, ma appena il terzo d'incarico annuale) a richiedere l'aspettativa non retribuita o se quest'ultima spetta solo a chi ha maturato i quattro anni d'incarico annuale. Grazie

 

Risposta:

Il secondo comma dell’articolo 1 del CCNL recita così: “L'aspettativa è erogata anche ai docenti di religione cattolica di cui all'art. 3, comma 6 e 7 del D.P.R. n. 399/1988, ed al personale di cui al comma 3 dell'art. 19 del presente CCNL, limitatamente alla durata dell'incarico.”

Questo significa che bisogna aver maturato il quarto anno di incarico.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, ho bisogno del suo aiuto e cioè: una docente di ruolo nella scuola dell'infanzia, avendo terminato i tre giorni per motivi di famiglia e o personali, chiede proprio in questi giorni di fine maggio 4 giorni di ferie per accudire il genitore in ospedale, allegando anche una dichiarazione personale e il certificato medico di ricovero del padre. il dirigente non gli e li ha concessi, dice che dovrà prendersi la malattia. ma come deve fare una persona per muoversi da casa in ospedale con la malattia... se poi andrà il medico fiscale???? ha ragione il dirigente oppure deve concedergli le ferie anche se ci sono ancora le attività didattiche????? grazie tante

 

Risposta:

Un Dirigente scolastico che chiede ad un insegnante di mettersi in malattia … non è proprio all’altezza della situazione.

E’ il caso che il collega dica al dirigente scolastico che Le sentenze del Tribunale di Monza (Sent. 288/11, R.G. 595/10 del 12/05/2011) e successivamente quelle del Tribunale di Lagonegro (Sent. n. 309/2012 del 4/04/2012), Tribunale di Campobasso (Sent. n. 749 del 27/11/2012) e Tribunale di Potenza (Sent. n. 544/2013 del 4/10/2013) riconoscono ai docenti ricorrenti il diritto a fruire dei 3 giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari previsti all'art. 15 c. 2 del CCNL/2007 e dei 6 giorni di ferie se richiesti a tale scopo. Tale richiesta, se motivata con documentazione o anche con puntuale autocertificazione da parte del docente, non è soggetta a valutazione discrezionale da parte del dirigente scolastico

 

 

 

Egregio prof, l'O.M. che regola i trasferimenti fuori Regione è in ritardo oppure quest'anno non uscirà?? L'anno scorso è uscita il 21 marzo. Non parlo della O.M. relativa alle assegnazioni provvisorie che uscirà a giugno

 

Risposta:

Quest’anno è uscita il 22 maggio 2014 ed è l’Ordinanza Ministeriale numero 38.

 

 

 

Egregio Prof.re Incampo, vorrei un delucidazione. Io ho un diploma di scuola magistrale consegu ito nel 1998, una Laurea in Scienze dell'educazione vecchio ordinamento, Master in mediazione Familiare e sono iscritta al terzo anno all'ISSR facoltà teologica dell'Italia Settentrionale. Insegno religione cattolica con incarichi di supplenza annuali dall'anno 2010. Grazie Cordiali saluti

 

Risposta:

Continuerai ad insegnare come supplente fino a quando non conseguirai la laurea magistrale in Scienze Religiose.

 

 

 

Salve. Insegno irc da 3 anni come insegnante specialista siccome ho il diploma Magistrale e un anno tra il 2007e il 2011. Ora vorrei andare in 2 fascia siccome ho il diploma abilitante ma ho saputo che il servizio di irc in 2 fascia non verrà valutato. E' vero? E cosa bisogna fare? Grazie mille

 

Risposta:

Il servizio dell’insegnamento della religione non è spendibile per la graduatoria permanente, ma solo per la graduatoria di circolo/istituto.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, sono stata immessa in ruolo nel 1995 su posto di sostegno , precedentemente avevo insegnato religione per sei anni. Il mio contratto a tempo indet. scade nel 2017. Sono del 1952 e vorrei sapere fino a che età io potrò restare in servizio? La ringrazio e la saluto cordialmente

 

Risposta:

I riferimenti dati non sono sufficienti per dare una risposta esaustiva.

Ti prego di venire in Sindacato.

 

 

 

Gentile prof. Incampo è possibile avere una norma più dettagliata e precisa sui permessi retribuiti per gli incaricati annuali irc con oltre 20 anni di sevizio? Il nostro dirigente sostiene con grande spavalderia che abbiamo torto e che non ci spetta un bel niente visto che siamo ins. a tempo determinato. Grazie saluti

 

Risposta:

La norma è l’articolo 19 del CCNL 2007 che ti allego:

1. Al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all'art. 3, comma 6, del

D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20

maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni

in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale

assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.

2. Le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato.

Qualora la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato sia tale da non consentire la

fruizione delle ferie maturate, le stesse saranno liquidate al termine dell'anno scolastico e

comunque dell'ultimo contratto stipulato nel corso dell'anno scolastico. La fruizione delle ferie

nei periodi di sospensione delle lezioni nel corso dell’anno scolastico non è obbligatoria.

Pertanto, per il personale docente a tempo determinato che, durante il rapporto di impiego,

non abbia chiesto di fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle lezioni, si dà luogo

al pagamento sostitutivo delle stesse al momento della cessazione del rapporto.

3. Il personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l'intero anno

scolastico o fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi

delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto

per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.

4. Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale

di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura

del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla

conservazione del posto senza assegni.

5. Il personale docente assunto con contratto di incarico annuale per l'insegnamento della

religione cattolica, secondo la disciplina di cui all'art. 309 del D.lgs. n. 297 del 1994, e che non

si trovi nelle condizioni previste dall'art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988, assente per

malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a nove mesi in

un triennio scolastico, con la retribuzione calcolata con le modalità di cui al comma 4.”

Questo significa che se hai la cattedra completa hai diritto ai giorni di permesso retribuito, altrimenti no.

 

 

 

Buongiorno, sono un' insegnante specialista in irc da 4 anni. Ho il diploma Magistrale abilitante prima del 2001 e ora ha fatto la domanda per passare in 2 fascia. Purtroppo mi hanno detto che i servizi di irc in questa nuova fascia non verranno considerati. Se è vero,perche? e potrò fare un ricorso in merito a ciò?

 

Risposta:

Il servizio dell’insegnamento della religione non è spendibile per la graduatoria permanente, ma solo per la graduatoria di circolo/istituto.

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo, ho prestato servizio come ins. di religione cattolica negli anni scolastici 2005/2006, 2006/2007,2008/2009, mi chiedevo se il suddetto servizio è valutabile come servizio non specifico ai fini dell'inserimento nella graduatoria di seconda fascia di istituto dovendo fare quest'anno l'aggiornamento della domanda...grazie

 

Risposta:

Il servizio dell’insegnamento della religione non è spendibile per la graduatoria permanente, ma solo per la graduatoria di circolo/istituto.

 

 

 

insegno I.R.C. da nove anni alla primaria e all'infanzia, possiedo il diploma magistrale e il d iploma in scienze religiose dopo il 2017 potrò ancora insegnare o dovrò prendere la laurea specialistica? Grazie per la sua disponibilità sin d'ora

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla, potrai continuare ad insegnare anche dopo il 2017.

 

 

 

oggi ho avuto il collegio dei docenti e il Dirigente Scolastco del mio istituto ha presentato il decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, che all’art. 156 prevede di fornitura gratuita dei libri di testo a carico del Comune. N (di cui è disponibile un modello da presentare al comune).ho potuto leggere la seguente normativa da un articolo pubblicato dall'UAAR di PISA, mi chiedo se è attendibile

 

Risposta:

Potevi leggere la nota del MIUR del 9 aprile 2014 in modo particolare il punto numero 8.

 

 

 

Egregio prof. Incampo, l' Ordinanza Ministeriale che regola il trasferimento per gli in segnanti di Religione per l'anno scolastico 2014-15 non è ancora uscita? E' in ritardo rispetto all'anno scorso?? Grazie!

 

Risposta:

Al momento non è stata ancora emanata l'OM sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie

 

 

 

Egregio prof. Incampo, sono una insegnante di ruolo dal 2004; chiedo se è possibile pre sentare domanda di trasferimento fuori Regione e, contemporaneamente, domanda di assegnazione provvisoria all'interno della mia Diocesi.Ringrazio anticipatamente

 

Risposta:

Certamenete!

 

 

 

Gentile prof. Incampo, le faccio questo quesito: una docente di ruolo nominata membro della commissione di toponomastica di una amministrazione comunale può usufruire dei permessi retribuiti ? e se fosse si, quanti giorni gli spetterebbero?

 

Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che non sei un esonerato dall’insegnamento.

Questo significa che continui a godere benefici  previsti solo dal CCNL della scuola.

Questo significa che hai diritto ai tre giorni di permesso retribuiti.

 

 

 

Sono una idr incaricata annuale con titolo, volevo sapere se posso rimanere inserita nelle graduatorie ad esaurimento.

Grazie

 

Risposta:

Certamente!

 

 

 

Ciao Nicola, ti sottopongo un altro quesito certo di una tua pronta risposta. A seguito della Circolare Ministeriale n. 36 del 10 aprile sugli organici dei nuovi corsi serali, quasi sicuramente l'ora di religione non sarà più compresa nell'organico dei Corsi Serali della Scuola Secondaria Superiore per la riduzione del monte ore. Puoi darmi ulteriori chiarimenti? Grazie

 

Risposta:

Non è così.

La disciplina religione cattolica entra anche nell’orario dei corsi serali.

Ecco una nota che lo chiarisce:

 

Ministero della Pubblica Istruzione

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione generale per gli ordinamenti scolastici

Ufficio V

 

Prot. n. 7865                                                                          Roma, 24/7/2007

 

 

                                                                           Ufficio Scolastico Regionale

                                                                           Per la Campania

                                                                           Via S. Giovanni in Corte, 7

                                                                                     80133 NAPOLI

 

                                                        E p.c.          Prof **** ****

                                                                           Via , _____________10

                                                                           81030 ____________(CE)

 

 

Oggetto: quesiti sul corso Sirio e l’insegnamento della Religione cattolica.

 

In riferimento alla nota del prof. ***** relativa all’oggetto, acquisita presso lo scrivente Ufficio in data 5 luglio c.a. e trasmessa per conoscenza anche a codesta Direzione Generale, si comunica che l’insegnamento della Religione/Attività alternative

A risulta presente nei quadri orario del progetto sperimentale Sirio per tutte le classi degli indirizzo in esso presenti.

Si evidenzia altresì che l’organico del progetto medesimo prevede la presenza di docenti di ruolo a tempo indeterminato.

 

 

                                                                                       IL DIRIGENTE

                                                                                - Carmine Colarusso

 

 

 

Gentile Prof. Incampo, sono uno neolaureato con laurea specialistica in Lettere e a settembre mi iscriverò all'ISSR per il conseguimento del Magistero in Scienze Religiose. Nella mia Diocesi, con il possesso di laurea civile e il compimento della frequenza di un anno dell'ISSR è possibile già ottenere un incarico annuale/supplenza. Questo alla luce di quanto previsto dalla vecchia Intesa. La domanda è: a partire dall'anno scolastico 2017-2018 per insegnare appare chiaro che sia necessario avere il Magistero in Scienze Religiose, dunque è possibile che, prima di tale anno scolastico, io possa insegnare come supplente in base alla vecchia Intesa? E dall'anno scolastico 2017/2018, sprovvisti del titolo, è assolutamente vietato affidare incarichi di supplenza a chi si trovano nella mia situazione oppure è a discrezione delle interpretazioni delle singole Diocesi? In caso negativo, dopo due anni di supplenza fino al 2017 io verrei "sospeso" fino al conseguimento del Magistero e poi, una volta ottenutelo, ritornare ad essere affidatario di un incarico? La ringrazio per il tempo che dedicherà nell'esaminare tale quesito, un caro saluto

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che non ti potrai più iscrivere per ottenere il Magistero in scienze religiose, perché tale titolo non può essere più rilasciato dopo il 2014.

Detto questo aggiungo che fino al 2017 si potrà insegnare anche senza titolo, ma dall’anno scolastico 2017/18 potrà insegnare religione cattolica solo chi è in possesso di un titolo previsto dall’Intesa.

In ultimo ti ricordo che sono norme statali e non criteri diocesani.

 

 

 

Gentile prof., sono incaricata annuale 15h presso la scuola primaria già da 4 anni. sono in possesso di diploma in scienz e religiose dal 2011 e a giugno avrò completato tutti gli esami per il baccalaureato in teologia. posso, nell'anno scolastico 2014-2015 essere incaricata annuale nelle scuole secondarie presentando una dichiarazione di esami conclusi poiché il titolo previsto con esame finale sarà sostenuto ad ottobre? grazie, spero di essere stata chiara

 

Risposta:

Assolutamente no.

Il titolo per essere spendibile deve essere “finito”.

 

 

 

sono una idr con titolo in possesso di diploma magistrale conseguito nel 1986. Volevo un consiglio:secondo Lei vale la pena aderire al ricorso per inserimento nelle graduatorie ad esaurimento?

grazie Cordiali saluti

 

Risposta:

Ricordati però che il servizio prestato come IRC non è spendibile.

 

 

 

E' corretto quanto le riporto di seguito? : Dal 2017 per insegnare religione in ogni ordine e grado scolastico sarà obbligatorio essere in possesso della laurea magistrale in scienze religiose. Chi sta già insegnando con il vecchio titolo lo potrà fare ancora. Che non ha mai insegnato pur avendo il magistero non potrà più insegnare dal 2017 e naturalmente non potrà partecipare ad un eventuale concorso per lÂ’immissione in ruolo.

 

Risposta:

E’ proprio così.

 

 

 

Buonasera prof. Incampo. Sono un docente di religione con baccalaureato conseguito e da qualche mese supplisco in un liceo prima per gravidanza e poi per maternità, al rinnovo del contratto mi è stato prorogato fino a fine lezioni, 8 giugno. È corretto ciò? Grazie anticipatamente per la risposta

 

Risposta:

E’ corretto.

Successivamente ti faranno il contratto relativamente ai giorni per gli scrutini.

 

 

 

E’ possibile richiedere l'equiparazione del baccalaureato a laurea civile? Se si quale la prassi da seguire. (Ho conseguito il titolo di baccalaureato presso l'Università Pontificia Lateranense di Roma il 21 giugno 1991)

 

Risposta:

In riferimento alla domanda ricordo che l’articolo 2 del DPR numero 175/94 così recita: “I titoli accademici di baccalaureato e di licenza nelle discipline ecclesiastiche di cui all’articolo 1 , conferite dalle facoltà approvate dalla Santa Sede, sono riconosciuti, a richiesta degli interessati, rispettivamente come diploma universitario e come laurea con decreto del ministero della università …”

Il baccalaureato quindi non è laurea, ma diploma universitario  riconosciuto dal Ministero.

 

 

 

Gentile Professore ,sono una incaricata annuale di IRC presso la scuola dell'infanzia, sono iscritta alla facoltà di scienze religiose dal 2010, ho iniziato con delle supplenze (scuola primaria) già nell'anno scolastico 2010/2011 ( per un periodo di 214 giorni ), anno 2011/2012 ( 269 giorni), 2012/2013 ( 271 giorni). anno 2013/2014 incarico annuale infanzia dal 1 settembre al 29 giugno 2014. Preciso che sono in possesso di una laurea quadriennale vecchio ordinamento in lettere moderne 110/110, attestato di bibliotecaria rilasciato dalla regione Lombardia, esame di idoneità sostenuto nel 2010 presso la diocesi di Brescia e percorsi di formazione della diocesi. Vengo a chiederle gentilmente visto il mio curriculum un chiarimento riguardo la nuova intesa . Per chi è in possesso dei titoli sopra descritti è sufficiente terminare gli studi dei tre anni entro il 2017 o è necessario il 3+2 entro il 2017? Ringrazio vivamente

 

Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che non hai nessun titolo di qualificazione professionale previsto dall’Intesa.

Questo significa che se verrai insegnare dopo il 2017 dovrai necessariamente conseguire la laurea specialistica, cioè la quinquennale.

 

 

Gentile prof. sono un'ins. di religione ed ho avuto il piacere di conoscerla in un aggiornamento tenutosi a Castellammare di stabia tempo fa. Chiedo il vostro aiuto per chiarire con il mio dirigente che come incaricata annuale con 24 anni di servizio e cattedra completa mi spettano permessi retribuiti che ha negato alla mia richiesta di un giorno per esami. Ho cercato in tutti modi di farle capire l'art. 19 comma 1. Cosa posso fare? Non posso accettare questa situazione e non usufruire dei miei diritti. Devo rivolgermi ad un avvocato? Grazie

 

Risposta:

Per prima cosa ti consiglio di far domanda per iscritto e di pretendere la risposta per iscritto.

Se il Dirigente negherà la tua richiesta dovremmo denunciarlo al Pretore del Lavoro.

 

 

 

Gent.mo prof incampo Insegno nella cdc A059 Matematica scuole medie come precaria terz fascia sto per completare il corso pas percorso abilitante per la mia cdc e mi inseriro in 2 fascia. Domanda avendo il titolo di diploma magistero in scinze religiose durata 4 anni più 1 totale 5 anni mi offre qualche punto per i titoli nell aggiornamento graduatorie ? Grazie

 

Risposta:

A parere di chi scrive il titolo da te posseduto non potrebbe essere valutato come titolo aggiungivo.Tuttavia ti consiglio di indicarlo comunque sul modello come altro titolo

 

 

 

Gentile prof. Incampo, grazie per la risposta data, ma con la mia preside si ragiona solo con la normativa in m ano. Mi può indicare i riferimenti da portare in Consiglio di Istituto riguardo i criteri di formazione delle classi eterogenee rispetto Religione? La mia preside vuole formare classi con alto numero di non avvalentesi e classi senza, in nome di esigenze di orario insegnanti. Grazie ancora

 

Risposta:

E’ sufficiente che tu faccia leggere alla tua Preside  il punto 2. 1 lettera a) che così recita: Premesso che:  il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica assicurato dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri per la formazione delle classi, alla durata dell'orario scolastico giornaliero e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni

 

 

 

Le chiedo, in breve, se è possibile sostenere nello stesso periodo l'esame di idoneità in due diverse diocesi e quindi risultare negli elenchi degli IdR di entrambe. La ringrazio e la saluto cordialmente.

 

Risposta:

Certamente!

Niente lo nega.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, la richiesta di delucidazione che le faccio è la seguente: una c.s. che è in part-time a 30 ore orizzontali, ci chiede se può cambiare il modo della riduzione oraria e cioè invece di un ora in mero ogni giorno, se può fare quello verticale, cioè non venire a lavoro il venerdì.

questa richiesta può essere accordata con il dsga????? oppure non si può fare nulla??? grazie molte

 

Risposta:

Certamente!

 

 

 

Sono supplente IRC scuola primaria con i seguenti titoli: istituto magistrale; scuola magistrale; diploma triennale di scienze religiose. Inoltre, sono iscritta al secondo anno per conseguire la laurea specialistica in scienze religiose, tuttavia, non ho l'abilitazione per insegnare nella scuola comune. Gentilmente, vorrei sapere se in futuro, una volta conseguita la laurea, potrò passare ad insegnare sulla scuola comune. Ringrazio anticipatamente.

 

Risposta:

Sicuramente no.

Infatti la legge 186/03 lo esclude.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo, vorrei porle il seguente quesito: circa 10 anni fa iniziai la Facoltà Teologica di Milano, frequen tai e diedi esami fino al terzo anno ma, presso l'ufficio scuola della mia diocesi (sempre una diocesi lombarda ma non quella di Milano) mi dissero chiaramente che se avessi voluto insegnare avrei dovuto iscrivermi all'ISSR della mia diocesi. Cosi lo feci e, nonostante le prime parole spese, mi fecero ripartire dal primo anno accettanto la maggior parte degli esami sostenuti. Adesso mi trovo a pochi mesi dalla fine del secondo anno della specialistica e, se tutto andrà bene, dovrei laurearmi a gennaio/febbraio 2015. Qui sorge il problema: l'anno prossimo vorrei sposarmi e dovrei trasferirmi in una città in una regione a statuto speciale (non so se questo possa influire in qualche modo) e che ha un percorso di studi dell'ISSR con alcune differenze rispetto al mio. La domanda è: presentandomi in un prossimo futuro in questa diocesi, il mio titolo sará valido a tutti gli effetti o potrebbero chiedermi di frequentare dei corsi che "colmerebbero" le diversità nel percorso di studi? Se cos i fosse, perchè il nostro titolo di studio non è spendibile in egual modo su tutto il territorio italiano? Grazie infinite

 

Risposta:

Puoi stare tranquillo.

La laurea specialistica è titolo previsto dall’Intesa e vale su tutto il territorio nazionale.

 

 

 

Da un paio di anni, la preside della mia scuola (primaria) forma classi prime con alto numero di non avvalentesi alla Reli gione e classi con tutti avvalentesi. Motiva il suo agire come necessario per la formulazione dell'orario degli insegnanti. C'è una normativa che stabilisca che le classi debbano essere eterogenee riguardo RC? Nel caso, me la può indicare? Grazie

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che per la formazioni delle classi non può essere criterio discriminante la scelta di avvalersi o meno dell’IRC.
Di norma le classi si costituiscono per fasce di livello e solo successivamente si verifica se nelle classi ci sono o non ci sono avvalentesi.
Diversamente sarebbe fin troppo comodo stabilire che tutti gli avvalentesi vengono raggruppati in modo da stabilire un limitato numero di classi per l’IRC.
Questo modo di procedere è irregolare.
Eventuali criteri così stabiliti dovrebbero essere oggetto di ricorso.

 

 

 

Gent.mo prof.Incampo, circa sette anni fa ero Coordinatrice del Servizio Civile, vorrei sapere se questo può darmi del punteggio per ATA o Docente.

Grazie mille

 

Risposta:

Penso proprio di no.

 

 

 

In relazione alla domanda di mobilità alla lettera C e D Il titolo accademic o di Magistero in Scienze Religiose ad indirizzo psico-pedagogico quanti punti vale? 5 o 3?

 

Risposta:

3 punti.

 

 

 

Gentile prof. incampo, una docente che ha solo il verbale della asl relativo all'invalidità con il 70%, facendo in questo per iodo le graduatorie interne, secondo lei e la normativa, la docente in questione deve essere messa da parte per i non perdenti posto? Grazie

 

Risposta:

Tieni presente che anche l’invalidità al 100% non consente l’attribuzione di alcuna agevolazione.

Questo significa che non potrà barrare nessuna casella.

E’ importante perciò che la collega si faccia attestare dalla ASL il riconoscimento di portatore di handicap in condizione di gravità ai sensi della legge 104/92.

 

 

 

Gentile prof. Incampo vorrei porle un quesito abbastanza attuale e ricorrente. Gli IRC che non riusciranno a prendere i titoli previsti dalla Nuova Intesa, potranno essere ancora nominati come supplenti temporanei dopo il 2017?

 

Risposta:

La nota Stellacci recita così: “Tuttavia, per carenza di candidati qualificati, sarà possibile ricorrere a personale ancora privo di detti titoli di studio entro e non oltre l'anno scolastico 2016-17.

Questo significa che dal 2017/18 si potrà insegnare solo con il titolo.

 

 

 

Buongiorno prof. Incampo, sono una IdR di Catania. Ci siamo conosciuti qualche anno fa, quando Lei ha tenuto un incontro in seminario. Le scrivo per un'informazione relativa alla graduatoria regionale: essa ha valore anche nel singolo istituto in cui ogni IdR lavora o vale solo per stabilire i soprannumerari? Mi spiego meglio: nel mio istituto (superiore secondo grado) siamo tre IdR: quali criteri determinano la graduatoria tra noi? E' necessario farne una interna di istituto, come per le altre discipline, e in base a quali criteri, o vale a tutti gli effetti quella regionale, aggiornata annualmente da ognuno di noi tramite la segreteria? L'anzianità di presenza in istituto può essere l'unico criterio utilizzato per stabilire una eventuale graduatoria? Di conseguenza: per l'assegnazione dei docenti alle classi,   di quale graduatoria deve tenere conto il DS per stabilire eventuali priorità? Spero di essere stata chiara e aspetto una Sua risposta!

RingraziandoLa anticipatamente

 

Risposta:

Per gli insegnanti di religione cattolica non si formulano graduatorie di istituto, ma solo graduatorie diocesane per l’individuazione di eventuali soprannumerari.

Quanto poi alla sede ti rispondo che essa viene assegnato solo su proposta dell’Ordinario diocesano.

Eccola la nota del 26 aprile 2011 che lo chiarisce.
Oggetto: O.M. 29 dell’8.4.2011 sulla mobilità degli insegnanti di religione cattolica .
Chiarimento sul punteggio relativo alla continuità didattica.
Facendo seguito alla nota ministeriale prot. n. AOODGPER 3080 dell’8.4.2011 con cui è stata trasmessa l’O.M. di cui all’oggetto ed in considerazione dei numerosi quesiti pervenuti a questo Ufficio in merito all’attribuzione agli insegnanti di religione cattolica del punteggio relativo alla continuità didattica si rende necessario precisare quanto segue.
Fermo restando che la condizione di soprannumerarietà per gli insegnanti di religione di ruolo è riferita all’organico regionale articolato per diocesi e non alla singola istituzione scolastica, sulla quale detti insegnanti non possono vantare alcuna titolarità, la continuità nella sede di servizio va valutata anche per il personale in questione secondo il punteggio indicato nell’allegato D del CCNI sulla mobilità sottoscritto il 22.2.2011 in analogia con quanto riconosciuto ai docenti titolari di dotazione organica di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado e secondo le indicazioni contenute nelle note 5 e 5 bis riportate in “Note comuni alle tabelle dei trasferimenti a domanda e d’ufficio” del CCNI stesso.
IL DIRETTORE GENERALE
- Luciano Chiappetta -

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, come mi viene un dubbio, le scrivo, perché sono certa che lei mi aiuta sempre e anche in modo celere e comunque e ora le chiedo questo: una docente ha presentato domanda per usufruire dei 3 gg per la l. 104 comma 3 art 3 grave, per il coniuge che è il diretto interessato e che anche lui lavora ed è un docente. allora a lei gli competono i tre gg.???

poi, per quanto riguarda la graduatoria interna a lei gli vale la l. 104 non abitando nello stesso distretto?????? grazie tante.

 

Risposta:

Relativamente alla domanda faccio notare che il comma 3 dell’articolo 33 della legge numero 104 del 5 febbraio 1992 così recita: Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità nonché colui che assiste una persona con handicap in situazione di gravità parente o affine entro il terzo grado, convivente, hanno diritto a tre giorni di permesso mensile, fruibili anche in maniera continuativa a condizione che la persona con handicap in situazione di gravità non sia ricoverata a tempo pieno.”

Essendo “Gli insegnanti incaricati di religione cattolica parte della componente docenti negli organi scolastici con gli stessi diritti e doveri degli altri insegnanti” (Cfr. punto 2.7 DPR 751 del 16.12.1985) potranno anch’essi usufruire dei benefici previsti dal comma 3 dell’articolo 33 della legge numero 104 del 5 febbraio 1992.

Ricordo però che i benefici previsti dalla legge citata riguardano qualsiasi lavoratore/ice senza tener conto del suo ruolo in organico, o della qualifica di servizio.

Questo significa che quando il lavoratore produce la domanda al Dirigente scolastico per ottenere il beneficio di cui sopra, deve dichiarare nella stessa che nessuno del tuo nucleo familiare usufruisce dei benefici previsti dal comma 3 dell’articolo 33 della legge numero 104 del 5 febbraio 1992 per la stessa persona.

Quanto poi alla seconda domanda ti rispondo che l'obbligo di convivenza era stato superato dall'articolo 20, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53

 

 

 

Gentile prof. Incampo, Le scrivo per una mia collega insegnante supplente della scuola primaria. Lei in una conferenza giuridica normativa sugli insegnanti di religione, parlando dell'attività alternative ha detto che chi fa quest'ultima materia per tre anni consecutivi poteva avere l'abilitazione all'insegnamento. Le volevo chiedere che cosa si intende per abilitazione ed a quale normativa si riferisce. Se gentilmente può darmi tutti i dettagli giuridici in merito, così potrò rispondere alla mia collega. Grazie mille per tutto il lavoro che svolge per noi. A presto.

 

Risposta:

Non ho mai detto e/o scritto una cosa del genere.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, le chiedo gentilmente di aiutarmi per questo problema e cioè: un c.s. prende dall'USP un incarico annuale al 30 giugno in una scuola per 6 h, verticali (2 volte a settimana il lunedi e il martedi) poi prende un altro incarico annuale sempre dal csa per un'altra scuola per altre 6 ore sempre verticali (2 volte a settimana e cioè il martedì e il mercoledì) quindi ognuno fa il proprio contratto pagato dal mef. il problema è questo: la sig.ra si è ammalata per una settimana, le detrazioni al mef chi le deve fare? a chi competono? ognuno le fa per sé? grazie molte.

 

Risposta:

Ogni scuola fa le proprie detrazioni per la giornata di lavoro che le compete.

 

 

 

Viste diverse vicessitudini personali, mi chiedo nel momento mi fosse revocata l idoneità come idr cosa ne sarebbe del la mia professione? Sono diplomata all istituto magistrale ho conseguito il magistero all Issr e sono di ruolo dopo aver superato il concorso. La ringrazio anticipatamente e la ringrazio

 

Risposta:

Il comma 3 dell’articolo 4 della legge 186/03 recita: “L'insegnante di religione cattolica con contratto di lavoro a tempo indeterminato, al quale sia stata revocata l'idoneità, ovvero che si trovi in situazione di esubero a seguito di contrazione dei posti di insegnamento, può fruire della mobilità professionale nel comparto del personale della scuola, con le modalità previste dalle disposizioni vigenti e subordinatamente al possesso dei requisiti prescritti per l'insegnamento richiesto, ed ha altresì titolo a partecipare alle procedure di diversa utilizzazione e di mobilità collettiva previste dall'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”

Questo significa che in caso in revoca di idoneità o di esubero e non avendo i prescritti titoli per insegnamento per insegnare altra disciplina, è consentito, a domanda, il passaggio ad altre pubbliche amministrazioni che presentano carenza di personale, secondo le modalità previste dall’avviso pubblico.

Questo significa che potrai fruire della mobilità professionale, ma non è detto che resterai lì dove sei, anzi ….

Per onestà ti voglio invitare a non “giocare” con la revoca, perché comporta un giudizio negativo o sulla condotta morale non in armonia con quanto si insegna nell’ora di religione o una dichiarazione di inabilità pedagogica relativamente ai contenuti dell’insegnamento.

In alcune realtà mi risulta che IdR revocati sono stati licenziati in attesa che alla Legge sopraccitata segua il Regolamento attuativo.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, sono uno studente iscritto al primo anno di scienze religiose, approfitto di questo spazio per avere alcuni chiarimenti: uno studente come me, già in possesso di una laurea civile specialistica in filosofia potrebbe comunque chiedere l'idoneità presso gli uffici della diocesi locale e magari inviare la messa a disposizione alle scuole paritarie del territorio al fine di acquisire punteggio utile in vista del conseguimento della laurea in scienze religiose? e poi, è possibile anche per gli studenti, magari già con laurea civile come me, accedere alle supplenze di religione presso le scuole statali, qualora ci fosse disponibilità durante il percorso di studi in scienze religiose? Mi pare di aver capito che la precedente intesa del 91 differiva le supplenze dagli incarichi proprio su questo punto. Grazie

 

Risposta:

Dopo l’approvazione dell’Intesa 2012 tutti gli uffici scuola diocesani preferiscono chiamare insegnanti già in possesso di un titolo di qualificazione finito come ad esempio l’ISSR o l’ISR.

Nulla vieta comunque di far domanda.

Infine ti ricordo che il servizio prestato senza titolo è spendibile solo ai fini pensionistici.

 

 

 

Carissimo prof. Nicola, quest'anno dopo 10 anni di contratto con incarico annuale dal 1 settembre al 30 agosto, dato che no n ho ancora conseguito il titolo, ( devo assolutamente prenderlo entro giugno, anzi preghi per me ), quest'anno mi è stato fatto un contatto da 1 settembre a fine lezioni il 7 giugno 2014. La preside mi ha comunicato che non ho diritto a ferie e permessi; facciamo un passo indietro io ho chiesto di parlare con la Dirigente perchè la referente di plesso continuava dire che non avevo recuperato le ore di permesso richieste in totale 4 e le 2 ore di tesoretto ( nella nostra scuola la prima settima di attività scolastica non facciamo il tempo pieno e allora le ore che non facciamo in quella settimana sono il tesoretto ). La cosa buffa è che io ho recuperato tutte le ore e in più ho fatto 8 ore di uscita, La preside dice che le ore di uscita 4 ore gita dai vigili 4 in biblioteca non si possono inserire per recuperare le ore e che non mi verranno pagate, anzi io dovevo scrivere un foglio segnalando che non volevo essere pagata per queste ore. Riassumendo io ho recuperato tutte le mie ore e in più ho fatto 8 ore di uscite e 2 ore in più che la preside dice che non mi paga, io non ho fatto nessun foglio che dico che non voglio essere pagata. La Dirigente dice che non mi concede ferie e permessi, Grazie della risposta

 

Risposta:

se le 8 ore riguardano uscite didattiche e/o viaggi di istruzione, quelle ore non vengono considerate da retribuire, perché rientrano nell’attività didattica.

Quanto poi alle ferie ti faccio notare che esse possono essere chieste solo al termine delle attività didattiche.

Durante l’anno scolastico le ferie possono essere fruite solo senza oneri per lo stato.

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo,
insegno in una secondaria professionale.
Le scrivo per avvisarla che il Collegio Docenti di ieri ha approvato una mozione riguardante l'attribuzione del credito scolastico illegittima. Il preside, su consiglio dei sindacati della CGIL, ha fatto approvare al Collegio che il credito scolastico verrà attribuito non tenendo conto il criterio l'insegnamento dell'irc. Sono passati
soltanto tre dei quattro criteri che il d.p.r 323 indicava. Il preside non ci ha di fatto esclusi, noi docenti di religione, dalla partecipazione all'attribuzione del credito, infatti ci ha inserito in essa  ma soltanto per quanto riguarda i tre criteri (assiduità
frequenza, partecipazioneal dialogo educativo, e attività complementari) chiaramente per i ragazzi avvalentesi, sostenendo che "agguingere" il 4° criterio inerente all'insegnamento della religione cattolica diverrebbe "discriminatirio"nei confronti delle altre discipline "...altrimenti anche italiano o matematica dovrebbero essere inserite tra i criteri per l'attribuzione del credito...".

Io mi sono opposto facendo riferimento alla sentenza del 07/05/2010 N°07324 poichè, in caso contrario verrebbe meno il principio della valutazione di tutta l'attività scolastica di ogni studente avvalentesi a non vedersi riconosciuta la valutazionedi un insegnamento liberamente scelto nell'esercizio di un diritto costituzionale. Tenendo anche conto che non avendo il voto di religione equiparato alle altre materie e quindi di non rientrare nella media che " fa punteggio per il credito". Il preside mi ha detto.."faccia pure ricorso se vuole..perchè la legge va interpretata…

Cordialmente

 

Risposta:

A partire dall’a.s. 1994/95 l’attribuzione del credito è stato regolato da un nuovo ordinamento giuridico e precisamente dall’Ordinanza Ministeriale numero 80 del 9 marzo 1995 e successive integrazioni. Le innovazioni non sono state poche e di poco conto. I poteri del consiglio di classe, ad esempio, risultano sensibilmente affievoliti, perché “il collegio dei docenti determina i criteri da seguire per  lo svolgimento degli scrutini, al fine di assicurare omogeneità di comportamento dei singoli  consigli di classe” (Cfr. articolo 12 comma 2 Ordinanza Ministeriale 80/95).

Questo significa che il Collegio dei Docenti dovrà stabilire i criteri e non le discipline alle quali attribuire il credito, perché queste le decide il Ministero.

Con l’Ordinanza Ministeriale numero 26 del 15 marzo 2007, protocollo numero 2578, finalmente si fa chiarezza sul ruolo e sul compito degli insegnanti di religione nell’attribuzione del credito scolastico.

Infatti al comma 13 dell’articolo 8, intitolato credito scolastico di detta Ordinanza leggiamo: “I docenti che svolgono l’insegnamento della Religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazione del Consiglio di Classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano seguito le attività medesime.”

Questo significa che nessuno può mettere a tacere gli IdR nei Consigli di Classe quando bisognerà attribuire il credito agli alunni che si sono avvalesi dell’Insegnamento della Religione Cattolica, anzi questi sono obbligati a dare il proprio contributo.

Ma chiarezza maggiore è stata fatta al comma numero 14 che così recita: “L’attribuzione del punteggio, nell’ambito della banda di oscillazione, tiene conto, oltre che degli elementi di cui all’art. 11, comma 2, del DPR n. 323 del 23.7.1998, del giudizio formulato dai docenti di cui al precedente comma 13 riguardante l’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento della religione cattolica ovvero l’attività alternativa e il profitto che ne ha tratto, ovvero di altre attività, ivi compreso lo studio individuale che si sia tradotto in un arricchimento culturale o disciplinare specifico, purché certificato e valutato dalla scuola secondo modalità deliberate dalla istituzione scolastica medesima. Nel caso in cui l’alunno abbia scelto di assentarsi dalla scuola per partecipare ad iniziative formative in ambito extrascolastico, potrà far valere tali attività come crediti formativi se presentino i requisiti previsti dal D.M. n. 49 del 24-2-2000.”

Questo significa che il Consiglio di Classe, al fine di stabilire il credito scolastico, deve prendere in considerazione oltre “l’assiduità della frequenza scolastica, l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi” (Cfr. comma 2 dell’articolo 11, del DPR n. 323 del 23.7.1998) anche il giudizio formulato dal docente di religione cattolica, riguardante non solo l’interesse con il quale l’alunno ha seguito questa disciplina, ma anche il profitto che ne ha tratto.

Come si nota chiaramente il Consiglio di Classe dovrà attribuire il credito scolastico non solo agli avvalentesi e a chi ha scelto l’attività alternativa, ma anche a chi ha scelto lo studio individuale assistito e non.

Ma il fatto nuovo è che per lo studente che ha scelto “l’ora del nulla”, cioè di uscire fuori dall’edificio scolastico durante l’ora di religione, il Consiglio di Classe può attribuire il credito formativo e non il credito scolastico, se l’attività presentata dall’alunno ha tutti i requisiti previsti per ottenere tale riconoscimento.

Che piaccia a meno ad alcuni tuoi colleghi, ma devono attenersi alla norma.

 

 

 

Gentile prof. Incampo sono un sociologo, specializzato in scienze religiose e IDR a contratto. Sto preparando un progetto per partire in pellegrinaggio a piedi da Roma a Gerusalemme per scopi di ricerca. Il periodo è dal 5 settembre a fine di dicembre. Il Vescovo della diocesi è ben disposto a darmi il permesso necessario, ma, chiede di domandare alla scuola la forma corretta di richiesta per ottenere un permesso retribuito. Come devo formulare la richiesta?

 

Risposta:

Non esistono permessi retribuiti per pellegrinaggio.

Questo significa che potrai chiedere permessi retribuiti se hai diritto a tali permessi.

Altrimenti potrai chiedere l’aspettativa non retribuita per motivi … personali.

 

 

 

Gentilissimo professor Incampo, mi sono diplomata in Scienze Religiose (la triennale) dopodichè ho insegnato per 14 ore settimanali dal 3 ottobre del 2012 al 7 giugno del2013 grazie ad una supplenza per una maternità. Poi ho fatto una nuova supplenza dal 18 settembre al 5 ottobre 2013 sempre per 14 ore settimanali. Mi sono inscritta poi per conseguire il magistero anche se però credo che con i giorni d'insegnamento che ho fatto non dovrebbe servire per continuare ad insegnare dopo il 2017, giusto?

 

Risposta:

E’ proprio così!

Il servizio svolto non è spendibile ai fini del possesso del titolo di qualificazione professionale.

Questo significa che se vuoi insegnare devi necessariamente conseguire la laurea specialistica.

 

 

 

Gentile professore Incampo insegno in una scuola primaria paritaria e avrei bisogno di una delucidazione in merito alle schede di valutazione del I quadrimestre. Il collegio docenti ha decretato un giudizio sintetico per gli alunni avvalentesi (perchè si è sempre fatto così) ha poi stabilito che l'insegnante di religione deve firmare solo la scheda di religione e non quella di classe.

E' corretto?

 

Risposta:

La scheda di religione deve essere firmata dal solo docente di religione.

La scheda dell’alunno da tutto il consiglio di classe, quindi anche dal docente di religione.

 

 

 

Gent.mo Prof.,

avrei un grosso favore da chiederLe. Insegno IRC da circa 10 anni presso diverse scuole medie della provincia di Udine. Ho iniziato l'ISSR di Udine poi ho avuto dei grossi problemi in famiglia (morte mio papà, incendio casa) e lo studio è rallentato.

Io dovrei finire i 3 anni entro il 2017 o prima....è vero che poi non posso più insegnare

se non faccio la specialistica, pur avendo anni di servizio? La Ringrazio di cuore


Risposta:

E’ proprio così!

L’Intesa prevede che dal 2017 per insegnare religione è obbligatorio il possesso del titolo di qualificazione professionale.

 

 

 

Sono una  docente (aspirante) di Religione cattolica, vorrei sapere se i titoli che io possiedo :il vecchio diploma di magistero in scienze religiose vecchio ordinamento e la laurea specialistica in scienze religiose, non sono riconosciuti dallo Stato italiano ai fini di un concorso  come titoli civili o lauree civili? Per via del processo di Bologna ancora in atto? Grazie

 

Risposta:

I titoli da te posseduti non sono spendibili per altri insegnamenti se non per la religione cattolica.

 

 

 

Buongiorno.

Mi trovo a presentarle un problema che sono sicura aiuterà a risolvere.

Sono una IDR della scuola primaria e quest'anno insegno in una nuova scuola rispetto agli anni scorsi.

Con mia grande sorpresa, al momento della compilazione delle pagelle e della firma, mi è stato detto che nella mia scuola "non si usa da anni far firmare all'insegnante di religione la pagella di classe. Ormai si fa così da noi. Quindi se vuoi firmare portaci il riferimento normativo che dice che lo puoi fare". (sic!)

Ecco quindi la mia richiesta: potrei avere da lei le leggi che indicano la gestione delle pagelle di classe rispetto all'Insegnante di Religione?

Grazie infinite

 

Risposta:

La scheda deve essere firmata dal consiglio di classe.

Essendo tu componente del consiglio di classe dovrai firmare la scheda, naturalmente solo degli avvalenti.

La Circolare Ministeriale numero 85 del 3 dicembre 2004 avente per Oggetto: Indicazioni per la valutazione degli alunni e per la certificazione delle competenze nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado,   alla lettera f dal paragrafo “A” intitolato Evoluzione del quadro normativo così leggiamo “Gli articoli 8 e 11 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, relativi, rispettivamente, alla scuola primaria e alla scuola secondaria di I grado, dispongono che siano affidate alla competenza dei docenti dell'équipe pedagogica (docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio): la valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni; la valutazione dei periodi biennali ai fini del passaggio al periodo successivo; l'eventuale non ammissione alla classe successiva all'interno del periodo biennale; la certificazione delle competenze acquisite dall'alunno; l'accertamento della validità dell'anno scolastico per gli alunni della scuola secondaria di I grado, in relazione al numero delle frequenze delle attività didattiche (non inferiori ai tre quarti del monte ore annuo personalizzato).

 

 

 

Egr. Prof. Incampo, mi perdoni se a distanza di qualche mese le pongo ancora la stessa domanda, ma nuove informazioni che ho acquisito sull’argomento mi spingono a cercare ulteriori chiarimenti. Tempo fa le chiesi se era possibile per un IdR con contratto annuale fino al 31 Agosto usufruire di un congedo straordinario retribuito in caso di ammissione ad un dottorato di ricerca senza borsa di studio. Lei rispose affermativamente, rifacendosi all'art. 2 della Legge n.476 del 13/08/1984 e all’articolo 52, comma 57 della Legge n.448 del 28/12/2001. Recentemente ho scoperto che la CM n.15 del 22/02/2011 restringe la validità di quelle norme esclusivamente agli aspetti giuridici (riconoscimento del servizio ai fini della progressione di carriera e dei calcoli pensionistici), escludendo così la possibilità per il personale con nomina a tempo determinato di percepire lo stipendio dall’Amministrazione Pubblica durante il periodo di dottorato. Nonostante ciò, a seguito di ricorsi intentati da docenti con contratto a tempo determinato, diversi tribunali (Verona, Biella, e da ultimo Ancona con sentenza del 13 Ottobre 2013) hanno stabilito che l’interpretazione restrittiva della normativa data dalla Circolare n.15 è illegittima. Alla luce di questi fatti, come mi devo comportare? Ringraziando di nuovo per la disponibilità, la saluto cordialmente.

 

Risposta:

Io ti consiglio di presentare comunque la domanda e magari facendo presente al Dirigente scolastico che l’IdR è incaricato annuale e non supplente annuale

Sarà il Dirigente a motivare eventualmente il suo diniego.

Solo in caso di diniego potrai fare ricorso

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,

in una scuola lo studio assistito, come alternativa, è stato valutato ai fini del comportamento, perché sul registro elettronico alla voce “alternativa” compare anche “studio assistito”. È corretto o ci sono controindicazioni per non valutare il comportamento di un ragazzo in tempo scolastico come studio assistito? Alcune colleghe stanno insinuando il dubbio che lo scrutinio non sia corretto perché è stato valutato lo studio assistito come comportamento.

Grazie mille 

 

Risposta:

Lo studio assistito non si valuta, ma l'insegnante che assiste lo studente può e deve, mediante relazione al consiglio di classe, fornire indicazioni sul comportamento del ragazzo. Tali indicazioni entreranno nella valutazione globale del comportamento dello studente. Perchè, a differenza dello studio individuale, lo studio assistito si avvale di personale scolastico, in ambito e tempo scolastico. Diversamente è se si parla di studio INDIVIDUALE o uscita dalla scuola, dove il comportamento dello studente non è sotto il controllo del personale scolastico.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,

vorrei avere una precisazione  sulla pagella elettronica. Da quest'anno  tutte le scuole del mio IC sono state informatizzate dotandoci di registri elettronici che sebbene obsoleti siamo riuscite a lavorarci. Nella mia scuola, ma soprattutto da alcune " colleghe" non è stato gradito l'inserimento del giudizio della R.C. con le altre discipline sulla pagella elettronica asserendo che è illegale (a loro dire). Ho contattato immediatamente la vicaria del D.S. e mi ha riferito di stare tranquilla perchè esiste un articolo di legge che prevede l'inserimento e che mi avrebbe fatto avere indicazioni a riguardo (ancora aspetto). Cortesemente  vorrei avere da lei chiarimenti e rassicurazioni su quanto asseriscono e se fosse possibile inviarmi anche l'articolo che prevede tutto questo.  A parer mio essendo la scheda un modello unico informatico devono essere presenti tutte le materie.

Cordiali saluti

 

Risposta:

E’ il collegio docenti che stabilisce come predisporre la scheda di valutazione.

 

 

 

Buongiorno...vorrei capire come mai per due anni ho potuto insegnare come incaricata annuale irc, senza titolo perché sto an cora studiando, mentre quest'anno (2013-14) il contratto ha subito una "retrocessione" e io sono diventata supplente temporanea fino a fine lezioni...inoltre, cosa significa tutto questo ai fini del calcolo degli scatti di anzianità e per la ricostruzione di carriera? La ringrazio e la saluto cordialmente

 

Risposta:

Succede che è stata firmata una nuova intesa che chiarisce quali sono i titoli di qualificazione professionale.

E’ evidente che tutti gli anni svolti senza titolo non sono computabili ai fii della carriera e quindi degli scatti.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, ringraziandola anticipatamente della sua gentile r isposta, le chiedo questo: nel caso io possa insegnare contemporaneamente nella scuola paritaria cattolica e scuola statale, esiste un limite massimo di ore di insegnamento oltre al quale non si può insegnare? se si, quante?

 

Risposta:

Il contratto prevede che non si possono svolgere più di 24 ore settimanali.

 

 

 

Gentilissimo professore, le chiedo scusa se ritorno nuovamente sul problema della valutazione IRC espressa con giudizio o voto numerico. Potrebbe indicarmi qual'è la normativa alla quale fare riferimento? E' vero che la valutazione IRC non fa media con le altre materie anche se la valutazione è espressa con voto decimale? la ringrazio per la sua pazienza e la saluto.

 

Risposta:

La normativa vigente non prevede alcuna correlazione tra giudizio sintetico e voto.

Tuttavia è possibile che in sede di collegio docenti venga deliberato la corrispondenza tra giudizio sintetico e voto in modo da consentire l’espressione del voto in analogia con le altre discipline.

Allo scrivente risulta che alcune scuole già operano in questo.

 

 

 

Sono docente di ruolo, al mio trentesimo anno di servizio. Usufruisco della legge 104 (assistenza a parente disabile) la dirigente mi ha tacciato di essere assenteista, premetto che non mi assento mai dai consigli ,collegi ecc...e il permesso lo chiedo con un certo anticipo per non creare problemi per la sostituzione. Ultimamente ha detto che per l'anno prossimo comunicherà al vescovo di nominare un docente che non ha la 104. E' mai possibile che avvenga ciò.

 

Risposta:

Il dirigente non può assolutamente pretendere di avere in sevizio personale avente titolo alla fruizione dei permessi di cui alla legge 104.

L’atteggiamento del Dirigente scolastico oltre che discriminatorio mi pare del tutto illegittimo.

Questo significa che eventuali azioni del Dirigente scolastico nei tuoi confronti potranno essere oggetto di azione legale e/o sindacali.

A maggior ragione, se si tiene presente come riferisci, della tua puntuale partecipazione alle attività collegiali e alla assidua presenza in servizio.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo le vorrei porre il seguente quesito: lavoro da più di cinque anni in una scuola dell'infanzia privata paritaria. ho il diploma magistrale e il diploma in scienze religiose conseguito nel 2004. Nella scuola dove insegno mi sono occupata anche dell'insegnamento della religione però non credo risultasse da qualche parte. da settembre di quest'anno invece è stato richiesto alla scuola di indicare un insegnante con il titolo adeguato e sono stata indicata io. Ora ho saputo che dal 2016 il mio titolo non sarà più idoneo per insegnare religione ma sarà chiesta la laurea magistrale. Quest'anno che io risulto essere l'insegnante di religione ( due classi di scuola dell'infanzia paritaria) sarà sufficiente per avere diritto a continuare ad insegnare religione senza conseguire la laurea magistrale? Può eventualmente essere prodotto un attestato da parte della scuola dove si dichiara che ho insegnato religione anche negli anni addietro? Grazie per la pazienza, mi scuso se mi sono dilungata. Cordiali Saluti

 

Risposta:

L’Intesa prevede che l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole dell'infanzia e primarie può essere affidato “agli insegnanti della sezione o della classe che abbiano impartito l'insegnamento della religione cattolica continuativamente per almeno un anno scolastico nel corso del quinquennio 2007 -2012;”

Questo significa che se non hai insegnato religione quinquennio 2007 -2012 non puoi insegnare religione nella tua classe.

 

 

 

Sono docente di Religione Cattolica incaricata annuale nella Scuola Primaria con un ora rio di 20/24mi. Insegno da 18 anni e da 7 anni ho collaborato con incarichi e referenze (Funzione strumentale, Tutor e Referente alla valutazione in corsi PON ... Collaboratore del DS) Quest'anno la scuola dove insegno, a causa del dimensionamento, è passata con un'altra autonomia scolastica. In questa Istituzione ogni qualvolta mi sono proposta per assumere un incarico mi è stato detto di non poter partecipare in quanto docente a tempo determinato. Avendo constatato la chiusura mentale dell'intero staff dirigenziale non ho insistito nelle mie candidature perché non ritenevo proficuo lavorare in un ambiente così ostile. Ora dopo l'ennesimo sopruso mi rivolgo a lei per avere informazioni e riferimenti normativi precisi sugli incarichi scolastici che un docente di R.C., nelle mie condizioni può assumere. La ringrazio cordialmente.

 

Risposta:

Il comma 3 del Decreto legislativo numero 297 del 16 aprile 1994 Testo Unico – recita così: “I docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica fanno parte della componente docente negli organi scolastici con gli stessi diritti e doveri degli altri docenti, ma partecipano alle valutazioni periodiche e finali solo per gli alunni che si sono avvalsi dell’insegnamento della religione cattolica.”.

Questo significa che dal punto di vista normativo non c’è niente che ti renda “diversa” dagli altri, quindi puoi essere nominata funzione strumentale, Tutor e Referente alla valutazione in corsi PON.

 

 

 

Gent. dott. Incampo

sono una I.d.R. senza titolo con contratto fino al termine delle lezioni  (7 giugno) e questa mattina ho avuto un'ulteriore

bella notizia dalla RSU del mio plesso e cioè che i supplenti non avranno diritto neppure al pagamento delle ferie. Come fare allora

per usufruirne almeno durante il periodo scolastico?

Le sarei grata se volesse inviarmi dei chiarmenti in merito.

Grazie per la cortese attenzione

 

Risposta:

Ti ricordo che il tuo rapporto di lavoro è di supplenza temporanea.

Questo significa che le ferie sono calcolate in proporzione al servizio prestato, e sono fruite, su richiesta del docente, nei periodi di interruzione dell'attività didattica, nell’ambito della durata del rapporto di impiego.

 

 

 

Nella mia scuola, per le sezioni dell'infanzia, alcuni insegnanti, con il consenso della dirigente, hanno richiesto un esperto esterno per attività musicali durante le attività curriculari, così, senza nessun bando di gara, hanno deciso che il gruppo musicale che ha in affitto alcuni locali della scuola, vadano nelle diverse classi a fare musica (attività pagata con il contributo dei genitori) in cambio, gratuitamente, questa società avrebbe fatto corsi di formazione ai docenti. Questo quanto detto anche nel collegio dei docenti. Io non sono mai intervenuta perchè per i bambini a me affidati, durante le mie ore, ho previsto come necessarie altri percorsi che non prevedono esperti esterni, ora mi viene detto che sono obbligata a partecipare al progetto di musica perchè tutti gli altri docenti partecipano. Domando: Sono obbligata veramente? Se non tutte le famiglie vogliono contribuire all'attività cosa devo fare per questi bambini? Se la parte che vuole partecipare corrisponde al 50% e se invece corrisponde al 70% ... Perchè non posso lavorare con loro secondo le loro necessità senza intromissioni di disturbo?

 

Risposta:

Innanzitutto bisogna tener presente che anche la scuola dell’infanzia è scuola a tutti gli effetti.

I docenti sono tenuti a prestare il loro sevizio secondo l’incarico ricevuto e concorrere alla formazione e crescita culturale degli alunni affidatigli.

Tutto ciò che va sotto il nome di progetto deve intendersi in aggiunta e a titolo volontario al curriculum scolastico obbligatorio.

Questo significa che non ci può essere un progetto vincolante per i docenti che intendono aderirvi e soprattutto non vi può essere alcuna contribuzione obbligatoria da parte degli alunni e delle famiglie che non intendono aderirvi.

Non ritengo che l’approvazione del progetto da parte del collegio docenti posso privare gli alunni dell’insegnamento dei docenti, specie se non sono stati favorevoli all’approvazione del progetto stesso.

In conclusione i progetti vanno fatti non a scapito dell’insegnamento e soprattutto a titolo gratuito per gli alunni rientranti nella fascia dell’obbligo.

 

 

 

Gent.mo prof.Incampo,
le sottopongo un problema sorto ieri a scuola riguardo l'ora alternativa.
Quando un ragazzo sceglie l'attività alternativa ha diritto al voto e al giudizio in consiglio, mentre se sceglie lo studio assistito non viene valutato. E' corretto?
Può chiarire ulteriormente la questione del voto all'ora alternativa?
Grazie mille

 

Risposta:

L'ora alternativa deve essere valutata come l''IRC. Lo studio assistito non può essere valutato

 

 

 

Gentilissimo dott. Incampo chiedo cortesemente una importante delucidazione del momento e cioè: una docente ha compiuto 65 anni a gennai o 2014, e al 31 dicembre 2011 aveva 20 anni di contributi e 61 anni di età ...., ora a febbraio 2014 che cosa deve fare? deve andare in pensione d'ufficio o può rimanere qualche altro anno in servizio facendo una richiesta di proroga?

grazie tante

 

Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che non sei di ruolo.

Questo significa che potrai stare a scuola fino al compimento del settantesimo anno d’età, naturalmente se vieni proposto dall'ufficio scuola.

Auguri di buona salute!

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

le sottopongo una questione piuttosto urgente e per la quale avrei bisogno di riferimenti precisi.

La mia dirigente ha emesso una circolare per docenti e personale ATA nella quale, ricordando che la segreteria della scuola sarà aperta nel mese di febbraio per facilitare le iscrizioni, richiede che coloro che terminano la malattia nel giorno di venerdì si presentino al sabato mattina in segreteria per riprendere il servizio. Questo riguarderà solo il mese di febbraio e non gli altri mesi dell'anno.

Attualmente mi trovo in day-hospital e diverse persone mi hanno rassicurato dicendomi che data la mia situazione io posso ritenermi esonerato. Ma il problema rimane per i colleghi che si venissero a trovare in tale situazione. Come si devono comportare?

Mi chiedo inoltre se un mio eventuale rifiuto possa essere considerato come una violazione di una disposizione del dirigente scolastico.

Qual è quindi la normativa che impone al dipendente che termina la malattia il venerdì di prendere servizio sabato mattina?

Grazie per la disponibilità, attendo fiducioso.

 

Risposta:

Non c’è nessuna norma ministeriale e/o contrattuale che obblighi il personale assente per motivi di salute terminante nel giorno di venerdì e essenza obbligo di servizio per il sabato di presentarsi a scuola per riassumere servizio.

Il dipendente in malattia, infatti, è tenuto a fare una dichiarazione al Dirigente scolastico comunicando di aver terminato il periodo di malattia il venerdì e quindi di essere a disposizione della scuola, per impegni collegati al proprio status professionale, il giorno di sabato.

Questo significa che il personale docente non potrà essere obbligato a presentarsi a scuola solo per onor di firma, ma potrà riprendere regolarmente servizio il lunedì successivo.

 

 

 

Gentilissimo professore, mi trovo in seria difficoltà circa la valutazione da attribuire agli alunni in sede di scrutinio. Insegno nella scuola media inferiore. In sede di scrutinio il preside di una sede mi ha chiesto di esprimere la valutazione, degli alunni che si avvalgono della religione, con voto numerico, mentre il preside di un'altra sede con dei giudizi. Come devo comportarmi, esiste una normativa chiara? Quando ho fatto presente la disparità di richieste da parte dei due presidi, uno di loro mi ha risposto che si vadano a leggere bene la normativa. La ringrazio della sua disponibilità

 

Risposta:

La norma è talmente chiara che hanno ragione entrambi.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, le chiedo cortesemente una delucidazione e cioè: un assistente tecnico a ottobre 2013 ha avuto un incarico dall'u sp fino all'avente diritto, se prende un giorno di malattia, tale giorno è pagato al 50% o 100%.

grazie tante.

 

Risposta:

I contratti stipulati in attesa dell’avente diritto vengono considerate come supplenze brevi.

Questo significa che il giorno di malattia doveva essere retribuito al 50%.

 

 

 

Gentile prof. nicola vorrei avere chiarezza su un quesito, insegno religione in una scuola primaria da 28anni naturalmente in regola con i titoli richiesti in posizione di stabilizzata , quest'anno causa malattia giustificata con certificato medico , ho potuto firmare contratto solo il 4/09/13 anziche' il 2 (il primo era domenica) sul cedolino di gennaio ho trovato una considerevole detrazione, e' regolare?

Grazie

 

Risposta:

Se hai firmato il 4 settembre è evidente che la decurtazione è notevole.

Infatti il contratto ha valore da quando viene sottoscritto.

 

 

 

Gent.mo Dott. Incampo, sto conseguendo la laurea specialistica per IRC, (Diocesi di Trani-Barletta,bisceglie) come da ultima Intesa Cei/Miur e vorrei sapere se posso essere esclusa, in tutto o in parte, dal tirocinio obbligatorio previsto nelle varie scuole di ogni ordine e grado. Attualmente la mia situazione questa: - ho insegnato in una scuola privata elementare e materna ( con regolare contratto) per circa 5 mesi, appartenente ad altra diocesi; - ho svolto un tirocinio di circa 6 mesi, con attestazione di servizio, presso altra scuola privata (materna) di altro comune diverso da quello di residenza; - ho ricevuto diversi incarichi di supplenza nelle scuole pubbliche,( scuole elementari e materne) con regolare contratto ( forse in tutto tra il 2013 e inizio 2014 18 gg non continuativi). infine ho conseguito anche il Magistero nell'anno 2012. Vorrei sapere se, in base alla normativa che disciplina il tirocinio diretto, posso essere esentata in tutto o in parte. RingraziandoLa anticipatamente, le invio i miei migliori saluti.

 

Risposta:

Penso proprio che non puoi essere esonerato dal tirocinio.

 

 

 

Negli anni scol. 1981-'82 e 1982-'83 il mio datore di lavoro Comune di Verona mi ha inviato a Monaco di Baviera dove ho insegnato per due anni scolastici nelle scuole dell'infanzia con presenti bambini italiani/tedeschi. Da sempre abbiamo il contratto scuola statale. L'ente ha fatto regolare delibera e il comune di Monaco la certificazione del servizio. Al mio rientro ho chiesto il riconoscimento della maggiorazione di servizio. Da parte del Comune non ho mai avuto risposte. In questi ultimi due anni sono ritornata di nuovo sulla questione perchè il riconoscimento mi avrebbe permesso di andare in pensione già a sett. del 2012. Ho fatto regolare domanda di pensionamento ma non ho mai ricevuto risposta e naturalmente sto ancora lavorando. Desiderei un Vs cortese parere sulla questione: ho diritto alla supervalutazione e quali sono le normative in merito?

 

Risposta:

Ecco come dice l’INPS a tal proposito:

“Sono contributi utili a pensione tutti i periodi di lavoro all’ estero in un paese legato all’Italia da norme di sicurezza sociale (art. 45 regolamento CEE n. 1408/1971), se svolto in una professione soggetta ad un regime " speciale " o in una occupazione che in Italia darebbe luogo all’ iscrizione al Fondo, sono riconoscibili solo ai fini del diritto. Se lavorati in paesi non convenzionati con l ’ Italia, possono essere oggetto di riscatto.”

 

 

 

Gentile prof. Incampo sono una idr con incarico annuale in possesso di Magistero in Scienze Religiose conseguito il 17/07/2003. Insegno con incarico annuale a tempo pieno presso la scuola Primaria dal 1/09/2002. Mi è stata applicata la ricostruzione di carriera il 15/09/2006.( R.P.S.05/11/2007) 01/09/2004 classe 0 1 aumento biennale 01/09/2006 classe 3. Nel cedolino attuale nella voce posizione giuridico economica, (la scadenza passata negli anni dal 08/20011 posticipata al 31/0872013) non viene più indicata. Dal gennaio 2012 è comparsa la voce diff. fascia 3 ccnl. scuola 4/8/2011 KA 05 790/Kas. Vorrei gentilmente sapere se in base alle normative vigenti mi spetta il passaggio alla classe 9 avendo 11 anni di servizio e visto che nel 2013 è stato recuperato l'anno 2011. Eventualmente se mi spetta, come fare per ottenerlo. La ringrazio cortesemente le porgo distinti saluti.

 

Risposta:

Devi aspettare ancora

 

 

 

Egregio Prof. Incampo, le scrivo per porle il seguente quesito : ho conseguito il Diploma in Scienze Religiose nel 2003 e sono stata inserita nella lista dei supplenti di Religione Cattolica per la scuola Primaria e secondaria di primo grado. Non ho ancora potuto fare supplenze. Qualche mese fa ho ricevuto una lettera dalla segreteria dell'ISR dove venivo informata che il titolo di studio da me conseguito non sarebbe più stato valido per le supplenze a partire dal 2016. Ora, trovandomi impossibilitata a frequentare nuovamente le lezioni in facoltà per problemi familiari, mi chiedevo se ci fosse un altro modo per adeguare il mio titolo di studio che non richieda l'obbligo di frequenza. Qui in Sardegna mi risulta non sia possibile. Le chiedo gentilmente un consiglio in merito. Inoltre nel caso facessi qualche supplenza cambierebbe la mia posizione? La ringrazio in anticipo e le porgo distinti saluti

 

Risposta:

Hai il diploma accademico in scienze religiose e non hai mai insegnato.

Se fino all’anno scolastico 2016/17 avrai maturato un anno di insegnamento potrai continuare ad insegnare, altrimenti dovrai conseguire il nuovo titolo, cioè la laurea quinquennale.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, le scrivo per una delucidazione e cioè: un docente con incarico a tempo determinato fino al 31 agosto 2014 chiede il giorno 30 dicembre 2013 per via pec un periodo di sei mesi di aspettativa per altro lavoro al comune di....., siccome le attività didattiche sono ricominciate il giorno 7 gennaio 2014 abbiamo dovuto chiamare il supplente e per di più la classe di concorso a042 è anche classe esaurita all'usp di Roma, quindi al supplente si dovrà fare un contratto con pagamento scuola fino al 7 di giugno 2014 o contratto tesoro fino al 30 di giugno 2014?????

grazie tante

 

Risposta:

Essendo un supplente il contratto verrà stipulato fino al termine delle lezioni.

E naturalmente la retribuzione sarà a carico della scuola.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, sono laureato in filosofia con vecchio ordinamento, sto frequentando come uditore l'ISSR (lavoro in un altro campo) e il dicembre scorso ho terminato il tirocinio come IDR in una scuola superiore. Il mio responsabile diocesano mi ha detto che dal prossimo anno scolastico potrà affidarmi una supplenza annuale. Tuttavia, non riuscendo a diplomarmi quest'anno all'ISSR, ha anche aggiunto che potrò insegnare in questa situazione solo fino al 2017. Dall'anno successivo, senza la laurea magistrale, non potrà affidarmi alcun incarico fino al conseguimento della stessa, anche se nel frattempo avessi ottenuto il diploma e avessi lavorato per un anno o più. Mi conferma queste informazioni? Grazie. Cordiali saluti

 

Risposta:

Confermo quanto ti ha detto il responsabile scuola diocesano.

Infatti il punto 4.3 dell’Intesa recita così: I titoli di qualificazione professionale indicati ai punti 4.2.1. e 4.2.2. sono richiesti a partire dall'anno scolastico 2017-2018.”

 

 

 

Gentilisssimoi Prof. Nicola io ho partecipato al suo interessantissimo convegno presso il seminario di Como. In questa giornata lei ha detto che era possibile inserire il discreto nella valutazione della scuola primaria. Io ho chiesto al Dirigente la possibilità di lasciarlo deliberare al collegio docenti .Mi è stato detto che questo non era possibile e che il ministero volutamente non ha inserito il discretro per evitare il confronto numerico. La valutazione con i suoi criteri è stata data dal ministero ed non è modificabile. Le chiedo di aiutarmi esiste una legge o un regolamento che prevede la modifica? Como posso agire affinchè il collegio possa deliberare ? La ringrazio di cuore Buon lavoro

 

Risposta:

La Circolare Ministeriale numero 20, protocollo n. 1800, del 25 gennaio 1964 nel dettare i criteri da seguire materia per materia negli scrutini così afferma “Religione -  nulla è innovato per quanto riguarda la religione, rispetto alla consueta attribuzione di uno dei seguenti giudizi sintetici: moltissimo, molto, sufficiente, scarso…”

Questo significa che l’insegnante potrà concordare nel collegio docenti l’aggettivazione, ad esempio, simile alla scuola elementare e media, vale a dire Ottimo, Distinto, Buono, Discreto, Sufficiente e Non Sufficiente.

 

 

 

Sottopongo alla sua cortese attenzione il seguente quesito.
Le ore dei progetti d’Istituto possono ricadere interamente o in parte sulle ore di Religione? Se possono ricadere in parte, c’è un limite orario di ricaduta? Esiste una legge che disciplina questo argomento?
Grazie, cordiali saluti

 

Risposta:

Tutti i progetti devono essere extrascolastici.

Per nessun motivo vanno tolte le ore curriculare per realizzare progett

Questo significa che l’alunno che ha scelto di avversi dell’IRC deve poter svolgere tutte le ore previste.

 

 

 

Salve,
insegno nella scuola primaria religione cattolica da 5 anni. Sto per conseguire la laurea triennale in scienze religiose in un ISSR. 

Volevo chiedere se in base alla nuova intesa MIUR-CEI io posso continuare ad insegnare religione cattolica nella scuola primaria oppure se devo per forza prendere la laurea magistrale in scienze religiose.

Grazie per la vostra cortesia.

 

Risposta:

La laurea triennale non è sufficiente per insegnare religione cattolica anche lla scuola primaria e dell’infanzia.

Devi conseguire necessariamente la laurea magistrale

 

 

 

Gent.mo dott. Incampo,

nella mia scuola (Istituto  di istruzione superiore) ai prossimi scrutini parteciperà anche l'insegnante di attività alternativa che inserirà le sue valutazioni nella stessa colonna della materia di religione. Lei ha espresso in merito questo parere in una lettera precedente "Il DPR 122/2009 recita così: “i docenti incaricati delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica forniscono preventivamente ai docenti della classe elementi conoscitivi sull’interesse manifestato e il profilo raggiunto da ciascun alunno”.

Il TAR Lazio, invece, con la sentenza numero 33433 del 15.11.2010 ha disposto il parziale annullamento del DPR 122/2009, e proprio nella parte di cui sopra.
La mancata partecipazione dei docenti incaricati delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica alle operazioni di scrutinio, realizza, ad avviso del TAR, disparità di trattamento rispetto ai docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica.
Il MIUR con nota protocollo numero 695 del 9.02.2012 indirizzata all'USR del Piemonte, ha affermato: “Ciò premesso, si fa presente che, a seguito del passaggio in giudicato della sentenza in argomento, la disposizione annullata deve intendersi automaticamente non più applicabile”.

Questo significa che l’Attività Alternativa deve essere valutata così come viene valutata l’IRC. "

Ma nell'ultimo incontro di aggiornamento giuridico a Milano mi sembrava di aver  capito che l'insegnante dell'attività alternativa può solo presentare una nota informativa al coordinatore di classe. Ho capito male?

Grazie per l'attenzione

 

Risposta:

La nota del  MIUR protocollo numero 695 del 9.02.2012 ha affermato che l’Attività Alternativa deve essere valutata così come viene valutata l’IRC.

 

 

 

Buongiorno. Vorrei chiederle se un alunno di 3° elementare possa interrompere la partecipazione alle ore di religione cattolica durante l'anno in corso, ed esattamente, alcuni giorni prima della vacanze natalizie. Il bambino ha regolarmente fatto religione in prima, seconda e inizio terza di quest'anno. La mamma (atea) mi ha contestato un taglio troppo catechistico per aver fatto cantare una canzoncina di Gesù. Si è rivolta alla segreteria per il cambio dell'ora di religione in alternativa . La dirigente ha immediatamente acconsentita. Una mia collega mi ha detto che ciò non è regolare. L'eventuale cambio non può essere fatto durante l'anno scolastico.

 

Risposta:

Il punto 2.1 lettera b) dell’Intesa recita così: “la scelta operata su richiesta dell'autorità scolastica all'atto dell'iscrizione ha effetto per l'intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso nei casi in cui è prevista l'iscrizione d'ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica;”

 

 

 

Salve, questo anno , a parità di dati, ho trovato una direzione scolastica che mi da 2 giorni in meno di ferie, ris petto a tutte le scuole in cui ho lavorato in questi 7 anni.

 

Risposta:

Il comma 2 dell’articolo 19 del CCNL 2007 recita così: “Le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato.”

Questo significa che il numero delle giornate di ferie vanno calcolate con la seguente proporzione: 365 : 30 = numero dei giorni di servizio : x

 

 

 

Gentile Prof. Nicola Incampo Le chiedo cortesemente di indicarmi che un insegnante supplente di religione supplente annuale fino al 07/06/2014 che nel frattempo ha conseguito in data 07/11/2013 il titolo in Baccellirrato in Scienze Religiose può richiedere la trasformazione del suo contratto da supplente a incaricato con termine al 31/08/2014 dal momento che ufficio scuola della mia arcidiocesi precisa che trattasi di laurea annuale.

Grazie

 

Risposta:

Il baccellierato in Scienze Religiose non è titolo spendibile per insegnare religione cattolica.

Questo significa che pur conseguendo la laurea breve continuerai ad essere supplente temporaneo.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo, potrebbe aiutarmi a sciogliere alcuni dubbi? Premesso che: avendo concluso gli esami e a marzo 2014 è prevista la mia seduta di Laurea magistrale in Scienze Religiose (rientra nell'anno accademico 2012/2013) e avendo già sostenuto il tirocinio,solo teorico, come previsto precedentemente nel mio piano di studi, la normativa MIUR DPR 175/12 e Circ. della CEI 563/2012 e ProT. n. 39/13/STSR, che prevede il tirocinio con due modalità: diretto (pratico-progettuale) e indiretto (teorico-riflessivo), è a me applicabile? quindi mi farebbe saltare la seduta? Distinti saluti

 

Risposta:

Penso proprio di no.

Puoi stare tranquillo.

 

 

 

Sono una docente di irc con 21 ore tra scuola infanzia e primaria con contratto annuale. Ho conseguito il Diploma Magistrale nel 1984 in un Istituto religioso con idoneità rilasciata dalla curia. Ho un anno consecutivo di religione nel 2011-12 e tutt'ora insegno irc. Siccome hanno chiesto tutti i requisiti, verrò sempre pagata sino ad agosto? Grazie mille

 

Risposta:

Sicuramente!

Stai insegnando con i titoli previsti dall’Intesa, quindi sei incaricato annuale e di conseguenza sarai retribuita fino al 31 agosto.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

le vorrei chiedere un'informazione.

Nella scuola dell'infanzia (dove sono presenti solo due sezioni) è possibile che venga nominata dalla dirigente come referente la Vicepreside (che non lavora in quella scuola dell'infanzia, ma è maestra presso la scuola primaria dello stesso Istituto)? Secondo me doveva essere nominata una delle 4 maestre della scuola dell'infanzia.Mi può dare dei riferimenti normativi?

Grazie mille

 

Risposta:

La nomina dei collaboratori del Dirigente scolastico spetta proprio al Dirigente scolastico.

L’articolo 25 del comma 5 del D.Lgs. numero 165/02 così recita: “nello svolgimento delle proprie funzioni il dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti…”

 

 

 

Buona sera.

Vorrei delucidazioni in merito al fatto se l’insegnante di religione può fare lezione con i bambini che non s’avvalgono, un giorno mi è capitato di avere in classe bambini che sono stati smistati in classi diversa dalla propria dato assenza dall’insegnante, a me sembrava logico di non poter avere bambini che non s’avvalgono della religione; la mia collega di religione mi ha detto che si potevano chiudere le orecchie e non ascoltare, cose dell’altro mondo, la vice preside mi ha detto che io dovevo accettarli in classe come sorveglianza, io non  sono molto sicura di queste soluzioni.

Io credo che chi non avvale della religione non deve stare in classe quando si fa lezione, oppure la maestra di religione è costretta a non fare la sua materia, ma anche questa soluzione la vedo contorta.

L’insegnate di religione è specialista e fa religione con coloro che s’avvalgono.

Buon Lavoro.

 

Risposta:

Ha ragione la vicepreside.

In caso di smistamento sei obbligata a svolgere la tua disciplina.

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo, sono un IdR della scuola secondaria di secondo grado con incarico annuale di 18 ore. Vorrei sapere se nel conteggio delle 40 ore di Consigli di Classe dovute alla scuola, possono considerare anche i Consigli di Classe straordinari, convocati per comminare sanzioni disciplinari, a cui ho partecipato. Ringraziando per la disponibilità, la saluto cordialmente.

 

Risposta:

Nel computo delle 40 ore rientrano sia i consigli di classe ordinari che straordinari.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, le chiedo questo e cioè: una docente con supplenza breve ad una scuola statale, può lasciare la supplenza per una supplenza fino al termine delle attività didattiche in una scuola parificata???

grazie tante.

 

Risposta:

Certamente!

 

 

 

Gentile prof. Incampo vorrei porle questa domanda: Insegno da due anni presso la scuola secondaria di Castel del piano (Gr) paese nella arcidiocesi di siena ma sotto il provveditorato scolastico di Grosseto. Quest'anno ho richiesto il diritto allo studio perchè pensavo perlomeno fino a ieri,essendo incaricato annuale, idoneo a tale diritto , tuttavia come lei conosce la situazione hanno variato tutti i contratti ed io sarò pagato fino alla fine delle lezioni. Il provveditorato di Grosseto mi ha detto che non rientro nei canoni della norma. Caro professore è veramente così? Non ho nessun diritto di ricorso? Non solo ci hanno umiliato ma anche toglierci il diritto allo studio mi sembra troppo

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo subito che il diritto allo studio non compete solo agli insegnanti di ruolo, ma anche agli insegnanti con contratto di lavoro a tempo determinato e quindi anche agli insegnanti di religione. La Circolare ministeriale numero 130 del 21.4.2000 protocollo numero 49479/BL tra l’altro afferma “…Il Dipartimento per la funzione pubblica ha infatti chiarito che l'art. 3 del DPR 395/1988 relativo ai permessi retribuiti per il diritto allo studio, non fa distinzione tra personale a tempo indeterminato e personale con contratto a temine e che pertanto l'istituto di cui trattasi trova applicazione anche per il personale a tempo determinato in misura proporzionale alle prestazioni lavorative rese…”

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,

potrebbe aiutarmi a sciogliere alcuni dubbi?

Il prossimo anno avrò il diploma triennale (mi resta un esame da dare a gennaio e 2 che posso dare solo a giugno perché tutti gli altri li ho anticipati quando frequentavo l'ISSR da uditore perché iscritta in Cattolica per la II laurea): i quattro anni di servizio con titolo a seguito dei quali iniziano a partire gli scatti: devono essere condotti con l'orario pieno (cioè se avessi 22 ore +2 di programmazione non varrebbe)? in caso affermativo, l'orario pieno deve essere presso una sola scuola o varrebbe anche se fossero due o più scuole?

devono essere condotti nello stesso ordine di scuola (cioè se cambiassi da primaria a secondaria non varrebbero più)?

Grazie. Distinti saluti

 

Risposta:

Dalla domanda mi per di capire che non sei ancora in possesso del titolo di qualificazione professionale.

Questo significa che per poter far domanda di ricostruzione dovrai aver maturato almeno quattro anni con il titolo di qualificazione professionale.

Ti ricordo che l’anno vale anche se svolto ad orario parziale.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,

ho prestato servizio come supplente annuale dal 1 settembre 2006 all'8 giugno 2007 e dal 2007/08 a tutt'oggi come incaricata annuale (1 sett - 31 agosto).

Vorrei sapere quando ho maturato il mio diritto alla ricostruzione di carriera. Ci sono due versioni: la prima, che riconosce l'anno di supplenza come anno di servizio utile alla maturazione del diritto alla ric. di carriera; la seconda, che invece fa scattare il mio diritto dal 2007/08. Quale quella corretta?

Grazie molte

 

Risposta:

I requisiti per avere diritto alla ricostruzione di carriera sono:

ü  Quattro anni di servizio

ü  Titolo di qualificazione professionale

ü  Trovarsi nell’anno in cui si fa la domanda di ricostruzione o con orario cattedra nella scuola secondaria (o 12 ore imposte da ragioni strutturali) o almeno dodici ore nella scuola primaria.

Insegnando tu dal 1 settembre 2006 sicuramente potrai godere di tale diritto.

Ecco il facsimile per produrre domanda.

Al Dirigente Scolastico

“Denominazione della scuola”

CITTA’

 

 

Oggetto: applicazione dell’ultimo comma dell’articolo 53 della legge numero 312 dell’11.7.1980 e successive modificazioni.

 

 

 

Il sottoscritto professor _______________________nato a _________________ il ____________________ docente incaricato di religione cattolica presso questa scuola

CHIEDE

l’applicazione della legge in oggetto.

A tal fine dichiara di aver prestato i seguenti servizi:

1.   Dal_______al_______ presso la scuola_________________

2.   Dal_______al_______ presso la scuola_________________

3.   Dal_______al_______ presso la scuola_________________

4.   Dal_______al_______ presso la scuola_________________

5.   Dal_______al_______ presso la scuola_________________

6.   Dal_______al_______ presso la scuola_________________

7.   Dal_______al_______ presso la scuola_________________

8.   ………………………………

 

Con osservanza,

Data                                                                               Firma

 

 

 

Gentile prof. Incampo, insegno in un Istituto Secondario di secondo grado, l'anno scorso ho presentato un progetto POF che è stato approvato e che non ho potuto svolgere per motivi di salute e di famiglia (se non con riferimento ad una riunione preliminare con le colleghe). Quest'anno mi è stato consigliato di riproporlo, ma con mio rammarico ho saputo che non è stato approvato. Le chiedo, pertanto, se tale comportamento sia corretto e se le risorse (economiche e non) destinate a tale progetto possano essere utilizzate in detto a.s. in altre iniziative? Restando in attesa di una Sua cortese risposta, porgo distinti saluti

 

Risposta:

Il bilancio delle istituzioni scolastiche è annuale, pertanto tutto ciò che non è stato speso in un anno viene utilizzato l’anno successivo secondo la nuova programmazione.

Questo significa che se il tuo progetto non rientra tra quelli programmati, per lo stesso non è stata prevista nessuna spesa.

Puoi verificare l’elenco dei progetti approvati nella contrattazione di istituto.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,

le scrivo per  chiedere chiarimenti su una questione piuttosto attuale.

E' lecito e possibile realizzare un presepe da esporre nell'edificio scolastico frequentato da alunni di etnie e credi religiosi diversi?

C'è un filone normativo o giurisprudenziale in merito? O buone prassi (pronunce del Collegio Docenti..)?

La ringrazio e porgo distinti saluti.

 

Risposta:

Ritengo che qualsiasi attività didattica e, a maggior ragione argomenti del programma della propria disciplina per i quali si intende proporre alla classe un approfondimento, debbano raccordarsi con la programmazione di interclasse e soprattutto tener conto delle finalità del POF.

Ora tra le finalità della scuola non può non esserci quanto la Civiltà Cattolica in un editoriale del numero 3637 del 5 gennaio indicava: “La scuola dovrebbe insegnare agli alunni il rispetto reciproco delle convinzioni religiose che, se sono diverse e anche contrastanti su alcuni punti essenziali, non sono e non possono essere nemiche e tanto meno odiarsi…”

Un POF che si rispetti ha una finalità culturale e formativa e può rettamente accogliere qualsiasi iniziativa che è in sintonia con tali finalità, purché tale collaborazione e qualsiasi intervento esterno alla scuola restino in linea con tali finalità e non abbiano altri intenti come per esempio una attività di proselitismo.

Tocca certo al collegio dei docenti verificare queste caratteristiche ed accettare quanto proposto dal docente della disciplina nel rispetto della finalità della scuola.

L’attenzione al pluralismo culturale e religioso oggi di fatto esistente nella nostra nazione, e non solo in essa, deve favorire non soltanto un atteggiamento di tolleranza ma anche capacità di dialogo con chi culturalmente e religiosamente è da noi diverso e la scuola non può non essere sensibile a sviluppare un clima di tolleranza e di dialogo nella reciproca conoscenza.

Sempre nella stessa Civiltà Cattolica nel numero 3638 del 19.01.02 si dice:

“Quanto debba essere vasto questo dialogo, e perciò quanto sia complesso, lo si deduce da un documento vaticano che parla di:

1) dialogo della vita, dove le persone si sforzano si sforzano di vivere in uno spirito di apertura e di buon vicinato, condividendo le loro gioie e le loro pene, i loro problemi e le loro preoccupazioni umane;

2) dialogo delle opere, dove i cristiani e gli altri collaborano in vista dello sviluppo integrale e della liberazione della gente …”

Quanto alle motivazioni riguardanti il preteso rispetto di una cultura, prego di leggere e possibilmente far leggere l’editoriale di “La Civiltà Cattolica”, numero 3637 del 5 gennaio 2002 dove tra l’altro si dice: “Non si rende un buon servizio [al nostro Paese] quando si tenta di privarlo dell’eredità cristiana, perché il cristianesimo – lo si voglia o no – ha permeato tutta la storia, le istituzioni sociali, il diritto, la letteratura, l’arte del nostro Paese e perfino il carattere, il modo di pensare e di sentire dei suoi abitanti” (pagina 8) e poco sopra aveva affermato: “In realtà il pericolo che corre il nostro Paese è quello della perdita di una parte essenziale della propria identità spirituale e culturale”.

Dopo tutta la vicenda del Crocifisso nella scuola e nel luoghi pubblici con quel che ne è seguito di risposte da parte di tutte o quasi le componenti della cultura, mi sembra un po’ anacronistico riproporre dei veti a un segno, sia esso il Crocifisso o il presepe, che è fortemente espressivo delle nostre radici e della nostra identità cristiana e cattolica.

Per completezza aggiungo la Risoluzione in Commissione 7-01056

presentata da PAOLA FRASSINETTI

giovedì 6 dicembre 2012, seduta n.730

La VII Commissione,

premesso che:

in occasione dell'approssimarsi delle festività natalizie, la dirigente scolastica della scuola materna di Caorso, in provincia di Piacenza, che conta circa centoventi bambini, ha vietato l'allestimento del presepe e la rappresentazione di ogni riferimento religioso, asserendo di averlo fatto per non offendere i bambini di religione diversa da quella cattolica; i genitori dei bambini hanno manifestato con fermezza la loro indignazione e contrarietà a tale decisione ed hanno chiesto che fosse allestito il presepe e che durante le recite fossero intonati anche canti religiosi natalizi; casi simili a quello di Caorso sono accaduti anche in altre scuole d'Italia e spesso la decisione di vietare l'allestimento del presepe risulta essere frutto di una sbagliata e fuorviante interpretazione del principio di integrazione sociale e rispetto del pluralismo culturale. Per favorire la convivenza con chi proviene da altri Paesi, non serve cancellare i nostri usi e le nostre tradizioni, rischiando di generare incomprensioni e barriere. Integrazione significa conoscenza reciproca e tolleranza per le diversità, senza imporre

alcuna rinuncia, impegna il Governo ad adottare le iniziative più opportune volte a garantire che ai bambini delle scuole materne e primarie venga assicurata l'opportunità di celebrare la festività del Santo Natale attraverso l'allestimento del presepe e l'organizzazione di rappresentazioni e canti natalizi di tipo religioso, garantendo che in ogni istituto scolastico siano valorizzate le nostre tradizioni culturali, scongiurando in questo modo il rischio di negare ai nostri ragazzi, attraverso l'imposizioni di astratte e fuorvianti neutralità ideologiche e religiose, l'apprendimento della propria identità e la possibilità di celebrarla nelle forme tipiche della nostra tradizione.

(7-01056) «Frassinetti»

 

 

 

Salve, sono un maestro IRC della primaria. Nn sono di ruolo ma da 10 anni ho  una nomina annuale. Io e mia moglie abbiamo deciso di intraprendere l'iter per adottare un bambino. L' iter è molto lungo e sono necessari diversi incontro con assistenti sociali, psicologi e giudici. A volte serviranno dei permessi per partecipare a  tali incontri. Se tutto andrà bene dovremmo dedicare tempo a notti figlio. quali diritti mi aspettano?

 

Risposta:

Delle adozioni si occupa il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, il Testo Unico sulla maternità e l’INPDAP.

Il comma numero 1 dell’articolo 26 del Testo Unico sulla maternità recita: “Nel caso di adozione e di affidamento preadottivo internazionali, disciplinati dal Titolo III della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, il congedo di maternità di cui al comma 1 dell'articolo 26 spetta anche se il minore adottato o affidato abbia superato i sei anni e sino al compimento della maggiore età.

Ma anche l’INPDAP si occupa di adozioni, infatti il punto 2.3 intitolato Adozione e affidamento dei minori “dell’Informativa INPDAP 11 marzo 2003, n. 15” avente per oggetto “Riscatto dei periodi corrispondenti al congedo parentale collocati temporalmente al di fuori del rapporto di lavoro (articolo 35, comma 5, Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151) recita testualmente: “Il congedo parentale, nei termini e con le modalità indicate al punto 2.1, spetta anche per le adozioni e gli affidamenti, ivi compresi le adozioni e gli affidamenti preadottivi internazionali”.

In caso di adozione internazionale, la legge prevede un congedo non retribuito per tutta la durata del periodo di permanenza all'estero necessario al completamento della pratica. Del congedo possono usufruire contemporaneamente entrambi i genitori.

per la maternità, la legge prevede tre mesi di assenza dal lavoro, con una indennità pari all’80% della retribuzione. Non essendoci una data di nascita, l’astensione parte dall'effettivo ingresso del bambino nel nucleo familiare, che nel caso dell’adozione internazionale, corrisponde al ritorno della famiglia in Italia con il bambino adottato. Dell’astensione obbligatoria possono usufruire sia la madre adottiva che il padre adottivo, ma in alternativa tra loro.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, sono un lavoratore che aspira ad insegnare religione, essendomi laureato in filosofia con indirizzo scienze religiose. Ho superato l'esame di ammissione all'insegnamento della religione cattolica e da tre anni sto seguendo i corsi come uditore (poichè lavoro a tempo pieno) all'ISSR di Milano; sto anche terminando il tirocinio presso una scuola superiore. Leggendo il testo della nuova intesa col MIUR, mi sono venuti i seguenti dubbi: - poichè non riuscirò certamente a diplomarmi entro questo anno accademico, ho ancora qualche possibilità di ottenere un incarico come docente il prossimo anno o comunque entro il 2016/17? - se ottenessi tale incarico, per mantenerlo dovrei poi prendere il diploma entro il 2016/17 oppure la laurea magistrale entro il 2017/18? E se non ci riuscissi? Grazie per l'attenzione Cordiali saluti

 

Risposta:

Certamente!

Infatti il punto 4.3.2 dell’Intesa 2013 recita così: “A far data dall'anno scolastico 2017-2018, sono in ogni caso da ritenere dotati della qualificazione necessaria per l'insegnamento della religione cattolica gli insegnanti che, riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano, siano provvisti dei titoli di cui al punto 4.3.1. e abbiano anche prestato servizio continuativo per almeno un anno nell'insegnamento della religione cattolica entro il termine dell'anno scolastico 2016-17.”

 

 

 

Buongiorno, avrei bisogno di ricevere alcuni chiarimenti circa il mio contratto. Sono un irc con contratto da settembre fino a fine giugno, perchè non ho ancora il diploma, lavoro nelle scuole materne.

Le domande che avrei da fare sono:

- Nel mio contratto sono previsti i permessi retribuiti? Perchè in una delle segreterie mi hanno detto di no e ho dovuto prendere un giorno di ferie...Quanti giorni di ferie posso prendere e quanti permessi retribuiti durante i mesi di contratto?

- I giorni di ferie che si maturano in questi mesi di lavoro vanno smaltiti nei giorni di chiusura della scuola? non vengono pagati alla fine del contratto?

Ringrazio per l'attenzione e porgo cordiali saluti

 

Risposta:

Relativamente alle assenze per malattia la norma prevede che il personale assunto per l'intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche la conservazione del posto per un periodo di 9 mesi in un triennio scolastico. In ciascun anno scolastico la retribuzione viene corrisposta:

per intero nel primo mese di assenza;

al 50% nel secondo e terzo mese;

per i rimanenti 6 mesi: conservazione del posto senza assegni e con interruzione dell'anzianità di servizio.

Quanto poi ai permessi la norma prevede per motivi personali o familiari: 6 giorni di permesso non retribuito;

per concorsi o esami, compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio: 8 giorni di permesso non retribuito.

In riferimento alle ferie ti faccio notare che queste vengono calcolate in proporzione al servizio prestato, e sono fruite, su richiesta del dipendente, nei periodi di interruzione dell'attività didattica, nell’ambito della durata del rapporto di impiego.

 

 

 

Salve sono un idr non di ruolo al primo incarico annuale ( 4 ore scuola elementare fino al 31 - 8-2014 . Ho diploma magistrale e diploma in scienze religiose conseguito nel 1998 che mi ha permesso di fare supplenze occasionali prima dell incarico di questanno. La mia domanda è in base alla nuova intesa nel 2017 potrò continuare a lavorare? O devo completare il mio ciclo di studi con una laurea in scienze religiose o laura wuinquennale? La ringrazio.

 

Risposta:

Certamente!

Infatti maturando un anno di servizio, cioè almeno 180 giorni, sarai in possesso dei requisiti richiesti anche dopo il 2017.

 

 

 

Nella scuola in cui insegno vogliono proporre come attività alternativa all'IRC un ora di Attività Sportiva” con docenti di Ed. Fisica qualificati ISEF, ancora l'attività rimane nebulosa, è possibile inserire questa attività tra le alternative all'IRC?

Cordiali Saluti 

 

Risposta:

Assolutamente no.

Incominciamo subito col dire che non esistono programmi precisi per l’attività alternativa emanati dal Ministero, ma è compito di ogni scuola definirli e in modo particolare del collegio dei docenti se trattasi di scuola media di primo e secondo grado, o dei consigli di interclasse se trattasi di scuole elementare.

Proprio perché i contenuti non sono prescrittivi, il Ministero ha suggerito alcune indicazioni con le seguenti Circolari:

  • Circolare ministeriale numero 128 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola materna;
  • Circolare ministeriale numero 129 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola Elementare;
  • Circolare ministeriale numero 130 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola media;
  • Circolare ministeriale numero 131 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola superiore

 

 

Gentilissimo dott. incampo le faccio chiedo questa richiesta e cioè: un c.s. ha la l.104 per il figlio minorenne, ovviamente abitano insieme e sono da soli, lui... invece di prendere i tre gg. al mese, puo' prendere la riduzione oraria tutti i giorni? se si .... bisogna fare un decreto? e come andrebbe fatto? grazie tante

 

Risposta:

Assolutamente no.

Al docente spettano tre giorni al mese.

 

 

 

Gentile prof. Nicola Incampo sono un Idr a T. D. Questo è il quarto anno che lavoro nella scuola primaria di Trieste con con incarico annuale dall' 1/9 al 31/8 . Dal 27/3/2012 sono in possesso del titolo di studio di laurea in scienze religiose riconosciuto come baccalaureato in scienze religiose rilasciatomi dall'ISSR di Trieste prima quindi dell'entrata in vigore della nuova normativa. La mia domanda è: dall'1/9/2017 potrò continuare ad insegnare religione oppure dovrò essere anch'io in possesso della laurea Magistrale in Scienze Religiose? La ringrazio anticipatamente per la Sua gentile risposta.

 

Risposta:

Dovrai necessariamente conseguire la laurea magistrale, cioè il titolo quinquellane.

 

 

 

Buonasera Nicola. Io insegno religione in una scuola media statale. Ho firmato un contratto a tempo determinato per 8 ore. Sul cedolino del mese di ottobre è comparsa la prima volta da 12 anni di insegnamento con lo stesso contratto rinnovato annualmente "tempo determinato con part-time". Che cosa significa? Io non ho chiesto il part-time. Si tratta di una nuova dicitura? Ha influenze sullo stipendio? A questo proposito, uno con il mio contratto quanto dovrebbe prendere come stipendio mensile? Grazie per l'attenzione

 

Risposta:

Stai tranquillo, la dicitura non ha nessuna influenza sul tuo “ruolo”.

 

 

 

Buonasera prof Incampo sono insegnante di religione di una scuola primaria parita ria. Potreste segnalarmi un buon sito da consultare per approfondire tematiche di religione? inoltre lavorando in una scuola primaria è necessario per me aderire ad un sindacato di religione? grazie

 

Risposta:

Relativamente alla prima domanda puoi consultare tranquillamente il sito www.culturacattolica.it

Quanto poi ad un alla seconda domanda io ti consiglio di iscriverti all'anaps.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

sono un'insegnante di religione della scuola primaria. Qualche giorno fa sono venuta a sapere (tramite la vice della mia dirigente) che uno dei miei alunni non vuole più fare religione. Sapendo che non è possibile cambiare durante l'anno scolastico la scelta effettuata all'atto dell'iscrizione, vengo a chiederle se mi può inviare i riferimenti normativi che supportino la mia opposizione a questo cambio e se può farmi avere qualsiasi altra informazione che mi illumini su questa situazione.

Grazie mille

 

Risposta:

Il puto 2.1 lettera b) del DPR 715/12 recita così: “la scelta operata su richiesta dell'autorità scolastica all'atto dell'iscrizione ha effetto per l'intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso nei casi in cui è prevista l'iscrizione d'ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica;”

 

 

 

Egr. Prof. Incampo, sono un IdR della Diocesi di Milano. Da tre anni sono incaricato annuale presso un Istituto Superiore Statale. L'anno prossimo, se sarà confermato il mio incarico, vorrei chiedere, in accordo con l'ufficio diocesano per l'IRC, un congedo straordinario retribuito per seguire un corso di dottorato presso un'università statale. Durante un colloquio seguito alla conferenza da lei tenuta a Milano per gli Idr (aggiornamento giudirico-normativo), lei mi confermava che il congedo straordinario retribuito è concesso anche agli IdR non di ruolo incaricati annuali ed esiste persino un modulo per farne richiesta. Con la presente la pregherei di indicarmi dove posso reperire tale modulo. Ringraziandola per la disponibilità, la saluto cordialmente

 

Risposta:

Potresti presentare al Dirigente la seguente domanda:

Il sottoscritto comunica che dal giorno ________, sarà iscritta presso la Facoltà di Teologia di _________,al ciclo di Dottorato in Teologia, il quale avrà durata di anni 4. Chiede pertanto di usufruire del Concedo Straordinario per dottorato di ricerca (a norma dell'art. 2 Legge n.476/84) e di percepire l'intero stipendio,dal momento che non usufruisce di alcuna borsa di studio, come previsto dalla Legge n.448 del 28/12/2001, art.52, comma 57. Ricorda inoltre che la suddetta Facoltà è stata istituita il _____________ dalla Santa Sede e che conferisce il grado di Dottorato in Teologia.        

In fede.”

 

 

 

Salve mi chiamo sono un docente di 3^ fascia, scuola secondaria, non abilitato. Poco più di un mese fa sono stato nominato per una supplenza in sostituzione di un docente in aspettativa ma adesso per motivi familiari devo dimettermi e lasciare lÂ’'incarico. Non so come comportarmi, basta andare in segreteria e dirlo? Bisogna scriverlo? EÂ’ necessario andare in presidenza? Posso dirlo e dimettermi contestualmente? EÂ’ necessario spiegare in modo dettagliato il motivo? Grazie mille Cordiali Saluti

 

Risposta:

Le dimissioni si possono dare e in ogni momento. Se vuoi comunque riservarti la possibilità di eventuale altra supplenza devi spiegare le motivazioni che ti inducono a lasciare l'attuale supplenza. Ad esempio potrai mettere per iscritto i gravi motivi che ti inducono a lasciare la supplenza.In tal modo conserverai lo stesso posto in graduatoria e potrai essere richiamata una volta superato il momento critico. Per completezza aggiungo che se ti dimetti senza motivo vieni depennata da tutte la graduatorie dii istituto per il corrente anno sccolastico.

 

 

 

 Gent.mo prof Incampo,
sono un'IDR della scuola primaria, supplente annuale (contratto fino al 30/06). Volendo partecipare ad una giornata di formazione e sapendo che ogni insegnante ha diritto a 5 giorni di permesso per la formazione ho chiesto tale permesso alla mia scuola, la quale sta facendo resistenza e mi sta negando la possibilità di partecipare perchè "non mi spettano quei 5 giorni, essendo supplente annuale". E' così? Può indicarmi i riferimenti normativi da portare alla mia scuola? Grazie

 

Risposta:

Il comma numero 5 dell'articolo 64 del CCNL 2007 recita così: ""Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici. Con le medesime modalità, e nel medesimo limite di 5 giorni, hanno diritto a partecipare ad attività musicali ed artistiche, a titolo di formazione, gli insegnanti di strumento musicale e di materie artistiche. Come puoi notare la norma parla di "insegnanti" e non fa nessuna differenza tra ruolo e non ruolo.Questo significa che hai diritto al permesso retribuito per aggiornamento

 

 

 

Buonasera, sono insegnante di ruolo nella scuola primaria. Sono in possesso del Diploma di Scienze Religiose e vorrei sapere se posso insegnare religione nella mia classe, dato che insegno fuori dalla mia provincia e quindi anche fuori dalla mia Diocesi. Come posso fare? Grazie mille.

 

Risposta:

La nuova Intesa, cioè il DPR 175/12, prevede che il maestro di ruolo e di classe per insegnare religione cattolica deve essere in possesso della laurea quinquennale in Scienze Religiose.

 

 

 

Buongiorno prof. Incampo. Quest'anno sono stata assunta come idr (in una scuola media) con contratto a T.D. dal primo settembre fino al termine delle lezioni, non avendo ancora conseguito la laurea specialistica. Per quanto riguarda la presenza ai consigli di classe, la dirigente mi ha detto che sono obbligata a fare tutte le 40 ore, non in proporzione all'orario (12 ore in tutto solo in questa scuola). Ma gli anni precedenti ho sempre partecipato in proporzione. Cosa devo fare? Grazie per la sua disponibilità

 

Risposta:

Ha ragione la dirigente scolastica.

Il contratto prevede che devi fare 40 per i consigli di classe e 40 ore per i collegi docenti.

 

 

 

Ho lavorato presso una scuola dell'infanzia paritaria come insegnante di religione e sul contratto ero assunta con la qualifica di maestra d'asilo. Sono stata convocata in un secondo momento dal provveditorato e mi è stato detto che la mansione di maestra d'asilo era troppo generica e bisognava correggere con la dicitura d'insegnante di religione. Ho fatto presente la situazione alla scuola la quale si è giustificata dicendomi che nella compilazione del contratto il computer non riconosceva la qualifica d'insegnante di religione ma quella di maestra d'asilo. Ora sto lavorando in una scuola primaria paritaria e stando al contratto sono assunta con la qualifica d'insegnante elementare. Mi sorge un dubbio...la dicitura è esatta? e se è no perché alcuni campi del contratto sono già prestabiliti e non c'è l'indicazione specifica di "insegnante di religione"? grazie per la sua attenzione.

 

Risposta:

Una cosa è certa non sei insegnante di classe.

Questo significa che sei specialista, così come l’insegnante di inglese, musica, ecc. ecc.

Comunque nel contratto bisognerà ricercare qualche indicatore che più si avvicina a quello di insegnante.

 

 

 

Un docente "saputello" ha detto in un consiglio di classe che un alunno di una religione diversa da quella cattolica ha diritto all'insegnamento della propria religione e non della materia alternativa. E' vero?

 

Risposta:

E’ il caso che il collega legga con attenzione quanto scritto al comma 2 della Legge 121 del 25 marzo 1985 che così recita: “La Repubblica Italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.

Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento.

All’atto dell’iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell’autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.”

 

 

 

Gentile prof. le chiedo questo: una docente di ruolo da diversi anni, quanto avrebbe maturato di ferie dal 1 settembre al 29 luglio, facendo la settimana corta? conteggio ovviamente non arrotondabile. esiste un programma apposito? grazie molte

 

Risposta:

Il calcolo delle ferie spettanti a un docente che svolge il servizio in regime di settimana corta si ottiene moltiplicando 2,33 per i giorni di servizio prestato.

Questo significa che dovrai moltiplicare 2,33 per 11.

 

 

 

Gentile prof., le chiedo ancora un quesito: una docente ci manda un certificato di una clinica con la dicitura prognosi di alme no 90 gg. e forse prorogabili, facciamo allora la convocazione per una supplenza, ok., ma ad un certo punto dopo 15 gg. la docente viene a scuola con un certificato della clinica, la quale dimette la docente e la stessa vuole rientrare in servizio. allora la suppletea alla quale gli è stato fatto il contratto che fa?????? la scuola, il dirigente come si deve comportare????? la docente titolare deve rientrare in classe e licenziare la supplente oppure..................... grazie

 

Risposta:

La scuola deve licenziare immediatamente la supplente, perché è venuta meno la ragione per la quale si è provveduto alla nomina. Questo per evitare aggravio per l'erario.
 

 

 

Salve...la mia domanda è questa: può un dirigente scolastico fissare arbitrariamente una riunione collegiale o esistono dei limiti orari? faccio un esempio.. può fissare un collegio docenti alle 22 di sera? o esiste un orario oltre il quale non si può andare? grazie..

 

Risposta:

La questione non è normata, ma il buon senso deve suggerire il ricorso ad orari compatibili con le esigenze di famiglia del personale.

Per essere più preciso ti ricordo che per il personale ATA scatta dopo le 22 il compenso straordinario, quindi con relativo aggravio di spese.

Ritengo che una convocazione al difuori degli orari normali deve rispondere a requisiti di necessità ed urgenza assolutamente indifferibili e se capita una volta nell’anno scolastico – fermo restando i requisiti di cui sopra – si potrebbe comprendere questa abnormità dell’orario di convocazione in ore notturne.

Se la cosa la cosa dovesse invece essere abitudine da parte del ds bisognerà informare il direttore regionale.

Nulla vieta però che tramite le RSU si stabilisca nel contratto integrativo d’istituto l’orario ultimo entro il quale il personale docente può essere utilizzato.

Mi consta che alcuni Dirigenti scolastici fanno svolgere attività anche in ore notturne, ma solo per scrutini.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo, nella scuola in cui ho più ore (X) quando bisogna chiedere un permesso breve per una visita medica, bisogna poi recuperare le ore perse. Mentre nell’altra scuola (Y) le ore chieste per visite mediche non si recuperano, portando il giustificativo del medico. Quale modalità è corretta? Perchè la scuola X non lo fa: perché non è legale o perché non lo vuole fare?

 

Risposta:

Il permesso breve deve essere recuperato.

Il comma 3 dell’articolo 22 del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) 1995 così recita: “ Entro i due mesi lavorativi successivi a quello della fruizione del permesso, il dipendente è tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di servizio, dando possibilmente priorità, per il personale docente, alle supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi con precedenza nella classe ove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso”

Il comma 4 dello stesso articolo “ Nei casi in cui per motivi imputabili al dipendente non sia possibile il recupero, I'Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al dipendente per il numero di ore non recuperate.

Questo significa che se le ore non vengono recuperate entro i due mesi lavorativi per cause che non dipendono dall’insegnante, il recupero non sarà più possibile.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo, ho un informazione da chiederle...quest'anno avrò il contratto fino al 30 giugno, la mia segreteria mi ha detto che però le ferie non mi saranno pagate. È corretto quello che mi ha detto? Potrò allora usufruirne? Cordiali saluti

 

Risposta:

E’ così, hai diritto ad usufruirne così come il contratto prevede.

 

 

 

Salve...la mia domanda è questa: può un dirigente scolastico fissare arbitrariamente una riunione collegiale o esistono dei limiti orari? faccio un esempio.. può fissare un collegio docenti alle 22 di sera? o esiste un orario oltre il quale non si può andare? grazie..

 

Risposta:

La questione non è normata, ma il buon senso deve suggerire il ricorso ad orari compatibili con le esigenze di famiglia del personale.

Per essere più preciso ti ricordo che per il personale ATA scatta dopo le 22 il compenso straordinario, quindi con relativo aggravio di spese.

Ritengo che una convocazione al difuori degli orari normali deve rispondere a requisiti di necessità ed urgenza assolutamente indifferibili e se capita una volta nell’anno scolastico – fermo restando i requisiti di cui sopra – si potrebbe comprendere questa abnormità dell’orario di convocazione in ore notturne.

Se la cosa la cosa dovesse invece essere abitudine da parte del ds bisognerà informare il direttore regionale.

Nulla vieta però che tramite le RSU si stabilisca nel contratto integrativo d’istituto l’orario ultimo entro il quale il personale docente può essere utilizzato.

Mi consta che alcuni Dirigenti scolastici fanno svolgere attività anche in ore notturne, ma solo per scrutini.

 

 

 

Una docente ha consegnato a scuola un certificato di invalidit à al 70%, la stessa chiede di potersi assentare per gg. 60 (ricoverata in regime di day hospital). Secondo noi la docente ha diritto alla retribuzione intera (senza decurtazione accessori) ma i giorni di assenza devono essere inclusi nel computo totale delle assenze nel triennio, in quanto non c'è alcuna certificazione agli atti che attesti la grave patologia.

 

Risposta:

Io avrei risposto allo stesso modo.

 

 

 

Gent. prof. Incampo avrei due quesiti da sottoporle: 1) Il caso di uno studente maggiorenne che, dopo aver frequentato il 4° anno all'estero, chiede di non avvalersi dell'IRC. L'iscrizione a febbraio era stata compilata dai genitori non essendo lei in Italia. 2) Il caso di uno studente che si converte ad altra religione nel corso dell'anno scolastico e chiede di non avvalersi più dell'IRC. Ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di riscontro.

 

Risposta:

La morma prevede che sia l'alunno frequentate le superiori a scegliere. La scelta dell' IRC non ha niente a che vedere con la scelta di fede.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo vorrei sapere se agli Idr con contratto a tempo determinato spettano solo i giorni di ferie o anche i permessi retribuiti? C 'è un numero di anni di servizio di cui tener conto al fine di esercitare tale il diritto ai permessi? In segreteria quando chiedo spiegazioni vige l'incertezza e non sanno darmi una risposta in tal senso. Grazie e cordiali saluti.

 

Risposta:

Il comma 1 dell’articolo 19 del CCNL 2007 recita così: “Al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all'art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.”

Il personale di cui all'art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 è il personale di religione cattolica che è destinatario di ricostruzione ed ha orario cattedra.

Questo significa che se hai orario pieno e destinatario della ricostruzione di carriera per quanto riguarda le ferie e i permessi hai gli stessi diritti di quelli di ruolo, quindi hai diritto ai permessi retribuiti.

 

Se non sei destinatario dei requisiti di cui sopra non hai diritto ai permessi retribuiti.

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo la ringrazio per la sua pronta risposta a una precedente mail, ma mi rimane un dubbio, che vorr ei sottoporle, circa gli scatti di anzianità. Lei mi ha risposto che per gli scatti non si deve far domanda, in quanto è la scuola che deve decretarli, ora però mi chiedo se i due anni sono da considerarsi validi solo se svolti con il titolo, o anche senza. In quest'ultimo caso, posso richiedere alla scuola la correzione e rettifica del contratto già firmato e spedito alla tesoreria con scatti 00? La ringrazio e le porgo cordiali saluti

 

Risposta:

Gli scatti di anzianità vengono decretati solo agli insegnanti in possesso di un titolo di qualificazione professionale.

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo vorrei sottoporre alla sua attenzione dei quesiti che mi stanno a cuore sui quali ho dei dubbi e che con il suo aiuto vorrei chiarire. 1)Lavoro come Idr nella scuola primaria e infanzia, con incarico a T.D. al 31/08 da circa 10 anni, inizialmente ho prestato servizio mentre studiavo, poi, nel 2011 ho conseguito il titolo di diploma SR. Vorrei sapere se, in base alla nuova normativa il titolo è da considerarsi valido. 2) Per quanto riguarda gli scatti di servizio, è vero che posso richiederli indipendentemente dalla ricostruzione di carriera? 3)Infine, la ricostruzione quando posso richiederla? La ringrazio e le porgo cordiali saluti

 

Risposta:

Relativamente alla prima domanda rispondo che sei in possesso del diploma in scienze religiose, sicuramente sei in regola.

Quanto poi alla seconda domanda, cioè agli scatti biennali, ti faccio notare che essi non vanno richieste, ma la scuola che li attribuisce dopo il biennio.

Infine ti ricordo che la ricostruzione si ottiene solo a domanda e dopo quattro anni di incarico.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,

sono una insegnante della scuola dell'infanzia e chiedo una informazione riguardo l'orario scolastico che noi insegnanti di religione possiamo fare:

la domanda è la seguente possiamo iniziare alle ore 08.30 l'attività di religione quindi durante l'ora di accoglienza che è dalle 08.00 alle 09.00? oppure dobbiamo iniziare alle ore 09.00 quando termina l'orario dell'entrata? Gradirei una risposta urgente perché sono in fase di stesura dell'orario. I pareri sono discordi sull'orario e vorrei sapere per legge cosa è giusto fare. La ringrazio anticipatamente.

 

Risposta:

Niente lo nega.

Questo significa che sicuramente puoi iniziare la lezione alle 8,30.

 

 

 

Gentilissimo dott. Incampo, sono un'insegnante di religione con il titolo di diploma accademico di magistero in scienze religiose con indirizzo pedagogico didattico, ho anche il diploma di istituto magistrale e un'abilitazione nella scuola primaria conseguita nel concorso del 1999. Mi trovo nella graduatoria dei supplenti di religione all'ottavo posto, mi hanno detto che se non conseguo la laurea magistrale non potrò mai più insegnare. Ma è vero tutto questo? Dal momento che ho due bambini piccoli da seguire, l'istituto di scienze religiose di Matera ha stipulato un orario di frequenza quotidiano dal lunedì al venerdì, quindi per me è impossibile seguire il corso della specialistica. C'è la possibilità in qualche altra regione di seguire il corso on line? Vi ringrazio anrticipatamente e la saluto cordiallmente!

 

Risposta:

Pare proprio di no.

Allo scrivente che la CEI non ha nessuna intenzione di riconoscere istituti che non obbligano alla frequenza.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, sono iscritto nelle graduatorie permanenti, in 1 fascia nelle classi A029 - A030. Volevo chiederle,il prossimo anno quando si aggiornano le graduatorie se inserisco il servizio militare, verrà valutato? Se non valutato posso intraprendere vie legali?

Grazie.

 

Risposta:

Il comma 7 dell’articolo 485  del Testo Unico afferma che “Il periodo di servizio militare di leva o per richiamo e il servizio civile sostitutivo di quello di leva è valido a tutti gli effetti". (Cfr. sentenza Tar Lazio numero 624 del 21 gennaio 2011)

 

 

 

Gent.mo Dott. Incampo vorrei sapere se l'irc, nella scuola dell'infanzia, può essere collocato anche a cavallo dell'accoglienza (h 09/09-30) o anche a cavallo dell'ora della mensa (h 11-30/12). Inoltre vorrei sapere se la collocazione oraria è a discrezione delle colleghe o del dirigente. La ringrazio e le porgo cordiali saluti

 

Risposta:

L’orario viene predisposto dal Dirigente scolastico.

Nulla vieta che l’IRC possa essere inserito a cavallo dell'accoglienza o anche a cavallo dell'ora della mensa.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

quest'anno insegno per 16+1 ore in una primaria e 3 ore in una scuola dell'infanzia. Vorrei domandare quante ore di presenza al Collegio docenti, alle interclassi e alle varie riunioni sono tenuta a fare nell'una e nell'altra scuola. Fino ad oggi infatti ho sempre avuto 22+2 e non mi sono mai posta il problema e ora avrei bisogno di conoscere i miei doveri in merito.

La ringrazio di cuore

 

Risposta:

Avendo più di sei classi sei obbligato a fare le 40 ore di collegio e le 40 ore di consigli di classe.

Naturalmente in proporzione.

Questo significa che dovrai concordare con i due dirigenti la tua presenza agli organi collegiali.

 

 

 

Buon giorno,

vorrei sapere se per gli alunni delle scuole primarie che non frequentano l'ora di religione è obbligatorio la frequenza delle ore alternative. in particolare vorrei sapere se l'alunno può entrare dopo o uscire prima da scuola, previo consenso dei genitori, se le ore di religione sono previste all'inizio o alla fine della giornata scolastica. inoltre vorrei sapere se il dirigente scolastico può imporre un regolamento che obblighi gli studenti alla frequenza delle ore alternative.

grazie e cordiali saluti

 

Risposta:

L’alunno che non ha scelto di avvalersi dell’ora di religione è abbligato a scegliere tra le seguenti opzioni:

  1. Attività didattiche e formative;
  2. Attività di studio e/o di ricerca individuale con assistenza di personale docente;
  3. Libera attività di studio e/o di ricerca senza assistenza di personale docente;
  4. Uscita dalla scuola.

Questo significa che l’alunno che non si avvale dell’ora di religione può uscire anche dalla scuola.

Ti ricordo però che la disciplina “Religione” deve essere messa in orario come tutte le altre discipline: cioè può capitare alla prima, alla terza, alla…..

L’alunno che non si è avvalso dell’ora di religione può uscire dalla scuola mentre la sua classe sta svolgendo l’ora in questione.

Se invece l’alunno ha scelto l’attività alternativa, vuol dire che mentre la classe svolge l’ora di religione lui farà l’attività alternativa e il dirigente è obbligato ad attivarla.

 

 

 

Gentilissimo professore sono insegnante in ruolo in una scuola paritaria dal 2003. Sono diplomata all'istituto magistrale nel 1990. Essendo la scuola di ispirazione cristiana come tutte le mie colleghe abbiamo insegnato religione servendoci soltanto del nostro diploma (e con qualche raccomandazione da parte del parroco). Ora la nostra scuola ci impone di acquisire l'irc entro il 2017 pena il licenziamento. Possono farlo? Lo stesso vale anche per le scuole statali?

 

Risposta:

Se ho capito bene sei una maestra di ruolo e di classe in una scuola paritaria.

Hai sempre insegnato religione cattolica nella tua classe.

Per insegnare religione cattolica era indispensabile l’idoneità dell’Ordinario e non la … raccomandazione del parroco.

Sarebbe opportuno riformulare meglio la domanda.

 

 

 

 BUONGIORNO PROF. INCAMPO. STO FREQUENTANDO L'ULTIMO ANNO DELL'ISSR DI BERGAMO. NON SONO RIUSCITA A RAGGIUNGERE I DUE TERZI DI FREQUENZA PER UN LABORATORIO DI DIECI LEZIONI. VISTO CHE QUESTO LABORATORIO VERRA' RIFATTO TRA DUE ANNI ED E' L'UNICO CHE MI MANCA PER CONCLUDERE, HO CHIESTO AL PRESIDE SE E' POSSIBILE FREQUENTARE QUEST'ANNO UN SEMINARIO (NON C'E' UN LABORATORIO), PER NON ASPETTARE DUE ANNI. MI HA CONFERMATO LA RICHIESTA. VISTO CHE SPESSO CAMBIA IDEA E RITRATTA LE COSE GIA' DETTE, E' POSSIBILE SCAMBIARE SEMINARIO E LABORATORIO (HANNO GLI STESSI CREDITI)?

GRAZIE

 

Risposta:

Se lo prevede il regolamento, sicuramente.

 

 

 

Gentilissimo professor Incampo, ho conseguito il diploma di maturità magistrale nel 1994 presso l'istituto magistrale Marzia degli Ordelaffi di Forlì e nel marzo del 2007 il diploma in Scienze Religiose rilasciato dall'istituto Benedetta Bianchi Porro di Forlì. Dall'anno scolastico 2001-2002 insegno Religione cattolica nella scuola primaria. Dall'anno scolastico 2005-2006 con orario pieno sempre nelle stesse scuole primarie. Nel 2017 i miei titoli saranno ancora validi? Potrò continuare ad insegnare nella scuola primaria come incaricata annuale con contratto in scadenza al 31 agosto? Grazie mille!!!

 

Risposta:

Puoi stare tranquillo.

Potrai continuare ad insegnare e potrai anche partecipare ad un eventuale concorso.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo la domanda che Le porgo è questa: una docente di ruolo si assenterà dal 1 ottobre per un ricovero in regime diurno (day hospital) presso una clinica convenzionata con SSN per tre mesi. Secondo Lei questi gg. (mesi) sono da ritenersi appartenenti al monte ore di assenza malattia?

Premetto anche che la docente ha un certificato di invalidità al 70%. Grazie tante.

 

Risposta:

Certamente!

Se non è malattia il ricovero ospedaliero, qual è la malattia?

Per completezza aggiungo che la retribuzione spetta per intero.

 

 

 

Gent.mo prof.Incampo,

nella mia scuola un alunno non si avvale dell'IdR e la segreteria ha offerto varie opzioni tra le quali "attività di studio autonomo in classe parallela".

Naturalmente il ragazzino nella classe parallela in cui trova, ascoltando le lezioni che spesso ha già seguito, interviene disturbando gli altri alunni.

E' possibile tra le opzioni presentare la proposta di un'attività di studio AUTONOMO e poi inserirlo in una classe parallela?

Attendo chiarimenti e la ringrazio

 

Risposta:

Ti ricordo che il punto 2.1 lettera a) del DPR 17512 afferma che “Il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica assicurato dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri per la formazione delle classi, alla durata dell'orario scolastico giornaliero e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni”.

La Circolare Ministeriale numero 122 del 9 maggio 1991, prevede le seguenti possibilità per chi scelto di non avvalersi dell’IRC:

1.   Attività didattiche e formative;

2.   Attività di studio e/o di ricerca individuale con assistenza di personale docente;

3.   Libera attività di studio e/o di ricerca senza assistenza di personale docente;

4.   Uscita dalla scuola.

Come puoi notare non c’è l’opzione attività di studio autonomo in classe parallela.

Questo significa che la scuola non può proporre una quinta opzione.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, le chiedo informazioni in merito alla possibilità per gli insegnanti di religione (attualmente sono incaricata annuale con orario ridotto) di potersi avvalere della legge n. 448/2001 per poter frequentare un dottorato di ricerca senza borsa di studio conservando il trattamento economico goduto presso l'amministrazione pubblica. La ringrazio

 

Risposta:

Il Dottorato di Ricerca rappresenta il più alto livello della formazione universitaria. Dura 3 anni ed è volto all'acquisizione delle competenze necessarie per esercitare attività di Ricerca di alta qualificazione presso Università, enti pubblici e soggetti privati.

L'art. 4 della legge n. 210/98 prevede infatti che il conseguimento del dottorato fornisca le competenze adeguate per esercitare attività di ricerca altamente qualificata presso Università, enti pubblici e soggetti privati.

Il Decreto Ministeriale numero 224 del 30/04/99, pubblicato in G.U. del 13/07/99, numero 162, che al comma 1 dell’articolo 5 così recita: “Possono accedere al dottorato di ricerca, senza limitazioni di età e cittadinanza, coloro che sono in possesso di laurea o di analogo titolo accademico conseguito all'estero, preventivamente riconosciuto dalle autorità accademiche, anche nell’ambito di accordi interuniversitari di cooperazione e mobilità.”

Potresti presentare al Dirigente la seguente domanda:

Il sottoscritto comunica che dal giorno ________, sarà iscritta presso la Facoltà di Teologia di _________,al ciclo di Dottorato in Teologia, il quale avrà durata di anni 4. Chiede pertanto di usufruire del Concedo Straordinario per dottorato di ricerca (a norma dell'art. 2 Legge n.476/84) e di percepire l'intero stipendio,dal momento che non usufruisce di alcuna borsa di studio, come previsto dalla Legge n.448 del 28/12/2001, art.52, comma 57. Ricorda inoltre che la suddetta Facoltà è stata istituita il _____________ dalla Santa Sede e che conferisce il grado di Dottorato in Teologia.        

In fede.”

Perché non pensare anche agli 8 giorni per esami?

Infatti il comma 1 dell’articolo 15 del CCNL 2007 così recita: “Il dipendente della scuola con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ha diritto, sulla base di idonea documentazione anche autocertificata, a permessi retribuiti per i seguenti casi:

- partecipazione a concorsi od esami: gg. 8 complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli

eventualmente richiesti per il viaggio”

 

 

 

Buonasera gent.mo professore nella mia s cuola (sono la vicaria della DS) stiamo decidendo come assegnare le ore di alternativa. Premetto che su 21 classi sono in servizio due docenti di IRC: una docente di ruolo e un docente supplente in servizio per n.17 ore. Possiamo assegnargli un'ora di alternativa per completare la cattedra a 18 ore? Naturalmente non tratterebbe nè argomenti di natura religiosa nè curricolari. La ringrazio per l'attenzione

 

Risposta:

Certamente!

 

 

 

Egregio professor Incampo, sono un insegnante di Irc di una scuola secondaria di primo grado ad indirizzo mu sicale. Le lezioni di strumento, teoria e solfeggio, che sono curricolari, si tengono, in orario pomeridiano dalle ore 13 in poi. Gli incaricati della compilazione del quadro orario settimanale hanno pensato bene di collocare la lezione di Irc all'ultima ora per permettere a coloro che non si avvalgono della Religione Cattolica di anticipare di un'ora, alle ore 12, la lezione individuale di strumento musicale e di permettere agli insegnanti di musica di uscire prima dell'orario normale, risolvendo il problema dell'ora alternativa. Tale comportamento, secondo lei, rispetta la normativa , tenendo presente che non si deve creare discriminazione tra coloro che si avvalgono e coloro che non si avvalgono dell'Irc ?

 

Risposta:

Sicuramente non rispetta la norma.

È obbligatorio l’inserimento nell’orario di religione cattolica.

 

 

 

Gentile professor Incampo, quando ho studiato per il concorso, sono docente in ruolo dal 2007, mi pare di aver capito che gli alunni che decidono di avvalersi dell'IRC all'inizio del corso di studi, non possano poi recedere se non per motivi dimostrabili e non come è accaduto a me. Questa mattina 16/0972013, un alunno di terza media, diligente e molto educato, mi dice di non voler più seguire le mie le lezioni , in quanto la madre ha fatto regolare richiesta al dirigente che l'ha accettata. La motivazione è che gli serve l'ora per studiare in quanto fa già tanta attività sportiva e quindi gli serve più tempo......!La madre ha chiesto alla collega funzione strumentale di voler esonerare il figlio da Motoria, per via dei numerosi sport già praticati, la collega le ha invece consigliato di esonerarlo dalla religione perchè per l'altra materia vengono contate le ore di assenza e ,inoltre rel non fa media per il voto finale. Tale richiesta non è stata fatta quando scadevano le iscrizioni, quindi a gennaio, ma adesso. Mi risulta che tale modifica doveva essere fatta quando per tutte le scuole ci si doveva iscrivere, ma siccome l'iscrizione del ragazzo era d'ufficio, solo ora si sono "svegliati"! Mi amareggia l'accaduto, ho parlato con il mio ordinario diocesano che mi ha consigliato di lasciar perdere perchè un insegnante di Torino che ha proceduto , alla fine ha avuto ragione il Dirigente. Non so che fare mi sento proprio presa in giro e non vorrei che questo fatto diventasse una consuetudine, in considerazione di come viene bistrattata questa materia, che, come mi ha detto l'ordinario, sempre piu persone si chiedono cosa c i stia ancora a fare nella scuola(che ottimismo)!!!!! La ringrazio anticipatamente.

 

Risposta:

Ecco un modestissimo Vademecum sull’Attività alternativa che ho preparato.

Scelta dell’IRC

1. Per la scuola dell’Infanzia
La scelta di avvalersi dell'IRC va fatta ogni anno scolastico.

2. Per la scuola Primaria e scuola secondaria di primo grado.
Il T.U. (D. L. n. 297 del 16/04/1994) ha disposto che la scelta dell'IRC da parte dei genitori degli alunni della scuola primaria della scuola media inferiore avvenga "all'atto dell'iscrizione non d'ufficio", cioè solo all'inizio di ogni ciclo scolastico, avendo poi valore per tutto il ciclo - Occorre quindi firmare e consegnare il modulo per la scelta dell'IRC solo per la iscrizione alla prima elementare e alla prima media, per le altre classi vale già la scelta effettuata.

3. Per la scuola secondaria di secondo grado.

"In relazione alla disposizione della precedente circolare n. 363 del 22/12/1994 che prevede l'iscrizione d'ufficio, e non a domanda alle classi non iniziali anche per gli alunni della scuola secondaria superiore, la scelta di cui all'art. 310 - comma 4 - del D.L. 16/04/1994, n. 297 permane salvo diversa espressa volontà come previsto dal punto 2. 1 b) dell'Intesa tra la Conferenza Episcopale Italiana e Ministero delta Pubblica Istruzione ", questo significa che anche per gli alunni della scuola secondaria superiore la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'IRC effettuata dall'avente diritto all'atto dell'iscrizione, si considera confermata d'ufficio per gli anni successivi; il modulo è l'allegato D della CM numero 3 del 5.1.2001. Quindi non è corretta la consegna ogni anno di moduli di scelta e tantomeno la pretesa di riconsegna annuale del modulo compilato.

Quali contenuti?

Incominciamo subito col dire che non esistono programmi precisi per l’attività alternativa emanati dal Ministero, ma è compito di ogni scuola definirli e in modo particolare del collegio dei docenti se trattasi di scuola media di primo e secondo grado, o dei consigli di interclasse se trattasi di scuole elementare.

Proprio perché i contenuti non sono prescrittivi, il Ministero ha suggerito alcune indicazioni con le seguenti Circolari:

·         Circolare ministeriale numero 128 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola materna;

·         Circolare ministeriale numero 129 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola Elementare;

·         Circolare ministeriale numero 130 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola media;

·         Circolare ministeriale numero 131 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola superiore.

Chi programma le Attività Alternative?

Le attività didattiche e formative all’IRC vengono programmate dal Collegio dei docenti per la Scuola Media e la Scuola Superiore, e dai consigli di interclasse per la Scuola Elementare e questo impegno non può essere rifiutato.

Infatti la Circolare Ministeriale numero 302 del 29.10,1986 così recita: “Al riguardo è appena il caso di precisare come la programmazione delle attività per gli alunni che comunque non abbiano dichiarato di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, costituendo momento integrante della più generale funzione di programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza dei Collegi dei docenti dall’articolo 4 del DPR numero 416/74, venga a configurarsi con i caratteri di prestazione di un servizio obbligatorio posto a carico dei collegi dei docenti medesimi. Di conseguenza, qualora tale puntuale adempimento non sia stato ancora compiuto dal collegio dei docenti, sarà cura dei Capi d’Istituto intervenire perché subito l’organo collegiale predetto vi provveda, onde rendere possibile l’immediato avvio delle attività in parola.”

Infine vorrei ricordare che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Chi sono i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe.

La suddetta circolare stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

Si può proporre, ad esempio, un corso di lingua provenzale?

I contenuti della attività alternative però non devono risultare discriminanti e non devono appartenere a programmi curriculari, così come afferma la Circolare Ministeriale numero 368 del 20.12.1985. che indirizza verso contenuti a carattere formativo vedi conoscenza dei diritti umani.

Tutto questo in risposta alla situazione giuridica.

Ma vogliamo affrontare la questione sul piano della logica e del significato dell’ora di religione e dell’ora alternativa ad essa.

Non è stato nella logica del legislatore dare figura giuridica ad un insegnamento fondandolo su una scelta di fede. Se così fosse, i credenti cattolici si sentirebbero vincolati a scegliere religione, i credenti in altre confessioni religiose o altre religioni o ancora di più i non credenti invece sceglierebbero di non avvalersi.

La ragione invece è un’altra ed è il caso di ribadirla con forza: la religione cattolica è disciplina che a pieno titolo è inserita nel contesto scolastico perché dà ragione della cultura, dell’arte, della vita stessa e delle espressioni varie della nostra civiltà che è fondamentalmente cristiana checché ne pensino quei colleghi che vorrebbero l’ostracismo.

Quanto detto, unicamente per riportare serenità nel dibattito in questione che deve prevedere libera scelta per chi al fatto religioso non fosse minimamente interessato ma preferisce altra cosa da fare nell’ora alternativa alla religione, senza paura se quanto avviene in quell’ora sia allettante.

Sempre però in ossequio al buon senso e tenendo in debito conto che l’insegnamento proposto per l’attività alternativa alletta anche per chi fa religione, perché non prevedere tale disciplina (un corso di lingua provenzale come materia opzionale e quindi accessibile anche a chi si avvale dell’ora di religione.

Chi individua il docente delle attività alternative?

I docenti delle attività alternative vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze didattiche e disciplinari così come previsto dalle Circolari Ministeriali sopra indicate.

Vorrei ricordare ancora che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Faccio notare inoltre che la Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe e che gli stessi vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze.

La  circolare 316/87 stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

In conclusione: il Dirigente scolastico è il garante della tutela di tale diritto e ha l’obbligo, unitamente al collegio docenti, di provvedere all’organizzazione delle attività alternative e/o delle scelte praticate dagli studenti all’atto dell’iscrizione, anche relativamente al docente che tale attività deve svolgere.

E’ corretto presentare ai genitori il programma di alternativa?

Assolutamente no.

Si riporta la procedura corretta che dovrebbe essere seguita ogni anno scolastico ai sensi della normativa attualmente vigente:

·         Il genitore, o chi per esso, sceglie se avvalersi o meno dell’IRC all’atto dell’iscrizione;

·         Tra il primo settembre e l’inizio delle lezioni il Dirigente scolastico convoca il genitore del non avvalentesi e gli chiede cosa sceglie al posto dell’IRC;

·         Se il genitore sceglie l’attività alternativa, il Dirigente dovrà obbligatoriamente portare la questione in Collegio docenti ed in questa sede dovrà individuare i contenuti  e i docenti della stessa.

Lo Scuola, quindi, ha l’obbligo solo di assicurare all’alunno l’insegnamento della religione cattolica; ai non avvalentesi, invece, concede la possibilità di seguire attività alternative.

Questo significa che l’individuazione delle attività alternative all’IRC dovrà essere oggetto di delibera del Collegio docenti, annualmente, nel periodo dal primo settembre all’inizio delle lezioni.

Lo stesso Collegio decenti dovrà anche indicare i criteri di scelta del docente all’interno del Collegio o, in mancanza, ricorrere alla nomina di un supplente in possesso dei requisiti richiesti.

Si può modificare la scelta durante l’anno?

Assolutamente no.

La lettera b) del punto 2.1 del DPR numero 751 del 16 dicembre 1985 recita così: “ la scelta operata su richiesta dell’autorità scolastica all’atto dell’iscrizione ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso nei casi in cui è prevista l’iscrizione d’ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”.

E tutte le Circolari ministeriali successive hanno sempre tenuto presente tale norma.

Questo significa che la scelta fatta al momento dell’iscrizione non può essere modificata per nessun motivo durante l’anno.

Obbligo di frequenza per chi ha scelto l’attività alternativa?

L’attività alternativa sarà parallela all’IRC, cioè mentre la classe svolgerà l’ora di religione, l’alunno che ha chiesto l’attività alternativa, la svolgerà contemporaneamente mentre nella sua classe si svolge religione.

Se l’attività alternativa deve essere svolta in parallelo all’IRC, è evidente che non capiterà necessariamente alla prima o all’ultima ora, perché la sentenza numero 292/1992 della Corte Costituzionale ha  chiarito in modo inequivocabile che collocare l’IRC solo alla prima e/o solo all’ultima non è costituzionale.

Se poi l’alunno che ha scelta l’Attività alternativa è obbligato a frequentarla, questo non è scritto da nessuna parte.

Chi paga i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare Ministeriale numero 316 del 28 ottobre 1987 tra l’altro così recita: “Relativamente alle modalità di impiego del personale per lo svolgimento delle attività didattiche e formative e per l'assistenza allo studio o alle attività individuali si precisa che debbono prioritariamente essere utilizzati docenti totalmente o parzialmente in soprannumero o comunque tenuti al completamento in quanto impegnati con orario inferiore a quello d'obbligo, nonché docenti dichiaratisi disponibili a prestare ore eccedenti. Tali docenti debbono essere scelti fra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alle attività in parola, atteso che così viene assicurato, per gli alunni avvalentisi e per quelli non avvalentisi, il rispetto del principio della "par condicio". “….”

Allo scopo di assicurare l'effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all'assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l'utilizzazione del personale già in servizio.”

Questo significa che se la scuola si organizza da subito, può nominare un docente per tutto l’anno per lo svolgimento dell’attività alternativa con retribuzione a carico del tesoro.

 

 

 

Buongiorno, avrei alcuni quesiti da porle: chi è incaricato idr annuale sulla stessa sede da anni (sede vacante) quali "diritti" ha in più rispetto ad un supplente idr? E' paragonabile ad un equivalente in ruolo? In caso di docente in maternità, la nomina sulla cattedra viene affidata ugualmente o no? Vi sono delle leggi o decreti che spieghino questa situazione? Sono incaricata da diversi anni su una cattedra vacante e non vorrei trovarmi, al momento della nomina, senza lavoro solo perchè non sono di ruolo.

 

Risposta:

In caso di assenza, l’incaricato di religione sarà supplito da altro insegnante della stessa materia, già in servizio,…” così afferma la Circolare Ministeriale numero 345 dell’8 agosto 1959.

 

 

 

Caro prof. vorrei chiederle: per evitare di rivalutare i titoli basta un anno di insegnamento svolto in qualunque grado di scuola o, per esempio, se si svolge al primo ciclo il titolo è fatto salvo solo per il primo ciclo di scuola e bisognerà dunque svolgerne un altro al secondo ciclo? Inoltre, affinché i 180 giorni siano validi, c'è un minino di ore di cattedra o ne basta una sola? Grazie in anticipo.

 

Risposta:

La norma prevede che al titolo sia abbinato un anno di servizio.

Questo significa che se ad esempio un collega ha come titolo l’ISSR, cioè il Magistero, e svolge un anno di servizio nella scuola primaria, il suo titolo è spendibile anche nella scuola secondaria.

Infine ti ricordo che il requisito che dà validità all’anno sono i giorni e non le ore settimanali.

 

 

 

Gentile prof. chiedo cortesemente un quesito particolare. e cioè, una docente che ha l'orario ridotto a 13 ore frontali, come può esser e distribuito l'orario settimanale della docente, premettendo che l'istituto svolge orario su 5 gg. settimanali? perché la docente ha chiesto di insegnare solo su tre giorni, ma sarà possibile questo??? grazie tante.

 

Risposta:

Se il docente è uno spezzonista non ha nessun “diritto”.

Se invece le 13 ore settimanali sono frutto di una richiesta di part-time, la scuola è obbligata ad “esaudire” la richiesta del collega.

 

 

 

Gent. le Dott. Incampo, ho alcune domande in relazione al coordinamento del cdc affidato ad un Insegnante di Religione:

1) è possibile che un idr svolga il ruolo di coordinatore di classe in una scuola secondaria, in classi in cui vi sono dei non avvalentesi dell'IRC?

2) Quali sono i riferimenti normativi che disciplinano la materia?

In attesa di gentile riscontro, ringraziando per la disponibilità, porgo cordiali saluti.

 

Risposta:

Le funzione di coordinatore del Consiglio di classe sono attribuite dal Dirigente scolastico ad un insegnante membro dello stesso Consiglio di classe (Cfr. Circolare Ministeriale numero 266 dell’8 agosto 1963).

Questo significa che se sei stato individuato dal Dirigente come coordinatore, non puoi rifiutarti, però potrai far presente al Dirigente le tue necessità sperando che ti possa esonerare.

 

 

 

Gent.mo prof.Incampo,

le chiedo se per favore potrebbe indicarmi la circolare ministerale in cui si precisa che le ore di religione non possono essere posizionate sempre alla prima o all'ultima ora nell'orario scolastico, dato che vorrei farla leggere al preside della mia scuola (mi hanno fatto un orario con solo prime e quinte/seste ore... cioè con 3 o 4 ore buche nella stessa giornata, cosa che reputo assurda).
La ringrazio anticipatamente
 
Risposta:

La lettera a) del punto 2.1 del DPR 175/13 recita così: “il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica assicurato dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri per la formazione delle classi, alla durata dell'orario scolastico giornaliero e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni;”

Inoltre l’ultimo comma del punto 2.2 sempre dello stesso DPR recita ancora: La collocazione oraria di tali lezioni è effettuata dal dirigente scolastico sulla base delle proposte del Collegio dei docenti, secondo il normale criterio di equilibrata distribuzione delle diverse discipline nella giornata e nella settimana, nell'ambito della scuola e per ciascuna classe.”.

 

 

 

Una maestra che l’anno scolastico 2012/13 svolgeva 18 ore di insegnamenti in prima, compreso IRC perché idonea, più altre 4 ore in un’altra classe, può decidere di insegnare religione e italiano in una nuova prima, lasciando la classe dell’anno precedente dove ha comunque più ore?

 

Risposta:

Secondo il DPR 175/12 si.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

la questione che vorrei chiedere è questa: mi servirebbe la normativa precisa sul modo giusto di proporre e svolgere la materia o attività alternativa all’IRC perché vorrei che fosse chiaro per tutti i colleghi nel prossimo Collegio Docenti in cui si dovranno votare/organizzare tali attività.

In particolare quali tipi di attività sono consentite, se un docente può  fare materia/attività alternativa in una propria classe, come avviene la valutazione, ecc..

La scuola è il liceo artistico.

Spero che la mia richiesta sia abbastanza precisa.

La ringrazio in anticipo.

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che non si parla di materia alternativa, ma attività alternativa all’IRC.

Ecco un modestissimo Vademecum sull’Attività alternativa che ho preparato.

Scelta dell’IRC

1. Per la scuola dell’Infanzia
La scelta di avvalersi dell'IRC va fatta ogni anno scolastico.

2. Per la scuola Primaria e scuola secondaria di primo grado.
Il T.U. (D. L. n. 297 del 16/04/1994) ha disposto che la scelta dell'IRC da parte dei genitori degli alunni della scuola primaria della scuola media inferiore avvenga "all'atto dell'iscrizione non d'ufficio", cioè solo all'inizio di ogni ciclo scolastico, avendo poi valore per tutto il ciclo - Occorre quindi firmare e consegnare il modulo per la scelta dell'IRC solo per la iscrizione alla prima elementare e alla prima media, per le altre classi vale già la scelta effettuata.

3. Per la scuola secondaria di secondo grado.

"In relazione alla disposizione della precedente circolare n. 363 del 22/12/1994 che prevede l'iscrizione d'ufficio, e non a domanda alle classi non iniziali anche per gli alunni della scuola secondaria superiore, la scelta di cui all'art. 310 - comma 4 - del D.L. 16/04/1994, n. 297 permane salvo diversa espressa volontà come previsto dal punto 2. 1 b) dell'Intesa tra la Conferenza Episcopale Italiana e Ministero delta Pubblica Istruzione ", questo significa che anche per gli alunni della scuola secondaria superiore la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'IRC effettuata dall'avente diritto all'atto dell'iscrizione, si considera confermata d'ufficio per gli anni successivi; il modulo è l'allegato D della CM numero 3 del 5.1.2001. Quindi non è corretta la consegna ogni anno di moduli di scelta e tantomeno la pretesa di riconsegna annuale del modulo compilato.

Quali contenuti?

Incominciamo subito col dire che non esistono programmi precisi per l’attività alternativa emanati dal Ministero, ma è compito di ogni scuola definirli e in modo particolare del collegio dei docenti se trattasi di scuola media di primo e secondo grado, o dei consigli di interclasse se trattasi di scuole elementare.

Proprio perché i contenuti non sono prescrittivi, il Ministero ha suggerito alcune indicazioni con le seguenti Circolari:

·         Circolare ministeriale numero 128 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola materna;

·         Circolare ministeriale numero 129 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola Elementare;

·         Circolare ministeriale numero 130 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola media;

·         Circolare ministeriale numero 131 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola superiore.

Chi programma le Attività Alternative?

Le attività didattiche e formative all’IRC vengono programmate dal Collegio dei docenti per la Scuola Media e la Scuola Superiore, e dai consigli di interclasse per la Scuola Elementare e questo impegno non può essere rifiutato.

Infatti la Circolare Ministeriale numero 302 del 29.10,1986 così recita: “Al riguardo è appena il caso di precisare come la programmazione delle attività per gli alunni che comunque non abbiano dichiarato di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, costituendo momento integrante della più generale funzione di programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza dei Collegi dei docenti dall’articolo 4 del DPR numero 416/74, venga a configurarsi con i caratteri di prestazione di un servizio obbligatorio posto a carico dei collegi dei docenti medesimi. Di conseguenza, qualora tale puntuale adempimento non sia stato ancora compiuto dal collegio dei docenti, sarà cura dei Capi d’Istituto intervenire perché subito l’organo collegiale predetto vi provveda, onde rendere possibile l’immediato avvio delle attività in parola.”

Infine vorrei ricordare che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Chi sono i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe.

La suddetta circolare stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

Si può proporre, ad esempio, un corso di lingua provenzale?

I contenuti della attività alternative però non devono risultare discriminanti e non devono appartenere a programmi curriculari, così come afferma la Circolare Ministeriale numero 368 del 20.12.1985. che indirizza verso contenuti a carattere formativo vedi conoscenza dei diritti umani.

Tutto questo in risposta alla situazione giuridica.

Ma vogliamo affrontare la questione sul piano della logica e del significato dell’ora di religione e dell’ora alternativa ad essa.

Non è stato nella logica del legislatore dare figura giuridica ad un insegnamento fondandolo su una scelta di fede. Se così fosse, i credenti cattolici si sentirebbero vincolati a scegliere religione, i credenti in altre confessioni religiose o altre religioni o ancora di più i non credenti invece sceglierebbero di non avvalersi.

La ragione invece è un’altra ed è il caso di ribadirla con forza: la religione cattolica è disciplina che a pieno titolo è inserita nel contesto scolastico perché dà ragione della cultura, dell’arte, della vita stessa e delle espressioni varie della nostra civiltà che è fondamentalmente cristiana checché ne pensino quei colleghi che vorrebbero l’ostracismo.

Quanto detto, unicamente per riportare serenità nel dibattito in questione che deve prevedere libera scelta per chi al fatto religioso non fosse minimamente interessato ma preferisce altra cosa da fare nell’ora alternativa alla religione, senza paura se quanto avviene in quell’ora sia allettante.

Sempre però in ossequio al buon senso e tenendo in debito conto che l’insegnamento proposto per l’attività alternativa alletta anche per chi fa religione, perché non prevedere tale disciplina (un corso di lingua provenzale come materia opzionale e quindi accessibile anche a chi si avvale dell’ora di religione.

Chi individua il docente delle attività alternative?

I docenti delle attività alternative vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze didattiche e disciplinari così come previsto dalle Circolari Ministeriali sopra indicate.

Vorrei ricordare ancora che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Faccio notare inoltre che la Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe e che gli stessi vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze.

La  circolare 316/87 stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

In conclusione: il Dirigente scolastico è il garante della tutela di tale diritto e ha l’obbligo, unitamente al collegio docenti, di provvedere all’organizzazione delle attività alternative e/o delle scelte praticate dagli studenti all’atto dell’iscrizione, anche relativamente al docente che tale attività deve svolgere.

E’ corretto presentare ai genitori il programma di alternativa?

Assolutamente no.

Si riporta la procedura corretta che dovrebbe essere seguita ogni anno scolastico ai sensi della normativa attualmente vigente:

·         Il genitore, o chi per esso, sceglie se avvalersi o meno dell’IRC all’atto dell’iscrizione;

·         Tra il primo settembre e l’inizio delle lezioni il Dirigente scolastico convoca il genitore del non avvalentesi e gli chiede cosa sceglie al posto dell’IRC;

·         Se il genitore sceglie l’attività alternativa, il Dirigente dovrà obbligatoriamente portare la questione in Collegio docenti ed in questa sede dovrà individuare i contenuti  e i docenti della stessa.

Lo Scuola, quindi, ha l’obbligo solo di assicurare all’alunno l’insegnamento della religione cattolica; ai non avvalentesi, invece, concede la possibilità di seguire attività alternative.

Questo significa che l’individuazione delle attività alternative all’IRC dovrà essere oggetto di delibera del Collegio docenti, annualmente, nel periodo dal primo settembre all’inizio delle lezioni.

Lo stesso Collegio decenti dovrà anche indicare i criteri di scelta del docente all’interno del Collegio o, in mancanza, ricorrere alla nomina di un supplente in possesso dei requisiti richiesti.

Si può modificare la scelta durante l’anno?

Assolutamente no.

La lettera b) del punto 2.1 del DPR numero 751 del 16 dicembre 1985 recita così: “ la scelta operata su richiesta dell’autorità scolastica all’atto dell’iscrizione ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso nei casi in cui è prevista l’iscrizione d’ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”.

E tutte le Circolari ministeriali successive hanno sempre tenuto presente tale norma.

Questo significa che la scelta fatta al momento dell’iscrizione non può essere modificata per nessun motivo durante l’anno.

Obbligo di frequenza per chi ha scelto l’attività alternativa?

L’attività alternativa sarà parallela all’IRC, cioè mentre la classe svolgerà l’ora di religione, l’alunno che ha chiesto l’attività alternativa, la svolgerà contemporaneamente mentre nella sua classe si svolge religione.

Se l’attività alternativa deve essere svolta in parallelo all’IRC, è evidente che non capiterà necessariamente alla prima o all’ultima ora, perché la sentenza numero 292/1992 della Corte Costituzionale ha  chiarito in modo inequivocabile che collocare l’IRC solo alla prima e/o solo all’ultima non è costituzionale.

Se poi l’alunno che ha scelta l’Attività alternativa è obbligato a frequentarla, questo non è scritto da nessuna parte.

Chi paga i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare Ministeriale numero 316 del 28 ottobre 1987 tra l’altro così recita: “Relativamente alle modalità di impiego del personale per lo svolgimento delle attività didattiche e formative e per l'assistenza allo studio o alle attività individuali si precisa che debbono prioritariamente essere utilizzati docenti totalmente o parzialmente in soprannumero o comunque tenuti al completamento in quanto impegnati con orario inferiore a quello d'obbligo, nonché docenti dichiaratisi disponibili a prestare ore eccedenti. Tali docenti debbono essere scelti fra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alle attività in parola, atteso che così viene assicurato, per gli alunni avvalentisi e per quelli non avvalentisi, il rispetto del principio della "par condicio". “….”

Allo scopo di assicurare l'effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all'assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l'utilizzazione del personale già in servizio.”

Questo significa che se la scuola si organizza da subito, può nominare un docente per tutto l’anno per lo svolgimento dell’attività alternativa con retribuzione a carico del tesoro.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo, le invio la presente mail per avere chiarimenti circa l'ora alternativa.

Nel nostro Istituto i genitori all'atto dell'iscrizione possono scegliere di avvalersi dell'ora di RC o viceversa scegliere fra due opzioni alternative: -studio assistito, -attività alternativa.

La scuola in questione è la primaria. Purtroppo per quanto riguarda l'ora alternativa sorgono sempre questioni da discutere collegialmente; nel nostro istituto e in particolare nel plesso della scuola primaria, alcuni insegnanti si ostinano a dichiarare

che l'ora alternativa può essere gestita da titolari di classe e addirittura in un caso non solo è gestita da titolare di classe ma in più il docente insegna musica agli alunni non avvalentesi. Ciò ovviamente è inaccettabile e discriminante sia per gli alunni che

rimangono in classe durante l'ora di R.C. sia per l'insegnante e per la disciplina R.C.

Le mie domande sono le seguenti:

-Può un insegnante titolare di classe imporsi e voler gestire a tutti i costi l' ora alternativa?

-per attività alternative si intende un'attività non curriculare?

-nel caso dello "studio assistito" il maestro titolare può gestire l'ora alternativa e in questo caso che tipo di attività è prevista?

O meglio l'attività non deve essere nè potenziamento e nè recupero di una disciplina?

-Il capitolo di spesa stanziato dal miur relativamente la nomina di docenti atti a gestire l'ora alternativa può essere utilizzato per la copertura di eventuali buchi di cattedra all' interno della scuola?

Vi chiedo di inviarmi il decreto inerente l'ora alternativa (almeno n° di

riferimento e l'anno). Lunedì nel nostro istituto si terrà il collegio docenti, ve ne sarei grata se potessi avere per tempo risposte alle mie domande; così forse potrei intervenire e grazie al vostro contributo tutelare i diritti degli alunni non avvalentesi e nel contempo dare la valenza che merita all' ora di R.C.

Grazie mille per l'attenzione.

 

Risposta:

Ecco un modestissimo Vademecum sull’Attività alternativa che ho preparato.

Scelta dell’IRC

1. Per la scuola dell’Infanzia
La scelta di avvalersi dell'IRC va fatta ogni anno scolastico.

2. Per la scuola Primaria e scuola secondaria di primo grado.
Il T.U. (D. L. n. 297 del 16/04/1994) ha disposto che la scelta dell'IRC da parte dei genitori degli alunni della scuola primaria della scuola media inferiore avvenga "all'atto dell'iscrizione non d'ufficio", cioè solo all'inizio di ogni ciclo scolastico, avendo poi valore per tutto il ciclo - Occorre quindi firmare e consegnare il modulo per la scelta dell'IRC solo per la iscrizione alla prima elementare e alla prima media, per le altre classi vale già la scelta effettuata.

3. Per la scuola secondaria di secondo grado.

"In relazione alla disposizione della precedente circolare n. 363 del 22/12/1994 che prevede l'iscrizione d'ufficio, e non a domanda alle classi non iniziali anche per gli alunni della scuola secondaria superiore, la scelta di cui all'art. 310 - comma 4 - del D.L. 16/04/1994, n. 297 permane salvo diversa espressa volontà come previsto dal punto 2. 1 b) dell'Intesa tra la Conferenza Episcopale Italiana e Ministero delta Pubblica Istruzione ", questo significa che anche per gli alunni della scuola secondaria superiore la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'IRC effettuata dall'avente diritto all'atto dell'iscrizione, si considera confermata d'ufficio per gli anni successivi; il modulo è l'allegato D della CM numero 3 del 5.1.2001. Quindi non è corretta la consegna ogni anno di moduli di scelta e tantomeno la pretesa di riconsegna annuale del modulo compilato.

Quali contenuti?

Incominciamo subito col dire che non esistono programmi precisi per l’attività alternativa emanati dal Ministero, ma è compito di ogni scuola definirli e in modo particolare del collegio dei docenti se trattasi di scuola media di primo e secondo grado, o dei consigli di interclasse se trattasi di scuole elementare.

Proprio perché i contenuti non sono prescrittivi, il Ministero ha suggerito alcune indicazioni con le seguenti Circolari:

·         Circolare ministeriale numero 128 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola materna;

·         Circolare ministeriale numero 129 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola Elementare;

·         Circolare ministeriale numero 130 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola media;

·         Circolare ministeriale numero 131 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola superiore.

Chi programma le Attività Alternative?

Le attività didattiche e formative all’IRC vengono programmate dal Collegio dei docenti per la Scuola Media e la Scuola Superiore, e dai consigli di interclasse per la Scuola Elementare e questo impegno non può essere rifiutato.

Infatti la Circolare Ministeriale numero 302 del 29.10,1986 così recita: “Al riguardo è appena il caso di precisare come la programmazione delle attività per gli alunni che comunque non abbiano dichiarato di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, costituendo momento integrante della più generale funzione di programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza dei Collegi dei docenti dall’articolo 4 del DPR numero 416/74, venga a configurarsi con i caratteri di prestazione di un servizio obbligatorio posto a carico dei collegi dei docenti medesimi. Di conseguenza, qualora tale puntuale adempimento non sia stato ancora compiuto dal collegio dei docenti, sarà cura dei Capi d’Istituto intervenire perché subito l’organo collegiale predetto vi provveda, onde rendere possibile l’immediato avvio delle attività in parola.”

Infine vorrei ricordare che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Chi sono i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe.

La suddetta circolare stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

Si può proporre, ad esempio, un corso di lingua provenzale?

I contenuti della attività alternative però non devono risultare discriminanti e non devono appartenere a programmi curriculari, così come afferma la Circolare Ministeriale numero 368 del 20.12.1985. che indirizza verso contenuti a carattere formativo vedi conoscenza dei diritti umani.

Tutto questo in risposta alla situazione giuridica.

Ma vogliamo affrontare la questione sul piano della logica e del significato dell’ora di religione e dell’ora alternativa ad essa.

Non è stato nella logica del legislatore dare figura giuridica ad un insegnamento fondandolo su una scelta di fede. Se così fosse, i credenti cattolici si sentirebbero vincolati a scegliere religione, i credenti in altre confessioni religiose o altre religioni o ancora di più i non credenti invece sceglierebbero di non avvalersi.

La ragione invece è un’altra ed è il caso di ribadirla con forza: la religione cattolica è disciplina che a pieno titolo è inserita nel contesto scolastico perché dà ragione della cultura, dell’arte, della vita stessa e delle espressioni varie della nostra civiltà che è fondamentalmente cristiana checché ne pensino quei colleghi che vorrebbero l’ostracismo.

Quanto detto, unicamente per riportare serenità nel dibattito in questione che deve prevedere libera scelta per chi al fatto religioso non fosse minimamente interessato ma preferisce altra cosa da fare nell’ora alternativa alla religione, senza paura se quanto avviene in quell’ora sia allettante.

Sempre però in ossequio al buon senso e tenendo in debito conto che l’insegnamento proposto per l’attività alternativa alletta anche per chi fa religione, perché non prevedere tale disciplina (un corso di lingua provenzale come materia opzionale e quindi accessibile anche a chi si avvale dell’ora di religione.

Chi individua il docente delle attività alternative?

I docenti delle attività alternative vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze didattiche e disciplinari così come previsto dalle Circolari Ministeriali sopra indicate.

Vorrei ricordare ancora che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Faccio notare inoltre che la Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe e che gli stessi vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze.

La  circolare 316/87 stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

In conclusione: il Dirigente scolastico è il garante della tutela di tale diritto e ha l’obbligo, unitamente al collegio docenti, di provvedere all’organizzazione delle attività alternative e/o delle scelte praticate dagli studenti all’atto dell’iscrizione, anche relativamente al docente che tale attività deve svolgere.

E’ corretto presentare ai genitori il programma di alternativa?

Assolutamente no.

Si riporta la procedura corretta che dovrebbe essere seguita ogni anno scolastico ai sensi della normativa attualmente vigente:

·         Il genitore, o chi per esso, sceglie se avvalersi o meno dell’IRC all’atto dell’iscrizione;

·         Tra il primo settembre e l’inizio delle lezioni il Dirigente scolastico convoca il genitore del non avvalentesi e gli chiede cosa sceglie al posto dell’IRC;

·         Se il genitore sceglie l’attività alternativa, il Dirigente dovrà obbligatoriamente portare la questione in Collegio docenti ed in questa sede dovrà individuare i contenuti  e i docenti della stessa.

Lo Scuola, quindi, ha l’obbligo solo di assicurare all’alunno l’insegnamento della religione cattolica; ai non avvalentesi, invece, concede la possibilità di seguire attività alternative.

Questo significa che l’individuazione delle attività alternative all’IRC dovrà essere oggetto di delibera del Collegio docenti, annualmente, nel periodo dal primo settembre all’inizio delle lezioni.

Lo stesso Collegio decenti dovrà anche indicare i criteri di scelta del docente all’interno del Collegio o, in mancanza, ricorrere alla nomina di un supplente in possesso dei requisiti richiesti.

Si può modificare la scelta durante l’anno?

Assolutamente no.

La lettera b) del punto 2.1 del DPR numero 751 del 16 dicembre 1985 recita così: “ la scelta operata su richiesta dell’autorità scolastica all’atto dell’iscrizione ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso nei casi in cui è prevista l’iscrizione d’ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”.

E tutte le Circolari ministeriali successive hanno sempre tenuto presente tale norma.

Questo significa che la scelta fatta al momento dell’iscrizione non può essere modificata per nessun motivo durante l’anno.

Obbligo di frequenza per chi ha scelto l’attività alternativa?

L’attività alternativa sarà parallela all’IRC, cioè mentre la classe svolgerà l’ora di religione, l’alunno che ha chiesto l’attività alternativa, la svolgerà contemporaneamente mentre nella sua classe si svolge religione.

Se l’attività alternativa deve essere svolta in parallelo all’IRC, è evidente che non capiterà necessariamente alla prima o all’ultima ora, perché la sentenza numero 292/1992 della Corte Costituzionale ha  chiarito in modo inequivocabile che collocare l’IRC solo alla prima e/o solo all’ultima non è costituzionale.

Se poi l’alunno che ha scelta l’Attività alternativa è obbligato a frequentarla, questo non è scritto da nessuna parte.

Chi paga i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare Ministeriale numero 316 del 28 ottobre 1987 tra l’altro così recita: “Relativamente alle modalità di impiego del personale per lo svolgimento delle attività didattiche e formative e per l'assistenza allo studio o alle attività individuali si precisa che debbono prioritariamente essere utilizzati docenti totalmente o parzialmente in soprannumero o comunque tenuti al completamento in quanto impegnati con orario inferiore a quello d'obbligo, nonché docenti dichiaratisi disponibili a prestare ore eccedenti. Tali docenti debbono essere scelti fra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alle attività in parola, atteso che così viene assicurato, per gli alunni avvalentisi e per quelli non avvalentisi, il rispetto del principio della "par condicio". “….”

Allo scopo di assicurare l'effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all'assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l'utilizzazione del personale già in servizio.”

Questo significa che se la scuola si organizza da subito, può nominare un docente per tutto l’anno per lo svolgimento dell’attività alternativa con retribuzione a carico del tesoro.

 

 

 

L'insegnante di religione cattolica deve partecipare allo scrutinio di settembre anche se nella classe tutti gli studenti con sospensione di giudizio da scrutinare non si avvalgono?

 

Risposta:

Certamente!

Il consiglio di classe deve essere perfetto.

 

 

 

Egr. prof. Incampo, secondo Lei quando avremo il DPR. che abiliterà/riconoscerà gli ISSR e le Facoltà a rilasciare titoli di studio validi per insegnare Religione Cattolica? Grazie

 

Risposta:

Da notizie in nostro possesso, non prima di una anno.

 

 

 

Mi sono state assegnate 12 ore di insegnamento di Irc 6 ore infanzia e 6 medie, vorrei sapere, poichè e una sorta di part /time per svolgere altra attività (agricola) è necessaria l'autorizzazione dei dirigenti ?

 

Risposta:

Due attività contemporaneamente non si possono svolgere.

Il part-time è tutt’altra cosa.

Infatti per essere in regime di part-time devi essere destinataria di un contratto a tempo indeterminato naturalmente ad orario completo.

 

 

 

Salve, sono uno studente di Scienze della formazione presso l'Università Cattolica di Milano. Per tutti gli studenti sono obbligatori al fine del conseguimento della laurea tre esami di teologia. Una volta conseguita la laurea con questi tre esami potrò insegnare religione?

Grazie mille

 

Risposta:

Sicuramente no.

Per insegnare religione cattolica è necessario essere in possesso della laurea specialista in Scienze Religiose.

 

 

 

Sono inserita nelle GAE al posto n.6 : secondo voi è possibile una eventuale immissione in ruolo quest'anno? e devo considerare le disponibilità residue dopo le operazioni di assegnazioni provvisorie?

 

Risposta:

Non abbiamo la palla di vetro, tutto dipende da tanti fattori.

 


 

 

 

Chi ha insegnato filosofia presso un issr ha diritto a un punteggio da utilizzare per l'insegnamento della filosofia n elle scuole statali?

 

Risposta:

Penso proprio di no.

Può essere speso nelle graduatorie statali solo il servizio prestato nelle scuole statali o paritarie.

 

 

 

Egregio Prof Nicola Incampo, sono stata supplente come insegnante di religione, sono in possesso di Laurea quadriennale in Scienze dell'educazione e della triennale in Scienze religiose, mi chiedevo se ad oggi sia possibile e nel caso dove questo sia possibile, conseguire il Diploma di Scienze Religiose invece che aspettare a finire i due anni della magistrale. Ho saputo che alcune diocesi/istituti stanno consentendo, con delle speciali autorizzazioni, a chi possedeva la triennale di completarla con degli esami di didattica e tirocinio per poi sostenere un esame di diploma del vecchio ordinamento. Dove posso trovare maggiori informazioni, è possibile anche per chi proviene da altri Istituti e/o altre diocesi? Se dovessi conseguire il Diploma Sc. Rel. entro fine 2013, per l'Intesa dovrei avere comunque un anno continuativo di insegnamento per essere in regola?

Spero di essere stata chiara, la ringrazio anticipatamente. Cordialmente

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che l’anno affinchè sia utile deve essere svolto con il titolo di qualificazione della vecchia Intesa.

Detto questo mi par di capire che non sei in possesso né dell’ISR né dell’ISSR, quindi pur insegnando non potrai spendere in futuro quell’anno.

Quanto poi alla poi alla possibilità di “convertire” la laurea breve in diploma ISR devi rivolgerti all’Università dove hai conseguito la laurea breve.

 

 

 

Salve prof. Vorrei sapere se è possibile completare il proprio orario insegnando in un altro istituto un'altra materia .

Grazie buona giornata

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che nella stessa scuola sicuramente si possono accettare ore eccedenti l’orario cattedra fino a 24 ore settimanali.

Il DPR 399/88 che prevedeva la possibilità di poter insegnare per 24 ore nella stessa scuola non è stato mai caducato.

Si possono accettare ore di completamento in altre scuole fino ad un massimo di 18 ore settimanali.

 

 

 

Cortesemente può dirmi in che rapporto di valore sono il titolo di Baccellierato in Teologia conseguito presso Facoltà teologica rispetto al titolo di magistero del nuovo ordinamento degli Issr (quindi 5 anni)? Io ho conseguito il magistero vecchio ordinamento e poi il baccellierato, svolgo supplenze da 6 anni. Ho anche una laurea civile. Ma ricevono incarichi, anche annuali anche chi non ha conseguito i titoli richiesti. chiedo cortesemente se i titoli non sono una prima discriminante, all'interno della quale c'è facoltà di scelta dell'ordinario? Grazie dell'attenzione

 

Risposta:

Non è il titolo di qualificazione professionale che abilita all’IRC, ma l’idoneità rilasciata dall’Ordinario diocesano.

E passiamo al rapporto che c’è tra idoneità e abilitazione

“….Gli insegnanti di religione non sono soltanto insegnanti  incaricati in via generica e di fatto, ma sono in possesso di una speciale abilitazione …..Dunque non semplici incaricati, ma incaricati che sono in possesso di un particolare titolo di abilitazione all’insegnamento religioso….”

E’ la prima, e l’unica, volta che la parola abilitazione, riferita all’insegnante di religione, si trova in un parere del Consiglio di Stato, parere del 4 marzo 1958 a proposito di elettorato attivo e passivo per il consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Infatti con CM n. 301 del 30.11.1974 si afferma che “ …..Ai fini della partecipazione alle elezioni dei rappresentati del personale docente, gli insegnanti di religione, stante la particolare  natura del loro rapporto di impiego, sono da considerare come incaricati a tempo indeterminato e pertanto possono esercitare l’elettorato attivo e passivo per l’elezione degli organi collegiali di qualsiasi durata…”.

Come si può notare, per esigenze molto concrete, si stabilisce un’analogia tra l’abilitazione, che si consegue in occasione di un concorso, e l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica conferita da un Ordinario Diocesano. Il decreto di idoneità creava l’insegnante di religione, nel senso che era l’unica condizione richiesta dall’autorità scolastica per poter insegnare religione fino all’a.s. 1985/86. Solo a partire dall’a.s. 1986/87 sarà obbligatorio altre al decreto di idoneità anche il titolo di qualificazione professionale, infatti per il rilascio del decreto di idoneità da parte dell’Ordinario Diocesano, la delibera n. 41 della CEI, prevede espressamente il possesso del titolo di qualificazione professionale da parte dell’aspirante. A questo punto è logico porsi le seguenti domande: l’istituto dell’idoneità perché esiste solo per gli insegnanti di religione? Quali esigenze deve difendere? Per chiarire meglio la risposta a queste domande, mi sembra opportuno richiamare prima la norma. Il Codice di Diritto Canonico impone all’Ordinario Diocesano di accertarsi che gli aspiranti all’insegnamento della religione cattolica “… siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica"  (Can. 804). Non leggiamo però ancora la parola idoneità che  troviamo però per la prima volta nel protocollo addizionale dell’Accordo di revisione del Concordato (Legge 121 del 23.3.1985) “…L’insegnamento della religione cattolica …. è  impartito…. Da insegnanti riconosciuti idonei dall’autorità ecclesiastica”  e al punto 2.5 del DPR n. 751 del 16.12.1985 che afferma “l’insegnamento della religione cattolica è impartito da insegnanti in possesso di idoneità riconosciuta dall’ordinario diocesano e da esso non revocata”. A questo punto la risposta alle domande si può formulare in questi termini: l’istituto dell’idoneità permette di realizzare il principio che è la Chiesa il soggetto cui compete  l’insegnamento della religione cattolica, per cui si ha effettivamente tale insegnamento  solo quando il docente è in particolare rapporto di comunione e di identità con la comunità ecclesiale. L’insegnante di religione cattolica non solo deve insegnare correttamente il contenuto della religione cattolica, ma deve essere coinvolto in questo contenuto. Questa esigenza sta alla base non solo dell’idoneità, ma anche dell’eventuale revoca, perché il canone 805 prevede espressamente che “E’ diritto dell’Ordinario Diocesano del luogo per la propria diocesi di nominare o di approvare gli insegnanti di religione, e parimenti, se lo richiedano motivi di religione o di costumi, di rimuoverli oppure di esigere che siano rimossi”.

 

 

 

Gent. Incampo, se possibile avrei bisogno di un chiarimento: dal 2017 sarà possibile insegnare religione con una laurea in psicologia vecchio ordinamento unitamente a un diploma (tre anni) ISSR? oppure occorrono i 5 anni (magistrale)?

Molte grazie.

 

Risposta:

Se il possessore della laurea in psicologia unitamente all’ISR ha maturato almeno un anno di insegnamento potrà continuare ad insegnare.

Se invece il possessore della laurea in psicologia unitamente all’ISR non ha mai insegnato deve necessariamente conseguire la laurea quinquennale.

 

 

 

Caro Nicola,

nella mia scuola il Preside vuole formare le classi con solo alunni che si sono avvalsi dell’ora di religione.

È possibile una cosa del genere?

Grazie

 

Risposta:

Ecco quanto l’USR della Lombardia ha risposto a tal proposito:

 

Al Dirigente dell’A.T. di Milano

Dott. Giuseppe Petralia

Al Dirigente degli istituti LS Cremona e ITC Zappa di Milano

Prof. Giorgio Bagnobianchi

Risulta a questo ufficio che da parte degli istituti LS Cremona e ITC Zappa di Milano è stato richiesto l’accorpamento delle ore di IRC a seguito del calo degli alunni avvalentisi.

Si rammenta al proposito che tale possibilità è esplicitamente esclusa del Miur come anche recentemente rammentato dal Sottosegretario Rossi Doria nella risposta ad un’interpellanza parlamentare della quale si riporta la parte relativa alla materia:

 “Dal momento che la scelta effettuata il primo anno di corso viene automaticamente confermata negli anni successivi, salvo modifica da parte degli interessati, può verificarsi il caso che negli anni successivi al primo la percentuale di coloro che si avvalgono di tale insegnamento cresca o diminuisca, dando luogo a classi con un numero ridotto di alunni che frequentano le lezioni di religione cattolica.

Il Ministero, in risposta a quesiti sulle azioni da intraprendere in simili eventualità, fin dal 13 dicembre 1991, con nota prot. 11197, ebbe modo di affermare come non è consentito procedere all'accorpamento di alunni appartenenti a classi parallele, anche nel caso in cui il numero di alunni per classe avvalentisi dell'Irc sia inferiore a 15.

Tale criterio di formazione delle classi tutela un diritto primario dello studente derivante da una disposizione sovra ordinata alla legislazione ordinaria (in quanto di derivazione concordataria) ed è volto alla conservazione dell'unità di ciascun gruppo classe cui appartengono gli alunni (o, al limite, l'alunno) che si avvalgono dell'IRC”

Si ringrazia per la collaborazione

Il Dirigente

Giuseppe Bonelli

 

 

 

Gent.mo professore ho letto una vs risposta che discosta da ciò che mi hanno riferito riguardo la mia posizione, per questo vorrei avere migliori chiarimenti da lei: ho conseguito il diploma in magistero ISSR nel 1998 e l'abilitazione per la scuola primaria nel 2004; dal 2007 insegno IRC in una scuola dell'infanzia "paritaria" e cerco di completare l'orario accettando supplenze brevi nella scuola primaria statale. Ora mi chiedo rientro tra quelle che dovrebbero aggiornare il titolo entro il 2017?

Grazie per la Vs attenzione!

 

Risposta:

Mi pare di aver capito che stai insegnando religione in una scuola paritaria.

Se ho capito bene il servizio che stai svolgendo è utile ai fine dell’Intesa 2013.

Questo significa che con il titolo vecchio e almeno un anno di servizio in una scuola paritaria potrai continuare ad insegnare religione anche dopo il 2017.

 

 

 

Gent.ssimo prof. Inciampo, sono molto lieta di sapere che sulla tematica dell'Irc ci sia un'associazione aperta, capace di "ascoltare" i più "piccoli". Sono anni che mi sono avvicinata ai corsi di specializzazione per ottenere l'idoneità all'IRC. Il 28 giugno 2011 ho conseguito il titolo di magistero in Scienze Religiose presso l' ISSR della mia diocesi. Adesso sono iscritta al II anno della Laurea Magistrale in Scienze Religiose e spero a breve di conseguire quest'altro titolo. non ho esperienza didattica, perchè non ho mai insegnato. Nella mia diocesi la graduatoria é chiusa dal 2006 e non c' é possibilità d'accesso. Ho fatto la domandina nella diocesi di Genova, ma sono in attesa, dal momento che hanno la precedenza i residenti. Vorrei sapere se la mia idoneità é valida su tutto il territorio nazionale e se nel frattempo posso partecipare ai corsi di formazione dei docenti incaricati ( o di ruolo) o almeno far parte di un qualche sindacato che si prende cura degli "aspiranti" e li avvia alla carriera scola stica? La prego di illuminarmi perché dopo tanti sacrifici ( sono anche mamma di tre figli ) sembra che per me la possibilità di lavorare nel mondo della scuola come IRC sia solo un'utopia. La ringrazio anticipatamente per i chiarimenti che mi vorrà accordare. Cordiali saluti

 

Risposta:

Per poter insegnare religione cattolica, l’aspirante dovrà essere in possesso oltre che di un titolo di studio previsti dal punto 4 dell’Intesa tra Conferenza Episcopale Italiana e Ministero della Pubblica Istruzione del 2012, anche del decreto di idoneità rilasciato dell’Ordinario diocesano competente per territorio.

Le due condizioni però non sono ancora sufficienti, perché per poter insegnare religione è necessario che l’Ordinario diocesano presenti una proposta di nomina al Dirigente scolastico, per poter poi stipulare con quest’ultimo un contratto individuale di lavoro.

 

 

 

Buona sera prof questa è la mia domanda: premesso che chiunque sia in possesso del magistero e possieda almeno 180 gg continui di servizio può continuare ad insegnare religione nelle scuole anche dopo il 2017. Ma questi giorni di servizio entro quale anno bisognava svolgerli? qualcuno dice entro il 2006 altri entro il 2010.... grazie per l'attenzione. a presto

 

Risposta:

Il punto 4.3. dell’Intesa recita così: “I titoli di qualificazione professionale indicati ai punti 4.2.1. e 4.2.2. sono richiesti a partire dall'anno scolastico 2017-2018.”

Questo significa che fino all’anno scolastico 2016/17 si potrà ancora insegnare con il Magistero.

 

 

 

Gentilissimo Prof. le chiedo ancora una delucidazione e cioè: una docente di A017 ha chiesto la riduzione oraria per l'a.s. 2013 14 motivo l. 104/92 per sua madre, anziana, quindi facendo il decreto per tutto l'a.s. a 13 ore frontali le ore rimanenti e cioè 5 vengono dichiarate in provv. affinché mandino una utilizz. o incarico annuale. Io della segreteria ora mi chiedo, se alla docente dovesse venire meno la madre a metà anno sc., la segreteria come si deve comportare, e quindi la docente che deve fare? Ore a disposizione? E il docente utilizz. continua..............il suo lavoro pagato?. GRAZIE MOLTE.

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che il questo mi pare non abbia una base giuridica, perché il docente destinatario della 104 ha diritto a tre giorni mensili di assenza per assistere il parente portatore di handicap in situazione di gravità.

Non c’è alcuna norma ministeriale che prevede il cumulo delle ore totali di permesso per eventuale nomina del supplente con conseguente riduzione oraria settimanale per il docente beneficiario della legge 104.

Si ricorda che le norme ministeriali e contrattuali  prevedono addirittura che il docente concordi con il Dirigente scolastico i giorni da fruire con la raccomandazione che nell’arco dei mesi non siano gli stessi giorni della settimana.

 

 

 

Salve. Fui insegnante precaria di diritto e/o sostegnp per 10 anni: ormai da due anni a casa: Ho conseguit o il diploma di scenze religiose nel 1999 con 110 e lode. Ho sostenuto esame di idoneità 3anni fa. Faccio continui corsi di formazione ma senza alcun riconoscimento ufficiale: caritas volontariato per i quali si chiedono incontri di formazione sull'approfondimento della fede cristiana. Non ho avuto alcuna supplenza in religione. Ho conseguito abilitazione nella classe di concorso A019, titolo specializzazione sostegno, 4 corsi di perfezionamento annuali sulla didattica in generale e 2 master annuali sempre sulla didattica valida per tutte le discipline. Può indicarmi il punteggio totale spettantemi nella graduatoria di Idrc? Io ritengo che anche il servizio in diritto debba valere metà punteggio come per le disposizioni del Miur. In ogni caso devono essere valutati tutti i miei titoli ai fini dell'insegnamento RC? Mi indichi, inoltre, la specifica tabella di valutazione per la diocesi di Crotone, per favore. Le chiedo la cortesia di rispondermi alla mia email personale. Mi aiuti, la prego.. mille grazie

 

Risposta:

Secondo la nuova Intesa non sei in possesso di nessun titolo di qualificazione professionale per insegnare religione cattolica. Questo significa che non puoi neanche essere inserito nell'elenco di eventuali aspiranti.

 

 

 

Gentilissimo dott. Incampo, sono in possesso del titolo di magistero, volevo chiederle se l'insegnamento irc in una sc uola dell'infanzia privata, per i fatidici 180 giorni, da diritto a rientrare tra quelli che non devono aggiornare il titolo entro il 2017,grazie.

 

Risposta:

Affinché il servizio sia spendibile deve essere stato svolto in un scuola "paritaria"

 

 

 

Gentile prof. le faccio questa richiesta e sicuramente sono certa della sua delucidazione, e cioè: un docente incaricato fino al 30 giugno con 3 h in una scuola statale, poi un altro incarico di 4 h in un'altra scuola statale e poi ancora una supplenza di 6 h presso una scuola parificata. Il docente presso la scuola parificata ha avuto l'incarico come membro interno loro. Il docente sostiene che le due scuole statali le debbano fare il contratto fino al termine degli esami di stato. Ma non è la scuola privata che pensa a lui, perché sono stati loro a nominarlo come membro interno???? Grazie

 

Risposta:

Sicuramente!

E’ la scuola paritaria “a gestirlo”.

 

 

 

Gentilissimo dott. Incampo, ringraziandola anticipatamente per la sua cortese attenzione, le chiedo questo: per ora insegno in una scuola paritaria; le chiedo se può comunicarmi l'attuale retribuzione dell'insegnante irc al primo anno di incarico presso le scuole statali, nei gradi della primaria, media, superiore. io per ora insegno in una paritaria, e devo fare un raffronto. quindi: quanto guadagnerei se insegnassi in una scuola statale? grazie ancora, cordiali saluti.

 

Risposta:

Le tabelle le trovi allegate al contratto al seguente indirizzo.

http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/ccnl_biennio0809.pdf

 

 

 

Buonasera prof avrei bisogno di una chiarificazione: è possibile ammettere un alunno all'esame di terza media con 7, pur avendo la media di 7.5 ? in questo caso si arrotonda per difetto... o si dovrebbe arrotondare per eccesso? grazie

 

Risposta:

La norma prevede che sia il consiglio di classe a stabilirlo. Cosa diversa invece per il voto finale dove la norma obbliga a fare la media aritmetica.

 

 

 

Vorrei sapere se un giudizio insufficiente di IRC nella scuola superiore comporta necessariamente la sospensione del giudizio e una prova (scritta? orale?)come per le altre materie oppure se la normativa è diversa. Possiamo a settembre non ammettere uno studente all'anno successivo se non recupera IRC? E' mai accaduto? Grazie dell'attenzione.

 

Risposta:

In sede di scrutinio finale l’organo competente a determinare la promozione o la non promozione alla classe successiva è il Consiglio di Classe, il quale può deliberare all’unanimità o a maggioranza sui casi di insufficienza dello studente in una o più discipline.

Il giudizio espresso dall’insegnante rimane invariato e questo perché il Consiglio di Classe valuta la maturità, il senso di responsabilità acquisito dallo studente, il grado di autonomia dello stesso e le capacità di recupero dei contenuti disciplinari risultati non sufficienti.

Questo significa che sul tuo registro personale e sul verbale del Consiglio di Classe rimane traccia della valutazione negativa espressa; mentre sul tabellone e sulla pagella apparirà un giudizio sufficiente.

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo, sono un attento lettore della Tua "Rubrica" sul tema dell'IRC.

Vorrei proporti questa domanda: "Quale il ruolo dell'idr in qualità di assistente alle prove scritte e orali che gli alunni dovranno sostenere a settembre?"

L'occasione è gradita per augurarti Buone e Serene Vacanze.

Grazie.

Cordiali saluti.

 

 

Risposta:

Ti ricordo che l’IdR è facente parte del consiglio di classe.

Siccome la “sospensione del giudizio” è stato deliberata dal consiglio di classe perfetto, quindi anche dall’IdR, è lo stesso consiglio di classe perfetto a scrutinare l’alunno “sospeso”.

Questo significa che l’IdR potrà essere individuato come assistente alle prove scritte dell’alunno sospeso.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

vorrei sapere come l'insegnamento della religione cattolica concorra al credito scolastico e se può fornirmi dei riferimenti normativi da presentare alla mia dirigente.

Grazie della disponibilità

 

Risposta:

A partire dall’a.s. 1994/95 l’attribuzione del credito è stato regolato da un nuovo ordinamento giuridico e precisamente dall’Ordinanza Ministeriale numero 80 del 9 marzo 1995 e successive integrazioni. Le innovazioni non sono state poche e di poco conto. I poteri del consiglio di classe, ad esempio, risultano sensibilmente affievoliti, perché “il collegio dei docenti determina i criteri da seguire per  lo svolgimento degli scrutini, al fine di assicurare omogeneità di comportamento dei singoli  consigli di classe” (Cfr. articolo 12 comma 2 Ordinanza Ministeriale 80/95).

Questo significa che il Collegio dei Docenti dovrà stabilire i criteri e non le discipline alle quali attribuire il credito, perché queste le decide il Ministero.

Con l’Ordinanza Ministeriale numero 26 del 15 marzo 2007, protocollo numero 2578, finalmente si fa chiarezza sul ruolo e sul compito degli insegnanti di religione nell’attribuzione del credito scolastico.

Infatti al comma 13 dell’articolo 8, intitolato credito scolastico di detta Ordinanza leggiamo: “I docenti che svolgono l’insegnamento della Religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazione del Consiglio di Classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano seguito le attività medesime.”

Questo significa che nessuno può mettere a tacere gli IdR nei Consigli di Classe quando bisognerà attribuire il credito agli alunni che si sono avvalesi dell’Insegnamento della Religione Cattolica, anzi questi sono obbligati a dare il proprio contributo.

Ma chiarezza maggiore è stata fatta al comma numero 14 che così recita: “L’attribuzione del punteggio, nell’ambito della banda di oscillazione, tiene conto, oltre che degli elementi di cui all’art. 11, comma 2, del DPR n. 323 del 23.7.1998, del giudizio formulato dai docenti di cui al precedente comma 13 riguardante l’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento della religione cattolica ovvero l’attività alternativa e il profitto che ne ha tratto, ovvero di altre attività, ivi compreso lo studio individuale che si sia tradotto in un arricchimento culturale o disciplinare specifico, purché certificato e valutato dalla scuola secondo modalità deliberate dalla istituzione scolastica medesima. Nel caso in cui l’alunno abbia scelto di assentarsi dalla scuola per partecipare ad iniziative formative in ambito extrascolastico, potrà far valere tali attività come crediti formativi se presentino i requisiti previsti dal D.M. n. 49 del 24-2-2000.”

Questo significa che il Consiglio di Classe, al fine di stabilire il credito scolastico, deve prendere in considerazione oltre “l’assiduità della frequenza scolastica, l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi” (Cfr. comma 2 dell’articolo 11, del DPR n. 323 del 23.7.1998) anche il giudizio formulato dal docente di religione cattolica, riguardante non solo l’interesse con il quale l’alunno ha seguito questa disciplina, ma anche il profitto che ne ha tratto.

Come si nota chiaramente il Consiglio di Classe dovrà attribuire il credito scolastico non solo agli avvalentesi e a chi ha scelto l’attività alternativa, ma anche a chi ha scelto lo studio individuale assistito e non.

Ma il fatto nuovo è che per lo studente che ha scelto “l’ora del nulla”, cioè di uscire fuori dall’edificio scolastico durante l’ora di religione, il Consiglio di Classe può attribuire il credito formativo e non il credito scolastico, se l’attività presentata dall’alunno ha tutti i requisiti previsti per ottenere tale riconoscimento.

Che piaccia a meno ad alcuni tuoi colleghi, ma devono attenersi alla norma.

 

 

 

G.mo Prof. Incampo, sono un IRC con il diploma accademico di magistero in scienze religiose rilasciato da un Istituto di scienze religiose approvato dalla Santa Sede ed ho lavorato come supplente. Domanda: con la nuova Intesa Stato-Chiesa del 2012 qual è la mia posizione nel 2017? Cordiali saluti

 

Risposta:

L’Intesa del 2012 al punto 4.3.2 recita così: “A far data dall'anno scolastico 2017-2018, sono in ogni caso da ritenere dotati della qualificazione necessaria per l'insegnamento della religione cattolica gli insegnanti che, riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano, siano provvisti dei titoli di cui al punto 4.3.1. e abbiano anche prestato servizio continuativo per almeno un anno nell'insegnamento della religione cattolica entro il termine dell'anno scolastico 2016-17. Sono altresì fatti salvi i diritti di tutti coloro che, in possesso dei titoli di qualificazione previsti dall'intesa del 14 dicembre 1985, come successivamente modificata, entro la data di entrata in vigore della presente intesa, abbiano prestato servizio, nell'insegnamento della religione cattolica, continuativamente per almeno un anno scolastico dal 2007-2008.”

Questo significa che avrai svolto almeno un anno continuativamente entro il 2017-2018 puoi stare tranquillo, altrimenti dovrai necessariamente conseguire il nuovo titolo.

 

 

 

Buona sera prof. il mio quesito è questo: l'insegnamento della religione cattolica è facoltativo nella scuola dell'infanzia? grazie per la sua disponibilità.

 

Risposta:

La scuola dell’infanzia non è una scuola obbligatoria, ma facoltativa.

Questo significa che il genitore ogni anno deve iscrivere il figlio e ogni anno chiederà di avvalersi o meno dell’IRC.

 

 

 

Gent.mo, avrei due domande da sottoporre al suo parere:

1) qual è il riferimento normativo relativo alla possibilità di convertire la laurea triennale in Scienze religiose nel vecchio Diploma di tre anni?

2) convertito il titolo di laurea triennale in Diploma (punto 1 sopra), se si è in possesso di un ulteriore titolo di laurea magistrale, ci si può ritenere definitivamente idonei all'insegnamento dell'Irc nelle scuole secondarie superiori di secondo grado, ovvero di possedere un profilo di qualificazione professionale rispondente a quanto previsto dalla nuova Intesa del 28/6/2012? Ringrazio per l'attenzione

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che la Laurea triennale e il diploma in scienze religiose sono due titoli diversi e non esiste nessuna legge che li possa “convertire”.

Quanto poi alla possibilità di insegnare alle scuole secondarie superiori di secondo grado ti ricordo che oltre al titolo è indispensabile il decreto di idoneità per quella scuola.

 

 

 

Gentilissimo Professore, sono un insegnante di religione di ruolo nella scuola primaria, con cattedra completa, poiché quest’anno nel  Circolo didattico in cui insegno si formerà una classe in meno vorrei sapere: c’è una legge che mi  permette di  rimanere a disposizione nella mia scuola per 2 ore?   Può il dirigente o il direttore dell’ufficio scuola decidere di mettermi a disposizione ?

La ringrazio e cordialmente la saluto.

 

Risposta:

Bisognerà aspettare la prossima Ordinanza ministeriale sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie.

Sarà quest’ordinanza a stabilirlo.

 

 

 

Buongiorno. Sono un'insegnate di religione in possesso della laurea triennale in scienze religiose. Secondo la nuova intesa devo al più presto conseguire la laurea magistrale. E' possibile avere l'elenco degli issr che danno tale titolo. Nella mia provincia ce ne sono due e il mio ordinario diocesano mette in dubbio che entrambi rilascino questo titolo. Inoltre, vorrei sapere: il titolo richiesto è solamente la laurea magistrale in scienze religiose vero? Non ci sono altre specializzazioni particolari richieste? Sempre il mio ordinario diocesano dice che deve essere specifico per l'irc: ma cosa vuole dire?

Grazie infinite

 

Risposta:

Se to lo dice l’Ordinario…

 

 

 

Mi può cortesemente suggerire la dichiarazione da inserire nel verbale dello scrutinio finale, qualora ( come accade da anni) ancora quest'anno il DS mi dica che non vuole che la religione faccia credito perchè discrimina coloro che non ne seguono l'insegnamento? Quest'anno ho voluto che si riportasse nel POF la legge sui crediti in relazione anche all'IRC. Il primo passo è stato questo, ora mi tocca essere ferma e decisa ma non so cosa dovrò eventualmente dichiarare a verbale in caso di opposizioni. Mi può aiutare? Infiniti ringraziamenti.

 

Risposta:

E’ sufficiente che tu faccia mettere a verbale che nello scrutinio finale non è stata applicata l’Ordinanza Ministeriale numero 128 del 14 maggio 1999, Prot. n. 6582.

 

 

 

 Buongiorno.Sono un'incaricata annuale nella scuola dell'infanzia con part-time 10,30 ore. A giugno avrò bisogno di due giorni di permesso per assistere mia madre in ospedale. In segreteria mi hanno detto che mi verrà concesso ma senza retribuzione e senza conteggio ai fini della carriera. È vero? Seconda domanda:io ho firmato contratto annuale fino fine agosto ma c'è scritto che è di dieci mensilità.....non sarò pagata lulio e agosto? Grazie per la disponibilità

 

Risposta:

Se sei incaricata annuale il tuo contratto deve essere necessariamente fino al 31 agosto.
Quanto poi ai permessi ti faccio nogare che sei destinataria di un contratto part-time, ma di un contratto di 10,30 settimanali.
Questo significa che non hai diritto a permessi retribuiti.
Nulla vieta però di chiedere giorni di ferie.

 

 

 

Salve, sentendo un dibattito sul finanziamento della scuola privata, mi sorgeva una domanda. Perchè, se prendono i finanziamenti pubblici, gli insegnanti mettono il punteggio del servizio sulla graduatoria permanente, dicevo perchè le assunzioni non avvengono dalla medesima graduatoria, invece che per discrezionalità da parte dei presidi, ossia per raccomandazione? Grazie.

 

Risposta:

Mi pare che si parli di scuole paritarie e non scuole private.

E questo tutt’altra cosa.

 

 

 

 

Gent. Prof. Incampo, finirà mai questa discriminazione verso gli insegnanti di Rc? Dopo anni di servizio devo continuare a sentirmi una in più nella scuola??? Mi scusi ma....ad un certo punto ci si stanca. La scorsa settimana al collegio docenti la dirigente ha detto che la rc non è obbligatoria per gli alunni e quindi di cercare di metterla alle prime ore o alle ultime in modo tale che gli alunni non avvalentesi possano non essere presenti in quanto per l'alternativa non ci sono soldi.....questo logicamente ha scatenato le reazioni delle colleghe. C'e chi dice che bisognerebbe toglierla....c'è chi dice che se lo stato offre l'opportunità agli avvalentesi deve offrirla anche ai non avvalentesi dando dei finanziamenti...ma per qualcuna toglie le possibilità ad altri....quali sono le regole? - E' legale convincere i genitori a non mandare a scuola i figli non avvalentesi? - E' legale mandarli nell'altra classe? Guidando i genitori a fare questa scelta? Giustamente qualche insegnante più saggia dice: " Ma perchè non modificare l'IRC? Renderla come insegnamento della storia delle religioni in modo tale che tutti possano partecipare? Grazie e saluti

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che l’IRC è un insegnamento facoltativo, ma curriculare.

Ma che cosa significa curriculare? Quali sono gli estremi  della “curricularità” di un insegnamento?

Una disciplina che ha programmi normativamente definiti, da cui discende la responsabilità per il docente di espletare compiuto programma di insegnamento” (Corte costituzionale sentenza n. 222 del 14.10 86) è curriculare, con l’obbligo di frequenza per chi lo ha scelto, integrando così  il proprio curriculum di studi, che viene comunque a definire il “tempo-scuola”.

Inoltre potrebbe esserti utile il mio modestissimo Vademecum sulle “Attività Alternativa” che ti allego.

Scelta dell’IRC

1. Per la scuola dell’Infanzia
La scelta di avvalersi dell'IRC va fatta ogni anno scolastico.

2. Per la scuola Primaria e scuola secondaria di primo grado.
Il T.U. (D. L. n. 297 del 16/04/1994) ha disposto che la scelta dell'IRC da parte dei genitori degli alunni della scuola primaria della scuola media inferiore avvenga "all'atto dell'iscrizione non d'ufficio", cioè solo all'inizio di ogni ciclo scolastico, avendo poi valore per tutto il ciclo - Occorre quindi firmare e consegnare il modulo per la scelta dell'IRC solo per la iscrizione alla prima elementare e alla prima media, per le altre classi vale già la scelta effettuata.

3. Per la scuola secondaria di secondo grado.

"In relazione alla disposizione della precedente circolare n. 363 del 22/12/1994 che prevede l'iscrizione d'ufficio, e non a domanda alle classi non iniziali anche per gli alunni della scuola secondaria superiore, la scelta di cui all'art. 310 - comma 4 - del D.L. 16/04/1994, n. 297 permane salvo diversa espressa volontà come previsto dal punto 2. 1 b) dell'Intesa tra la Conferenza Episcopale Italiana e Ministero delta Pubblica Istruzione ", questo significa che anche per gli alunni della scuola secondaria superiore la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'IRC effettuata dall'avente diritto all'atto dell'iscrizione, si considera confermata d'ufficio per gli anni successivi; il modulo è l'allegato D della CM numero 3 del 5.1.2001. Quindi non è corretta la consegna ogni anno di moduli di scelta e tantomeno la pretesa di riconsegna annuale del modulo compilato.

Quali contenuti?

Incominciamo subito col dire che non esistono programmi precisi per l’attività alternativa emanati dal Ministero, ma è compito di ogni scuola definirli e in modo particolare del collegio dei docenti se trattasi di scuola media di primo e secondo grado, o dei consigli di interclasse se trattasi di scuole elementare.

Proprio perché i contenuti non sono prescrittivi, il Ministero ha suggerito alcune indicazioni con le seguenti Circolari:

  • Circolare ministeriale numero 128 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola materna;
  • Circolare ministeriale numero 129 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola Elementare;
  • Circolare ministeriale numero 130 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola media;
  • Circolare ministeriale numero 131 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola superiore.

Chi programma le Attività Alternative?

Le attività didattiche e formative all’IRC vengono programmate dal Collegio dei docenti per la Scuola Media e la Scuola Superiore, e dai consigli di interclasse per la Scuola Elementare e questo impegno non può essere rifiutato.

Infatti la Circolare Ministeriale numero 302 del 29.10,1986 così recita: “Al riguardo è appena il caso di precisare come la programmazione delle attività per gli alunni che comunque non abbiano dichiarato di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, costituendo momento integrante della più generale funzione di programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza dei Collegi dei docenti dall’articolo 4 del DPR numero 416/74, venga a configurarsi con i caratteri di prestazione di un servizio obbligatorio posto a carico dei collegi dei docenti medesimi. Di conseguenza, qualora tale puntuale adempimento non sia stato ancora compiuto dal collegio dei docenti, sarà cura dei Capi d’Istituto intervenire perché subito l’organo collegiale predetto vi provveda, onde rendere possibile l’immediato avvio delle attività in parola.”

Infine vorrei ricordare che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Chi sono i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe.

La suddetta circolare stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

Si può proporre, ad esempio, un corso di lingua provenzale?

I contenuti della attività alternative però non devono risultare discriminanti e non devono appartenere a programmi curriculari, così come afferma la Circolare Ministeriale numero 368 del 20.12.1985. che indirizza verso contenuti a carattere formativo vedi conoscenza dei diritti umani.

Tutto questo in risposta alla situazione giuridica.

Ma vogliamo affrontare la questione sul piano della logica e del significato dell’ora di religione e dell’ora alternativa ad essa.

Non è stato nella logica del legislatore dare figura giuridica ad un insegnamento fondandolo su una scelta di fede. Se così fosse, i credenti cattolici si sentirebbero vincolati a scegliere religione, i credenti in altre confessioni religiose o altre religioni o ancora di più i non credenti invece sceglierebbero di non avvalersi.

La ragione invece è un’altra ed è il caso di ribadirla con forza: la religione cattolica è disciplina che a pieno titolo è inserita nel contesto scolastico perché dà ragione della cultura, dell’arte, della vita stessa e delle espressioni varie della nostra civiltà che è fondamentalmente cristiana checché ne pensino quei colleghi che vorrebbero l’ostracismo.

Quanto detto, unicamente per riportare serenità nel dibattito in questione che deve prevedere libera scelta per chi al fatto religioso non fosse minimamente interessato ma preferisce altra cosa da fare nell’ora alternativa alla religione, senza paura se quanto avviene in quell’ora sia allettante.

Sempre però in ossequio al buon senso e tenendo in debito conto che l’insegnamento proposto per l’attività alternativa alletta anche per chi fa religione, perché non prevedere tale disciplina (un corso di lingua provenzale come materia opzionale e quindi accessibile anche a chi si avvale dell’ora di religione.

Chi individua il docente delle attività alternative?

I docenti delle attività alternative vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze didattiche e disciplinari così come previsto dalle Circolari Ministeriali sopra indicate.

Vorrei ricordare ancora che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Faccio notare inoltre che la Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe e che gli stessi vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze.

La  circolare 316/87 stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

In conclusione: il Dirigente scolastico è il garante della tutela di tale diritto e ha l’obbligo, unitamente al collegio docenti, di provvedere all’organizzazione delle attività alternative e/o delle scelte praticate dagli studenti all’atto dell’iscrizione, anche relativamente al docente che tale attività deve svolgere.

E’ corretto presentare ai genitori il programma di alternativa?

Assolutamente no.

Si riporta la procedura corretta che dovrebbe essere seguita ogni anno scolastico ai sensi della normativa attualmente vigente:

  • Il genitore, o chi per esso, sceglie se avvalersi o meno dell’IRC all’atto dell’iscrizione;
  • Tra il primo settembre e l’inizio delle lezioni il Dirigente scolastico convoca il genitore del non avvalentesi e gli chiede cosa sceglie al posto dell’IRC;
  • Se il genitore sceglie l’attività alternativa, il Dirigente dovrà obbligatoriamente portare la questione in Collegio docenti ed in questa sede dovrà individuare i contenuti  e i docenti della stessa.

Lo Scuola, quindi, ha l’obbligo solo di assicurare all’alunno l’insegnamento della religione cattolica; ai non avvalentesi, invece, concede la possibilità di seguire attività alternative.

Questo significa che l’individuazione delle attività alternative all’IRC dovrà essere oggetto di delibera del Collegio docenti, annualmente, nel periodo dal primo settembre all’inizio delle lezioni.

Lo stesso Collegio decenti dovrà anche indicare i criteri di scelta del docente all’interno del Collegio o, in mancanza, ricorrere alla nomina di un supplente in possesso dei requisiti richiesti.

Si può modificare la scelta durante l’anno?

Assolutamente no.

La lettera b) del punto 2.1 del DPR numero 751 del 16 dicembre 1985 recita così: “ la scelta operata su richiesta dell’autorità scolastica all’atto dell’iscrizione ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso nei casi in cui è prevista l’iscrizione d’ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”.

E tutte le Circolari ministeriali successive hanno sempre tenuto presente tale norma.

Questo significa che la scelta fatta al momento dell’iscrizione non può essere modificata per nessun motivo durante l’anno.

Obbligo di frequenza per chi ha scelto l’attività alternativa?

L’attività alternativa sarà parallela all’IRC, cioè mentre la classe svolgerà l’ora di religione, l’alunno che ha chiesto l’attività alternativa, la svolgerà contemporaneamente mentre nella sua classe si svolge religione.

Se l’attività alternativa deve essere svolta in parallelo all’IRC, è evidente che non capiterà necessariamente alla prima o all’ultima ora, perché la sentenza numero 292/1992 della Corte Costituzionale ha  chiarito in modo inequivocabile che collocare l’IRC solo alla prima e/o solo all’ultima non è costituzionale.

Se poi l’alunno che ha scelta l’Attività alternativa è obbligato a frequentarla, questo non è scritto da nessuna parte.

Chi paga i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare Ministeriale numero 316 del 28 ottobre 1987 tra l’altro così recita: “Relativamente alle modalità di impiego del personale per lo svolgimento delle attività didattiche e formative e per l'assistenza allo studio o alle attività individuali si precisa che debbono prioritariamente essere utilizzati docenti totalmente o parzialmente in soprannumero o comunque tenuti al completamento in quanto impegnati con orario inferiore a quello d'obbligo, nonché docenti dichiaratisi disponibili a prestare ore eccedenti. Tali docenti debbono essere scelti fra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alle attività in parola, atteso che così viene assicurato, per gli alunni avvalentisi e per quelli non avvalentisi, il rispetto del principio della "par condicio". “….”

Allo scopo di assicurare l'effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all'assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l'utilizzazione del personale già in servizio.”

Questo significa che se la scuola si organizza da subito, può nominare un docente per tutto l’anno per lo svolgimento dell’attività alternativa con retribuzione a carico del tesoro.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo, Vorrei sapere se è legittimo l’uso delle griglie di valutazione finale adottate in molte scuole della nostra provincia. Spiego di cosa si tratta. La scheda è, di fatto, un criterio per ragionare sui voti presentati, ma con le conclusioni precostituite se si verificano, e salvo eccezioni, le condizioni numeriche. Riempito, in sede di scrutinio finale, il tabellone dei voti si osservano i voti negativi. Se questi sono uguali a 4 o 5 con una media che non supera i sette punti di lontananza dalla sufficienza totale (per i ragazzi del biennio) si procede alla sospensione del giudizio e si decide quali materie fare recuperare. Per le altre classi la scheda consente un simile ragionamento, ma con criteri più restrittivi (sei punti di lontananza dalla sufficienza per le classi 3^ e 4^ e cinque punti per le 5^). A mio giudizio tale prassi scardina il lavoro di studio che il consiglio di classe deve fare, attraverso i voti, su ogni allievo. Anche se in apparenza non è così. Il ragionamento di chi è favorevole si basa sulle considerazioni che tali strumenti si limitino a introdurre il discorso sugli allievi e a mettere meglio a fuoco la problematica che ogni studente è e porta con sé. Ma è un fatto altrettanto naturale, io dico, che la media, la matematica, l’esigenza di finire in fretta, di eliminare le discussioni infinite, aiutino a fidarsi sempre più della meccanicità di tale prassi. Con danno per la valutazione complessiva delle ragioni che portano gli allievi a non essere in linea con gli intendimenti e le direttive ministeriali e dei docenti. Le chiedo:

1. Come si procede nella sua scuola?

2. Secondo lei quali strumenti legislativi si possono addurre per contestare tale modello?

3. Nel caso non si riuscisse a spezzare tale prassi, non sarebbe possibile far deliberare al collegio docenti la necessità di trasformare il giudizio del docente di religione in numero per farlo entrare nella media di ragionamento della scheda? Può esistere un addentellato giuridico per compiere tale operazione? Su questo 3° punto vorrei spiegarmi meglio. Non sto chiedendo se sia possibile inserire in pagella e nel registro generale dei voti il giudizio di religione con un voto numerico. No. Sto solo domandando di considerare il giudizio dell’idr come quello gli altri docenti, con la stessa forma e lo stesso valore propositivo. A parte il fatto che la scheda, a mio giudizio, risulta illegale perché si intromette nel giudizio del consiglio di classe, ma, illegalità per illegalità, se, obtorto collo, si dovesse accettare lo status attuale, sarebbe possibile inserire il nostro giudizio nella scheda ma trasformato in voto numerico? Il consiglio di classe ne trarrebbe solo beneficio, perché si aggiungerebbe un apporto al ragionamento complessivo fondato sulla media matematica. Si potrebbe cioè, presentare una scheda con la media dei voti con una colonna in più (il voto di religione numerico) e con una media, finalmente, completa. È una cosa impossibile? C’è un rimedio di natura giuridica che si può far valere in collegio? Grazie

 

Risposta:

Il problema della scheda di valutazione nasce dalla necessità di costruire strumenti di valutazione che agevolino gli insegnanti nella realizzazione di una valutazione la più possibile aggettiva.

Questo sia in funzione della valutazione del singolo docente che nella valutazione finale complessiva da parte del consiglio di classe.

Trattandosi pertanto di uno strumento, lo stesso ritengo che debba essere deliberato dal collegio docente facendo presente le tue osservazioni che mi sembrano abbastanza fondate.

In quanto alla trasformazione del giudizio IRC con voto è cosa fattibile ma, ripeto, deve trovare consenso in ambito collegiale, cioè nel collegio docente, quale organo a cui è deputato la funzione didattica.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo, intanto la ringrazio per la disponibilità.

Mi piacerebbe sapere se c'è una normativa o qualcosa di simile per quanto riguarda la partecipazione delle insegnanti di religione alle gite, dove si trovano a dover sostituire l'insegnante di classe. E come comportarsi quando capita più volte e a rimetterci è sempre la stessa insegnante. Grazie mille

 

Risposta:

I compiti del collegio docenti sono rinvenibili nell’articolo 7 del Decreto Legislativo numero 297 del 1994.

Tra l’altro il collegio dei docenti formula proposte al Dirigente scolastico per lo svolgimento delle attività scolastiche ed extra scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di istituto, sentiti i consigli di classe.
Qualsiasi iniziativa al di fuori di questo iter procedurale non ha nessun valore.

Quando si programma una gita devono essere tenute presenti le indicazioni ministeriali in merito, il rapporto normalmente previsto è di un docente ogni 15 alunni.

Ovviamente è all’atto della programmazione della gita che devono essere tenuti presenti eventuali particolarità relativi alla classe: presenza di portatori di handicap, alunni particolarmente difficili, ecc. ecc.

E’ in tale occasione che può essere prevista eventuale deroga al rapporto docente alunni.

Non c’è nessuna preclusione relativa alla partecipazione alle gite del docente di religione, anzi mi risulta che a volte vengono preferiti in mancanza dell’adesione degli altri docenti.

In ultimo ti ricordo che la responsabilità della designazione degli accompagnatori è del Dirigente scolastico che provvede alle relative nomine.

 

 

 

Buona sera prof, a breve conseguirò la laurea magistrale in scienze religiose. Vorrei conseguire un altro titolo: o filosofia o baccalaureato in teologia. Gentilmente potrei sapere i pro ed i contro dell'uno e dell'altro corso? grazie per la sua preparazione e disponibilità.

 

Risposta:

Il baccalaureato in teologia è spendibile per gli insegnanti di religione, l’altro no.

 

 

 

Gentile professore,  insegno religione da cinque anni nella scuola primaria e dell'infanzia e all'epoca, l'unico titolo richiesto era il diploma magistrale (sottolineo che possiedo anche una laurea in scienze del servizio sociale). Naturalmente, nel corso degli anni ho frequentato i vari corsi di aggiornamento tenuti dalla mia diocesi e, infine, all'inizio dell'anno scolastico corrente, mi è stato quasi imposto di iscrivermi all'Istituto di scienze religiose, alla luce del nuovo concordato che prevede entro il 2017 di assumere solo ed esclusivamente personale specializzato. Ho iniziato l'università, ma per motivi di salute ho dovuto abbandonare; le ore settimanali, negli anni, sono diminuite fino a tredici, tanta è la mia delusione e soprattutto la sofferenza che affronto quotidianamente, al punto che, stò valutando l'idea di lasciare la scuola per un lavoro stagionale in una fabbrica. Cosa mi consiglia di fare? Ho paura che le ore possano diminuire ancora , non progredendo neanche nella graduatoria comune e fino alla fine di agosto, nella mia diocesi, non sappiamo mai se ricominceremo il nuovo anno. E se ora abbandono tutto, a scuola non rientrerò mai, nemmeno per le supplenze.?!!Nell'attesa di un suo consiglio professionale e sincero le mando i miei saluti e la ringrazio.

 

Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che non hai nessun titolo “teologico”, ma solo il diploma magistrale.

Se è così devi necessariamente conseguire la laurea specialistica.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo mi rivolgo a lei, perchè immagino che solo lei mi possa aiutare. Una docente è titolare nel mio istituto superiore dal 1 settembre 2012, negli anni precedenti e cioè per 12 anni consecutivi titolare fuori provincia, ma ogni anno faceva domanda di trasferimento per Roma e non avendolo , poi otteneva l'assegnazione provvisoria, sempre a Roma, ora che ha ricevuto il trasferimento interprovinciale e quindi a Roma vicino casa sua, dice che nelle graduatorie interne le devo dare i 10 punti di bonus, perchè li avrebbe maturati nel triennio in base alla normativa. Ma secondo me una volta ottenuto il trasferimento interprovinciale il bonus lo perde. Lei che dice? Grazie tante

 

Risposta:

Il bonus non esiste più.

 

 

 

Buongiorno, una mia conoscente è in possesso di una laurea civile quadriennale (vecchio ordinamento equiparata ad una laurea magistrale) e un diploma in scienze religiose (triennale). Secondo la nuova Intesa potrà continuare come incaricata e partecipare ad un eventuale concorso pubblico riservato agli idr, in futuro? La ringrazio.

 

Risposta:

Certamente!

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

ho bisogno di un'informazione. Insegno nella scuola primaria e attualmente sono in maternità. Molto probabilmente l'anno prossimo avrò un contratto da supplente (da Settembre a Giugno, anziché Agosto).

Vorrei sapere se, anche in questo caso, è prevista l'astensione facoltativa.

Grazie mille.

 

Risposta:

Certamente!

Il tema dei congedi parentali è stato disciplinato dal contratto economico sul secondo biennio 2000-2001 in quanto la legge numero 53 dell’8 marzo 2000 prima e il Testo Unico sulla maternità poi avevano dato più organicità e più garanzie a tale materia.

Infatti il comma 1 dell’articolo 11 di detto Contratto recita testualmente:

Al personale dipendente si applicano le vigente disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nella legge numero 1204/1971, come modificata ed integrata dalle leggi numero 903/1977 e numero 53/2000”

La formulazione di detto comma non fa più distinzione di destinatari di contratto a tempo determinato e destinatari a tempo indeterminato, ma estende i benefici “Al personale dipendente”.

Infatti dal comma 2 in poi si farà sempre riferimento “alla lavoratrice”.

Questo significa che l’insegnante di religione cattolica pur essendo destinataria di contratto a tempo determinato gode degli stessi benefici delle insegnanti con contratto a tempo indeterminato.

Di conseguenza le insegnanti di religione lavoratrici madri avranno diritto:

  1. Per l’astensione obbligatoria e/o astensione per complicanza della gestazione all’intera retribuzione e non più all’80%;
  2. Per l’astensione facoltativa, che è di durata massima di sei mesi nei primi tre anni di vita del bambino, all’intera retribuzione  nei primi trenta giorni e al 30% per il restante periodo;
  3. Per la malattia del bambino all’intera retribuzione per un mese ogni anno fino al terzo anno di vita del bambino;
  4. Per la malattia del figlio alla retribuzione pari al 30% 5 giorni all’anno per il figlio da 3 a otto anni.

 

A conferma di quanto scritto, si ricorda che l’ARAN, in caso analogo, al quesito “Le norme a tutela delle lavoratrici madri si applicano anche ai dipendenti a tempo determinato? – quesito formulato dal comparto Regione ed Autonomie Locali - ha così  risposto: “L’articolo 7 comma 10 del CCNL del 14.9.2000 prevede espressamente che al personale a tempo determinato si applica lo stesso trattamento giuridico ed economico del restante personale a tempo indeterminato salvo le eccezioni espressamente indicate nello stesso articolo. Pertanto le disposizioni a tutela delle lavoratrici madri si applicano anche al personale a tempo determinato, negli stessi modi previsti per il restante personale, anche per quanto riguarda la retribuzione. Precisiamo, inoltre, che il trattamento economico spettante in caso di astensione obbligatoria per maternità, a differenza per quanto previsto dall’astensione facoltativa o per le ipotesi di malattie, nei rapporti a tempo determinato continua ad essere corrisposto alla lavoratrice madre anche dopo la scadenza del termine del contratto”.

A scanso di equivoci faccio notare che la legge sulla maternità - cioè il Decreto Legislativo numero 151 del 20 marzo 2001 - vale sia per il dipendente regionale che per i pubblici dipendenti.

Vorrei inoltre far notare che il comma 2 dell’articolo 1 del succitato Decreto Legislativo recita testualmente “Sono fatte salve le condizioni di maggior favore stabilite da leggi, regolamenti, contratti collettivi, e da ogni altra disposizione”  e che l’articolo 3 stabilisce “Divieto di discriminazione” come appunto dice il titolo.

Questo significa che una lavoratrice madre sia essa dipendente regionale, o delle autonomie locali,  o pubblico dipendente, gode degli stessi benefici.

 

 

 

Buongiorno,
studio all'Issr di Bergamo, dovrei finire la triennale a novembre, massimo febbraio. Lavoro come supplente annuale. Quando abbiamo fatto la riunione a Milano con il responsabile degli idr, mi è sembrato di capire che secondo l'intesa le supplenze annuali vengono considerate incarichi annuali quindi, chi si laurea entro il (luglio) 2014 può fare un esamino per ottenere il titolo grazie al quale può avere il contratto fino al 31 agosto. A Bergamo pare abbiano interpretato il test in maniera differente. Infatti il preside mi ha detto che in nessun caso nella loro diocesi è stato dato un incarico annuale. Confrontandoci tra compagni abbiamo constato che abbiamo tutti lo stesso contratto. ne deduco quindi che il preside non consideri una supplenza annuale come un incarico. Prima di rivolgermi di nuovo a lui vorrei capire una cosa. Se nella "proposta di nomina" è scritto " supplente annuale" significa che  non è un incarico che permette di rientrare nella categoria di persone che, previa laurea triennale entro il 2014 e relativo esame, possono avere un contratto fino al 31 agosto?

Mi preme chiarire la questione perché il preside non ha ancora previsto come dovrà essere l'esamino integrativo.  

Grazie della gentile attenzione

 

Risposta:

Essendo tu senza titolo di qualificazione professionale sicuramente hai un contratto da supplente annuale.

Il supplente annuale fino a quest’anno verrà retribuito fino al 31 agosto, ma dall’anno prossimo fino al termine dell’attività didattiche, cioè fino al 10 giugno.

Quando poi alla possibilità di trasformare il titolo da laurea breve a diploma in scienze religiose, ti rispondo che dipende dal percorso di studio.

 

 

 

Gentilissimo Professor Incampo ,

la ringrazio anticipatamente per  la puntualità delle sue risposte e per la chiarezza dei suoi saggi consigli.

Sono un' insegnante di scuola primaria a tempo a tempo indeterminato dal 1992, in possesso del Diploma Accademico di Magistero in Scienze Religiose della durata di cinque anni conseguito presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose all'Apollinare .

Ho insegnato religione per cinque anni fino al 1991.

Le chiedo:

a) quanti punti vale il titolo conseguito nella graduatoria di istituto (tre oppure cinque) ?

b) potrei tornare ad insegnare Religione Cattolica, non avendo partecipato al concorso per insegnanti di Religione?

Grata in una sua risposta , le invio distinti saluti.

 

Risposta:

Relativamente alla prima domanda rispondo che il magistero vale tre punti.

Quanto poi alla seconda domanda ti faccio notare che il titolo da te posseduto è spendibile solo se entro il 2017 insegni religione cattolica per un anno continuativo.

 

 

 

Gent.mo professore,

sono un insegnante delle scuole superiori. Ho un quesito molto pratico: vorrei avere riferimenti normativi per poter valutare (o non valutare?) uno studente nonostante le sue numerosissime assenze. C'è un limite di assenze consentito? Quale? Grazie della sua disponibilità.

 

Risposta:

 

  1. Cosa dice l’Autonomia scolastica a proposito della valutazione?
  • All’inizio dell’anno scolastico il Collegio dei Docenti definisce  i criteri di verifica e di valutazione. Ogni consiglio di classi li fa propri.

 

  1. Allora esistono delle norme sulla valutazione?
  • Sicuramente! E ogni insegnante è tenuto a conoscerle, non solo, ma anche ad applicarle.

 

  1. E la libertà di insegnamento?
  • La libertà di insegnamento con la valutazione non c’entra proprio niente; il docente, ricordo, è un pubblico dipendente e quindi è tenuto a rispettare tutte le norme inerenti la valutazione. La libertà di insegnamento attiene alla metodologia e alla didattica, non alla valutazione.

 

  1. L’IRC valuta in voti o in aggettivi?
  • Al momento ancora in aggettivi, ma nulla vieta di aggiungere, dopo l’aggettivo, la corrispondenza del voto in decimi.

 

  1. Per valutare bene, devo partire dagli errori?
  • Mai! E’ l’errore più comune che fanno molti docenti. Per valutare si parte sempre dagli elementi positivi.

 

  1. Capita che per seguire chi sta indietro, non seguo le così dette eccellenze.
  • La scuola privilegia l’apprendimento, valorizza le eccellenze e favorisce il processo culturale di tutti.

 

  1. E’ obbligato il docente a dire il voto all’alunno in caso di una verifica orale?
  • Sicuramente è obbligato.

 

  1. L’interrogazione può essere registrata dall’alunno?
  • La giurisprudenza non è univoca. Però se viene inserita tale possibilità  nel Regolamento d’Istituto, sicuramente si potrà fare.

 

9. In caso di verifica scritta si può metter il solo voto numerico?

  • No, perché la norma prevede che sia espresso anche un breve giudizio motivato.

 

10. Alcuni DS ricordano durante lo scrutinio che il Docente deve disporre di un “congruo numero interrogazioni”? Ma che significa congruo?

  • E’ il Collegio dei Docenti, che stabilisce il numero minimo d’interrogazioni e di compiti scritti necessari per una valutazione che risponda al criterio di “sufficienti elementi di giudizio”

 

11. Allora quali sono i sufficienti elementi di giudizio?

  • Secondo la giurisprudenza si parla di tre prove scritte e tre prove orali a quadrimestrale.

 

12. Possono essere considerate prove anche le esercitazioni fatte a casa?

  • Sicuramente!

 

13. L’alunno può richiedere copia della sua prova?

  • Certamente!

 

14. Se l’alunno si dichiara impreparato, si può mettere un voto negativo?

  • Alla non interrogazione non può seguire un voto. Se l’insegnante ritiene non credibili i motivi della giustificazione può chiamare l’alunno a conferire e mette un voto alle risposte sbagliate o alle non e il Docente ha elementi di giudizio negativo sulla giustificazione.

 

15. E se l’alunno si rifiuta di conferire?

  • E’ sanzionabile dal punto di vista del comportamento. In alternativa il docente potrebbe riportare l’espressione “NC”

 

16 Se un alunno consegna, nelle prove scritte, il “foglio in bianco”?

  • La prova può essere presa in considerazione solo se l’insegnante fa apporre la firma all’alunno dopo che questi ha dichiarato il perché ha consegnato il foglio in bianco.

 

  1. Quali sono questi elementi di giudizio?
    • Sicuramente: conoscenze, competenze e abilità. Nel giudizio bisognerà tener conto anche dell’ Impegno, partecipazione, interesse, e la partecipazione al dialogo educativo.

 

  1. Quali sono i “documenti” di riferimento per la valutazione degli alunni?
  • Oltre al registro personale del docente, il registro di classe, il verbale del consiglio di classe, le prove scritte, ecc.

 

  1. Il registro, personale e di classe, si può correggere?

 

  • Certamente! Ma non con il correttore, perché deve essere leggibile sia prima scrittura che la seconda.

 

  1. Le assenze possono incidono sul giudizio?
  • Di norma no. La mancata frequenza delle lezioni, “concorre” a determinare carenze nella preparazione e quindi nella valutazione.

 

  1. E la condotta può incide sul giudizio negativo?
  • Di norma no.  Ma se a causa di un comportamento scorretto, che ha inciso negativamente sull’apprendimento, la condotta può “concorrere alla negatività.

 

  1. Il Consiglio di classe ha l’autorità di “cambiare” il voto proposto dal Docente?
  • Sicuramente! Il Consiglio di Classe, motivando e scrivendo a verbale, può deliberare diversamente dalla proposta fatta dall’insegnante. Anche il docente che ha proposto il voto può far mettere a verbale il suo dissenso.

 

  1. Un Docente può riferire all’esterno quanto è stato deciso nel Consiglio di classe?
  • Assolutamente no. Il docente è vincolato al segreto d’ufficio.

 

  1. Si può svolgere lo scrutinio senza la presenza dell’IdR?
  • No. Il consiglio è organo perfetto solo con la presenza di tutti i componenti.

 

  1. E se risulta legittimamente assente, può essere sostituito?
  • Certamente! Può essere sostituito da un altro IdR, anche di altra classe, e, in mancanza, da altro docente.

 

  1. Se un IdR, che insegna in più scuole, riceve convocazione contemporaneamente per più consigli di classe, che succede?
  • Di norma le scuole devono concordare anticipatamente gli impegni dei docenti “in comune”. Se questo non è avvenuto sarà l’IdR a decidere dove partecipare.

 

  1. In sede di scrutinio l’IdR, può “astenersi”?
  • No.

 

  1. A chi compete compilare il frontespizio della schede di Religione?
  • Al personale di segreteria

 

  1. Se un IdR è individuato come Segretario verbalizzante, può rifiutarsi di svolgere tale compito?
  • No.

 

  1. Le ore svolte per la partecipazione agli scrutini, rientrano nel computo delle 40 ore?
  • No

 

  1. Se un IdR è “in giornata libera” è obbligato partecipare ai Consiglio di classe?
  • Certamente!

 

 

 Da sapere


Per gli alunni dei diversi tipi di scuola è prevista una valutazione periodica, trimestrale o quadrimestrale, e una valutazione finale, riferite sia ai livelli di apprendimento acquisiti sia al comportamento.

Per gli alunni del primo ciclo (scuola primaria e scuola secondaria di I grado) la valutazione tiene conto delle modifiche apportate dalla legge 53/2003 mentre per gli studenti degli istituti superiori valgono tuttora i riferimenti alle norme precedenti. La valutazione nelle classi intermedie avviene per scrutinio, mentre per le classi terminali (terzo anno di scuola media, ultimo anno delle superiori) avviene per esame di Stato.

Una disposizione che, per il momento, si applica solamente agli alunni della scuola secondaria di I grado (ex-scuola media) prevede che l'anno scolastico non sia considerato valido, indipendentemente dalla valutazione degli apprendimenti, se l'alunno ha frequentato per meno dei tre quarti delle ore di lezione previste.

 

Valutazione nella scuola primaria
La valutazione degli apprendimenti acquisiti e del comportamento dell'alunno, nonché le decisioni relative alla promozione alla classe successiva vengono adottate dai docenti della classe.

La valutazione viene registrata su un apposito documento di valutazione (scheda individuale dell'alunno) nei modi e nelle forme che ciascuna scuola ritiene opportuni; viene consegnata alla famiglia e accompagnata da un colloquio esplicativo.
Per quanto riguarda la decisione circa la promozione alla classe successiva (art. 8 Decreto legislativo 59/04), l'eventuale non ammissione alla terza e alla quinta classe deve avere carattere eccezionale ed essere motivata. La decisione di non ammissione deve comunque essere assunta all'unanimità.

Nella scuola primaria non è previsto un esame finale di licenza

 

Valutazione nella scuola secondaria di I grado
La valutazione degli apprendimenti acquisiti e del comportamento dell'alunno, nonché le decisioni relative alla promozione alla classe successiva vengono adottate per scrutinio dai docenti della classe.

La valutazione viene registrata su un apposito documento di valutazione (scheda individuale dell'alunno) nei modi e nelle forme che ciascuna scuola ritiene opportuni; viene consegnata alla famiglia e accompagnata da un colloquio esplicativo. Per quanto riguarda la decisione circa la promozione alla classe successiva  (art. 11 Decreto legislativo 59/04)), l'eventuale non ammissione alla seconda classe deve essere motivata.

Ai fini della validità dell'anno, per la valutazione è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale personalizzato di ciascun alunno. Per casi eccezionali, le istituzioni scolastiche possono autonomamente stabilire motivate deroghe al suddetto limite.

Il corso di studi si conclude con l'esame di Stato il cui superamento è titolo indispensabile per l'iscrizione agli istituti del 2° ciclo.

Dall'anno scolastico 2006-2007, insieme al titolo di licenza finale, verrà consegnata all'alunno la certificazione delle competenze acquisite (note di indirizzo del 31 agosto 2006 per l'anno 2006-2007).

 

Valutazione nella scuola secondaria di II grado

La valutazione degli studenti è tuttora riferita alle precedenti norme, essendo non ancora avviata la riforma del settore.

La valutazione per le varie discipline avviene in voti.

Nei confronti degli alunni che presentano un'insufficienza non grave in una o più discipline, il consiglio di classe, prima dell'approvazione dei voti, procede ad una valutazione sulla possibilità che lo studente superi il debito formativo in tempi e modi predefiniti.

Nel caso di promozione con debito formativo, il dirigente scolastico comunica alla famiglia le motivazioni assunte dal consiglio di classe con resoconto dettagliato sulle carenze dello studente.

Gli istituti procedono autonomamente a definire le iniziative di sostegno e di recupero a favore degli studenti in debito formativo.

Gli studenti che al termine delle lezioni non possono essere valutati per malattia o trasferimento della famiglia, sono ammessi a sostenere, prima dell'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, prove suppletive (legge n. 352/1995).
In vista dell'esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore, in sede di scrutinio finale di ciascuno degli ultimi tre anni, viene attribuito il credito scolastico ad ogni studente. Il punteggio attribuito quale credito scolastico a ciascun alunno è pubblicato all'albo dell'Istituto, unitamente ai voti conseguiti in sede di scrutinio finale ed è trascritto sulla pagella scolastica.

 

Valutazione degli alunni disabili

Nei confronti degli alunni con minorazioni fisiche o sensoriali non si procede normalmente a valutazioni differenziate, mentre, per gli alunni in situazione di handicap psichico, la valutazione, adeguatamente differenziata, tiene conto degli obiettivi prefissati nel Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Qualora il PEI abbia individuato per l'alunno disabile obiettivi formativi non riconducibili ai programmi ministeriali e ai Piani di studio previsti per i diversi tipi di scuola, il Consiglio di classe valuta comunque i risultati dell'apprendimento con l'attribuzione di giudizi o di voti relativi esclusivamente allo svolgimento del PEI. Tali giudizi o voti hanno valore legale al fine della prosecuzione degli studi e di essi viene fatta menzione in calce alla scheda di valutazione o alla pagella (art. 15  OM 21 maggio 2001 numero 90)

Gli alunni valutati in modo differenziato possono partecipare agli esami di qualifica professionale e di licenza di maestro d'arte.

Per le prove di esame (articolo 318 TU) sono predisposte, per il 1° ciclo, apposite prove, mentre, per il 2° ciclo, sono predisposte prove equipollenti e tempi lunghi per l'effettuazione delle prove scritte.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,
la preside senza dirmi niente mi ha assegnato agli esami di idoneità. Avendo io la Legge 104 che mi consente di esimermi dagli Esami di Stato, mi chiedo se essa non mi permetta di esimermi anche da esami di questo tipo, che sono comunque al di fuori del mio impegno come docente in classe con, naturalmente, tutti gli obblighi connessi.

La ringrazio anticipatamente e attendo la sua risposta

 

Risposta:

Degli esami di idoneità si occupa l’Ordinanza Ministeriale numero 128 del 14 maggio 1999 e precisamente l’articolo 10 intitolato “Esami di idoneità. Commissioni giudicatrici.”

Il comma 1 recita:  “La commissioni giudicatrici sono costituite a norma dell’articolo 198, comma 1,del D. L.vo 16 aprile 1994, numero 270”.

Il comma 1 del D. L.vo 16 aprile 1994 così recita: “La commissione per gli esami di idoneità e per gli esami integrativi è nominata dal preside ed è composta di docenti della classe cui il candidato aspira e di un docente della classe immediatamente inferiore, in modo da rappresentare le materie comprese nel programma d’esame”.

Non essendo l’IRC materia d’esame, l’insegnante di religione non può essere nominato nella suddetta commissione.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, la ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità per chiederle questo: se un prof idr, titolare di ruolo per 18 ore in due scuole medie diverse (9 ore da una parte e 9 dall'altra) decide di chiedere il part-time per due anni da una delle due scuole, io con quale forma contrattuale potrei subentrare al suo posto? sarei assunta con contratto annuale 01/09/13-31/08/14, oppure sarebbe una supplenza con termine a giugno 2014? preciso che sono al terzo anno di issr (Milano) e concluderò il triennio entro il 2013 (poi farò la specialistica). grazie ancora, buon proseguimento.

 

Risposta:

L’insegnante verrà retribuito fino al 31 agosto, infatti una nota dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia del 10 ottobre 2005 Prot. n. 16195 avente per oggetto: “Gestione rapporto di lavoro in regime di P/T. - Ins. I.R.C. assunti a tempo indeterminato a.s. 2005/2006 così recita:

La Circolare Ministeriale n. 983 del 9/6/05 oltre a dare puntuali istruzioni per l’assunzione a tempo indeterminato del personale docente indicato in oggetto ha previsto tra l’altro la possibilità di attivare sin dall’inizio del corrente anno scolastico 2005/2006 il rapporto di lavoro in regime di P/T

Per una corretta gestione del predetto rapporto di lavoro P/T, tenuto conto che il Sistema Informatico del M.I.U.R. non elabora il relativo contratto di lavoro, le SS.LL. provvederanno, dopo aver acquisito le istanze degli interessati presentate alle rispettive istituzioni scolastiche e il parere dell’Ordinario Diocesano,  a concedere le prescritte autorizzazioni per la costituzione  di tale rapporto di lavoro P/T, nei limiti massimi del 25% dell’Organico provinciale.

Nello stesso tempo le SS.LL. inviteranno i Capi d’Istituto ad emettere il contratto di lavoro P/T utilizzando il modello allegato, giusta delega conferita con provvedimento prot. n.10891 del 16/6/2005.

Tale contratto P/T, sottoscritto dagli interessati, dovrà essere inviato unitamente al contratto di lavoro a tempo pieno alle rispettive Ragionerie di Stato, al Dipartimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze- Direzione Provinciale dei Servizi Vari e a codesti C.S.A.

Poiché, per disposizioni ministeriali, i contratti dei docenti I.R.C. sono stati acquisiti al S.I.M.P.I. con orario intero, per i docenti in P/T  dovranno provvedere le SS.LL. ad inserire in anagrafe le domande di P/T e la conseguente trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale.

Si precisa altresì che le ore residue dopo la costituzione del rapporto di lavoro P/T daranno luogo a nuovi incarichi, previa intesa con l’Ordinario Diocesano, secondo quanto previsto dall’art. 309 del T.U./297/94 richiamato altresì dall’ultima norma contrattuale.”

 

 

 

Gentilissimo professor Incampo le vorrei porre due domande:

1) Il concorso per l'abilitazione degli IRC sarà imminente?

2) Visto che ho ricevuto molte richieste sulla situazione dei neo-laureati (laurea triennale in scienze religiose) ;

le domando come possa essere possibile (in caso di concorso) che gli ISSR non riconoscono un titolo che peraltro loro stessi forniscono. Su tale realtà la domanda sorge spontanea: (perchè non fare un percorso quinqunnale e basta?)

La ringrazio per la paziente disponibilità Distinti saluti.

 

Risposta:

Al momento non ci sono notizie relative ad un nuovo concorso per IdR.

Quanto poi al titolo ti faccio notare è l’intesa a stabilirlo e non gli ISSR.

 

 

 

Gentilissimo prof. Mi sono laureata nel a.a.2008/2009 e il mio istituto mi ha rilasciato la laurea triennale in scienze religiose anziché il diploma in scienze religiose secondo quando stabilito dallo statuto dell'anno di immatricolazione e dal documento sul riordino del 2005. Per questo ora non potrò accedere alle nomine dal mio ufficio scuola ma solo alle poche supplenze temporanee le chiedo é possibile che la mia facoltà possa rilasciarmi il titolo con la dicitura corretta diploma consentendomi di poter insegnare così come previsto dall'intesa visto che possiedo una laurea civile e 180 giorni di ins.

È il titolo di cui sopra?

 

Risposta:

Con il titolo da te posseduto, cioè la laurea triennale, non puoi insegnare religione cattolica.

E’ necessario quindi che ti consegua la laurea magistrale.

Relativamente alla possibilità di “convertire” la laurea magistrale in diploma in scienze religiose dipende solo dall’ISSR.

 

 

 

Nel Collegio Docenti è passata una mozione per un voto in più , per cui il prossimo anno scolastico i giorni di giovedì santo e venerdì santo si andrà a scuola e questi due giorni verranno spostati al giovedì e venerdì della settimana successiva ( quindi dopo Pasqua) per fare il ponte con il 25 aprile... Ora la definitività spetta al Consiglio d Istituto dove sappiamo che passerà... La domanda é : é possibile/legittimo decidere di spostare dei giorni di festa dati dal calendario regionale con l unica motivazione di fare un ponte più lungo dopo? Grazie

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che la norma sul calendario scolastico prevede che eventuali variazioni chieste dal collegio dei docenti e deliberate dal Consiglio d’Istituto devono riguardare motivi strettamente legati alla programmazione didattica.

Pertanto si ritiene che variare il calendario regionale per realizzare un ponte collegato alle festività del 25 aprile non appare una motivazione sufficiente, come prescrivono le norme relative al calendario scolastico, le quali fanno riferimento solo ad esigenze di programmazione didattica e non di progettazione stradale – leggasi ponte.

Inoltre è importante e bisogna tenere conto dell’importanza delle giornate del giovedì santo e venerdì santo per tutte le famiglie.

Bisogna anche tener presente che le norme del calendario regionale prevedono un’intesa tra tutti i Dirigenti scolastici della stessa città al fine di evitare che una famiglia con più figli iscritti alle diverse scuole non trovi disagio perché nei giorni di giovedì santo e venerdì santo molte scuole sono chiuse, mentre altre siano aperte per motivazioni non didattiche.

Naturalmente il disagio si ripeterà anche nella settimana successiva.

 

 

 

Gentilissimo professore, desidero sottoporre alla sua attenzione un fatto un po' curioso nel quale mi son o trovata coinvolta. Insegno in un istituto secondario di primo (supplenza annuale), nell'ultima riunione del consiglio di classe, alla quale non ero presente (esonerata dal preside) si è deciso di affidare una alunna che si avvale dell'insegnamento della religione al collega della materia alternativa. Mi è stato riferito che trattandosi di una alunna straniera si è ritenuto opportuno per lei un'ora in più di italiano (la ragazza parla italiano ed è in grado di esprimersi sia per iscritto che oralmente, almeno quanto i compagni), questa decisione è stata presa in accordo col genitore, che a suo dire, la figlia faceva anche troppo catechismo visto che un sacerdote la sta preparando a ricevere i sacramenti della iniziazione cristiana. Il comportamento dei colleghi non ha bisogno di commenti per comprendere che idea e considerazione hanno dell'insegnamento della Religione Cattolica. Chiedo a lei gentilmente: può il consiglio di classe prendere una simile decisione? Può una materia ess ere considerata prioritaria ad un'altra, in base a che cosa? La ringrazio in anticipo per la sua cortesia e disponibilità e il servizio che offre a tutti noi "insegnanti di serie B".

 

Risposta:

Il consiglio di classe non ha nessun titolo a decidere sulle scelte che spettano alla famiglia.

Le scelta di avvalersi dell’IRC deve essere fatte all’atto dell’iscrizione.

Quanto poi alle motivazioni ti ricordo che il catechismo orienta le scelte di fede della persona, l'IRC ha il compito di ampliare la conoscenza della persona, per renderla capace di porsi verso la realtà in modo consapevole e, dato che la storia e i valori del nostro paese sono profondamente intrecciati con la religione cattolica, si rende necessaria la conoscenza dei contenuti e della sua storia.

Questo significa che anche un non-cristiano, un non-cattolico può tranquillamente frequentare l'ora di religione nelle scuole, dato il suo obiettivo di non-orientamento della scelta di fede (pur senza escludere un'adesione alla fede cattolica scaturita, oltre che dalla grazia, da un confronto con i contenuti della fede).

La differenza tra le due realtà, catechesi e IRC, non sono perciò tanto nei contenuti, quanto nelle finalità differenti, essendo la prima - come detto – orientata verso una scelta di fede e la seconda una conoscenza di quei valori che “fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” (Cfr. legge 121/85).

Infine volevo ricordarti che il Dirigente non può esonerarti dal consiglio di classe se tu non produci nessuna richiesta in tal senso.

 

 

 

Buongiorno, insegno dal 2010 come supplente annuale e quest'autunno conseguirò la laurea triennale in scienze religiose. Con la nuova Intesa sarà necessario concludere con la laurea magistrale, è ormai una certezza. Ho un dubbio sull'Intesa sulla questione supplenza/incaricata: si cita espressamente che "chi ha svolto un anno continuativo nel quinquennio 2007-2012"... ma avendo già la laurea triennale o no? Perchè avrei più di un anno svolto senza titolo (che stavo conseguendo). Stando così le cose, con la laurea triennale che arriverà ad inizio anno sc. e alcuni anni svolti nel periodo suddetto, il prossimo anno sc. sarò considerata ugualmente supplente annuale ( e quindi stipendiata fino alla fine delle lezioni) o incaricata?

 

Risposta:

Chi ha la laurea triennale non può vantare l’anno di servizio con il titolo.

Questo significa che sarai proposta supplente temporanea.

 

 

 

Salve. Da questo anno vorrei iniziare a studiare Scienze Religiose presso l'istituto della mia città. Vorrei sapere che valore civile ha questo titolo (oltre all'insegnamento). E' considerata al pari di qualsiasi laurea oppure no? E' riconosciuta dallo stato per la partecipazione ai concorsi pubblici? Oppure si sta ancora discutendo su questo?

Grazie per l'attenzione.

 

Risposta:

La laurea specialistica in Scienze Religiose è riconosciuta come equivalente a laurea.

Questo significa che la potrai spendere per i concorsi, ma non per l’insegnamento.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, la ringrazio vivamente per avermi dedicato del suo tempo prezioso al mio quesito. Come le dicevo ho conseguito il titolo del Magistero nel giugno del 2008, poi ho frequentato un anno di integrazione sostenendo 10 esami, ad oggi sarei maggiormente intenzionata a frequentare i due anni a Napoli per conseguire il Baccalaureato invece dei due anni presso l'Istituto di Potenza. Lei cosa mi consiglia??? La mia situazione resta comunque invariata oppure muta? Grazie mille ancora e le auguro una buona giornata

 

Risposta:

Mi pare che stai insegnando in una scuola Primaria.

Conseguendo uno dei due titolo comunque consegui un titolo di qualificazione professionale per insegnare anche alla scuola secondaria.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, ho conseguito il titolo per l'insegnamento della religione nel giugno 2008 presso l'ISSR di Potenza. Successivamente ho frequentato un anno di intergazione sostenendo altri 10 esami. Ad oggi non ho mai insegnato la religione. Le chiedo cortesemente di farmi chiarezza per quanto le sia possibile, in merito alla nuova normativa, tenendo conto della mia situazione, perchè sinceramente anche recandomi all'Istituto non sanno darmi risposte certe. La ringrazio anticipatamente e le auguro una buona serata.

 

Risposta:

Se vuoi insegnare religione devi necessariamente conseguire la laurea specialistica, cioè la quinquennale.

 

 

 

Gent.mo prof.Incampo, desidero sottoporre alla sua cortese attenzione un quesito. In riferimento alle vigenti normative, per gli insegnanti di posto comune di scuola d'infanzia e scuola primaria che insegnano religione sulla propria classe o nel futuro intenderanno insegnare religione basta il semplice Istituto Magistrale o occorre un altro titolo di studio? In merito ho qualche confusione. Grazie anticipatamente per i chiarimenti e la disponibilità. Cordiali saluti.

 

Risposta:

“L'insegnamento della religione cattolica può essere altresì impartito, ai sensi del punto 2.6, da insegnanti della sezione o della classe purché in possesso di uno specifico master di secondo livello per l'insegnamento della religione cattolica approvato dalla Conferenza episcopale italiana.”

Così recita l’Intesa del 2012.

 

 

 

Buongiorno prof. Incampo, insegno da 3 anni in una scuola primaria e quest'anno conseguirò la laurea triennale in scienze religiose. Possiedo anche una laurea in Conservazione Beni Culturali (vecchio ordinamento). Con il titolo che conseguirò potrò partecipare ad un futuro concorso (previo altro anno lavorativo post laurea per rispettare i requisiti della nuova Intesa)? Si sa già ipoteticamente se sarà vicina questa data? c. saluti

 

Risposta:

Sicuramente no.

Dovrai conseguire necessariamente la laurea quinquennale.

 

 

 

Gentilissimo dott. Incampo, ringraziandola anticipatamente per la sua attenzione, le rivolgo il seguente quesito: ho avuto per l'anno 2012-2013 un contratto a tempo determinato presso una scuola paritaria cattolica di n. 6 ore (scuola media). Desidero chiedere al responsabile diocesano di ottenere un incarico stabile presso una scuola statale di 18 ore, senza però perdere il posto alla privata, presso la quale spero di essere assunta a tempo indeterminato. La mia domanda è perciò: posso lavorare regolarmente in una scuola statale (liceo o medie) con cattedra di 18 ore, e in più essere assunta a tempo indeterminato presso una scuola paritaria cattolica? preciso che sto frequentando il terzo anno dell'ISSR e l'anno prossimo inizio la specialistica. il quesito mi sta molto a cuore perchè ho intenzione di licenziarmi dal mio attuale lavoro e dedicarmi completamente all'insegnamento idr, mia vera passione, ma devo farlo con le dovute garanzie. la ringrazio ancora e la saluto cordialmente.

 

Risposta:

Sicuramente potrai insegnare sia nella scuola paritaria che nella scuola statale.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

volevo gentilmente sapere se gli aggiornamenti delle programmazioni, dettate dagli Annali appena usciti, riguardano anche gli idr della primaria.

Grazie e saluti

 

Risposta:

Certamente!

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo,

nel collegio di ieri pomeriggio la dirigente del mio istituto comprensivo ha affermato che la valutazione degli avvalentesi Irc, poichè compare in una scheda a parte e con giudizio non numerico, non deve essere considerata i fini della valutazione complessiva dell'allievo. (Citando anche una fantomatica sentenza del Consiglio di Stato).

Mi può chiarire i termini della valutazione, per poter contrastare l'arrogante e sbrigativo atteggiamento della dirigente? Può farmi avere i riferimenti normativi corretti, riguardo soprattutto a quella sentenza del consiglio di stato e alla normativa più specifica per la valutazione? (il dirigente precedente accettava di trasformare il giudizio di religione in voto, utilizzandolo cosi per la media dell'allievo).

La ringrazio moltissimo.

 

Risposta:

Cerchiamo di capire una cosa importantissima: un conto è la valutazione in Religione Cattolica, altro è il voto di ammissione.

E’ vero che la valutazione della disciplina “Religione Cattolica” è in aggettivi, ma è altrettanto vero che la disciplina “Religione Cattolica” deve concorrere al voto di ammissione.

Questo significa che necessariamente nel POF si inserirà quanto detto sopra e sicuramente si darà esecuzione alla norma.

L’articolo 3 comma 2 del DPR numero 122 del 22 giugno 2009 recita così: “L'ammissione all'esame di Stato, ai sensi dell'articolo 11, comma 4-bis, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e successive modificazioni, è disposta, previo accertamento della prescritta frequenza ai fini della validità dell'anno scolastico, nei confronti dell'alunno che ha conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Il giudizio di idoneità di cui all'articolo 11, comma 4-bis, del decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni, è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall'allievo nella scuola secondaria di primo grado.”

Detto questo chiariamo che allo scrutinio finale il Consiglio di Classe, e quindi anche l’insegnante di religione cattolica per gli alunni avvalentesi, deciderà l’ammissione agli esami.

Per essere ammesso agli esami l’alunno dovrà avere come voto di ammissione almeno 6 in tutte le discipline, quindi anche in Religione Cattolica.

Il voto di ammissione all'esame deve tener conto del completo percorso scolastico compiuto da ogni studente nella scuola secondaria di I grado.

Questo significa che nel voto di ammissione deve esserci necessariamente anche il voto di religione cattolica.

 

 

 

Gent.mo Dott. Incampo, i Docenti di Religione Cattolica stabilizzati, quindi non precari, ma non di ruolo, h anno diritto alla tessera di riconoscimento per i docenti? La normativa afferma che hanno diritto alla tessera solo gli insegnanti di ruolo, ma non dice nulla sui docenti di religione annuali stabilizzati non precari. Esiste un riferimento normativo in merito, che consente a tali docenti non più precari e con lo stesso trattamento economico dei colleghi di ruolo, di avere la tessera pur non essendo di ruolo? Grazie

 

Risposta:

No. Perché comunque sono insegnanti non di ruolo.

 

 

 

Chiedo aiuto per la sistemazione della carriera di un docente di scuola primaria immesso in ruolo I.R.C. (a.s. 2004/2005 solo giuridica, a.s. 2005/06 anche economica) e, dopo 1 anno di servizio, in ruolo su posto comune (a.s. 2006/07). Emesso decreto I.R.C. con SIDI nell'anno 2009, non è iù possibile fare decreto di ricostruzione di carriera con SIDI su posto comune. Come valutare ora il servizio I.R.C. ante-ruolo e ruolo nel nuovo decreto che mi accingo ad emettere, facendolo a mano? la ringrazio fin d'ora per la cortesia.

 

Risposta:

Il punto di riferimento è la Circolare Ministeriale numero 2 del 3 gennaio 2001 che tra l’altro recita così: “Il servizio prestato come docente di religione, con il possesso di tutti i requisiti prescritti, è valutabile ai fini della carriera, ai sensi del succitato D.L.370/1970, alla stregua degli altri servizi di ruolo e/o non di ruolo per i docenti assunti con contratto a tempo indeterminato.”

 

 

 

Gentilissimo Prof., è il primo anno che usufruisco dei permessi retribuiti per lo studio. Sono un'insegnate con incar ico annuale con 19 ore e mezzo settimanali nella scuola dell'infanzia. come faccio a sapere quante ore mi spettano? c'è qualche divisione di ore tra quello per lo studio, di lezione e di esami? grazie mille

 

Risposta:

Devi fare la proporzione: se 150 ore spettano con 25 ore, X ore spettano con 19,50 ore.

 

 

 

Gentile professore vorrei chiederle se il Miur darà la lista degli ISSR che garantiscono titoli validi per l'IRC e ntro il mese di Ottobre 2013.

 

Risposta:

Tra non molto la CEI comunicherà al MIUR gli ISSR abilitati a rilasciare i titoli riconosciuti dell’Intesa 2012.

Successivamente il MIUR emanerà un apposito DPR.

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo, non riesco a capire, leggendo la TABELLA 1 (annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007), quale possa essere il punteggio attribuito al titolo di magistero per l'aggiornamento delle graduatorie d'istituto docenti terza fascia. La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.

 

Risposta:

Il Magistero in Scienze Religiose non rientra tra i titoli previsti dalla tabella annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007.

 

 

 

Volevo chiedere chiarimenti circa la nuova intesa Cei-Miur del 28 giugno 2012. Io ho conseguito il magistero in scienze religiose il 28 giugno 2011 e purtroppo ancora non ho mai insegnato...se non riuscirò ad avere incarichi entro il 2017 quindi il mio titolo non varrà più niente??? se fosse così mi chiedo...ma dopo tanto  studio e tanti sacrifici è giusto colpire anche coloro che sono in possesso di una qualifica di vecchio ordinamento???insomma perchè questa nuova intesa non  parte da ora ..dal 2017...senza avere valore retroattivo???attendo una sua risposta Grazie.

 

Risposta:

È proprio così. Se non maturi almeno un anno di insegnamento entro il 2017 dovrai necessariamente conseguire la laurea magistrale in Scienze religiose se vuoi insegnare religione cattolica nelle scuole pubbliche.

 

 

 

Gentilissimo professor Incampo volevo sapere, avendo terminato la triennale in Scienze Religiose a Siena se pot evo frequentare la specialistica presso l' Istituto Superiore di Scienze Religiose all'Apollinare Pontificia Università di Santa Croce; anche se non hanno un biennio specialistico di tipo didattico (visto che faccio l'insegnante di religione). Il corso in questione si chiama Religione e Società e tra i suoi aspetti fondamentali vi sono l'ecumenismo e il dialogo interreligioso di cui sono veramente appassionato. Il titolo di studio che tale scuola fornisce (visto che è un ISSR riconosciuto dalla Chiesa) è valido in caso di concorso?

 

Risposta.

Tra non molto la CEI comunicherà al MIUR tutti gli ISSR abilitati a rilasciare titoli riconosciuti dalla CEI per l’insegnamento.

Se tra l’elenco ci sarà anche quell’ISSR, altrimenti…

 

 

 

Gent.mo prof,

le mando il mio quesito con una breve (spero) cronistoria.

sono un'insegnante di religione della scuola secondaria di 1°grado, di cui sono anche referente di plesso. La mia scuola da quest'anno è in reggenza, perchè purtroppo il dirigente è andato in pensione e quest'anno agli scrutini del primo quadrimestre si è verificata una novità. Io sono stata presente ai primi due giorni di scrutini, poi sono rimasta a casa per malattia e sono stata sostituita dai colleghi; la DS ha voluto che per ogni classe si facesse la media per ogni alunno e nei primi scrutini la mia materia rientrava nella media degli alunni, che ovviamente si avvalgono dell'insegnamento della religione. Al mio rientro scopro (nei corridoi dai colleghi che mi chiedevano spiegazioni) che la mia materia non rientra più nella media degli alunni.

Dopo aver appreso la notizia ho scritto alla DS chiedendo una risposta scritta (che non ho ancora ricevuto) con delle motivazioni normative, la Ds mi ha convocato citando come riferimento alla sua teoria il testo unico 297 l'art 309, dicendomi che siccome il mio è un guidizio e non un voto numerico è ovvio che nn debba rientrare nella media.

il collegio docenti dello scorso anno ha deliberato perchè sia il comportamento che religione rientrassero nella media degli alunni, per qs'anno non è stato deliberato niente. in accordo con il DS precedente e come comunicazione a quello attuale avevo detto che i miei giudizi corrispondevano a voti numerici in questo modo:

nn sufficiente 4/5

sufficiente 6

buono7

BUONO 8

distinto 9

ottimo 10

Io ho letto l'art del testo unico ma nn mi sembra di leggere quanto lei afferma, anzi mi sembra chiaro che ho gli stessi diritti e doveri degli altri insegnanti o sbaglio?

inoltre riferendomi anche all'art3 comma 2 del DPR 122 mi sembra di capire che allo scrutinio finale il consiglio di classe (di cui faccio parte) decide per l'ammissione agli esami, con ovviamente una valutazione che deve essere almeno 6 in TUTTE le discipline, quindi anche la mia?

se il mio voto non fa media penso che mi venga lesoil fatto di avere gli stessi diritti e doveri degli altri insegnati?

come devo muovermi???

GRAZIE mi scuso per la confusione e magari le troppe parole!

 

Risposta:

Cerchiamo di capire una cosa importantissima: un conto è la valutazione in Religione Cattolica, altro è il voto di ammissione.

E’ vero che la valutazione della disciplina “Religione Cattolica” è in aggettivi, ma è altrettanto vero che la disciplina “Religione Cattolica” deve concorrere al voto di ammissione.

Questo significa che necessariamente nel POF si inserirà quanto detto sopra e sicuramente si darà esecuzione alla norma.

L’articolo 3 comma 2 del DPR numero 122 del 22 giugno 2009 recita così: “L'ammissione all'esame di Stato, ai sensi dell'articolo 11, comma 4-bis, del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e successive modificazioni, è disposta, previo accertamento della prescritta frequenza ai fini della validità dell'anno scolastico, nei confronti dell'alunno che ha conseguito una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Il giudizio di idoneità di cui all'articolo 11, comma 4-bis, del decreto legislativo n. 59 del 2004, e successive modificazioni, è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall'allievo nella scuola secondaria di primo grado.”

Detto questo chiariamo che allo scrutinio finale il Consiglio di Classe, e quindi anche l’insegnante di religione cattolica per gli alunni avvalentesi, deciderà l’ammissione agli esami.

Per essere ammesso agli esami l’alunno dovrà avere come voto di ammissione almeno 6 in tutte le discipline, quindi anche in Religione Cattolica.

Il voto di ammissione all'esame deve tener conto del completo percorso scolastico compiuto da ogni studente nella scuola secondaria di I grado.

Questo significa che nel voto di ammissione deve esserci necessariamente anche il voto di religione cattolica.

 

 

 

Gentilissimo professor Incampo; desidero porre questo quesito: Se nei prossimi anni dovesse uscire un concorso per gli insegnanti di religione: Quali sono i titoli che consentono l'idoneità? Nel caso un insegnante con diversi anni di esperienza nel mondo scolastico ed in possesso di una laurea triennale in scienze religiose, con una delega del Vescovo Diocesano potrebbe partecipare al concorso?

La ringrazio

 

Risposta:

Assolutamente no.

Infatti il comma 1 dell’articolo 3 della legge 186/03 recita così: “L'accesso ai ruoli di cui all'articolo 1 avviene, previo superamento di concorsi per titoli ed esami, intendendo per titoli quelli previsti al punto 4 dell'Intesa di cui all'articolo 1, comma 1, e successive modificazioni, per i posti annualmente disponibili nelle dotazioni organiche di cui all'articolo 2, commi 2 e 3.”

Questo significa che poter partecipare al concorso è necessario essere in possesso del titolo di qualificazione professionale prevista dall’Intesa.

 

 

 

Buongiorno! Sono un'insegnante  Religione Cattolica scuola primaria con contratto a tempo determinato. Ho una bimba di dieci mesi che per seri motivi familiari sono costretta a mettere nel giro di pochi giorni in un asilo nido. Devo ancora fare il colloquio con la responsabile dell'asilo, ma sicuramente chiederanno per le prime settimane la mia presenza  presso la struttura per l'inserimento. Il Dirigente della mia scuola è al corrente della situazione. Vorrei sapere solo se ho diritto a dei giorni, per l'inserimento della piccola. Grazie per l'attenzione! Cordiali saluti

 

Risposta:

Il CCNL non prevede permessi specifici per tali difficoltà. Resta salvo il fatto che puoi chiedere 3 giorni permesso e 6 giorni di ferie anticipate, motivandoli con l'inserimento della bambina.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

sono una insegnante di scuola superiore in malattia con certificato medico.

Dopo la visita fiscale, ho ancora l'obbligo della reperibilità nelle fasce orarie? Perchè ho letto su un'agenda di una casa editrice che il malato una volta fiscalizzato non può più essere nè fiscalizzato nè ha l'obbligo di reperibilità. Salvo che non ci sia una continuazione della malattia. E' vero questo?

Altri mi hanno detto che ci sono patologie certificate che una volta fiscalizzate permettono di non essere vincolati alla reperibilità.

La ringrazio per la puntuale risposta.

 

Risposta:

La sentenza della Corte di Cassazione numero 1942/90 chiarisce che dopo la visita fiscale, non esiste più obbligo di reperibilità per successivi controlli, giacché esso risulterebbe limitativo del diritto di spostamento del dipendente, e talvolta non compatibile con le necessità terapeutiche

 

 

 

Docente incaricato rel catt titolo di studio conseguito 08/07/2000- Servizi prestati: a.s. 2001/02 totale gg. 221 SUPPLENZA BREVE RELIGIONE CATTOLICA; a.s. 02/06 incarico religione cattolica ore 16 scuola primaria; aa.ss. 03/04 e 04/05 incarico religione cattolica ore 25 (scuola primaria e infanzia); a.s. 2005/06 e seguenti incarico religione cattolica scuola primaria ore 24.

Quesiti: - il periodo supplenza breve prestato nell'anno scolastico 2001/2002 è utile ai fini del requisito "aver prestato almeno 4 anni di servizio, ad incarico o supplenza annuale, anche con orario parziale e discontinuo"?

 

Risposta:

Certamente!

La Circolare Ministeriale numero 36 del 28 gennaio 1989 tra l’altro recita così: “Per l’individuazione dei periodi utili, deve farsi riferimento ai servizi, anche discontinui ed eventualmente ad orario parziale, prestati dagli interessati a decorrere dall’anno scolastico 1961/62, che davano luogo all’attribuzione degli aumenti biennali ai sensi dell’art. 7 della legge 28/7/1 961, n. 831 e dell’art. 53 - comma 3 della legge n. 312/1980, computandovi altresì l’eventuale beneficio attribuito ai sensi della legge n. 336/70.”.

 

 

 

Buonasera prof Incampo sto insegnando in una scuola privata con contratto a tempo indetermina to da quasi un anno... leggendo le domande che le pongono le altre insegnanti di rc, apprendo ogni volta un termine nuovo... cos'è la stabilizzazione? Dopo la laurea magistrale in scienze religiose vorrei iscrivermi a scienze dell'educazione... probabilmente mi saranno convalidati degli esami.. cosa ne pensa? credo che questa sia una laurea che si avvicini molto a quella di scienze religiose ..... purtroppo nella mia diocesi il servizio nelle private è legato alle ore d'insegnamento(io ne ho solo 2 a settimana) sembrerebbe che l'unica possibilità di fare punteggio è quella di possedere più titoli universitari...

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che col termine stabilizzato si vuole indicare quell’insegnante di religione cattolica che ha maturato almeno quattro anni di servizio e che è destinatario di un contratto di 18 ore settimanali.

Quanto poi agli studi, dipende solo da te…

 

 

 

Gent. prof. nella nostra diocesi nel 2014 si rifaranno le graduatorie irc, il responsabile ad un incontro ci ha detto che il titolo di magistero non verrà più valutato[perchè non esiste più], anche se si è maturato un anno di insegnamento. Questo per privilegiare chi ha il titolo di studio di 5 anni. Quindi noi saremo in graduatoria in base a quale titolo di accesso? E' legale questo metodo di valutazione? Un titolo acquisito mica può svanire cosi, non può essere valutato come titolo culturale, tipo master?

Grazie.

 

Risposta:

L’Intesa del 2013 recita così al punto 4.3.2.  “A far data dall'anno scolastico 2017-2018, sono in ogni caso da ritenere dotati della qualificazione necessaria per l'insegnamento della religione cattolica gli insegnanti che, riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano, siano provvisti dei titoli di cui al punto 4.3.1. e abbiano anche prestato servizio continuativo per almeno un anno nell'insegnamento della religione cattolica entro il termine dell'anno scolastico 2016-17.”.

Il titolo del diploma accademico non è esiste più, ma chi ha detto titolo ed un anno di insegnamento comunque è in possesso di un titolo di qualificazione professionale previsto dall’Intesa del 2013.

In ultimo ti ricordo che l’anno vale non rispetto alle ore, ma ai giorni, per lo Stato.

 

 

 

Gentile prof. Per la prima volta in diversi anni, nella nuova scuola (primaria) in cui insegno da settembre mi è stato detto di non firmare il giudizio globale degli alunni sul documento di valutazione perchè così era prassi in quanto gli idr firmano la propria nota separata. Chiesti chiarimenti al D.S. Mi ha risposto che lei ha delegato il presidente di interclasse per la firma. di fatto nessun collega è stato delegato e i documenti risultano firmati da tutti tranne dali idr. Potrebbe darmi gli
estremi normativi circa questa firma che so essere mio diritto-dovere?
Grazie mille

 

Risposta:

Il documento di valutazione deve essere firmato dal consiglio di classe. Essendo l'IdR parte del consiglio di classe necessariamente deve firmare la scheda

 

 

 

Gent. le prof. Incampo,

sono un Insegnante di Religione e vorrei sapere se sono tenuto a sostituire i colleghi come segue:

a- sostituzione di un collega assente mentre ho un'ora "buca";

b- sostituzione del collega assente dell'ora alternativa.

Non ho mai avuto problemi a farle, ma ora si sta esagerando! Se possibile vorrei avere anche la normativa di riferimento.

Grazie mille, a presto

 

Risposta:

Ti ricordo che le sostituzione dei colleghi assenti è disciplinata da contratti decentrati.

Ti riporto quanto una scuola ha previsto per la sostituzione dei docenti assenti:

Sostituzione dei docenti assenti

La sostituzione dei colleghi assenti sarà effettuata secondo le seguenti modalità:

a) docenti con ore di completamento dell'orario cattedra indicate in orario

(esclusi i docenti impegnati sui progetti di alfabetizzazione)

b) Insegnanti liberi per assenza della classe

c) insegnanti con ore da rendere / recupero di ore di permesso

d) insegnanti di sostegno se nella loro ora e nella loro classe

e) docenti che hanno dato la disponibilità ad effettuare la flessibilità

f) docenti con ore a disposizione per ore eccedenti indicate in orario

g) richiesta individuale ai docenti in caso di mancata disponibilità

Solo in casi del tutto eccezionali e su consenso dell'interessato è consentito l'utilizzo di docenti in compresenza o di insegnanti di sostegno di classe diversa.

La sostituzione dei colleghi assenti sarà effettuata secondo i seguenti criteri:

a) docenti della classe

b) docenti della stessa disciplina del collega assente

c) altri docenti della classe parallela a tempo normale o a tempo prolungato

Le sostituzioni dovranno essere effettuate nel plesso di servizio

 

 

 

Mi sono stati riconosciuti 7 anni e 8 mesi di preruolo, mi hanno liquidato 2187 euro, è la cifra giusta?

 

Risposta:

Esiste un software che è in possesso delle Ragionerie provinciale dello Stato che è abilitato a fare tali calcoli.

Ho provato a fare tali calcoli “a mano” e dovrebbero essere esatti.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, volevo chiedere un consiglio:

sono un'insegnante di religione delle primarie iscritta al secondo anno di Scienze religiose. Tra il mese di gennaio e il mese di febbraio ho sostenuto ben 4 esami all'università e mi sono limitata a chiedere solo due giorni di permessi allo studio, un po’ per coscienza , un po’ perchè adoro i miei bimbi e un po’ perchè a scuola mia chiedere dei giorni di permesso, talvolta,  è complicato perchè non ci sono supplenti. L'anno scorso ho avuto 70 ore di permesso, quest'anno sinceramente non so l'ammontare esatto, perchè la segreteria della mia scuola  ha orari che non coincidono con i miei impegni scolastici e non sono mai riuscita ad andarci. Comunque penso che io anche quest'anno abbia ottenuto un ammontare di ore simile a quelle dell'anno scorso. Volevo chiedervi una cosa: ma è possibile chiedere quindici giorni di fila (io faccio 16 ore a settimana + una di programmazione) e programmare diversi esami all'università senza avere bruciori di stomaco, notti insonni e quant'altro?

Penso che sia una soluzione giusta per me, per i miei bambini e per le mie colleghe che non si vedrebbero costrette a dividere i bambini ogni qual volta io abbia bisogno di una giornata per lo studio.

Grazie per la collaborazione.

Cordiali saluti

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che un conto sono i permessi per esami garantiti dal comma 1 dell’articolo 15 del CCNL 2007, altro è invece la fruizione delle ore per il diritto allo studio.

La Circolare Ministeriale numero 130 del 21.4.2000 così recita: “Il Dipartimento per la funzione pubblica ha infatti chiarito che l'art. 3 del D.P.R. 395/1988 relativo ai permessi retribuiti per il diritto allo studio, non fa distinzione tra personale a tempo indeterminato e personale con contratto a temine e che pertanto l'istituto di cui trattasi trova applicazione anche per il personale a tempo determinato in misura proporzionale alle prestazioni lavorative rese..”

Inoltre è importante sapere che non avendo cattedra completa, le 150 ore devono essere ridotte proporzionalmente.

Detto questo chiariamo che se è vero che il dirigente può ricorrere al massimo possibile di flessibilità didattica ed intervenire anche sull’orario settimanale delle lezioni, è altrettanto vero che avendo tu ottenuto tale diritto, la scuola comunque ti metterà in condizione di “sfruttare” tutte le ore ottenute.

E’ evidente che non potrà negarti “le ore del diritto allo studio” per poter tu sostenere gli esami.

Infine ti ricordo che le modalità di fruizione del diritto allo studio viene decisa con una contrattazione regionale.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

vorrei sapere quali giorni di permesso retribuito mi possono essere concessi per poter esercitare il mio diritto di voto, dal momento che insegno a Torino ma sono residente e votante a Bari.

Grazie mille, cordiali saluti

 

Risposta:

I permessi retribuiti per esercitare il diritto di voto sono disciplinati dalla circolare Igop numero 23 del 10.3.1992 della Ragioneria Generale dello Stato.

Infatti ai sensi dell’ articolo 118 del DPR 30.3.1967, numero 361, la concessione del permesso retribuito per recarsi a votare in un comune diverso da quello della sede di servizio, è previsto solo nell’ipotesi in cui il docente risulti trasferito di sede nell’approssimarsi delle elezioni.

Solo in questi casi al docente viene riconosciuto il permesso per l’esercizio del diritto di voto entro i limiti di tempo stabiliti dal Ministero del Tesoro con Decreto 5.3.1992 sotto indicati, comprensivi del tempo occorrente per il viaggio di andata e ritorno:

  • un giorno per le distanze da 350 a 700 chilometri;
  • due giorni per le distanze oltre i 700 chilometri o per spostamenti da e per le isole.

Il docente che ha mantenuto la residenza in comune diverso da quello di servizio senza richiedere il cambio di residenza, non può beneficiare del permesso elettorale.

Questo significa che se hai la residenza a Bari, ma lavori a Torino hai diritto a permessi retribuiti o non retribuiti così come previsto dal CCNL naturalmente se non li hai ancora utilizzati.

Quanto poi alle spese sostenute ti faccio notare che a fronte della presentazione della tessera elettorale avrai diritto alla seguente riduzione.

Treno: Riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria (andata e ritorno) sia per la 1^ che per la 2^ classe.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

sono una docente IRC della scuola Primaria.

Gradirei sapere se le ore di programmazione che ho perso per malattia o per altri motivi personali, devono essere recuperate. (Se potesse fornirmi i riferimenti normativi li presento alla Dirigente).

Grazie mille.

Cordiali saluti

 

Risposta:

Tutte le assenze dovute a malattie non vanno mai recuperate come tutte le altre assenze giustificate dal Dirigente Scolastico.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

sono una docente IRC delle scuole medie superiori. Ho preso il titolo nel 2003 e ho insegnato con orario cattedra nel 2003/2004/2005/2006. Per passare dal 2007 al 2011 ad un orario variabile dalle 15 alle 17 ore. Nel 2011 ho insegnato 17 h di Religione + 7 di diritto.

Nel 2012 sono tornata alla cattedra intera di 18 h di religione.

La mia domanda è questa: negli anni che vanno dal 2007 al 2011, in cui non avevo l'orario cattedra, ho perso i diritti legati alla stabilizzazione, che mi equiparavano al docente a tempo indeterminato?

La ringrazio.

Cordiali saluti.

 

Risposta:

Valgono certamente!

Infatti gli anni preruolo valgono a prescindere dal numero delle ore.

 

 

 

Avrei bisogno, per scegliere, di poter valutare con più precisione le differenze tra le odierne 22 ore e le possibili 16 ore. Che differenze ci sarebbero in ferie, permessi e assenze? Inoltre ho una bimba di 1 anno avrei sempre i 30 giorni di malattia per lei? Sarei paragonata a una incaricata annuale pur avendo 18 anni d'insegnamento e la ricostruzione di carriera? Ringrazio in anticipo per l'attenzione che mi prestate.

Cordiali saluti

 

Risposta:

Non avendo tu cattedra completa le assenze vengono disciplinate dal comma 6 dell’articolo 19 del CCNL 2007 che così recita: “Il personale docente assunto con contratto di incarico annuale per l'insegnamento della religione cattolica, secondo la disciplina di cui all'art. 309 del D.lgs. n. 297 del 1994, e che non si trovi nelle condizioni previste dall'art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a nove mesi in un triennio scolastico, con la retribuzione calcolata con le modalità di cui al comma 4.”

Il comma 4 dello stesso articolo recita così: “Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.”

Quanto poi alle assenze per congedo parentale esse non subiscono nessuna variazione.

 

 

 

Gent.mo prof.Incampo,

Sono una idr stabilizzata scuola Primaria, non di ruolo, se per il prossimo anno scolastico chiedessi una riduzione di 6 ore (a oggi ho 22+2 su due plessi) perderei i diritti acquisiti come stabilizzata?
Resto in attesa di una sua risposta, le porgo i miei più cordiali saluti.
 
 
Risposta:
Sicuramente. Resteresti nella stessa fascia stipendiale. Perderesti tutti i benefici riguardanti ferie, permessi e assenze.
 

 

 

Buonasera, sono un'insegnante di RC nella scuola secondaria di primo grado.

Abbiamo ieri terminato gli scrutini, e mi chiedo se l'alternativa ai ragazzi che hanno chiesto studio assistito devono ricevere un voto nella scheda di

Religione (Alternativa).

Grazie in anticipo per la risposta.

Cordiale Saluti.

 

Risposta:

Ecco come risponde il MIUR ad una domanda precisa.

76. Nel documento di valutazione, tra gli insegnamenti obbligatori/opzionali sono state previste due ipotesi tra di loro alternative: scelta dell’insegnamento della religione cattolica o delle attività alternative. Ma ciò è riduttivo e non corrisponde alla possibilità di scelta ulteriore di cui le famiglie hanno diritto: attività di studio individuale con o senza assistenza di personale docente oppure uscita da scuola.

Non è discriminante per chi si avvale delle due ultime ipotesi?

La sede per esercitare il diritto di ulteriore alternativa all’insegnamento della religione cattolica (uscita da scuola e studio individuale) è quella delle iscrizioni; la sede per mettere in atto tale diritto è l’attività didattica svolta settimanalmente.

In quelle due sedi e in quei momenti si realizza il pieno diritto degli alunni e il rispetto della libertà di coscienza.

Il documento di valutazione non attiene a quel momento di scelta già esercitata, ma si limita a raccogliere gli esiti degli apprendimenti conseguiti relativamente alla religione cattolica o alle attività didattiche e formative alternative.

Lo studio individuale e l’uscita da scuola non offrono contenuti di apprendimento valutabili; e non può quindi essere valutato quel che non c’è.

Il documento valuta quel che c’è: insegnamento della religione cattolica o attività didattiche alternative.

Se l’alunno ha scelto studio individuale o uscita dalla scuola i due spazi predisposti restano in bianco.

 

 

 

Buongiorno. Quest'anno scolastico dovrei ottenere la ricostruzione di carriera (sono idr alla scuo la media). Ho letto sulla Circolare Ministeriale 26 luglio 1990, n. 206 che la progressione di carriera va avanti anche se il prossimo anno avrò meno di 18 h (con un minimo di 12h) purchè ciò sia per "ragioni strutturali". Cito testualmente:"Si ha quindi, nella scuola secondaria, ricorrenza delle ragioni strutturali qualora, dopo aver proceduto alla costituzione di posti comportanti un orario settimanale di insegnamento pari a 18, le ore residue non consentono - anche tra più scuole o istituti, secondo i criteri della formazione delle cattedre-orario - che la costituzione di posti di insegnamento per un numero di ore inferiore alle 18 settimanali, purché entro il limite minimo delle 12 ore". Ma non mi è chiaro quale sia il NUMERO limite di scuole/istituti per avere le 18 ore. Io quest'anno per avere le 18 ore insegno su 3 istituti comprensivi ( in totale 4 scuole/plessi), ma se quest'altro anno dovessi lasciare un istituto probabilmente non avrò più le 18 h. Rientrerei tra le ragion i strutturali se ad esempio non raggiungessi le 18 h pur lavorando su 2 ist. comprensivi e 3 scuole? Grazie

 

Risposta:

Relativamente alla prima domanda ti faccio notare che quanto poi a passare da 18 ore settimanali a 17 la situazione è prevista dalla norma; infatti la Circolare Ministeriale numero 2 del 3 gennaio 2001 tra l’altro recita: “Ove vengano a cessare le condizioni che hanno dato luogo al diritto del riconoscimento alla progressione di carriera gli interessati hanno diritto all'attribuzione di aumenti biennali, in ragione del 2,50% della posizione stipendiale iniziale per ogni biennio di servizio.”
Questo significa che resterai nel gradone dove stavi l’anno scorso e continuerai a prendere gli scatti biennali fino a quando non riavrai le 18 ore settimanali.
Per le ragione strutturali il discorso invece non è tanto semplice, perchè Le ragioni strutturali vanno indicate sulla proposta di nomina solo dopo che sono state individuate, d’intesa con l’Ordinario diocesano, dall'USR con regolare decreto di quest’ultimo.
Questo significa che se le ragione strutturali devono essere individuare d’intesa.
Facciamo un po’ di storia sulle ragioni strutturali, per capire meglio il problema.
La prima volta che troviamo la dizione “ragioni strutturali” è nel DPR 399 del 23 agosto 1988 e precisamente al comma 7 dell’articolo 3 che tra l’altro così afferma: “…..le predette disposizioni si applicano anche al personale con orario settimanale di attività educativa o di insegnamento non inferiore a dodici ore nelle scuole materne o elementari, nonché, qualora sia imposto da ragioni strutturali, nelle scuole secondarie.
Nella CM numero 36 del 28 gennaio 1989 avente per oggetto “Applicazione del DPR n. 399/88 (contratto scuola 1988/90). Trattamento economico.”, si legge ancora che le “ragioni strutturali saranno individuate con una successiva circolare ministeriale”.
Con la CM numero 206 del 26 luglio 1990 vengono precisate le modalità per individuare le ragioni strutturali.
Questo significa che un IdR che ha maturato almeno quattro anni di insegnamento e che invece di avere 18 ore settimanali, nell’anno in cui fa domanda di ricostruzione, ne ha tra 12 e 17 ore settimanali imposte da ragione strutturali, può fare domanda di ricostruzione.
Sempre secondo la Circolare Ministeriale numero 206/90 sarà l’Ordinario diocesano nella proposta di nomina a dichiarare che al docente vengono propose tra le 12 e le 17 ore settimanali per ragioni strutturali “dopo aver proceduto alla costituzione di posti comportanti un orario settimanale di insegnamento pari a 18, le ore residue non consentono - anche tra più scuole o istituti, secondo i criteri della formazione delle cattedre-orario - che la costituzione di posti di insegnamento per un numero di ore inferiore alle 18 settimanali, purché entro il limite minimo delle 12 ore.” (Cfr. CM numero 206 del 26 luglio 1990)
In conclusione le ragione strutturali sono difficilmente individuabili.

 

 

 

 Illustre professore, mi permetto di porle due domande. 1)Nelle scuole superiori II grado dove insegno religione nelle classi alla prima e ultima ora e anche nelle ore intermedie i ragazzi che non si avvalgono dell'ora di religione possono uscire da scuola. E' possibile? Mi sembra molto diseducativo e scorretto per chi va a casa e per chi rimane a scuola. 2)Ho preso il magistero in scienze religiose nel 2009, mi hanno detto che ai fini dell'insegnamento va bene e non occorre la laurea magistrale. Tuttavia mi hanno detto che con altri due anni avrei ottenuto tale laurea. Ho frequentato un anno e mi sono fermato per motivi personali, dice che è meglio finire tutto?, non vorrei che sorgessero problematiche sul vecchio titolo. Tuttavia non mi sembra personalmente una cosa giusta, visto che, ad esempio, a chi si è laureato in filosofia con quattro anni, ora sono cinque, non perde valore la sua laurea, e non si parla di laurea di serie a o B?. Non le sembra ingiusto dato che , ad esempio io ho preso il magistero nel 2009, quindi di recente? Non sarebbe stato meglio equiparrare i due titoli se presi di recente?( Abbiamo dato 42 esami per i magistero!). Grazie

 

Risposta:

In riferimento alla prima domanda ti faccio notare che, purtroppo, chi non si avvale dell'ora di religione e sceglie di uscire dalla scuola deve essere messo in condizione dalla scuola stessa di poter uscire dall'istituto mentre la sua classe svolge l'ora di religione.quanto poi alla seconda domanda ti rispondo che dal punto di vista "tecnico" se a posto, ma un altro titolo è sempre un altro titolo.

 

 

 

Negli anni scol 1981-'82 e 1982 - '83, il mio datore di lavoro Comune di Verona, mi ha inviato a Monaco di Baviera (Monaco e Verona sono città gemellate) dove ho insegnato per due anni scolastici nelle scuole dell'infanzia dove erano presenti gruppi di bambini italiani. L'ente ha fatto regolare delibera e il Comune di Monaco mi ha fatto una certificazione di servizio. Siccome da sempre abbiamo il Contratto scuola statale, al mio rientro ho chiesto per iscritto la maggiorazione di servizio. Risposta inesistente. Ora in questi due ultimi anni sono ritornata di nuovo sulla questione, perchè l'anno di maggiorazione è utile ai fini del pensionamento. Ancora una volta non ricevo risposte. Ho iniziato il lavoro nel 1972 e di ruolo dal 1975. Desideravo un Suo parere in merito. Nel ringraziare, porgo cordiali saluti

 

Risposta:

Le ordinanze sui trasferimenti ribadiscono che gli anni svolti all'estero volgono il doppio, così come ai fini pensionistici

 

 

 

Gentile prof. INCAMPO, avrei ancora una domanda da porle per una mia delucidazione, e cioè: se un docente di religione ha per qualche anno l'incarico di 9 ore, poi passa a 18 ore, ma dopo qualche anno prende il titolo di studio. pertanto la ricostruzione di carriera parte dall'anno che possiede il titolo di studio? grazie e  sempre gentile.

 

Risposta:

Ai fini della ricostruzione di carriera valgono solo gli anni svolti con il titolo di qualificazione professionale. La norma prevede che gli anni possono essere stati svolti anche in modo discontinuo.

 

 

 

IO E DEI MIEI COLLEGHI ABBIAMO FATTO RICHIESTA ALL'ENTE PER CUI LAVORIAMO (REGIONE CAMPANIA) DEL RICONOSCIMENTO DI ALCUN I ANNI DI LAVORO ANTECEDENTI L'ASSUNZIONE DI PRECISO N. 6 ANNI A PROGETTO SENZA INTERRUZIONE LAVORATIVA. DOPO TANTI ANNI LA REGIONE TRAMITE UNA COMMISSIONE HA APPROVATO E RICONOSCIUTO PER TUTTI LA CONTINUITà DI CARRIERA INVECE A ME ME NE HA RICONOSCIUTI SOLO 4 ANNI IN QUANTO PER DUE ANNI NON HO PRESENTATO ATTESTATI DI SERVIZIO IN QUANTO LI HO PERSI. COSA POSSO FARE?  NOI ERAVAMO UN GRUPPO E LAVORAVAMO PER GLI STESSI PROGETTI...

 

Risposta:

Da qualche parte deve esistere la documentazione del servizio che hai prestato!

Ti consiglio di recarti direttamente presso l’ente o l’ufficio ove hai svolto il lavoro, richiedendo un attestato di servizio o copia di quello che ti avevano rilasciato.

Contemporaneamente potresti rivolgerti all’INPS richiedendo un estratto conto contributivo relativo ai contributi versati dall’ente negli anni in questione.

Tiene presente che per tali casi non è possibile l’autocertificazione.

 

 

 

Quale tipologia di scuola privata rientrerebbe nella sezione E della domanda ata? Grazie ancora per la sua chiarezza e precisione.

 

Risposta:

Tutte le scuole “pubbliche” tranne quelle private.

Questo significa che se hai lavorato in una scuola privata non potrai spendere tale servizio nella “sezione E”.

 

 

 

Dunque se ho ben capito solo il servizio di rc prestato presso un scuola statale può valere punteggio nella graduatoria ata terza fascia. Le ho posto il precedente quesito solo perchè nella domanda ata c'era una sezione (E) che riguardava il servizio scolastico prestato nelle scuole sia statali che non statali. Perchè allora viene specificata questa distinzione? grazie ancora e a presto.

 

Risposta:

Forse è importante capire cosa significa parità tra scuola pubblica e privata.

La parità giuridica tra scuola pubblica e scuola privata è stata istituita dalla legge 62/2000. Con questa legge viene innanzitutto riconosciuto il sistema nazionale di istruzione come un "unicum"" costituito dalle scuole statali, da quelle private e dagli enti locali.

L'obiettivo, dichiarato, è quello di ampliare l'offerta formativa e rispondere alla domanda del "servizio" istruzione, dall'infanzia lungo tutto l'arco della vita. Alle scuole paritarie private, in base alla legge n. 62/2000, è assicurata piena libertà per quanto concerne l'orientamento e l'indirizzo pedagogico-didattico, ma per essere comprese nel sistema pubblico le istituzioni scolastiche private, devono rispettare particolari condizioni di qualità e di efficacia.

Esistono differenti tipologie di scuole private riconosciute dal ministero dell'istruzione e può essere complicato districarsi tra i molteplici termini usati per distinguerle in modo corretto. Ecco in sintesi come si suddividono le suole private:

legalmente riconosciuta: è la scuola privata legalmente riconosciuta di I e II grado, in grado di rilasciare titoli di studio con valore legale come quella statale. In questa tipologia di scuola "paritaria" il riconoscimento legale si ottiene una sola volta, definitivamente. Per scuole in possesso di riconoscimento legale, al di là della specifica dizione legislativa, si intendono le scuole seguenti: 1) scuole secondarie pareggiate o legalmente riconosciute (medie e superiori), 2) scuole elementari parificate, 3) scuole materne autorizzate.

paritaria: sono istituti non statali, compresi quelli degli enti locali, che rispettano gli obiettivi e gli standard fissati dal sistema pubblico di istruzione, impegnandosi a elaborare un progetto formativo in armonia con la Costituzione e un piano dell'offerta formativa conforme all'ordinamento scolastico.

parificata: è la scuola elementare che ottiene il riconoscimento, anno dopo anno, attraverso una convenzione con lo Stato o gli Enti locali.

autorizzata: è la scuola materna che ottiene l'autorizzazione da parte del dirigente scolastico pubblico competente per il territorio.

pareggiata: è la scuola che rilascia un titolo di studio con valore legale, gestita da un ente pubblico territoriale (Regione, Provincia, Comune) o da un ente ecclesiastico. (Cfr. http://www.lescuolecattoliche.it)

 

 

 

Nel ringraziarla per la sua pazienza e competenza nel rispondere ai miei quesiti, le chiedo di indicarmi la normativ a relativa alla possibilità di valutare in IRC con l'Eccellente. Grazie fin d'ora

 

Risposta:

E’ la nota del Nota 10 novembre 2006 Prot. n. 10434
Per prima cosa ci piace evidenziare come con la suddetta nota il Collegio ritorna ad essere parte attiva nella definizione delle competenze da certificare.
La centralità di quest’organo collegiale, da tutti invocata negli anni passati, ci permette di affrontare il tema della valutazione e soprattutto della certificazione delle competenze con molta libertà e soprattutto con molto realismo.
A proposito della valutazione nella scuola del primo ciclo la nota recita così:
“Pertanto, le istituzioni scolastiche del primo ciclo, nel rispetto e nell’esercizio della loro autonomia, previa delibera del collegio dei docenti, provvederanno, nel corrente anno scolastico, a predisporre la scheda di valutazione garantendo, comunque, pur nella flessibilità del modello adottato, la valutazione degli apprendimenti consguiti nelle diverse discipline, ivi compresi gli insegnamenti o attività facoltativo-opzionali, e del comportamento degli alunni.”
Il documento di valutazione quindi che ogni scuola dovrà predisporre avrà almeno tre caratteristiche:
1. La scheda verrà deliberata dal collegio dei docenti;
2. La predisposizione della scheda deve tener presente gli apprendimenti di tutte le discipline e di tutte le attività facoltative opzionali;
3. La scheda deve obbligatoriamente tener presente il comportamento degli alunni.
E’ facile notare, a questo punto, che con questa nuova disposizione vengono meno tutte le interpretazioni relative all’anno scorso sulla valutazione e soprattutto alla valutazione dell’IRC.
La scheda che ogni collegio dovrà predisporre dovrà obbligatoriamente contenere spazi per la valutazione degli insegnamenti facoltativi e/o opzionali, le schede inoltre dovranno contenere spazi anche per il comportamento.
Il collegio quindi dovrà deliberare necessariamente su come la scheda verrà articolata, affinché essa contenga la valutazione di tutti gli apprendimenti conseguiti dagli alunni sia in tutte discipline che nelle varie attività scelte.
Ad evitare ogni equivoco si ricorda che per la privacy Inoltre il MIUR con nota 16 giugno 2004, prot. n. 10642, ha affermato che “…la materia "religione cattolica", dal momento in cui ne viene richiesto l'insegnamento, assurge al medesimo rango delle altre discipline e concorre, quindi, sebbene mediante formulazione di giudizio e non di voto, alla valutazione globale e finale del profitto degli alunni…”.
Si aggiunga a tutto questo che il Garante della privacy in data 3 dicembre 2004 ha così dichiarato: “Non è vero che i voti scolastici devono restare segreti, non è vero che gli studenti devono nascondere la propria fede religiosa, non è vero che i risultati degli scrutini devono rimanere clandestini …. Il necessario rispetto della volontà di ciascuno di mantenere riservato alcune informazioni sulla propria persona infatti non va confuso con la libertà, costituzionalmente protetta, di ognuno di manifestare liberamente le proprie convinzioni, anche in natura religiosa”.
Sintetizzando e esprimendo non una opinione ma una logica conseguenza a tutto l’iter che ha seguito lo svolgersi della questione, si può affermare che la disciplina “Religione Cattolica” è sullo stesso piano di tutte le discipline.
In conclusione: ogni collegio ha la possibilità di articolare gli spazi della scheda nel modo che ognuno ritiene più opportuno, inserendo nella stessa tutte le discipline sia quelle curriculari, non esclusa quindi anche l’IRC ed anche quelle facoltative opzionali.

 

 

 

Buonasera prof Incampo grazie sempre per la sua disponibilità ed esattezza nelle risp oste ai nostri quesiti. il servizio di religione con cotratto a tempo indeterminato prestato presso una scuola privata (due ore a settimana) potrebbe valere punteggio nella graduatoria ata? e quanto? grazie

 

Risposta:

Nella scuola privata sicuramente no.

 

 

 

Gentile dott. Incampo, Insegno in due scuole Secondarie di Primo Grado. Il prossimo anno perderemo senza dubbi una classe per un anno soltanto. Se chiedessi di fare 17 ore anziché 18 quali sono gli svantaggi a livello contributivo? Insegno con incarico annuale dal 18 ore da settembre 2002.

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo quali sono le conseguenze nel caso  hai la ricostruzione di carriera o se non godi di questo benefico.

Se non hai la ricostruzione di carriera vuol dire che verrai retribuito per 17 ore e non per diciotto ore settimanali, continuando a godere, per quanto riguarda le ferie i permessi, dei benefici di cui al comma 6 dell’articolo 25 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 1995 che recita: “II personale docente assunto con contratto di incarico annuale per l'insegnamento della religione cattolica, secondo la disciplina di cui all'art. 309 del D.L.vo n. 297 del 1994, e che non si trovi nelle condizioni previste dall'art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a nove mesi in un triennio scolastico, con la retribuzione calcolata con le modalità di cui al comma 4.”

Il comma 4 dello stesso articolo recita: “Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni”.

Se invece hai la ricostruzione di carriera, la situazione è prevista dalla norma; infatti la Circolare Ministeriale numero 2 del 3 gennaio 2001 tra l’altro recita: “Ove vengano a cessare le condizioni che hanno dato luogo al diritto del riconoscimento alla progressione di carriera gli interessati hanno diritto all'attribuzione di aumenti biennali, in ragione del 2,50% della posizione stipendiale iniziale per ogni biennio di servizio.

Questo significa che resterai nel gradone dove stavi l’anno scorso e continuerai a prendere gli scatti biennali fino a quando non riavrai le 18 ore settimanali.

Il discorso cambia e cambia di parecchio per quanto riguarda le ferie i permessi e le assenze, perché il comma 1 dell’articolo 25 del CCNL 1995 afferma che “A1 personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all'art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20 maggio 1982, n. 270, si applicano le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.”

Questo significa che solo chi ha 18 ore verrà equiparato, per quanto riguarda le ferie i permessi e le assenze, al personale a tempo indeterminato, perdendo le 18 ore, perdi tale beneficio.

Per completezza chiarisco meglio la situazione delle ferie, dei permessi e delle assenze degli insegnanti di religione cattolica.

Il comma 1 e il comma 6 dell’art. 25 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) si occupano delle assenze, dei permessi e delle ferie degli insegnanti di religione cattolica.

Il comma 1 recita testualmente: “Al personale di cui all’art. 3, comma 6, del DPR 399/88 si applicano le disposizioni in materia di ferie, permessi e assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato”.

Questo significa che per gli insegnanti di religione cattolica che hanno almeno quattro anni di servizio, il titolo di specializzazione previsto dall’intesa e orario cattedra, cioè 18 ore nella scuola media e 22+2 nella scuola materna, le assenze per malattia, i permessi e le ferie, vengono individuati dagli articoli compresi dal numero 19 al numero 23 del CCNL, vale a dire come gli insegnanti a tempo indeterminato

Possiamo così sintetizzare:

18 mesi di assenze per malattia, in un triennio, con trattamento economico intero nei primi nove mesi, ridotto al 90 % nei tre mesi successivi e ridotto al 50 % per gli altri sei mesi; ulteriori 18 mesi di assenza per particolari malattie gravi.

Degli insegnanti di religione cattolica che non hanno 18 ore, o non hanno il titolo previsto dall’intesa, o non hanno quattro anni di anzianità, si occupa il comma 6 che recita testualmente ”Il personale docente assunto con contratto di incarico annuale per l’insegnamento della religione cattolica, secondo la disciplina di cui all’art. 309 del D. L.vo  n. 297 del 1994 e che non si trovi nelle condizioni previste dall’art. 3 comma 6  del DPR 399/88, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a nove mesi in un triennio scolastico, con la retribuzione calcolata con le modalità di cui al comma 4”

Possiamo così sintetizzare la situazione di un insegnate che non ha orario completo:

9 mesi di assenze per malattia  in un triennio, e all’interno di ciascun anno scolastico verranno così retribuiti: il primo mese al 100 %, secondo e terzo mese al 50 %, “nessuna retribuzione” per il restante semestre.

Quest’ultimo comma, cioè il 6, si estende anche ai supplementi annuali (gli insegnanti di religione senza titolo di qualificazione professionale), a partire dal secondo anno di servizio continuativo.

La Circolare Ministeriale numero 2 del 3 gennaio 2001 tra l’altro recita: “Ove vengano a cessare le condizioni che hanno dato luogo al diritto del riconoscimento alla progressione di carriera gli interessati hanno diritto all'attribuzione di aumenti biennali, in ragione del 2,50% della posizione stipendiale iniziale per ogni biennio di servizio.
Qualora i requisiti previsti per il diritto alla ricostruzione di carriera si verifichino nuovamente, la progressione di carriera riprende aggiungendo, all'anzianità maturata all'atto dell'interruzione, il periodo di servizio durante il quale non c'è stata progressione di carriera, valutandolo agli effetti della carriera nella misura di due terzi ai fini giuridici ed economici e di un terzo ai soli fini economici. Gli eventuali aumenti biennali in godimento sono riassorbiti con il passaggio alla posizione stipendiale successiva.

Questo significa che fino a quando resterai con 17 ore settimanali, quindi da quest’anno, la tua ricostruzione di carriera si bloccherà e riprenderà solo quando riavrai le 18 ore settimanali e “il periodo di servizio durante il quale non c'è stata progressione di carriera” verrà valutato “agli effetti della carriera nella misura di due terzi ai fini giuridici ed economici e di un terzo ai soli fini economici”.

 

 

 

Gentile dott. Incampo, insegno nella scuola Scuola Secondaria di Primo Grado. Volevo chiederle se in Religione Cattolica è possibile usare l'Eccellente come il voto 10 dei colleghi. Il mio Dirigente non sa rispondermi, inoltre mi dice di trovare qualche circolare o normativa in merito. Grazie

 

Risposta:

Certamente!

L’importante è farlo approvare dal collegio.

 

 

 

GENTILISSIMO PROF. INCAMPO, APPROFITTO ANCORA DELLA SUA GENTILEZZA E V OLOCITA' NEL RISPONDERE ALLE DOMANDE CHE TUTTI NOI LE FACCIAMO, ORA LA MIA è QUESTA: UN DOCENTE DI RELIGIONE NON DI RUOLO, MA CON 9 ANNI DI SERVIZIO SEMPRE A 18 ORE, DEVE FARE LA DOMANDA DI RICHIESTA RICOSTRUZIONE CARRIERA, LA MIA DOMANDA è :C'è UN MODULO DI DOMANDA RICHIESTA RICOS. CARRIERA PROPRIO PER LORO? SE ESISTE, SAREBBE POSSIBILE AVERE UN FAC.SIMILE ?

 

Risposta:

Sicuramente!

Ecco il modello

Al Dirigente Scolastico

“Denominazione della scuola”

CITTA’

 

 

Oggetto: applicazione dell’ultimo comma dell’articolo 53 della legge numero 312 dell’11.7.1980 e successive modificazioni.

 

 

 

Il sottoscritto professor _______________________nato a _________________ il ____________________ docente incaricato di religione cattolica presso questa scuola

CHIEDE

l’applicazione della legge in oggetto.

A tal fine dichiara di aver prestato i seguenti servizi:

  1. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  2. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  3. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  4. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  5. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  6. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  7. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  8. ………………………………

 

Con osservanza,

Data                                                                               Firma

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo, la ringrazio per aver precedentemente risposto al mio quesito. Rimango ancora perplessa, ma la nuova normativa Cei, a proposito dei titoli, nel mio caso non prevede anche il conseguimento della laurea triennale in scienze religiose congiuntamente al mio diploma? L'istituto di scienze religiose dove io sono iscritta da due anni la racconta così e mi "obbliga" per lo meno a terminare il triennio. La ringrazio.

 

Risposta:

Come ho scritto precedentemente è necessario il titolo quinquennale, cioè la laurea magistrale, anche per chi è in possesso di una laurea civile.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, venuta a conoscenza con questo modo di poter porre le domande, approffitto sub ito anche io, e cioè: un docente di religione che dal 1 sett. al 31 agosto fatto contratto di 18 ore, e ok, ma a gennaio viene data dall'usr un altra ora cioè la 19^. devo fare un contratto a parte da gennaio ad agosto di un ora, oppure un decreto della 19^ ora? ovviamente ore pagate dal mef. grazie tante per una sua cortese riposta.

 

Risposta:

Devi fare necessariamente un altro contratto  di un'ora settimanale.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, volevo chiederLe se ci sono novità rispetto alla possibilità di far valere come titolo abilitante (come da lei segnalatomi in precedenza) la laurea civile e la laurea triennale in scienze religiose. Grazie per la disponibilità

 

Risposta:

Al momento ancora no.

 

 

 

Salve, sono laureata di facoltà di lettere di inglese e traduzione lavorto pe r 6 anni come insegnate inglese nella scuola elementare, media e superiore in Egitto (il cairo) ho fatto la dichiarazione di valore tradutto presso a il consulato italiana in Egitto con il tiltolo di studio e certificato di esperienza. come posso fare le domandea fer insegnare in italia

grazie per la sua attenzione .

 

Risposta:

Devi aspettare che “aprano” le graduatoria.

Infatti se non sei in nessuna graduatoria non insegnerai mai.

 

 

 

buonasera prof Incampo sono inserita nella graduatoria terza fascia ata 2011 -2014. Per la valutazione del punteggio ho inserito anche il magistero in scienze religiose valutato senza problemi ben due punti. Tra non molto conseguirò anche la laurea magistrale in scienze religiose...nell'aggiornamento ata dell'anno prossimo mi saranno accreditati altri due punti?

Grazie

 

Risposta:

Penso proprio di sì è un altro titolo.

 

 

 

Gentilissimo professore, le porgo alcune domande relative alla mia possibilità di insegnamento guardando al mio Curriculum di studi e formazione. Sintetizzo cosi il tutto: - Ho frequentato 4 (su 5 anni) il percorso di formazione in seminario maggiore- Ho espletato tutto gli esami (tranne 6) relativi al Corso di laurea di Baccellerato in Sacra Teologia. Avrei voluto terminare ma non potendo frequentare più, in quanto lavoratore (da poco orfano, quindi necessito di lavorare) non mi è stato concesso presso la Facoltà a cui ero iscritto (Molfetta). - Ho effettuato passaggio presso un ISSR di Foggia dove mi hanno convalidato gli esami e devo farne 6 per la Triennale e poi devo fare la Specialistica. Terminata la Triennale posso insegnare? Attualmente lavoro come educatore in un progetto di integrazione scolastica presso una Scuola Primaria, assunto da una cooperativa che svolge servizi alla persona, assunto grazie alle mie tante attività di volontariato in campo. Questo lavoro mi fa curriculum per l'insegnamento. E' una vicenda complessa, con solo 6 esami, con un pò di carità in più da parte della Facoltà avrei terminato....invece mi tocca allungare il tutto.

 

Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che non sei in possesso di nessun titolo di studio.

Quindi dovrai conseguirlo.

Con la laurea triennale non puoi insegnare è necessario conseguire la laurea quinquennale.

 

 

 

Gent.mo Prof. Incampo, sono una insegnante di religione cattolica della scuola primaria a tempo determinato. Ho il diploma di maturità magistrale conseguito nel 1989 e insegno continuativamente RC dal 2007. Vorrei sapere se i miei titoli sono validi o dovrò conseguire la laurea in scienze religiose. Avrei ancora un altro quesito: il dirigente mi obbliga a coprire con le mie ore tutti i pomeriggi, perchè materia "più leggera". ma non c'era una normativa che equiparava l'insegnamento della RC come disciplina curricolare o sbaglio? Grazie

 

Risposta:

Relativamente alla prima domanda ti faccio notare che puoi stare tranquilla, perché sei in possesso di un titolo di qualificazione professionale previsto anche dall’ultima Intesa.

Quanto poi all’orario settimanale ti ricordo che il punto 2.1 lettera a) del DPR 751 del 16.12.1985 e del DPR 202 del 13.6.1990 recita: “Il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica assicurata dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri alla formazione delle classi, alla durata dell’orario scolastico e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni”.

La norma mi pare chiara e precisa: sta – a mio avviso – al buon senso del Dirigente scolastico l’applicazione non rigida e matematica, ma rispettosa della persona e del ruolo che occupa nella scuola.

 

 

 

Buongiorno Sono insegnante i.r.c. nella scuola dell'infanzia con incarico annuale da1990. Desideravo un chiarimento: noi non siamo in servizio nell'ora di pranzo, quindi non possiamo nemmeno dare la merenda nel pomeriggio e fare l'uscita, perchè sarebbe dalle 15.30 alle 16.00 perdo mezzora d'insegnamento. L'orario si più fare benissimo evitando questo ma le colleghe vogliono così. Ma l'orario non dobbiamo farlo noi i.r.c. e loro si devono adeguare in quanto noi abbiamo tante sezioni e la mia ora me la devo gestire da sola senza che loro interferiscano sulla mia didattica. Aspettando una sua risposta La ringrazio moltissimo

 

Risposta:

Veramente l’orario lo deve predisporre il Dirigente scolastico.

Io son sicuro che capirà le vostre argomentazioni.

 

 

 

Gentilissimo  professore, sono una docente con incarico annuale da 5 anni, ho il vecchio diploma in scienze religiose e lavoro nella primaria. Purtroppo sono stata vittima di una ingiustizia; a causa di dissapori con la dirigente e visto che questa non si poteva aggrappare al “nulla”, ha chiesto all’ufficio scuola il mio spostamento. L’ufficio scuola ha  accettato la richiesta di quest’ultima  riferendomi che loro erano impotenti  in questi casi, e che non ero né la prima e né l’ultima a subire in queste situazioni.
Il mio quesito è questo: visto che non ho ricevuto motivazioni scritte a riguardo potevo impugnare la questione con la denuncia? E nei confronti dell’ufficio scuola, si può opporre ricorso? Se si, a chi? Infine ,volevo sapere, visto che non sono di ruolo, posso chiedere il trasferimento in un’altra diocesi e ottenere lo stesso incarico annuale? Grazie.

 

Risposta:

A chi compete la proposta per l'assegnazione della sede e' l'Ordinario diocesano. Il quale non deve sottostare a nessuna norma statale. Questo significa che l'Ordinario ha ritenuto opportuno proporre il tuo nome per un'altra sede.

 

 

 

Gentile Professore vorrei brevemente sapere che differenza c'è tra baccalaureato in teologia e baccalureato in Scienze religiose. Grazie mille, a presto.

 

Risposta:

Il baccalaureato in teologia è spendibile per l'insegnamento, mentre il baccalaureato in scienze religiose no. Infatti i percorsi di studio sono molto diversi fra loro.

 

 

 

Buonasera prof Incampo, sono un'insegnante di religione in servizio dall'a nno scorso, con contratto a tempo indeterminato in una scuola dell'infanzia privata. sento spesso parlare di "ricostruzione di carriera". Che cos'è, a cosa serve e quali sono i requisti per richiederla?

grazie per la sua disponibilità. a presto.

 

Risposta:

La ricostruzione di carriera è un adeguamento stipendiale, cioè invece degli scatti biennali, ci sono i gradoni.

Hanno diritto alla carriera gli insegnanti di religione cattolica che hanno maturato  almeno quattro anno di servizio e  nell’anno in cui fanno domanda di ricostruzione hanno orario cattedra.

 

 

 

Ho effettuato anni fa una ricostruzione di carriera ad un docente incaricato di religione in possesso di titolo e con orario di 18 ore. Nel quadriennio precedente ho riconosciuto anche gli anni di supplenza con servizio superiore ai 180 giorni, naturamente in possesso di titolo a partire dal 1990. La mia ragioneria ha vistato a suo tempo il decreto. Adesso che l'insegnante ha cambiato ragioneria competente la ricostruzione le viene contestata perché nel qudriennio dovevano essere considerati solo gli anni di incarico. Io credo comunque di aver operato bene, qual è la giusta interpratazione del quadriennio riconoscibile?

 

Risposta:

Hai risposto benissimo. Perché la cm n 2/01 parla di anno di servizio .

 

 

 

Gentilissimo Professore, nell'Istituto di scuola secondaria di primo grado in c ui insegno, il regolamento dice che il docente che ha la terza ora è responsabile e deve vigilare sugli alunni che avranno con lui la terza ora ed i seguenti 10 minuti di intervallo. Se alla terza ora c'è religione e ci sono dei ragazzi che usufruiscono dello studio assistito, perchè questi nell'intervallo dovrebbero passare sotto la responsabilità del docente di religione, e perchè il docente di alternativa dovrebbe terminare il suo orario 10 minuti prima? Le ho posto questa domanda perchè nel mio Istituto era consuetudine che rimanessero sotto la vigilanza del docente di alternativa ma, oggi, una collega mi ha detto che vorrebbe chiarire la questione. Andremo dalla Preside ma, nel frattempo, vorrei sapere se esiste una regola generale. Grazie 

 

Risposta:

Lo studio assistito non è attività alternativa.

I ragazzi che hanno scelto lo studio assistito devono essere accompagnati dai docenti nella propria classe e quindi è il docente della terza ora responsabile di tutta la classe.

 

 

 

Salve, vorrei sapere se un insegnante di sostegno che svolge un'ora di supplenza nella propria classe, può portare gli alunni in palestra grazie.

Ornella saba

 

Risposta:

Assolutamente no.

Gli alunni devono essere portati in palestra dagli insegnanti di Scienze Motorie.

 

 

 

Buongiorno, siamo giunti in periodo di esami in facoltà teologica, io ho un contratto a tempo determinato per una sostituzione di maternità; ho diritto alle ore per lo studio o per dare gli esami?

 A scuola mi hanno detto di prendere ferie solo se restituisco le ore (ma le maestre non sono interessate al cambio) oppure un permesso non retribuito.

E' corretto?

Grazie dell'attenzione.

 

Risposta:

Il comma 7 dell’articolo 19 del CCNL 2007 recita testualmente: “Al personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo determinato, ivi compreso quello di cui al precedente comma 5, sono concessi permessi non retribuiti, per la partecipazione a concorsi od esami, nel limite di otto giorni complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio. Sono, inoltre, attribuiti permessi non retribuiti, fino ad un massimo di sei giorni, per i motivi previsti dall’art.15, comma 2.”

E’ opportuno però tener presente che il comma 8 sempre dell’articolo 19 così recita: “I periodi di assenza senza assegni interrompono la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti”.

Alle possibilità presentate dal Dirigente, ne aggiungerei altre: ad esempio se è disponibile un collega che accetti di sostituirti, anche scambiando con lui la giornata libera, può evitare la non retribuzione e la eventuale interruzione dell’anzianità di servizio.

 

 

 

Gentilissimo Professor Incampo vorrei porle questa domanda; sono un insegnante di religione e vorrei sapere che Titolo è il Baccalaureato che l'intesa del 28 Giugno prevede come criterio d'Insegnamento. Distinti Saluti.

 

Risposta:

Il punto 4.2.1 dellIntesa 2012 recita così: “Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado l'insegnamento della religione cattolica può essere affidato a chi abbia almeno uno dei seguenti titoli:

a) titolo accademico (baccalaureato, licenza o dottorato) in teologia o nelle altre discipline ecclesiastiche, conferito da una facoltà approvata dalla Santa Sede;”.

Questo significa che solo il baccalaureato in teologia è titolo di qualificazione professione e non in baccalaureato in Scienze Religiose.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo, sono inserita in terza fascia per matematica e scienze da diversi anni, nel febbraio 2012 ho conseguito il titolo di magistero ( 5 anni v.o.). Mi chiedevo leggendo la TABELLA 1 annessa quale Allegato A al Regolamento adottato con D.M. 13 giugno 2007 se il titolo di Magistero dava punteggio come altro titolo di studio. La ringrazio anticipatamente.

 

Risposta:

Certamente.

 

 

 

Gentile prof. , avendo gia una laurea vecchio ordinamento in psicologia pur non avendo mai insegnato, mi piacerebbe poter prendere il diploma in scienze religiose ( Triennale) per poter seguire una mia vecchia passione . Con il diploma di 3 anni e possibile insegnare ( avendo già una laure) o è necessaria la laurea magistrale in scienze religiose? Inoltre essendo gia impiegata presso un ente locale a tempo determinato, come potrei fare inizialmete a non lasciare il mio lavoro e farlo successivamente solo quando msarò di ruolo? La ringrazio anticipatamente per la sua risposta . Grazie

 

Risposta:

L'Intesa del 2012 prevede, anche per chi è in possesso di laurea civile, la laurea magistrale in Scienze Religiose.

 

 

 

Gent.mo professore, entro quest'anno scolastico dovrei ottenere la ricostruzione di carriera e dunque la stabilizzazione come idr nelle scuole secondarie di 1° grado. Se il prossimo anno scolastico 2013/2014, dovessi scegliere una cattedra con meno di 18 ore, perderei la stabilizzazione e dunque tutti i diritti annessi (RPD luglio e agosto, ecc)? Grazie.

 

Risposta:

Si, perchè la Circolare Ministeriale numero 2 del 2001 che tra l'altro così afferma: "

La domanda deve essere presentata, al dirigente scolastico competente all'emanazione del provvedimento, dal personale interessato entro dieci anni dalla data in cui è sorto il relativo diritto, cioè dall'anno scolastico in cui il servizio è reso su un posto di insegnamento con trattamento di cattedra o per dodici ore settimanali nei termini più sopra precisati, ferma restando la condizione di una precedente prestazione per almeno quattro anni, anche ad orario parziale e discontinuo. Ai fini del computo di detto quadriennio si considerano i servizi resi sia nelle scuole materne ed elementari sia nelle scuole secondarie dal 1° giugno 1977, attesa l'assimilazione di tutti i servizi non di ruolo prestati nelle scuole di ogni ordine e grado disposta dal D.L.19 giugno 1970, n.370, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1970, n.576, recante norme in materia di riconoscimento di servizi non di ruolo ai fini della progressione economica. 

Secondo quanto previsto dall'art.3 del succitato D.L.370/1970, il servizio viene riconosciuto agli effetti giuridici ed economici per intero e fino ad un massimo di quattro anni, mentre il servizio eccedente i quattro anni viene valutato agli effetti giuridici ed economici, in aggiunta a tali quattro anni, nella misura di due terzi e ai soli effetti economici nella misura di un terzo; sono utili al riguardo i servizi resi dall'anno scolastico 1961/62 in poi.
Per il personale, in possesso dei requisiti per la ricostruzione di carriera, l'inquadramento, in base al C.C.N.L. del 4 agosto 1995, va effettuato considerando sia l'anzianità valida ai fini giuridici ed economici che quella valida soltanto ai fini economici.

Gli interessati hanno diritto di chiedere il riconoscimento del beneficio di cui all'art.1 della legge 24 maggio 1970, n.336, recante norme a favore di ex-combattenti e categorie equiparate. Sempre a domanda è riconoscibile, secondo la normativa vigente, l'eventuale servizio militare prestato; tale riconoscimento è valido ai fini giuridici ed economici, comportando l'anticipazione della posizione stipendiale in corso di maturazione.
Ai docenti di religione, che non siano in possesso dei requisiti richiesti per la ricostruzione di carriera, sono attribuiti aumenti biennali, calcolati nella misura del 2,50% sulla posizione stipendiale iniziale, per ogni biennio di servizio prestato.

Ove vengano a cessare le condizioni che hanno dato luogo al diritto del riconoscimento alla progressione di carriera gli interessati hanno diritto all'attribuzione di aumenti biennali, in ragione del 2,50% della posizione stipendiale iniziale per ogni biennio di servizio.

Qualora i requisiti previsti per il diritto alla ricostruzione di carriera si verifichino nuovamente, la progressione di carriera riprende aggiungendo, all'anzianità maturata all'atto dell'interruzione, il periodo di servizio durante il quale non c'è stata progressione di carriera, valutandolo agli effetti della carriera nella misura di due terzi ai fini giuridici ed economici e di un terzo ai soli fini economici. Gli eventuali aumenti biennali in godimento sono riassorbiti con il passaggio alla posizione stipendiale successiva."

Questo significa che resterari nello stesso gradone, ma avrai diritto solo agli scatti biennali fino a quando non riavrai la cattedra completa.

quanto poi alle assenze non potrai godere degli stessi diritti di quelli di ruolo.

 

 

 

 Durante le ore di Religione cattolica nella Scuola dell'Infanzia, le in segnanti curricolari di Sezione sono tenute a rimanere in classe o possono uscire dalla classe per fare altro? E nel caso ci sia un bambino disabile e durante le ore di religione manca l'insegnante di sostegno, le ins.ti di sezione devono rimanere in classe in supporto all'ins.te di religione o possono uscire? Vorrei sapere se c'è una normativa a riguardo. Grazie

 

Risposta:

L'Insegnamento della religione cattolica deve essere impartito o dal maesytro di ruolo e di classe, o dall'insegnante di religone specialista.
Questo significa che l'insegnante di sezione è "libera" mentre tu impartisci tale insegnamento.
Quanto poi alla possibilità della presenza del docente di sostegno, ti ricordo che è il consiglio di interclasse a stabilirlo.

 

 

 

Gentile professore, sono un'insegnante della scuola dell'infanzia e primaria. Ho conseguito il diploma magistrale nel 2002 e la laura triennale in Scienze dell' educazione nel 2006. Vorrei iscrivermi al diploma in Scienze Religiose, primi 3 anni. Fino ad ora ho rimandato perchè non ne avevo il tempo. Mi chiedo: è sufficiente il diploma conseguito nei primi 3 anni per insegnare nella primaria, o ci vogliono i 5 anni? Entro quando dovrei iscrivermi? So che volevano cambiare i titoli di accesso, per questo le chiedo. La ringrazio infinitamente.

 

Risposta:

L'intesa del 2012 prevede che per insegnare religione cattolica in tutti gli ordini di scuola, l'IdR sia in possesso della laurea quinquennale.

 

 

 

Carissimo Professor Incampo, è bello leggere le sue risposte, così chiare e concise. Per questo mi rivolgo a lei, perchè vorrei avere dei chiarimenti. Sono un'insegnante-supplente di religione, ho conseguito il diploma di Scienze religiose (3 anni), e in più sono laureta in Lettere e Filosofia (vecchio ordinamento), ormai da molti anni.Ho fatto corsi di aggiornamento, ho partecipato a convegni e riunioni, sono la coordinatrice dei catechisti, della Liturgia e del coro del mio paese, faccio volontariato, ma purtroppo a tutt'oggi ho fatto solo qualche supplenza!! Il quesito che le rivolgo è questo:cosa devo fare di più per potermi inserire nella graduatoria degli insegnanti EFFETTIVI di religione? Vorrei dimostrare le mie capacità.....ma ne avrò mai l'opportunità? Aspetto con ansia la sua risposta

 

Risposta:

Per poter insegnare religione cattolica, l’aspirante dovrà essere in possesso oltre che di un titolo di studio previsti dal punto 4 dell’Intesa tra Conferenza Episcopale Italiana e Ministero della Pubblica Istruzione del 1985, anche del decreto di idoneità rilasciato dell’Ordinario diocesano competente per territorio.
Le due condizioni però non sono ancora sufficienti, perché per poter insegnare religione è necessario che l’Ordinario diocesano presenti una proposta di nomina al Dirigente scolastico, per poter poi stipulare con quest’ultimo un contratto individuale di lavoro.
In tutte le diocesi ci sono degli elenchi e non graduatorie da dove l'Ordionarie attige gli insegnanti da proporre.

 

 

 

Spett.le professore, venerdì durante le mie ore, le colleghe saranno imp egnate con i bambini in un progetto fuori dalla scuola. Un'altra collega sarà assente fino a venerdì. La dirigente mi dice, tramite referente di plesso, di sostituire la collega assente, visto che le mie classi non ci saranno e io risulto "a disposizione del Circolo". è così? Quali riferimenti normativi sussistono? cordialmente

 

Risposta:

E' proprio così.
Se le tue classi sono in gita, tu comunque sei in servizio.

 

 

 

Buongiorno prof.Incampo,

ecco di seguito il mio orario :

LUN:     08:30 – 12:30 I.C.  X   14:30 – 16:30 I.C. X           16:45 – 18:45 Collegi

MAR:    08:30 – 12:30 I.C. X         14:30 – 16:30 I.C. X

MER:     10:30 – 12:30 I.C. Y          14:30 – 16:30 I.C. Y        

GIO:      08:30 – 12:30 I.C. X

VEN:  (Si segue orario alternato della docente di classe) :

                1° e 3° Settimana              10:30 – 12:30 I.C. X

                2° e 4° Settimana             14:30 – 16:30 I.C. X

La problematica è la seguente :

La Dirigente dell’I.C. X ha concesso 4 ore totali di allattamento così suddivise :

LUN= -2 ore di programmazione;            MAR= - 1 ora  08:30 – 09:30;       GIO= - 1 ora   08:30 – 09:30

La dirigente dell’I.C. Y nega ore di allattamento.

Cordiali Saluti

 

Risposta:

I riposi giornalieri per allattamento sono previsti dal Decreto Legislativo numero 151 del 26 marzo 2001 e sono un diritto, questo significa che la lavoratrice madre deve essere messa in condizione di poter allattare.
L’articolo 39 del Decreto legislativo numero 151 del 26 marzo 2001 intitolato “Riposi giornalieri della madre” recita così: 
“1. Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore.
2. I periodi di riposo di cui al comma 1 hanno la durata di un’ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro. Essi comportano il diritto della donna ad uscire dall’azienda.”
3. I periodi di riposo sono di mezz’ora ciascuno quando la lavoratrice fruisca dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.
Essendo l’orario di lezione inferiore a sei ore giornaliere articolato in cinque giorni, hai diritto ad una sola ora giornaliera.
Dovrai concordare con i due Dirigenti scolastici l’ora giornaliera che dovrai dedicare all’allattamento del figlio a prescindere dal numero delle ore prestate nei due Istituti Comprensivi.
Inoltre è possibile concordare con i Dirigenti scolastici la possibilità di esonero per le ore spettanti.
In ultimo ti ricordo che in merito all’allattamento c’è la vigilanza dell’Ispettorato del Lavoro il quale può intervenire in caso di mancato accordo tra docente e Dirigente.

 

 

 

Ho conseguito il Magistero in Scienze Religiose durata quadriennale (vecchio ordinamento pedagogico-didattico), accademicamente eretto e sponsorizzato dalla Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di Napoli con sezione staccata nella città di Potenza;  in più ho anche conseguito la Laurea di Primo Livello in Scienze Storico-Religiose, Classe N. 38 Scienze Storiche, presso la Facoltà di Lettere e Filosofie de La Sapienza in Roma, POTREI ACCEDERE AL CORSO DI SPECIALIZZAZIONE NEL SOSTEGNO PER LA SCUOLA PRIMARIA  DI PRIMO E SECONDO GRADO?

In attesa di una risposta la saluto cordialmente

 

Risposta:

No, perché per poter accedere a tali corsi è necessaria una laurea di secondo grado.

 

 

 

 

Volevo porre questo quesito: ho conseguito la laurea triennale nell'I.SS.R. in data 23 febbraio 2011, ho fatto una supplenza nell'anno 2007/08 e lavoro con incarico annuale dal 2008/09 nelle scuole dell'infanzia e primarie, devo conseguire la laurea magistrale in scienze religiose per poter continuare l'insegnamento entro la data del 2017 oppure sono esente? la ringrazio e le porgo i miei cordiali saluti.

 

Risposta:

Deve necessariamente conseguire la laurea quinquennale, altrimenti…

 

 

 

Gent.mo prof,

sono un insegnante di religione con supplenza annuale al 31 agosto, da quest'anno senza titolo per la nuova intesa.

Io e mia moglie abbiamo una bambina di 6 mesi.

1- Nella mia situazione giuridica ho diritto all'aspettativa per paternità?

2- Retribuita o non retribuita?

3- Possiamo prendere contemporaneamente alcuni giorni di aspettativa sia io che mia moglie?

4- Se mia moglie è in Malattia o in ferie, posso prendere io l'aspettativa?

La ringrazio, a presto

 

Risposta:

Il tema dei congedi parentali è stato disciplinato dal contratto economico sul secondo biennio 2000-2001 in quanto la legge numero 53 dell’8 marzo 2000 prima e il Testo Unico sulla maternità poi avevano dato più organicità e più garanzie a tale materia.

Infatti il comma 1 dell’articolo 11 di detto Contratto recita testualmente:

Al personale dipendente si applicano le vigente disposizioni in materia di tutela della maternità contenute nella legge numero 1204/1971, come modificata ed integrata dalle leggi numero 903/1977 e numero 53/2000”

La formulazione di detto comma non fa più distinzione di destinatari di contratto a tempo determinato e destinatari a tempo indeterminato, ma estende i benefici “Al personale dipendente”.

Infatti dal comma 2 in poi si farà sempre riferimento “alla lavoratrice”.

Questo significa che l’insegnante di religione cattolica pur essendo destinataria di contratto a tempo determinato gode degli stessi benefici delle insegnanti con contratto a tempo indeterminato.

Di conseguenza le insegnanti di religione lavoratrici madri avranno diritto:

  1. Per l’astensione obbligatoria e/o astensione per complicanza della gestazione all’intera retribuzione e non più all’80%;
  2. Per l’astensione facoltativa, che è di durata massima di sei mesi nei primi tre anni di vita del bambino, all’intera retribuzione  nei primi trenta giorni e al 30% per il restante periodo;
  3. Per la malattia del bambino all’intera retribuzione per un mese ogni anno fino al terzo anno di vita del bambino;
  4. Per la malattia del figlio alla retribuzione pari al 30% 5 giorni all’anno per il figlio da 3 a otto anni.

 

A conferma di quanto scritto, si ricorda che l’ARAN, in caso analogo, al quesito “Le norme a tutela delle lavoratrici madri si applicano anche ai dipendenti a tempo determinato? – quesito formulato dal comparto Regione ed Autonomie Locali - ha così  risposto: “L’articolo 7 comma 10 del CCNL del 14.9.2000 prevede espressamente che al personale a tempo determinato si applica lo stesso trattamento giuridico ed economico del restante personale a tempo indeterminato salvo le eccezioni espressamente indicate nello stesso articolo. Pertanto le disposizioni a tutela delle lavoratrici madri si applicano anche al personale a tempo determinato, negli stessi modi previsti per il restante personale, anche per quanto riguarda la retribuzione. Precisiamo, inoltre, che il trattamento economico spettante in caso di astensione obbligatoria per maternità, a differenza per quanto previsto dall’astensione facoltativa o per le ipotesi di malattie, nei rapporti a tempo determinato continua ad essere corrisposto alla lavoratrice madre anche dopo la scadenza del termine del contratto”.

A scanso di equivoci faccio notare che la legge sulla maternità - cioè il Decreto Legislativo numero 151 del 20 marzo 2001 - vale sia per il dipendente regionale che per i pubblici dipendenti.

Vorrei inoltre far notare che il comma 2 dell’articolo 1 del succitato Decreto Legislativo recita testualmente “Sono fatte salve le condizioni di maggior favore stabilite da leggi, regolamenti, contratti collettivi, e da ogni altra disposizione”  e che l’articolo 3 stabilisce “Divieto di discriminazione” come appunto dice il titolo.

Questo significa che una lavoratrice madre sia essa dipendente regionale, o delle autonomie locali,  o pubblico dipendente, gode degli stessi benefici.

 

 

 

Gent.mo Professore, un insegnante di religione in servizio presso la nostra scuola , è stato assente dal lunedì al giovedì compreso. Per la sostituzione, non abbiamo potuto utilizzare la graduatoria in nostro possesso pervenutaci dalla Diocesi in quanto gli aspiranti erano già impegnati; quindi abbiamo provveduto attingendo un nominativo dalla nostra graduatoria di istituto di terza fascia su posto comune. Abbiamo agito correttamente?

Grazie

 

Risposta:

Assolutamente no.

L’insegnante di religione deve essere nominato sempre e solamente d’intesa.

Questo significa che comunque bisognava chiedere all’ufficio scuola il nominativo per poter poi stipulare il contratto con quest’ultimo.

La nomina dell’insegnante di religione cattolica non è mai un atti unilaterale.

 

 

 

Salve,

sono  una supplente IRC su un congedo parentale, nella scuola primaria. Vorrei sapere se i giorni di assenza per malattia sono retribuiti dalla scuola o vengono sottratti dallo stipendio.

Grazie, arrivederci

 

Risposta:

l pagamento delle supplenze per maternità è sempre a carico del Ministero.

 

 

 

Gentilissimo professor Incampo Vorrei porle questo quesito che da un po’ di giorni mi fa riflettere. Ho conseguito la triennale in scienze religiose (Baccalaureato) presso l'ISSR. Sono stato nominato supplente annuale presso due scuole medie inferiori. Volevo solo sapere: se non riesco a conseguire la laurea magistrale entro il2017 verrò rimosso dall'insegnamento? Inoltre vorrei sapere se in seguito la laurea triennale avrà una valenza per eventuali concorsi, dato che nella mia diocesi vi saranno molte persone che non avranno conseguito il titolo magistrale entro il 2017.

Attendo impaziente la sua risposta.

 

Risposta:

Penso proprio di no.

Non è il titolo che abilita all’insegnamento della religione cattolica, ma il decreto di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano competente per territorio (Cfr. parere del Consiglio di Stato del 4 marzo 1958).

Questo significa che se l’Ordinario ti propone, anche senza titolo, nessun dirigente può rifiutarsi di sottoscrivere il contratto, anche dopo il 2017.

 

 

 

Buonasera,

sono un'insegnante IRC.

Volevo sottoporre questa situazione: nell'istituto comprensivo dove insegno la dirigente una volta al mese circa, oltre alle due ore di team/programmazione settimanali (da contratto) inserisce ulteriori due ore aggiuntive di programmazione per ambito (oltre le due ore di team) nella stessa settimana. A me sinceramente ciò non sembra corretto ma vorrei chiarimenti se possibile. Vi ringrazio.

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che tutti gli incontri devono essere calendarizzati.  

Infatti il CCNL prevede che gli impegni non devono essere superiore a 40 ore per i consigli di classe o interclasse e non superiore a 40 ore per i collegi docenti.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo,

sono in possesso del diploma di Scienze Religiose conseguito nel 2007.

Come servizio:

- a.s. 2008/09 contratto di supplenza annuale 10/09/2008 - 10/06/2009 (22 + 2); contratto di supplenza annuale dal 10/09/2008 - 31/08/2009 2 h (tot: 24 + 2) .

- a.s. 2009/10: contratto annuale dal 01/09/2009 al 31/08/2010 (20 + 2)

- a.s. 2010/11: contratto annuale dal 01/09/2010 al 31/08/2011 (20 + 2)

- a.s. 2011/12: contratto annuale dal 01/09/2011 al 31/08/2012 (22 + 2)

- a.s. 2012/13: contratto annuale dal 01/09/2012 al 31/08/2013 (24 + 2)

Il titolo è sufficiente per l'insegnamento o rischio il prossimo anno di trovarmi supplente annuale?

Grazie

 

Risposta:

Con il titolo posseduto, cioè il Diploma in Scienze Religiose, il collega può continuare ad insegnare religione cattolica come incaricato annuale anche dopo il 2017.

 

 

 

Buonasera prof e grazie per la sua disponibilità. Insegnando a tempo indeterminato per due ore settimanali in una scuola paritaria, la diocesi valuta il punteggio di 0,50 cent ogni anno giustificando che due ore non sono sufficienti ma ci vorrebbe una cattedra completa per avere il punteggio pieno: 6 punti. E' possibile questo?

 

Risposta:

Le diocesi non sono vincolate da nessuna norma “statale” per formulare gli elenchi diocesani.

 

 

 

Buonasera
desidero sottoporre il seguente quesito:
- e' possibile autorizzare quale alternativa all'ora di Religione l'attività "Il cinema a scuola"?
(mi sembra penalizzante per la materia e discriminante per gli alunni che scelgono di fare Religione)
- dal momento che la normativa non e' chiarissima possiamo ottenere maggior chiarezza?
Grazie
Cordiali saluti


Risposata:
Assolutamente no.
Perchè la stessa possibilità che viene offerte agli alunni non avvalentesi deve essere offerta aglia alunni avvalentesi.

 

 

 

Gent.mo prof.Incampo,

sono una docente IRC della scuola primaria e anche quest’anno, con l’avvicinarsi del Natale e dei relativi preparativi, devo lottare contro colleghi e genitori (per fortuna non dirigenti, come ho letto sui giornali, da altre scuole!) che in nome del “rispetto della diversità” si oppongono a canzoni, presepi, addobbi e recite.

Può aiutarmi a dare una risposta convincente?

La ringrazio.

 

Risposta:

Ritengo che qualsiasi attività didattica e, a maggior ragione argomenti del programma della propria disciplina per i quali si intende proporre alla classe un approfondimento, debbano raccordarsi con la programmazione di interclasse e soprattutto tener conto delle finalità del POF.

Ora tra le finalità della scuola non può non esserci quanto la Civiltà Cattolica in un editoriale del n. 3637 del 5 gennaio u.s. indicava: “La scuola dovrebbe insegnare agli alunni il rispetto reciproco delle convinzioni religiose che, se sono diverse e anche contrastanti su alcuni punti essenziali, non sono e non possono essere nemiche e tanto meno odiarsi…”

Un POF che si rispetti ha una finalità culturale e formativa e può rettamente accogliere qualsiasi iniziativa che è in sintonia con tali finalità, purché tale collaborazione e qualsiasi intervento esterno alla scuola restino in linea con tali finalità e non abbiano altri intenti come per esempio una attività di proselitismo.

Tocca certo al collegio dei docenti verificare queste caratteristiche ed accettare quanto proposto dal docente della disciplina nel rispetto della finalità della scuola.

L’attenzione al pluralismo culturale e religioso oggi di fatto esistente nella nostra nazione, e non solo in essa, deve favorire non soltanto un atteggiamento di tolleranza ma anche capacità di dialogo con chi culturalmente e religiosamente è da noi diverso e la scuola non può non essere sensibile a sviluppare un clima di tolleranza e di dialogo nella reciproca conoscenza.

Sempre nella stessa Civiltà Cattolica nel numero 3638 del 19.01.02 si dice:

Quanto debba essere vasto questo dialogo, e perciò quanto sia complesso, lo si deduce da un documento vaticano che parla di:

1) dialogo della vita, dove le persone si sforzano si sforzano di vivere in uno spirito di apertura e di buon vicinato, condividendo le loro gioie e le loro pene, i loro problemi e le loro preoccupazioni umane;

2) dialogo delle opere, dove i cristiani e gli altri collaborano in vista dello sviluppo integrale e della liberazione della gente …”

Quanto alle motivazioni riguardanti il preteso rispetto di una cultura,  prego di leggere e possibilmente far leggere l’editoriale di “La Civiltà Cattolica”, numero 3637 del 5 gennaio 2002 dove tra l’altro si dice: “Non si rende un buon servizio [al nostro Paese] quando si tenta di privarlo dell’eredità cristiana, perché il cristianesimo – lo si voglia o no – ha permeato tutta la storia, le istituzioni sociali, il diritto, la letteratura, l’arte del nostro Paese e perfino il carattere, il modo di pensare e di sentire dei suoi abitanti” (pagina 8) e poco sopra aveva affermato: “ In realtà il pericolo che corre il nostro Paese è quello della perdita di una parte essenziale della propria identità spirituale e culturale”.

Dopo tutta la vicenda del Crocifisso nella scuola e nel luoghi pubblici con quel che ne è seguito di risposte da parte di tutte o quasi le componenti della cultura, mi sembra un po’ anacronistico riproporre dei veti a un segno, sia esso il Crocifisso o il presepe, che è fortemente espressivo delle nostre radici e della nostra identità cristiana e cattolica.

Per concludere sono dell’avviso che la proposta della docente di religione, nel rispetto della finalità della scuola, possa essere accolta come contributo positivo alla formazione integrale degli alunni anche se, per una piena realizzazione del dialogo interreligioso deve essere coinvolta anche la comunità cristiana cattolica, chiedendo a questa uno sviluppo pieno delle iniziative di collaborazione.

 

 

 

Gentilissimo prof grazie per aver risposto al mio quesito. avrei un'ulteriore richiesta: avrei bisogno di un supporto normativo in riferimento a ciò che mi ha scritto nella precedente e-mail.

Grazie di nuovo e a presto.

 

Risposta:

Come valutare l’anno di servizio? e a chi può essere attribuito l’anno di servizio?

L’articolo 4 del Decreto Legislativo numero 370 del 16.6.1970 recita: “Ai fini del riconoscimento (della ricostruzione di carriera) il servizio di insegnamento è da considerarsi come anno scolastico intero, se ha avuto la durata prevista, agli effetti della validità dell’anno, dall’ordinamento vigente al momento della prestazione.

Si intende per anno di servizio quello prestato anche da supplente temporaneo e non solo da incaricato, purché comprenda almeno 180 giorni di servizio.

Un parere del Consiglio di Stato e precisamente il numero 2799/97 del 14.1.1998 a rettifica del precedente parere numero 1108 del 16.11.94 sezione II, ha disposto, a seguito di “sopravvenute disposizioni interpretative della legge 576/70 (vedi CM 43/92) che il servizio non di ruolo prestato con i requisiti richiesti dalla legge sono valutabili ai fini del riconoscimento giuridico ed economico e quindi ai fini della ricostruzione di carriera”. Il servizio di insegnamento di religione cattolica, in quanto servizio non di ruolo prestato nelle scuole statali, può concorrere al riconoscimento ai fini della ricostruzione di carriera.

La legge 124 del 3 maggio 1999 al comma 14 dell’articolo 11 tra l’altro, definitivamente sciogliendo ogni dubbio interpretativo sulla validità dell’anno scolastico, ha chiarito che “Il comma 1 dell’articolo 489 del Testo Unico è da intendere nel senso che il servizio di insegnamento non di ruolo prestato a decorrere dall’anno scolastico 1974/75 è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale”.

Concludendo si chiarisce che l’insegnante di religione, se ha realizzato quattro anni di servizio o interi o anche solo di 180 giorni, purché con il titolo di qualificazione professionale, ha diritto alla ricostruzione di carriera.

 

 

 

Gentile prof ho conseguito il magistero e sto per conseguire la specialistica in scienze religiose. Insegno in una scuola paritaria con contratto a tempo indeterminato per 2 ore a settimana. Ai fini di una graduatoria diocesana il punteggio di servizio svolto nell'anno equivale a 6 punti? o le ore di insegnamento non sono sufficienti per farlo maturare? Grazie.

 

Risposta:

L’anno scolastico vale a prescindere dalle ore di insegnamento.

Infatti la validità dell’anno si ha solo con un minimo di 180 giorni.

 

 

 

Ho 15 ore di religione nella primaria posso accettare una supp a completamento di 8 ore nella secondaria per una classe di concorso?

Grazie

 

Risposta:

No.

Potresti accettare una supplenza solo nel grado scolastico dove stai insegnando, cioè, nel tuo caso, nella scuola primaria.

 

 

 

Buongiorno

sono un insegnante di religione con contratto a tempo determinato (sto infatti terminando gli studi per il conseguimento del titolo) in servizio da tre anni.

Ho richiesto al Dirigente Scolastico dell'istituto presso cui prestato servizio (previo consenso della Curia)un periodo d'aspettativa non retribuita  per motivi di studio dal 15 gennaio al 10 giugno.

La scuola si è mostrata propensa a concederla qualora previsto dalla norma, ma ha mostrato delle perplessità circa la normativa di riferimento, poichè l'art 18 che disciplina questo tipo di aspettativa si riferisce esplicitamente solo agli IDR con progressione di carriera e 4 anni di anzianità (equiparati ai docenti con contratto a tempo indeterminato).

La mia posizione non rientrerebbe nel successivo comma del suddetto articolo in quanto anch'io sono una docente a tempo determinato, anche se di religione?

Resto in attesa di un cortese riscontro.

 

Risposta:

Il secondo comma dell’articolo 18 del CCNL 2007 recita così: “L'aspettativa è erogata anche ai docenti di religione cattolica di cui all'art. 3, comma 6 e 7 del D.P.R. n. 399/1988, ed al personale di cui al comma 3 dell'art. 19 del presente CCNL, limitatamente alla durata dell'incarico”.

Questo significa che potrai godere di tale beneficio solo se sei destinatario di decreto di ricostruzione di carriera e di orario completo, altrimenti la scuola non potrà erogarti tale possibilità.

 

 

 

Gentile professore, volevo chiedere che differenza c'è tra diploma di scienze religiose e la laurea triennale. Ho intenzione di prendere la laurea triennale in scienze religiose. Volevo sapere se con laurea civile che già posseggo e laurea triennale in scienze religiose sarà possibile insegnare religione cattolica. Grazie in anticipo per la risposta.

 

Risposta:

La laurea triennale in Scienze Religiose non è spendibile per insegnare religione cattolica.

Mentre il diploma in Scienze religiose è spendibile per l’insegnamento.

 

 

 

Ho conseguito il magistero in scienze religiose e sto per conseguire il biennio specialistico in scienze religiose. Insegno religione in una scuola dell'infanzia paritaria con contratto a tempo indeterminato solo per due ore a settimana, ai fini della graduatoria, quanto sarà valutato il mio servizio? Grazie

 

Risposta:

Un anno.

Infatti l’anno vale a prescindere dalle ore, ma dai giorni.

 

 

 

Gentile professore, mi sono diplomata al liceo socio-psico-pedagogico nel 2002, mi sono laureata in sociologia conseguendo sia la triennale che la magistrale, vorrei inserirmi nelle graduatorie d'istituto relative alle scuole materne, vorrei sapere dove reperire la domanda, entro quali termini bisogna presentarla, la procedura da seguire?

grazie, saluti.

 

Risposta:

Le domande per l’inserimento nelle graduatorie d’istituto si presentano a cadenza biennale.

Questo significa che bisognerà l’emanazione della prossima Ordinanza Ministeriale.

 

 

 

Buon giorno, sono in possesso del titolo di magistero in scienze religiose però ho fatto solo qualche mese d i supplenza. Allo stato attuale delle cose sono fuori dai giochi. Però mi chiedo se sia giusto che per rientrare in graduatoria io debba frequentare per altri 3 anni la facoltà, come mi è stato detto dalla segreteria arrivando quindi a 7 anni di studio. Quando chi si è iscritto dal primo anno di corso, per ottenere lo stesso titolo ne fa solo 5.

Grazie.

 

Risposta:

L’Intesa del 2012 prevede la laurea magistrale in scienze religiose per poter insegnare religione cattolica nella scuole pubbliche.

Però la stessa Intesa prevede che sono fatti salvi i diritti di tutti coloro che, in possesso dei titoli all'epoca richiesti, hanno inse­gnato continuativamente religione cattolica per almeno un anno .

Questo significa che se entro il 2017 insegnerai per un anno, potrai stare tranquilla.

 

 

 

Gentile collega sono un insegnante di ruolo e dopo 25 anni ho fatto domanda di utilizzazione (stessa diocesi ) in altra scuola vicino casa. La segreteria non vuole accettare la mia richiesta di ricongiungimento del fascicolo perchè mi considera utilizzata e non trasferita definitivamente. Mi chiede una normativa dove si evinca la differenza tra utilizzazione e trasferimento. confido in una soluzione attendo da 2 anni. Grazie

 

Risposta:

Io chiederei alla segreteria quale norma parla di titolarità di sede dell’insegnante di religione cattolica.

Comunque puoi far leggere alla segreteria la seguente nota del MIUR.

 

Ecco la nota del 26 aprile 2011

Agli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

Oggetto: O.M. 29 dell’8.4.2011 sulla mobilità degli insegnanti di religione cattolica.

 

Chiarimento sul punteggio relativo alla continuità didattica.

Facendo seguito alla nota ministeriale prot. n. AOODGPER 3080 dell’8.4.2011 con cui è stata trasmessa l’O.M. di cui all’oggetto ed in considerazione dei numerosi quesiti pervenuti a questo Ufficio in merito all’attribuzione agli insegnanti di religione cattolica del punteggio relativo alla continuità didattica si rende necessario precisare quanto segue.

Fermo restando che la condizione di soprannumerarietà per gli insegnanti di religione di ruolo è riferita all’organico regionale articolato per diocesi e non alla singola istituzione scolastica, sulla quale detti insegnanti non possono vantare alcuna titolarità, la continuità nella sede di servizio va valutata anche per il personale in questione secondo il punteggio indicato nell’allegato D del CCNI sulla mobilità sottoscritto il 22.2.2011 in analogia con quanto riconosciuto ai docenti titolari di dotazione organica di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado e secondo le indicazioni contenute nelle note 5 e 5 bis riportate in “Note comuni alle tabelle dei trasferimenti a domanda e d’ufficio” del CCNI stesso.

IL DIRETTORE GENERALE

- Luciano Chiappetta –

 

 

 

Buongiorno Professore, sono un'insegnante di religione presso tre scuole dell' infanzia (due istituti comprensi vi). Sono incaricata annuale per un totale di 10,30 ore. nella proporzione oraria del piano delle attività devo includere anche i collegi docenti oppure è obbligatoria la partecipazione?molti mi forniscono info diverse, dirigente inclusa. Grazie

 

Risposta:

Sicuramente.
La norma prevede 40 ore per i consigli e 40 per i collegi. Naturalmente tutto in proporzione alle ore di insegnamento per ogni istituto.

 

 

 

Gent. mo prof. Incampo, ho il diploma magistrale sperimentale anno 1993/1994, ho una laurea civile in scienze ambientali conseguita nel 2002-2003 che mi consente di insegnare in terza fascia nella classe di concorso A059 dal 2008. Ho 2 anni continui sulla A059, 1 anno ( anno 2010) A059 con contratto dal 2 febbraio al 9 giugno, interrotto il 10 giugno ripreso l'11 per scrutinio, e 176 giorni continui nel 2007 dal 25 giugno in poi nella classe A060. Posso accedere al tfa speciale? Inoltre nel 2012 ho conseguito il magistero di 5 anni ma non ho servizio specifico. Devo conseguire anche il biennio di specialiazzazione per poter insegnare religione? (conoscendo l'ultima novità entro il 2016 2017) Bisogna avere 180 giorni di servizio necessariamente in religione? grazie infinite.

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che i TFA speciali, altro non sono che i corsi di formazione iniziale riservati ai docenti che possono vantare determinati requisiti di servizio svolto tra l’a.s. 1999/2000 e il 2011/12.

Allo scrivente non risulta che siano stati attivati.

Quanto al titolo ti faccio notare che se sei in possesso del magistero devi necessariamente avere un anno di servizio continuativo, altrimenti non lo potrai spendere per l’insegnamento.

 

 

 

Gentile prof. Incampo. Ho una certa confusione riguardo l'IRC. I miei titoli per l'IRC sono i seguenti: 1) Laurea in Lingue 2) Laurea triennale in Scienze Religiose 3) Un anno di insegnamento continuativo Questi titoli sono sufficienti per l'IRC a partire dal 2017?

 

Risposta:

Secondo la nuova Intesa non sei in possesso di nessun titolo di qualificazione professionale.

Questo significa che devi necessariamente conseguire la laurea quinquennale.

 

 

 

Gentile Professore, sono una docente di scuola dell'infanzia statale, desidererei sapere se durante l'ora di religione ho l'obbligo di rimanere in classe con la docente di IRC o devo uscire dall'aula.

 

Risposta:

L’insegnate di religione specialista tanto entra nella sezione perché tu non hai dato la disponibilità o sei non idonea.

Questo significa che necessariamente la specialista di religione deve stare “sola”.

Inoltre ti ricordo che l’IRC non è in compresenza.

 

 

 

Spett.le prof. Incampo insegno religione nella scuola primaria con contratto a tempo determinato dal 1990,ho conseguito il diploma magistrale nel 1986. Potrò continuare a lavorare solo con questo titolo visto le ultime norme suglo ?  RINGRAZIO per questo prezioso aiuto buona giornata.

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla.

Con il titolo da te posseduto non solo puoii continuare ad insegnare, ma potrai partecipare ad eventuali concorsi.

 

 

 

Gentile prof, ho conseguito il magistero in scienze religiose nel 1992 ed ho insegnato religione fino all'anno 2001. Sono poi entrata in ruolo nella scuola primaria. le chiedo se il titolo può essere riconosciuto ai fini della graduatoria d'istituto?

 

Risposta:

Certamente!

 

 

 

Gentile Prof. Incampo, sono un'insegnante di religione con incarico annuale dall'anno accademico 2011/2012 per un totale di 16 ore più una di programmazione e quest'anno sono incaricata nella stessa scuola. Ho completato gli esami di idoneità e sono iscritta al secondo anno di scienze religiose che seguo con profitto. Avendo già conseguito una laurea magistrale in lingue ( il vecchio corso di studio il così detto "Vecchio Ordinamento") nell'anno 2006 vorrei sapere se devo conseguire solo il diploma di scienze religiose o proseguire con il biennio. Grazie.

 

Risposta:

Sì devi conseguire la laurea quinquennale, perché quella triennale non è spendibile per l’insegnamento.

 

 

 

Buongiorno, questo è il 5° anno che ho un incarico annuale dal 1° settembre al 31 agosto (2 anni in scuole primarie e 3 in scuole secondarie). Tutti gli anni ho avuto una cattedra ad orario completo, tranne un anno in cui ho avuto solo 15 ore alle scuole secondarie. Inoltre ho fatto per alcuni anni precedenti varie supplenze sempre di religione. Posso richiedere la ricostruzione di carriera? Grazie

 

Risposta:

Sicuramente!

Ti allego il facsimile di domanda.

Al Dirigente Scolastico

“Denominazione della scuola”

CITTA’

 

 

Oggetto: applicazione dell’ultimo comma dell’articolo 53 della legge numero 312 dell’11.7.1980 e successive modificazioni.

 

 

 

Il sottoscritto professor _______________________nato a _________________ il ____________________ docente incaricato di religione cattolica presso questa scuola

CHIEDE

l’applicazione della legge in oggetto.

A tal fine dichiara di aver prestato i seguenti servizi:

  1. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  2. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  3. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  4. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  5. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  6. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  7. Dal_______al_______ presso la scuola_________________
  8. ………………………………

 

Con osservanza,

Data                                                                               Firma

 

 

 

Gentile professore, ho un diploma in dirigente di comunità . Nel 2007 mi sono iscritta all'ISSR.( laurea triennale con FACOLTA' dei due anni aggiuntivi, ma nulla ancora era chiaro) Dal 2008 ho sempre lavorato alla primaria. Nel 2008 ho prestato supplenza per una maternità -da settembre (2008) a giugno 2009. Successivamente ho prestato servizio per un anno: settembre 2009- settembre 2010 Nel settembre 2010 a giugno 2011 ho prestato supplenza per una Poi in altra scuola da settembre 2011- fino a settembre 2012 Finalmente nell'ottobre 2012 ho conseguito la laurea in scienze religiose e nel settembre 2012 ho ricevuto l'incarico annuale. Devo integrare con i due anni? Grazie Attendo risposta

 

Risposta:

Sicuramente. 

Il titolo da te posseduto non è spendibile per l'insegnamento

 

 

 

Ho conseguito nel 1999 la laurea in filosofia, nel 2005 il diploma diocesano in scienze religiose, nel 2007 il master in bioetica, nel 2009 il magistero accademico rilasciato della facoltà teologica di Sicilia. Ho inoltre insegnato presso le scuole medie e superiori, oltre che saltuariamente prima del 2007, nell'a/s 2011-2012 come supplente temporaneo per giorni 192.

Devo integrare i miei titoli?

 

Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che sei in possesso del Magistero ma non hai mai avuto un incarico, e mai un anno continuativo.

Se è così devi necessariamente conseguire il nuovo titolo, cioè della laurea quinquennale.

 

 

 


Vorrei sapere se il titolo di Magistero conseguito in un Istituto Superiore di Scienze Religiose della durata di 5 anni (ossia 4 anni per il diploma + 1 anno per il magistero, anno 2008) è valido per la nuova intesa 2017. Ho anche preso idoneitànel 2009. Sono normalmente inserita nelle graduatorie ma ancora nessuna supplenza. Grazie, a presto

 

Risposta:

Se non hai nessun anno continuativo, il tuo titolo non è valido.

 

 

 

Gentile prof. Incampo, grazie per la risposta al mio quesito. Volevo inoltre chiederLe: gli anni di servizio come IDR potrebbero valere per accedere ai TFA speciali (per le classi di concorso che richiedono la laurea magistrale in Filosofia, come nel mio caso)

 

Risposta:

Purtroppo no.

Con laa sentenza  numero 343 del 22 luglio 1999 pubblicata in G.U. numero 30 del 28 luglio 1999, la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale che era stata sollevata dal TAR del Lazio in merito ad alcuni articoli della Costituzione, e precisamente il primo comma dell’articolo 3 e dell’articolo 97 oltre agli articoli 2 e 11 del decreto legge numero 357/89 convertito in legge numero 417/89 proprio nella parte in cui si escludeva la partecipazione degli insegnanti di religione cattolica dalla sessione riservata degli esami di abilitazione.

Infatti il decreto legge sopracitato non prevedeva la partecipazione degli insegnanti di religione, perché “…l’insegnamento da essi prestato non è compreso tra quelli relativi a classi di concorso …”.

Secondo il TAR del Lazio, invece, la non partecipazione degli insegnanti di religione cattolica violava il principio di uguaglianza e di buon andamento della pubblica amministrazione “…in quanto non sarebbe giustificata la disparità di trattamento di questa categoria di insegnanti, il cui stato giuridico è equiparato a quello degli altri insegnanti non di ruolo, i quali invece verrebbero ammessi a partecipare ai concorsi per titoli a sostenere gli esami di abilitazione nella sessione riservata, anche per gli insegnamenti diversi da quelli per i quali hanno prestato servizio, purchè in possesso del titolo di studio richiesto..."

 A giudizio della Corte Costituzionale, invece,  “…L’insegnamento non costituisce una generica e comune esperienza didattica da far valere in ogni settore disciplinare, ma uno specifico elemento di qualificazione professionale per impartire l’insegnamento corrispondente al posto di ruolo cui si intende accedere. Difatti, nello stesso contesto normativo, il legislatore ha disposto che il servizio riferito ad un insegnamento diverso da quello inerente al concorso non sia valutato quale titolo (art. 2, comma 17, del decreto-legge n. 357 del 1989)….”, e  “…non è assimilabile quella degli insegnanti di religione, il cui servizio è prestato sulla base di specifici profili di qualificazione professionale (determinati con l’intesa tra autorità scolastica e Conferenza episcopale italiana, cui ha dato esecuzione il d.P.R. 16 dicembre 1985, n. 751), i quali, di per sé, non costituiscono titolo di accesso ad altri insegnamenti….”

Risulta allo scrivente che alcune organizzazioni sindacali hanno invogliato a far domanda non si sa per quali ragioni, altre, poche veramente, hanno ritenuto opportuno non far partecipare gli IdR per la chiarezza delle norme e della giurisprudenza.

 

 

 

Gent. Prof. Incampo, insegno religione cattolica nella scuola dell’Infanzia e Primaria dal 2006. I miei titoli di studio sono: diploma sociospicopedagogico conseguito nel 2004 e laurea magistrale in Filosofia conseguita nel 2010. Sono tutt’ora iscritta al secondo anno di Scienze Religiose. Volevo chiederLe se in base all’Intesa di giugno sarò obbligata a proseguire fino alla laurea magistrale in Scienze Religiose o se basterà la triennale che l’anno prossimo conto di raggiungere. (Per i primi tre anni il mio incarico era annuale, dopodiché sono stata nominata come supplente senza titolo) La ringrazio per l’attenzione e la disponibilità!

 

Risposta:

Al momento ti rispondo che dovrai conseguire la laurea quinquennale.

Ho scritto al momento, perché mi risulta che è allo studio una possibilità di far valere come titolo la laurea civile e la laurea triennale in scienze religiose.

 

 

 

Egregio Prof. Incampo.

Ho conseguito il Diploma in Scienze religiose e ho insegnato solo per brevi periodi di tempo in diverse scuole pubbliche. Di recente ho la possibilità di insegnare religione in una scuola materna paritaria per un intero anno scolastico. Vorrei sapere se devo continuare il mio percorso di studi o se sono in regola con quanto prevede la nuova normativa .

Cordiali saluti

 

Risposta:

Sicuramente!

Infatti il punto 4.3.2 dell’Intesa 2012  recita così: “A far data dall'anno scolastico 2017-2018, sono in ogni caso da ritenere dotati della qualificazione necessaria per l'insegnamento della religione cattolica gli insegnanti che, riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano, siano provvisti dei titoli di cui al punto 4.3.1. e abbiano anche prestato servizio continuativo per almeno un anno nell'insegnamento della religione cattolica entro il termine dell'anno scolastico 2016-17. Sono altresì fatti salvi i diritti di tutti coloro che, in possesso dei titoli di qualificazione previsti dall'intesa del 14 dicembre 1985, come successivamente modificata, entro la data di entrata in vigore della presente intesa, abbiano prestato servizio, nell'insegnamento della religione cattolica, continuativamente per almeno un anno scolastico dal 2007-2008.

 

 

 

Egregio Prof. Incampo Sono un insegnante di religione presso la scuola primaria dal 1996-1997 cioè da circa 16 anni sempre con incarico annuale (10 ore settimanali) e da 10 anni sono anche insegnante di religione presso la scuola dell'infanzia (3 ore settimanali), sempre nello stesso istituto comprensivo e non sono insegnante curricolare. Ho sempre insegnato con il diploma dell'istituto magistrale, l'idoneità, quest'anno mi viene conferito una supplenza annuale, a partire dal 07 settembre, invece dell'incarico perchè non in possesso del titolo teologico cioè del diploma di ISSR Desidero sapere se è necessario conseguire il titolo teologico oppure posso continuare a insegnare tranquillamente presso la scuola Primaria e dell'infanzia solo con il diploma dell'istituto magistrale. Certa di una sua esauriente risposta che sia corredata da relativa legge le porgo distinti saluti.

 

Risposta:

Se sei in possesso del diploma magistrale puoi essere nominato come incaricato annuale e non come supplente annuale.

Infatti l’Intesa 2012 afferma al punto 4.3 che “I titoli di qualificazione professionale indicati ai punti 4.2.1. e 4.2.2. sono richiesti a partire dall'anno scolastico 2017-2018.”

 

 

 

Sono laureata in Scienze della Formazione primaria e abilitata all'insegnamento sul posto comune, quest'ann o infatti insegno in una classe quarta. Vorrei chiedere quale titolo devo possedere per insegnare come specialista su religione cattolica?

 

Risposta:

L’Intesa 2012 al punto 4.2.2 recita così: “L'insegnamento della religione cattolica può essere altresì impartito, ai sensi del punto 2.6, da insegnanti della sezione o della classe purché in possesso di uno specifico master di secondo livello per l'insegnamento della religione cattolica approvato dalla Conferenza episcopale italiana.”

 

 

 

Vi chiedo, se posso, un'ultima cosa: i crediti che lo stato e il Tesoro vanta nei confronti dei dipendenti, vedi il mio primo quesito sull'indennità (è un'indennità, un accessorio...?) non spettante per i mesi di luglio agosto, sono esigibili anche trascorsi cinque anni? O c'è un termine più ampio entro il quale lo stato possa richiederli? Perché nel mio caso mi si chiede anche la quota a partire dal 2006.

Grazie mille!!!

 

Risposta:

Il dipendente ha cinque anni di tempo per chiedere eventuali spettanze, lo Stato non ha limite di tempo.

 

 

 

Gentile Prof., volevo chiederLe un consiglio /quesito in merito alla nuova intesa per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole . Sono laureata in Filosofia Vecchio ordinamento e desideravo capire come accedere all'insegnamento della religione cattolica e quindi quale percorso di studi intraprendere: se è necessario conseguire la laurea Magistrale quinquennale o basterebbe il diploma come dal punto a.2) o ancora uno specifico master di secondo livello. Ed inoltre nell'eventualità di un'iscrizione al corso di Laurea quinquennale se verrebbero convalidati esami visto l'equipollenza con il corso di studio in Filosofia in mio possesso. Le chiedo la gentilezza di consigliarmi, per ottenere un titolo maggiormente "spendibile" nei prossimi anni per accedere all'insegnamento della religione cattolica. Ringraziandola in anticipoLe porgo Cordiali Saluti

 

Risposta:

L’insegnamento della religione cattolica è un insegnamento concordatario, per cui alcune procedure sono differenti dagli altri insegnamenti.

Questo significa che per insegnare detta disciplina non è sufficiente il solo titolo di studio, che potrai conseguire presso un presso un istituto superiore di scienze religiose approvato dalla Santa Sede, ma è anche importante avere un decreto d’idoneità all’insegnamento della religione cattolica rilasciato dal proprio Ordinario diocesano competente per territorio.

L’insegnante di religione, infatti, è un mandato, cioè è una persona che deve possedere tra i requisiti anche quelli previsti dal Codice di diritto Canonico.

Al numero 804 di tale Codice leggiamo infatti che “l’Ordinario del luogo si dia premure che coloro, i quali sono deputati come insegnanti della religione nelle scuole, anche non cattoliche, siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica”.

 

 

 

Buongiorno frequento l'istituto inter diocesano di scienze religiose come primo anno ordinario... sono nel frattempo 7 anni che insegno scienze tra medie superiori.. vorrei capire se con la nuova intesa del miur e della cei è ancora possibile per me insegnare religione dopo aver conseguito erano la laurea triennale in scienze religiose..

Cordiali saluti

 

Risposta:

Per poter insegnare religione cattolica nelle scuole pubbliche devi conseguire necessariamente la laurea magistrale in scienze religiose, cioè la laurea quinquennale.

 

 

 

Insegno religione nella scuola primaria e dell'infanzia sula base del diploma di liceo psico pedagogico conseguito nell'anno 1991. Mi potete chiarire le idee e specificare se anch'io dovrò adeguarmi alla nuova Intesa e conseguire un titolo abilitante diverso dal mio vecchio diploma?

Vi ringrazio e attendo Vs cortesi chiarimenti.

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla.

Hai titoli sia per continuare ad insegnare che per partecipare ad un eventuale concorso.

 

 

 

Gent.mo Prof Incampo ho conseguito il Magistero in scienze religiose nel 2008 ed ho avuto incarico annuale per l'anno scolastico 2011/2012 presso una scuola dell'infanzia paritaria. in base alla nuova intesa devo integrare con altri esami oppure posso stare tranquilla.

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla!

Il servizio svolto nelle scuole paritarie è valido.

Essendo tu in possesso del magistero in Scienze Religiose ed avendo maturato almeno un anno di incarico, hai sicuramente tutti i requisiti per continuare ad insegnare e partecipare ad un eventuale concorso.

 

 

 

Egregio Prof. Nicola Incampo, ho letto e-mail che avevate mandato sui chiarimenti riguardo l’intesa Miur-Cei ma avrei bisogno di analizzare il mio caso specifico.

 

Ho la nomina annuale Scuola Primaria da 5 anni (quest’anno è il 5 anno e sono in maternità), ho conseguito la Laurea in Scienze Religiose (Diploma in Scienze Religiose di 3 anni) in data 29 ottobre 2011. Ho conseguito la Laurea in Lettere Moderne (Quadriennale) nel Dicembre 2005. Precedentemente mi sono diplomata al Liceo Scientifico.

La domanda sorge spontanea:

per mantenere l’abilitazione come IDR per la Primaria, secondo la revisione dell’Intesa,  dovrò obbligatoriamente iscrivermi al Magistero ISSR (2ANNI)?

Dalla Curia non ho ricevuto nessuna indicazione in tal senso nonostante io abbia esposto più volte i miei dubbi.

La ringrazio anticipatamente per l’orientamento che saprà darmi.

Distinti saluti

 

Risposta:

Se sei in possesso del “Diploma in Scienze Religiose” allora sei in regola con quanto prevede la nuova Intesa.

Se invece sei in possesso della “Laurea in Scienze Religiose” devi necessariamente conseguire la laurea magistrale, cioè la laurea quinquennale, anche se sei in possesso della Laurea in Lettere Moderne.

 

 

 

Buongiorno

formulo la presente per sottoporre il seguente quesito - appartengo alla scuola secondaria di primo grado e desidero sapere se si puo' autorizzare quanto segue, poichè la Preside ha disposto: che ai ragazzi che hanno scelto di non avvalersi della religione in 6° ora (ultima ora), sia concesso di praticare l'ora, prevista generalmente  in quelle pomeridiane, dello strumento musicale.

Ringrazio per l'attenzione e sattendo un vostro cortese riscontro

Cordiali saluti.

 

Risposta:

Il Dirigente non può organizzare la scuola così!

Al punto 2.1 lettera a) dell’Intesa 2012, del DPR 202/90 e del DPR 751/85 leggiamo così: “il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica assicurato dallo Stato non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri per la formazione delle classi, alla durata dell'orario scolastico giornaliero e alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni;”

Questo significa che per nessun motivo può essere organizzata un’attività scolastica in parallelo all’IRC, cioè mentre nella classe del non avvalentesi si svolge l’ora di religione.

 

 

 

Pare che il Ministro Profumo abbia recentissimamente affermato che sarebbe opportuno un cambiamento: dall'ora di religione all'ora di storia. Riporto in modo piuttosto grossolano l'episodio chiedendole le ragioni di tale affermazione a distanza di due soli mesi dalla revisione concordataria sull'irc.

 

Risposta:

Ecco quanto scritto sul sito www.culturacattolica.it

“Credo che l’insegnamento della religione nelle scuole così come è concepito oggi non abbia più molto senso”. A dirlo è il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo che basa il suo ragionamento su un dato preciso: “Nelle nostre classi il numero degli studenti stranieri e, spesso, non di religione cattolica tocca il 30%”. A questo punto, aggiunge il ministro, “sarebbe meglio adattare l’ora di religione trasformandola in un corso di storia delle religioni o di etica”.
Secondo l’ultimo dossier sull’immigrazione della Caritas, tra i 700mila alunni figli di genitori stranieri, solo il 20% degli studenti stranieri è di religione cattolica. Il risultato è che, per la prima volta dal 1993, data della prima rilevazione, il numero degli alunni che non partecipano all’ora di religione ha superato il 10%. [tgcom.24]



Parafrasiamo l’affermazione del Ministro Profumo: “Credo che un ministro incompetente sugli argomenti che tratta non abbia più molto senso”. Chissà perché è così difficile che chi parla, prima cerchi di informarsi e di comprendere l’argomento che tratta?
Si è mai chiesto il nostro Ministro quali sono le ragioni che giustificano la presenza dell’IRC nella scuola dello Stato? Ha mai letto, il nostro, gli articoli del Concordato che lo istituiscono?
O ha mai provato a riflettere su quello che il Card. Martini (che tutti vogliono tirare dalla loro parte) ha detto in uno straordinario convegno organizzato da CulturaCattolica.it e da altre realtà che si occupano di questi argomenti? E quello che ha detto nella stessa occasione Paolo Mieli, ebreo di origine e laico di formazione? Per rinfrescargli la memoria cito alcuni passaggi.

 

  • Diceva il Card. Martini: «Perché e come entra l’insegnamento della religione “nel quadro delle finalità della scuola”? Entra per svolgere un servizio alla scuola e alle sue finalità. Abbiamo visto che una finalità della scuola è quella di porre il problema del rapporto dei dati scientifici e storici con il significato che essi hanno per la coscienza e la libertà. Orbene la coscienza e la libertà chiamano in causa i beni ultimi, universali, fondamentali dell’esistenza. Quello che, poi, la coscienza e la libertà decideranno circa questi beni, è un compito delle singole persone. Ma è compito della scuola porre correttamente il problema. L’insegnamento della religione, che riguarda appunto le questioni decisive, i fini ultimi della vita, aiuta la scuola a svolgere questo compito. L’aiuta entrando in dialogo con le altre materie di insegnamento, ma conservando una propria specificità, che non può essere confusa con gli scopi delle altre materie. […] Presentando il cattolicesimo nella scuola, la Chiesa aiuta gli alunni italiani a capire la cultura in cui vivono, perché, come dice anche il Concordato “i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano” (art. 9, par. 2)».
  • Così Mieli: «Io non sono cattolico, la mia famiglia è di origine ebraica e quando ero a scuola, trentacinque anni fa, ero esonerato dall’ora di religione. […] Da quel momento [l’incontro con un insegnante di religione cattolica capace], per i successivi cinque anni (i due anni del ginnasio e i tre anni del liceo), io rimasi, per scelta, a tutte le lezioni di religione e questo dialogo, a volte puntuto a volte condotto in spirito di franchezza e onestà, non un dialogo compiacente, è stato un momento fondamentale della mia vita. Io ero, appunto, un non credente che invitato a partecipare a quell’ora la sceglieva volontariamente, a differenza di tutte le altre ore di scuola. Le altre ore di scuola le facevo perché ero tenuto a farle, perché la famiglia mi obbligava a farle, perché dovevo crescere, dovevo diplomarmi, dovevo prendere la maturità e poi laurearmi. Quell’ora, invece, me la sceglievo, per cui nella storia della mia giovinezza l’ora di religione è l’ora della scelta, l’ora della libertà, l’ora del confronto, l’ora della crescita


Ministro Profumo, credo che queste semplici ragioni possano essere correzione alle sue asserzioni. È – l’ora di religione CATTOLICA – un servizio che vale per gli alunni che vogliano essere consapevoli della propria storia ed identità. E, nel caso di stranieri, anche se (o proprio se) di altra religione, l’occasione per integrarsi nell’ambiente e nella cultura in cui sono chiamati a vivere, anche da protagonisti!

 

 

 

Ho conseguito nel luglio 1988 il diploma di maturità d'istituto magistrale 4 anni, vorrei sapere se ha valore abilitante e pertanto se posso fare il concorso del 24/9/2012 per le insegnanti.

non ho mai fatto supplenze

 

Risposta:

Il comma numero 1 dell’articolo 2 del bando – intitolato REQUISITI DI AMMISIONE –  recita così: “Ai concorsi sono ammessi a partecipare i candidati in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia o primaria o secondaria di I e II grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, ivi compresi i titoli di abilitazione conseguiti all’estero purché riconosciuti con apposito decreto del Ministero.

2. Sono altresì ammessi a partecipare, ai sensi dell’articolo 2, comma 1 del decreto interministeriale 10 marzo 1997:

a) per i posti della scuola primaria, i candidati in possesso del titolo di studio comunque conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, ovvero al termine dei corsi quadriennali e quinquennali

sperimentali dell'istituto magistrale, iniziati entro l'anno scolastico 1997-1998;

b) per i posti della scuola dell’infanzia, i candidati in possesso del titolo di studio comunque conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali della scuola magistrale, ovvero dei corsi quadriennale o quinquennale sperimentale dell’istituto magistrale, iniziati entro l'anno scolastico 1997-1998.

 

 

 

Ho una laurea triennale, ho diritto ad avere punteggi se mi chiamano in un scuola paritaria.

Grazie mille.

 

Risposta:

La laurea triennale non è titolo di qualificazione professionale, quindi non puoi insegnare né in una scuola statale né in quella paritaria.

 

 

 

Salve Dott. Incampo, volevo un chiarimento perchè il baccalaureato in teologia rilasciato da una facoltà teologica è inferiore ad una laurea magistrale rilasciato da un'ISSR. grazie buona giornata

 

Risposta:

Perché l’articolo 2 del DPR numero 175/94 così recita: “I titoli accademici di baccalaureato e di licenza nelle discipline ecclesiastiche di cui all’articolo 1 , conferite dalle facoltà approvate dalla Santa Sede, sono riconosciuti, a richiesta degli interessati, rispettivamente come diploma universitario e come laurea con decreto del ministero della università …”

Il baccalaureato quindi non è laurea, ma diploma universitario  riconosciuto dal Ministero.

La laurea magistrale lo Stato la riconosce come  …. Laurea magistrale.

 

 

 

Gentile Prof. Incampo, sono un'insegnante di religione da circa 13 anni, ho la maturità magistrale conseguita nel 1996, non sono inserita in nessuna graduatoria, posso partecipare al concorso ordinario per insegnanti?

La ringrazio.

 

Risposta:

Mi pare proprio di no.

 

 

 

Salve Egregio Dottor Incampo, quest'anno mi sono iscritta al corso di laurea in scienze religiose della mia diocesi. Nel 1994 ho conseguito il diploma di scuola superiore all'istituto magistrale e nel 1999 ho superato il concorso magistrale, abilitandomi all'insegnamento nella scuola d'infanzia e, naturalmente, inserendomi nella graduatoria ad esaurimento di prima fascia, nella quale, ancora oggi, occupo la mia posizione. Nel 2004 mi sono, poi, laureata al corso di laurea in scienze dell'educazione quadriennale. Secondo quanto previsto dall'Intesa, potrei insegnare religione nella scuola d'infanzia e primaria con la sola laurea triennale in scienze religiose, o mi toccherà frequentare il quinquennio? In attesa di un suo responso ,Le porgo i miei ringraziamenti per il suo prezioso contributo!

 

Risposta:

Devi necessariamente conseguire la laurea quinquennale per poter insegnare anche nella scuola dell’infanzia e primaria.

 

 

 

Gentilissimo prof. io frequento l'ist di scienze religiose di Parma sono prossima a finire i tre anni volevo sapere se avendo il diploma di scuola magistrale, un diploma di cinque anni di maturità tecnica, avendo fatto religione a scuola e insegnando con incarico annuale da cinque anni, posso sperare in un futuro come insegnante dopo il 2017/2018... grazie mille

 

Risposta:

Dalla domanda capisco che sei in possesso del diploma magistrale e stai insegnando da cinque anni.

Se è così puoi stare tranquilla, potrai continuare ad insegnare nella scuola dell’infanzia e primaria.

 

 

 

Carissimo Professore, vorrei gentilmente da lei un chiarimento per quanto riguarda la nuova normativa per poter insegnare religione. Io ho conseguito il Diploma Accademico di Magistero in Scienze Religiose nel 2000, presso l'ISSR di Matera ed ho insegnato per solo quindici giorni nel 2001 nella Diocesi di Milano, e dal 2005 sono inserita nella diocesi di Matera, ma non ho mai insegnato, devo proseguire gli studi per poter insegnare ? Grazie mille professore per la risposta che mi darà.

 

Risposta:

Devi necessariamente conseguire il nuovo titolo, perché non hai mai insegnato religione.

 

 

 

Carissimo dott. Incampo. Vorrei chiedervi un'informazione, ho il Magistero in Scienze Religiose conseguito a Roma nel 2006, dal 2010 ho avuto l'incarico annuale prima per 5 e mezzo nella scuola elementare/materna, poi dall'anno successivo per 7 ore settimanali nella scuola media, anche quest'anno ho avuto l'incarico sempre per 7 ore settimanali, vista la nuova intesa del 28 Giugno per accedere all'insegnamento dal 2017 mi hanno detto nella mia Diocesi che devo conseguire il baccalaureato. Mi potrebbe dare delucidazioni in merito??? Poi se non le dispiace vorrei sapere qual'è il titolo più altro tra baccalaureato in teologia e laurea magistrale. grazie.

 

Risposta:

Essendo tu in possesso Magistero in Scienze Religiose ed un anno di insegnamento sei sicuramente in possesso dei titoli di qualificazione professionale previsto dall’Intesa.

Quanto poi alla seconda domanda ti faccio notare che il baccalaureato è inferiore alla laurea magistrale.

 

 

 

Egregio professore, potrebbe spiegarmi questo punto del l'intesa: "a coloro che siano in possesso di un diploma di scienze religiose rilasciato, entro l'ultima sessione dell'anno accademico 2013-14, da un istituto di scienze religiose riconosciuto dalla Conferenza episcopale italiana" Io ho una precedente laurea e sto ultimando il terzo anno all'issr di Milano. In pratica entro l'anno accademico 2013-14 dovrei finire e conseguire il diploma. Ma alcune persone dicono che il diploma sia solo quello rilasciato dopo il quinto anno. Mi aiuta a fare chiarezza? Devo allora continuare fino al titolo magistrale per poter insegnare alla primaria anche se poi l'intesa afferma che i titoli si richiedono solo a partire dal 2017?

 

Risposta:

Il diploma in Scienze Religiose non è la laurea triennale.

Questo significa che se consegui la laurea triennale non sarai in possesso di nessun titolo di studio per insegnare religione cattolica.

 

 

 

Salve, sono in possesso di un diploma ragioniera, ho conseguito nell'anno 2008 il titolo accademico d i Magistero in scienze religiose, nel 2011 ho conseguito il baccalaureato in scienze religiose ed ho terminato l'obbligo delle frequenze per il conseguimento della laure magistrale in scienze religiose compreso il tirocinio previsto, la domanda è: ho i requisiti per partecipare al concorso della scuola indetto il 24 c.m. riguardo la scuola dell'infanzia e la primaria? grazie mille

 

Risposta:

No.

Perché è indispensabile essere di una laurea civile con classe di concorso.

 

 

 

Buonasera Professore, sono a chiederle se devo fare i due anni di specialistica presso l'istituto di scienze religiose, o se potrò continuare ad insegnare e fare eventuale concorso in base alla nuova intesa Stato Chiesa. sono in possesso dei seguenti titoli: diploma magistrale conseguito nell'anno 1994 diploma di scienze religiose conseguito presso la Fter di Bologna ( tre anni, nuovo ordinamento) laurea in filosofia da tre anni insegno religione presso una scuola primaria cattolica paritaria ringraziandola anticipatamente, le porgo cordiali saluti

 

Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che sei in possesso di una laurea civile e di un diploma in scienze religiose.

Se è così puoi stare tranquilla perché potrai partecipare anche ad un eventuale concorso.

 

 

 

Gentile professore. Sono un'insegnante della scuola primaria di rc da 8 anni, ma senza il titolo. Ho un a laurea precedente, ma non abilitante e mancano 7 esami alla laurea triennale all'issr. per poter continuare ad insegnare devo necessariamente fare anche gli altri 2 anni per ottenere la laurea magistrale di 5 anni? Entro quale data dovrei laurearmi? Ma l'intesa non è valida solo per i nuovi iscritti? perchè anche noi che insegniamo da anni e siamo già al termine di un percorso dobbiamo cambiare ed essere obbligati a fare tutti i 5 anni?

Grazie

 

Risposta:

Tu sei senza titolo di qualificazione professionale e quindi l’intesa vale anche e soprattutto per te.

Se vuoi insegnare come incaricata annuale dovrai necessariamente conseguire la laurea magistrale.

 

 

 

Egregio Prof. mi fa specie la differenza che lei fa tra diploma in scienze religiose e laurea triennale, ai fini dell'insegnamento e dai requisiti previsti dalla nuova intesa, stente l'assoluta equipollenza fra i due titoli stabilita dall'art. 17 comma 1 della legge 240/2010. Quindi nulla questio, o l'uno o l'altro titolo è indifferente essendo equipollenti. Saluti

 

Risposta:

Mentre il diploma in scienze religiose è un titolo finito e l’Intesa prevede che è titolo di qualificazione professionale per insegnare religione cattolica, la laurea triennale non è un titolo “finito” e non è spendibile per l’insegnamento.

Che ti piaccia o no, ma è così.

 

 

 

Buongiorno sono un'insegnante di IRC diplomata alle magistrali nel 1996 e laureata in Scienze Religiose nel dicembre 2011.Volevo sapere se per noi Idr è previsto un bando di concorso a parte oppure è già previsto per il bando di concorso uscito in questi giorni.

Dalla normativa che ho letto non ho visto come titolo di accesso Laurea in Scienze Religiose per cui presumo che per L'IRC potrebbe esserci un concorso a parte come quello avvenuto nel 2004/05.

Vi ringrazio per la Vostra collaborazione e disponibilità

 

Risposta:

Questo bando di concorso non riguarda gli insegnanti di religione cattolica.

 

 

 

Gentile Professor Incampo, mi perdoni se la disturbo ancora ma parlando con molti miei colleghi Idr ho notato una certa confusione nel distinguere tra laurea triennale e diploma (confusione che, sinceramente, possiedo anch'io). Nella Sua precedente risposta ad un mio quesito aveva affermato che se avessi avuto il "diploma" avrei potuto ritenermi a posto mentre con la "laurea triennale" avrei dovuto continuare gli studi. In teoria io dovrei possedere la laurea triennale ma sul libretto di studi c'è scritto "diploma" e sul diploma provvisorio (l'attestato ufficiale non mi è ancora arrivato) c'è scritto, tra parentesi e sotto la dicitura "LAUREA IN SCIENZE RELIGIOSE", "DIPLOMA IN SCIENZE RELIGIOSE". A questo punto desideravo chiederLe che tipo di titolo posseggo e cosa si intende per "diploma" (è il vecchio titolo quadriennale o è altro?). Probabilmente ho letto male il documento, oppure pago la presenza di qualche grave lacuna in campo normativo ma se anche molti miei colleghi hanno gli stessi miei dubbi ( e molti Le chiedono aiuto) e se anche le stesse curie non sono sempre sicure nelle risposte che forniscono forse il testo dell'Intesa così chiaro non è. La ringrazio ancora per la Sua disponibilità e per la Sua pazienza.

 

Risposta:

Il diploma in scienze religiose è un titolo finito, cioè che si consegue dopo un percorso preciso e rilascia un titolo abilitante così come previsto dall’Intesa del 1985.

La laurea triennale è un titolo che non abilita all’insegnamento.

Con Decreto Ministeriale numero 290 del 15.10.1994 trasmesso con Circolare Ministeriale numero 291, c’è il facsimile del diploma.

 

 

 

 

Gentile professore oggi 22 settembre 2012 sono andata a firmare il contratto con la mia scuola, la quale rispetto al l'anno scorso ha specificato che io ho diritto a 10 mensilità per ciò che riguarda la retribuzione professionale docenti. Ho rifiutato di firmare chiedendo il motivo di tale cambiamento. Mi hanno risposto che tale specifica giunge direttamente dalla segreteria provinciale del tesoro poichè io non ho ancora ricevuto la ricostruzione di carriera. Specifico che ho avuto un scatto biennale e che nella nomina io sono incaricata annuale. Inoltre la preside ha detto che se non firmo mi deve revocare da servizio...che devo fare?

 

Risposta:

Ha ragione la Preside.

Ricordati che il contratto bisogna firmarlo, altrimenti non sei autorizzato ad entrare nella scuola.

Quanto poi alla retribuzione professionale docenti ti ricordo che è proprio così.

Le dodici mensilità spettano solo a chi ha la ricostruzione di carriera.

 

 

 

Gentile professore Incampo, insegno religione da 25 anni nella scuola dell'infanzia e primaria, con 16,5 ore settimanali; sono in possesso del diploma di Istituto Magistrale e del diploma di Scienze Religiose; ho superato il concorso di Religione ma, purtroppo non sono ancora di ruolo. Le chiedo, ci sarà qualche speranza o dovrò affrontare altri concorsi? La cosa mi fa un po’ paura ( ho 53 anni) !anche perchè ho fatto collezione di concorsi. Grazie

 

Risposta:

Se vorrai diventare di ruolo dovrai necessariamente partecipare e superare un eventuale nuovo concorso.

 

 

 

Gentile prof. Incampo sono docente di religione nella scuola primaria al terzo anno di incarico con una cattedra di 13 ore, possiedo una laurea in lettere vecchio ordinamento conseguita nel 1997 e la laurea in scienze religiose (triennale) conseguita nel 2010. Vorrei cortesemente sapere se devo integrare gli altri due anni e conseguire la laurea magistrale oppure sono in regola e potrò continuare ad insegnare anche dopo il 2017.

 

Risposta:

Devi necessariamente conseguire la laurea magistrale, perché la laurea triennale non è spendibile per l’insegnamento.

 

 

 

Gentilissimo Prof. Incampo, sono un'insegnante di religione, nel 2005 ho conseguito il Magistero in Scienze Religiose. Vorrei chiederle una informazione relativamente alla Nuova Intesa per l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche: io nell'anno scolastico 2008-2009 ho lavorato presso due scuole primarie. Presso una scuola ho prestato 184 giorni di servizio preruolo con 3 contratti con nomina di "supplenza breve e saltuaria" per 13 ore settimanali ( durata primo contratto: 82 gg; durata secondo contratto: 15 gg; durata terzo contratto: 87 gg). Presso l'altra scuola ho prestato 275 giorni di servizio preruolo con nomina di "Servizio temporaneo fino al termine delle attività didattiche" per 2 ore settimanali. Avendo letto la Nuova Intesa al punto 4.3.1. " sono fatti salvi i diritti di tutti coloro che...(...)...abbiano prestato servizio, nell'insegnamento della religione cattolica, continuativamente per almeno un anno scolastico dal 2007-2008", la domanda che vorrei rivolgerle è la seguente: rientro in questa categoria di soggetti o devo conseguire la laurea magistrale in scienze religiose entro il 2017? La ringrazio per la sua cortese attenzione e rimango in attesa di un suo gentile riscontro.

 

Risposta:

Dalla domanda mi pare di aver capito che sei in possesso del Magistero e hai svolto un anno continuativo, anche se solo con due ore settimanali.

Se ho capito bene mi pare di poter dire che rientri nel punto 4.3.1.

 

 

 

Gentile professore, sono un'insegnante di rc della scuola primaria da 8 anni. Ho un diploma di liceo linguistico ed una laurea (vecchio ordinamento) in scienze dell'educazione. Sto terminando gli studi triennali presso l'issr. Devo necessariamente continuare fino alla laurea magistrale di 5 anni oppure posso fermarmi anche ai tre? Ma l'intesa non è valida solo a partire dal 2017? Cosa significa inoltre che chi ottiene il diploma in scienze religiose entro aprile 2013 può insegnare? Perchè allora io riuscirei a laurearmi con i 3 anni entro quella data.

Grazie.

 

Risposta:

Per prima cosa che la laurea triennale non equivale al diploma in Scienze Religiose riconosciuto dalla CEI.

Detto questo chiariamo che l’Intesa entrerà a regime dal 2017, cioè da quella data tutti quelli che inizieranno ad insegnare lo potranno fare solo se in possesso della laurea magistrale.

Da quest’anno scolastico fino a quella detta chi consegue il vecchio titolo e ha maturato un anno di insegnamento continuativo potrà insegnare ugualmente.

 

 

 

Gentilissimo professore. Ho una laurea in scienze biologiche (1992) e ho preso la laurea di 3 anni all'ISSR (n uovo ordinamento) nel 2010. Ho avuto un incarico annuale. Vorrei sapere se sono obbligata e fare anche i 2 anni di specialistica ( 3 + 2 del nuovo ordinamento) oppure sono già in regola per insegnare. Grazie

 

 

Risposta:

Devi necessariamente conseguire la laurea magistrale.

 

 

 

Gentile Professore, l'insegnante di materia alternativa può in segnare la materia alternativa agli alunni della propria classe che non si avvalgono dell'IRC ? La materia deliberata dal nostro collegio docenti, di cui sono segretaria verbalizzante, è Diritti Umani. Un'eventuale incompatibilità sarebbe superata se gli alunni avessero scelto studio assistito con la domanda di iscrizione? Sul codice della scuola non si fa cenno alla questione. Se esiste un riferimento normativo può gentilmente comunicarmelo? Grazie

 

Risposta:

La Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 stabilisce che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

quanto detto non vale per lo studio assistito.

 

 

 

Egregio Professor Incampo, sono un IDR cha da 5 anni (da 3 a tempo pieno con in carico annuale) insegno in scuole secondarie di II° grado. Possiedo una laurea vecchio ordinamento in Filosofia, il Diploma triennale in Scienze religiose ed altri titoli (tra i quali un dottorato di ricerca in Sociologia). Quando nel gennaio 2012 ottenni il Diploma in Scienze religiose in curia mi dissero che oramai, avendo il titolo, poteva iniziare la mia carriera di insegnante e che non ero obbligato ad ottenere il titolo quinquennale. Dopo l'intesa del 28 giugno mi venne comunicato che non avevo più il titolo e che dovevo ottenere la laurea quinquennale per poter insegnare alle "superiori". Stando però al testo dell'intesa, mi risulta, non sarei obbligato ad ottenere il titolo magistrale in quanto ho ottenuto il Diploma prima dell'anno accademico 2013-2014 (punto 4.3.1. dell'intesa) e ho avuto almeno un anno di incarico continuativo prima dell'anno scolastico 2016-2017 (punto 4.3.2, anche quest'anno mi è stato affidato un incarico annuale). Ho sbagliato a leggere? Perché Curia e ISSR sono convinti che debba continuare gli studi per "essere in regola"? Ai fini della mia "ricostruzione di carriera" in questo momento sono un "insegnante con titolo" o no?

La ringrazio per la pazienza e la cortesia.

 

Risposta:

Se sei in possesso di una laurea civile e del diploma in Scienze Religiose riconosciuto dalla CEI, sicuramente sei in regola.

Ma sei sicura di essere in possesso del diploma in Scienze Religiose riconosciuto dalla CEI e non della laurea triennale?

Perché la laurea triennale non equivale al diploma in Scienze Religiose riconosciuto dalla CEI.

 

 

 

Egregio Professore sono una insegnante di RC da tre anni con incarico annuale, quest'anno ho ottenuto 1 4 ore di insegnamento nella scuola primaria, negli anni passati ho avuto 8 ore di incarico e 12 ore. Sono in possesso di una laurea quadriennale in Economia vecchio ordinamento e del Diploma di Laurea di Scienze Religiose (3 anni) conseguito nell'AA 2009/2010. Vorrei gentilmente sapere se devo integrare il mio titolo oppure posso continuare ad insegnare.

Grazie

 

Risposta:

Puoi continuare ad insegnare con i titoli già posseduti.

Avendo un titolo di qualificazione professionale previsto dalla vecchia Intesa ed un anno di insegnamento continuativo puoi stare tranquillo.

 

 

 

Gent.mo prof. Incampo,

volevo sapere se ci sono regole riguardo agli accorpamenti, perchè in una scuola ho classi di 10 alunni che vengono accorpate, quindi mi ritrovo con classi di 20! in teoria le ora sono 12 ma con gli accorpamenti supero le 30 classi!!!

la preside è un tipo disponibile, collabora anche con la curia...però mi ha detto che se fanno gli accorpamenti per le cattedre di lingue perchè non farle per religione!

Mi aiuti lei, grazie!

 

Risposta:

La Circolare Ministeriale numero 253 del 13 agosto 1987 tra l’altro afferma “… che esercizio diritto scelta avvalersi aut non avvalersi insegnamento religione cattolica non potest costituire criterio per formazioni classi, e, pertanto, debet essere mantenuta unità classe cui appartiene alunno”

Con nota numero 11197 del 13.12.1991 il Ministero della Pubblica Istruzione inviava al Provveditore agli Studi di Pisa le seguenti precisazioni “… non sembra consentito all’accorpamento a classi parallele, anche nel caso in cui il numero di alunni per classe avvalentesi dell’insegnamento della religione cattolica sia inferiore a 15”

 

 

 

Gentile Professore, sono la laureata DES e scienze della formazione primaria cui Lei ha già gentilmente fornito risposta. Non sono certa di aver capito: se conseguo la triennale ISSR entro il 2013-2014, cado sotto il 4.3.1 a.2) ovvero basta la triennale, giusto?

Grazie.

 

Risposta:

No.

Se consegui entro quella data il “Diploma in Scienze Religiose” allora sei a posto; questo significa che se consegui la laurea triennale non sei a posto.

 

 

 

Salve ho un diploma magistrale, ISEF, sono operatore Shiatsu, faccio correttiva in palestra, ma lavoricchio, volevo sapere se per insegnare religione (medie superiori) c'era per forza bisogno della laurea 3+2 o bastano solo i due anni, se ci sono reali possibilità di insegnamento in Campania, e se esiste ancora quella legge per cui la diocesi ti presentava alla scuola. Esistono corsi online altrettanto validi come quelli organizzati dalle diocesi? grazie mille

 

Risposta:

La nuova Intesa prevede che per poter insegnare religione cattolica il docente deve essere in possesso della laurea specialistica, cioè quinquennale.

Per poter insegnare religione cattolica, l’aspirante dovrà essere in possesso oltre che di un titolo di studio previsti dal punto 4 dell’Intesa tra Conferenza Episcopale Italiana e Ministero della Pubblica Istruzione del 2012, anche del decreto di idoneità rilasciato dell’Ordinario diocesano competente per territorio.

Le due condizioni però non sono ancora sufficienti, perché per poter insegnare religione è necessario che l’Ordinario diocesano presenti una proposta di nomina al Dirigente scolastico, per poter poi stipulare con quest’ultimo un contratto individuale di lavoro.

Quanto poi alla possibilità di insegnamento nella regione che tu indichi ti consiglio di parlare con i responsabili diocesani di quella regione.

 

 

 

Gentilissimo professore, mi ha appena risposto, e io alla segretaria stamattina, ho risposto proprio così che mi paga il Tesoro, al che lei mi ha detto, no, è la scuola che la paga. Ora io le chiedo gentilmente, dove io trovo scritto questo per legittimarlo? E un altra cosa, quando io firmo il contratto, a chi va spedito? Perché anche su questo punto quando gli ho chiesto a chi veniva mandato lei ha strabuzzato gli occhi per dirmi che rimane da loro.... Mi scusi forse l'ovvietà di queste domande, mi trovo per la prima volta in questa situazione.

Grazie

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che la supplenza annuale di religione è affidata all’insegnante di religione senza titolo.

Altro è la supplenza temporanea.

Il Tesoro paga tutte le ore presenti nell’organico do diritto.

 

 

 

Gentilissimo professore, il supplente temporaneo di un incaricato annuale, da chi viene pagato? Dalla Scuola o dal Tesoro? Grazie

 

Risposta:

Dal Tesoro, perché è un posto libero e disponibile già da 1 settembre.

 

 

 

Salve, sono un'insegnante di religione nella scuola dell'infanzia. Quest'anno ho tre scuole, prima dell'inizio della scuola in 2 scuole ho fatto il riassetto delle sezioni e le ore effettuate facevano parte delle 40 ore; nella terza scuola mi hanno detto che queste ore di riassetto non fanno parte delle 40 ore ma sono ore che io devo dare alla scuola al di fuori delle 40.

Come mi devo comportare?

Quali sono le ore che devo fare?

 

Risposta:

Il comma 3 dell’articolo 29 del CCNL recita così: “Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da:

a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l'attività di

programmazione e verifica di inizio e fine anno e l'informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull'andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue”.

Ti ricordo che non esistono ore “fuori delle 40”.

 

 

 

Genti. le professore la disturbo per ulteriori chiarimenti, mi perdoni ma ricevo informazioni distorte continuamente. Le ho inviato un'email chiedendole se la sottoscritta. incaricata annuale scuola primaria dal 1999, maturità magistrale (istituto mag. ) e diploma non accademico in Teologia (scuola di Teologia Padova) che poteva bastare secondo la vecchia intesa, rischia di perdere il lavoro se non consegue il titolo ora previsto. A questa domanda lei mi ha scritto che devo assolutamente acquisire il titolo, nonostante i vari anni di servizio, la Curia di Padova invece continua ad affermare che le nuove disposizioni sono per i giovani e ad i vecchi insegnanti con anzianità viene garantito il posto, per quel che riguarda la scuola Primaria. Inoltre se dovrò rimettermi sui libri, le chiedo, sarà sufficiente il diploma triennale in Teologia presso l'istituto di scienze Religiose o per forza 3+2, sempre per continuare ad insegnare presso la scuola Primaria. La ringrazio della sua disponibilità.

 

Risposta:

Se sei in possesso del diploma dell’Istituto magistrale e hai maturato un anno di insegnamento puoi stare tranquilla.

Infatti il comma b3) dell’Intesa 2012 recita così: “a coloro che abbiano frequentato nel corso dell'istituto magistrale l'insegnamento della religione cattolica e abbiano impartito l'insegnamento della religione cattolica continuativamente per almeno un anno scolastico nel corso del quinquennio 2007-2012.

 

 

 

La preside può obbligare l'insegnante di RC a tenere in classe durante le sue ore di lezione l'alunno che non si avvale dell'IRC nella scuola primaria e sceglie lo studio assistito?

 

Risposta:

Assolutamente no.

Gli alunni non avvalentesi hanno scelto di fare altro e la scuola si deve organizzare rispettando quella scelta.

Lo studio assistito prevede che l’alunno stia a scuola, cioè in un locale scolastico, e “vigilato” da un docente.

 

 

 

 Gent. Prof. Incampo, i genitori dei non avvalentesi possono scegliere non solo attività alternativa ma anche l'entrata posticipata o l'uscita anticipata e su questo va bene ma...anche lo studio assistito, ed è qui l'ambiguità. Lo studio assistito è mandare l'alunno in un'altra classe o lasciarlo con l'insegnante di RC a fare altro? Grazie

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che la scuola è tenuta ad offrire agli studenti che non si avvalgono dell’IRC quattro possibili opzioni di attività alternativa:

A. attività didattiche e formative

B. attività di studio e/o ricerca individuali con assistenza di personale docente

C. libera attività di studio e/o ricerca individuali senza assistenza di personale docente (per il Secondo Ciclo d’Istruzione)

D. non frequenza della scuola nelle ore di insegnamento della religione cattolica

Per chi ha scelto, invece della frequenza all’ora di religione cattolica, lo “studio autonomo” o “assistito” è obbligato a stare a scuola e per nessun motivo può abbandonare l’edificio scolastico.

Questo significa che la scuola dovrà attivarsi affinché agli alunni non avvalentesi venga garantito lo spazio e i Docenti necessari.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo, per quanto riguarda la valutazione numerica nella scuola primaria quando potremo avere i voti come le altre insegnanti?

 

Risposta:

Al momento non ci sono novità.

Questo significa che bisognerà valutare ancora in aggettivi.

 

 

 

Salve,

avrei un quesito da chiedervi con relativa risposta se potete.

Io posseggo il titolo di baccellierato in teologia conseguito a febbraio posseggo il magistero come diploma accademico conseguito nel 2007 posseggo il diploma di scienze religiose conseguito nel 2004 ho insegnato nella diocesi di ***** dal 2005 al 2009 come insegnante di religione nelle elementari poi 2010 nelle elementari e materne.

Siccome ho cambiato diocesi sono nelle aspiranti supplenti con tutti questi titoli per il bac vale 3 punti non sembra esagerato?

intanto non insegno più.

Per la nuova normativa come sono messa?

E perché il direttore nazionale non dà dei punteggi elevati a dei titoli? Passano solo quelle che insegnano?

Grazie

 

Risposta:

Essendo tu in possesso del baccellierato in teologia sei in possesso di uno dei titoli previsto dalla nuova intesa.

Questo significa che potresti partecipare anche ad un eventuale concorso, sempre se in possesso dell’idoneità dell’Ordinario del luogo.

 

 

 

Gent. Prof. Incampo, vorrei, cortesemente, chiarimenti su due questioni:

1 - in questi giorni in cui si stanno facendo gli orari, si sono fissati dei criteri da utilizzare per gli alunni che non si avvalgono dellIRC quando non c’è possibilità dellattività alternativa, nel mio istituto sono:

a- Chiedere ai genitori di portarli a casa o farli entrare più tardi a scuola

b- Farli andare in un'altra classe

c- Lasciarli in classe con linsegnante di RC come uditori, magari con compiti assegnati da altre insegnanti ma rimangono in classe

Logicamente mi soffermo sul punto c, è regolare questo criterio?

2 – La valutazione: fino a quando la valutazione era comune con le altre insegnanti di classe, e cioè giudizio per tutti, anche linsegnante di RC era molto coinvolta dalle colleghe, ora la diversificazione di valutazione ha creato unulteriore diversità” (tanto per AUMENTARLE). È possibile arrivare alla riunificazione? Voti numerici anche per noi? La nuova intesa non ha previsto questo? Per chi non è nel campo forse è di poca importanza, ma per mia esperienza personale mi ha creato veramente un distacco ed una ulteriore diversificazione dopo anni di insegnamento. sarei un po’ stanca.

 

Risposta:

Non c’è niente di più normato a scuola dell’IRC.

Tutto quello che organizzo la tua scuola non è previsto da nessuna parte.

Ti allego un modestissimo vademecum che ho preparato.

Scelta dell’IRC

1. Per la scuola dell’Infanzia

La scelta di avvalersi dell'IRC va fatta ogni anno scolastico.

2. Per la scuola Primaria e scuola secondaria di primo grado.

Il T.U. (D. L. n. 297 del 16/04/1994) ha disposto che la scelta dell'IRC da parte dei genitori degli alunni della scuola primaria della scuola media inferiore avvenga "all'atto dell'iscrizione non d'ufficio", cioè solo all'inizio di ogni ciclo scolastico, avendo poi valore per tutto il ciclo - Occorre quindi firmare e consegnare il modulo per la scelta dell'IRC solo per la iscrizione alla prima elementare e alla prima media, per le altre classi vale già la scelta effettuata.

3. Per la scuola secondaria di secondo grado.

"In relazione alla disposizione della precedente circolare n. 363 del 22/12/1994 che prevede l'iscrizione d'ufficio, e non a domanda alle classi non iniziali anche per gli alunni della scuola secondaria superiore, la scelta di cui all'art. 310 - comma 4 - del D.L. 16/04/1994, n. 297 permane salvo diversa espressa volontà come previsto dal punto 2. 1 b) dell'Intesa tra la Conferenza Episcopale Italiana e Ministero delta Pubblica Istruzione ", questo significa che anche per gli alunni della scuola secondaria superiore la scelta di avvalersi o non avvalersi dell'IRC effettuata dall'avente diritto all'atto dell'iscrizione, si considera confermata d'ufficio per gli anni successivi; il modulo è l'allegato D della CM numero 3 del 5.1.2001. Quindi non è corretta la consegna ogni anno di moduli di scelta e tantomeno la pretesa di riconsegna annuale del modulo compilato.

Quali contenuti?

Incominciamo subito col dire che non esistono programmi precisi per l’attività alternativa emanati dal Ministero, ma è compito di ogni scuola definirli e in modo particolare del collegio dei docenti se trattasi di scuola media di primo e secondo grado, o dei consigli di interclasse se trattasi di scuole elementare.

Proprio perché i contenuti non sono prescrittivi, il Ministero ha suggerito alcune indicazioni con le seguenti Circolari:

•      Circolare ministeriale numero 128 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola materna;

•      Circolare ministeriale numero 129 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola Elementare;

•      Circolare ministeriale numero 130 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola media;

•      Circolare ministeriale numero 131 del 3.5.1986 avente per oggetto: “IRC e attività alternative nella scuola superiore.

Chi programma le Attività Alternative?

Le attività didattiche e formative all’IRC vengono programmate dal Collegio dei docenti per la Scuola Media e la Scuola Superiore, e dai consigli di interclasse per la Scuola Elementare e questo impegno non può essere rifiutato.

Infatti la Circolare Ministeriale numero 302 del 29.10,1986 così recita: “Al riguardo è appena il caso di precisare come la programmazione delle attività per gli alunni che comunque non abbiano dichiarato di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, costituendo momento integrante della più generale funzione di programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza dei Collegi dei docenti dall’articolo 4 del DPR numero 416/74, venga a configurarsi con i caratteri di prestazione di un servizio obbligatorio posto a carico dei collegi dei docenti medesimi. Di conseguenza, qualora tale puntuale adempimento non sia stato ancora compiuto dal collegio dei docenti, sarà cura dei Capi d’Istituto intervenire perché subito l’organo collegiale predetto vi provveda, onde rendere possibile l’immediato avvio delle attività in parola.”

Infine vorrei ricordare che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Chi sono i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe.

La suddetta circolare stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

Si può proporre, ad esempio, un corso di lingua provenzale?

I contenuti della attività alternative però non devono risultare discriminanti e non devono appartenere a programmi curriculari, così come afferma la Circolare Ministeriale numero 368 del 20.12.1985. che indirizza verso contenuti a carattere formativo vedi conoscenza dei diritti umani.

Tutto questo in risposta alla situazione giuridica.

Ma vogliamo affrontare la questione sul piano della logica e del significato dell’ora di religione e dell’ora alternativa ad essa.

Non è stato nella logica del legislatore dare figura giuridica ad un insegnamento fondandolo su una scelta di fede. Se così fosse, i credenti cattolici si sentirebbero vincolati a scegliere religione, i credenti in altre confessioni religiose o altre religioni o ancora di più i non credenti invece sceglierebbero di non avvalersi.

La ragione invece è un’altra ed è il caso di ribadirla con forza: la religione cattolica è disciplina che a pieno titolo è inserita nel contesto scolastico perché dà ragione della cultura, dell’arte, della vita stessa e delle espressioni varie della nostra civiltà che è fondamentalmente cristiana checché ne pensino quei colleghi che vorrebbero l’ostracismo.

Quanto detto, unicamente per riportare serenità nel dibattito in questione che deve prevedere libera scelta per chi al fatto religioso non fosse minimamente interessato ma preferisce altra cosa da fare nell’ora alternativa alla religione, senza paura se quanto avviene in quell’ora sia allettante.

Sempre però in ossequio al buon senso e tenendo in debito conto che l’insegnamento proposto per l’attività alternativa alletta anche per chi fa religione, perché non prevedere tale disciplina (un corso di lingua provenzale come materia opzionale e quindi accessibile anche a chi si avvale dell’ora di religione.

Chi individua il docente delle attività alternative?

I docenti delle attività alternative vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze didattiche e disciplinari così come previsto dalle Circolari Ministeriali sopra indicate.

Vorrei ricordare ancora che le attività alternative all’IRC “… sono definite … entro il primo mese dall’inizio della scuola dal Collegio dei docenti …”.

Faccio notare inoltre che la Circolare numero 316 del 28 ottobre 1987 chiarisce che i docenti delle attività alternative fanno parte del consiglio di classe e che gli stessi vengono individuati dal collegio dei docenti tenendo presente le competenze.

La  circolare 316/87 stabilisce ancora che i docenti delle attività alternative “debbono essere scelti tra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alla attività in parola, atteso che così viene assicurato per gli alunni avvalentesi e per quelli non avvalentesi, il rispetto del principio della ‘par condicio’.

In conclusione: il Dirigente scolastico è il garante della tutela di tale diritto e ha l’obbligo, unitamente al collegio docenti, di provvedere all’organizzazione delle attività alternative e/o delle scelte praticate dagli studenti all’atto dell’iscrizione, anche relativamente al docente che tale attività deve svolgere.

E’ corretto presentare ai genitori il programma di alternativa?

Assolutamente no.

Si riporta la procedura corretta che dovrebbe essere seguita ogni anno scolastico ai sensi della normativa attualmente vigente:

•      Il genitore, o chi per esso, sceglie se avvalersi o meno dell’IRC all’atto dell’iscrizione;

•      Tra il primo settembre e l’inizio delle lezioni il Dirigente scolastico convoca il genitore del non avvalentesi e gli chiede cosa sceglie al posto dell’IRC;

•      Se il genitore sceglie l’attività alternativa, il Dirigente dovrà obbligatoriamente portare la questione in Collegio docenti ed in questa sede dovrà individuare i contenuti  e i docenti della stessa.

Lo Scuola, quindi, ha l’obbligo solo di assicurare all’alunno l’insegnamento della religione cattolica; ai non avvalentesi, invece, concede la possibilità di seguire attività alternative.

Questo significa che l’individuazione delle attività alternative all’IRC dovrà essere oggetto di delibera del Collegio docenti, annualmente, nel periodo dal primo settembre all’inizio delle lezioni.

Lo stesso Collegio decenti dovrà anche indicare i criteri di scelta del docente all’interno del Collegio o, in mancanza, ricorrere alla nomina di un supplente in possesso dei requisiti richiesti.

Si può modificare la scelta durante l’anno?

Assolutamente no.

La lettera b) del punto 2.1 del DPR numero 751 del 16 dicembre 1985 recita così: “ la scelta operata su richiesta dell’autorità scolastica all’atto dell’iscrizione ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso nei casi in cui è prevista l’iscrizione d’ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”.

E tutte le Circolari ministeriali successive hanno sempre tenuto presente tale norma.

Questo significa che la scelta fatta al momento dell’iscrizione non può essere modificata per nessun motivo durante l’anno.

Obbligo di frequenza per chi ha scelto l’attività alternativa?

L’attività alternativa sarà parallela all’IRC, cioè mentre la classe svolgerà l’ora di religione, l’alunno che ha chiesto l’attività alternativa, la svolgerà contemporaneamente mentre nella sua classe si svolge religione.

Se l’attività alternativa deve essere svolta in parallelo all’IRC, è evidente che non capiterà necessariamente alla prima o all’ultima ora, perché la sentenza numero 292/1992 della Corte Costituzionale ha  chiarito in modo inequivocabile che collocare l’IRC solo alla prima e/o solo all’ultima non è costituzionale.

Se poi l’alunno che ha scelta l’Attività alternativa è obbligato a frequentarla, questo non è scritto da nessuna parte.

Chi paga i docenti delle Attività Alternative?

La Circolare Ministeriale numero 316 del 28 ottobre 1987 tra l’altro così recita: “Relativamente alle modalità di impiego del personale per lo svolgimento delle attività didattiche e formative e per l'assistenza allo studio o alle attività individuali si precisa che debbono prioritariamente essere utilizzati docenti totalmente o parzialmente in soprannumero o comunque tenuti al completamento in quanto impegnati con orario inferiore a quello d'obbligo, nonché docenti dichiaratisi disponibili a prestare ore eccedenti. Tali docenti debbono essere scelti fra quelli della scuola che non insegnano nella classe o nelle classi degli alunni interessati alle attività in parola, atteso che così viene assicurato, per gli alunni avvalentisi e per quelli non avvalentisi, il rispetto del principio della "par condicio". “….”

“Allo scopo di assicurare l'effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all'assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l'utilizzazione del personale già in servizio.”

Questo significa che se la scuola si organizza da subito, può nominare un docente per tutto l’anno per lo svolgimento dell’attività alternativa con retribuzione a carico del tesoro.

 

 

 

Avrei  anch'io un quesito da porre al prof. Incampo: io ho la maturità classica e una laurea quadriennale in filosofia conseguita nel 1996; nel novembre 2006 ho sostenuto e superato l'esame per l'idoneità e, dopo una supplenza quindicinale nell'aprile del 2007, dall'anno scolastico 2007-2008 ho sempre avuto la nomina a tempo determinato (tra l'altro sempre nello stesso istituto comprensivo); nel gennaio 2011 mi sono iscritta come studente uditore all'ISSR di Milano e ad oggi ho frequentato 5 corsi dei quali ho già sostenuto gli esami (7 mi sono stati riconosciuti dal precedente corso di studi). Vorrei sapere se la frase dell'Intesa che recita, al termine del punto 4.3.2 "Sono altresì fatti salvi i diritti di tutti coloro che, in possesso dei titoli di qualificazione..." si riferisca anche a me e quindi, anche se non finisco entro l'a.s. 2013-2014, mi basti conseguire il magistero, o se debba completare i 5 anni della laurea magistrale.

Grazie

 

Risposta:

Ma tu non hai nessun titolo previsto dall’Intesa.

Come fai a sentirti a posto?

 

 

 

Gentilissimo Professore Nicola Incampo, io sono Insegnante di Religione Cattolica a tempo determinato da circa 15 anni. Quest'anno ho n.14 ore d'insegnamento nella scuola primaria e n. 6 ore d'insegnamento presso la scuola dell'infanzia di un Istituto Comprensivo e n. 4 ore d'insegnamento presso la scuola primaria di un altro Istituto Comprensivo, con l'aggiunta di 2 ore di programmazione. Il totale delle ore arriva a 26. A tal proposito vorrei chiederle se è possibile avere 26 ore d'insegnamento e se sono giuste le ore di programmazione. Se ciò non è possibile quante ore dovrebbero darmi? E poi vorrei sapere visto che mi è stato chiesto dalle colleghe, se è legale andare ad insegnare religione per qualche ora di pomeriggio nella scuola dell'infanzia. In fiduciosa attesa di una risposta la saluto cordialmente e la ringrazio

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che l’orario settimanile delle lezioni è di 25 nella scuola dell’infanzia e 24 nella scuola Primaria.

La norma prevede che si possano comporre cattedre miste ma con un massimo di 20 ore settimanali.

Questo significa che la tua cattedra andrebbe rivista.

 

 

 

Carissimo prof.Incampo,

le chiedo il riferimento normativo che consente l'inserimento del giudizio di religione nella scheda di valutazione globale. Grazie mille per tutto ciò che fa per innalzare sempre più il valore di ciò che rappresentiamo nella scuola. Buon anno scolastico. Cordiali saluti

 

Risposta:

Con la nota del Nota 10 novembre 2006 Prot. n. 10434 avente per oggetto:
“Valutazione alunni primo ciclo ed esame di Stato conclusivo - il Ministero ha diramato precise istruzioni su come procedere per la certificazione e per la definizione delle competenze da certificare.

Per prima cosa ci piace evidenziare come con la suddetta nota il Collegio ritorna ad essere parte attiva nella definizione delle competenze da certificare.

La centralità di quest’organo collegiale, da tutti invocata negli anni passati, ci permette di affrontare il tema della valutazione e soprattutto della certificazione delle competenze con molta libertà e soprattutto con molto realismo.

A proposito della valutazione nella scuola del primo ciclo la nota recita così:
“Pertanto, le istituzioni scolastiche del primo ciclo, nel rispetto e nell’esercizio della loro autonomia, previa delibera del collegio dei docenti, provvederanno, nel corrente anno scolastico, a predisporre la scheda di valutazione garantendo, comunque, pur nella flessibilità del modello adottato, la valutazione degli apprendimenti consguiti nelle diverse discipline, ivi compresi gli insegnamenti o attività facoltativo-opzionali, e del comportamento degli alunni.”

Il documento di valutazione quindi che ogni scuola dovrà predisporre avrà almeno tre caratteristiche:

1.   La scheda verrà deliberata dal collegio dei docenti;

2.   La predisposizione della scheda deve tener presente gli apprendimenti di tutte le discipline e di tutte le attività facoltative opzionali;

3.   La scheda deve obbligatoriamente tener presente il comportamento degli alunni.

E’ facile notare, a questo punto, che con questa nuova disposizione vengono meno tutte le interpretazioni relative all’anno scorso sulla valutazione e soprattutto alla valutazione dell’IRC.

La scheda che ogni collegio dovrà predisporre dovrà obbligatoriamente contenere spazi per la valutazione degli insegnamenti facoltativi e/o opzionali, le schede inoltre dovranno contenere spazi anche per il comportamento.

Il collegio quindi dovrà deliberare necessariamente su come la scheda verrà articolata, affinché essa contenga la valutazione di tutti gli apprendimenti conseguiti dagli alunni sia in tutte discipline che nelle varie attività scelte.

Ad evitare ogni equivoco si ricorda che per la privacy Inoltre il MIUR con nota 16 giugno 2004, prot. n. 10642, ha affermato che “…la materia "religione cattolica", dal momento in cui ne viene richiesto l'insegnamento, assurge al medesimo rango delle altre discipline e concorre, quindi, sebbene mediante formulazione di giudizio e non di voto, alla valutazione globale e finale del profitto degli alunni…”.

Si aggiunga a tutto questo che il Garante della privacy in data 3 dicembre 2004 ha così dichiarato: “Non è vero che i voti scolastici devono restare segreti, non è vero che gli studenti devono nascondere la propria fede religiosa, non è vero che i risultati degli scrutini devono rimanere clandestini …. Il necessario rispetto della volontà di ciascuno di mantenere riservato alcune informazioni sulla propria persona infatti non va confuso con la libertà, costituzionalmente protetta, di ognuno di manifestare liberamente le proprie convinzioni, anche in natura religiosa”.

Sintetizzando e esprimendo non una opinione ma una logica conseguenza a tutto l’iter che ha seguito lo svolgersi della questione, si può affermare che la disciplina “Religione Cattolica” è sullo stesso piano di tutte le discipline.

In conclusione: ogni collegio ha la possibilità di articolare gli spazi della scheda nel modo che ognuno ritiene più opportuno, inserendo nella stessa tutte le discipline sia quelle curriculari, non esclusa quindi anche l’IRC ed anche quelle facoltative opzionali.

 

 

 

Egr. Prof. Incampo sono un'insegnante di religione cattolica di Grosseto incaricata annuale dall'a.s. 2007-2008. Sono laureata in Scienze politiche ed ho conseguito il Magistero in Scienze religiose nel 2007. In base alla nuova normativa, sono in regola oppure devo conseguire la Laurea magistrale in teologia, anche in vista di un eventuale concorso per l'immissione in ruolo?

 

Risposta:

Stai tranquilla sei in regola anche per partecipare ad un futuro concorso, oltre a continuare ad insegnare.

 

 

 

Gent. le prof. da 14 anni insegno religione presso una scola primaria di Padova con incarico annuale. Purtroppo sono tra coloro che non hanno superato il concorso per entrare in ruolo. Ho il diploma dell'istituto Magistrale conseguito nel 1988 (ho 44 anni). quando ho iniziato ad insegnare ero iscritta all'Istituto di Scienze Religiose di Padova, sono riuscita a sostenere quasi metà esami e poi purtroppo per problemi di frequenza tassativa, incompatibile con il lavoro ( insegno al tempo pieno) ho dovuto ripiegare su una delle due scuole di Teologia presenti a Padova, di durata quadriennale ma che non rilasciano poi nulla di importante. La Curia di Padova garantiva la più che validità di questo titolo, ora io mi trovo con un "Diploma in Teologia" così è scritto appunto nel mio Diploma, rilasciato dcuola di Formazione Teologica. Chiedo devo rimettermi sui libri entro il 2017? L'anzianità (avrò nel 2017 quasi 20 anni di servizio) può essere una garanzia per mantenere eventualmente il lavoro? Grazie.

 

Risposta:

Penso proprio di si.

Non hai nessun titolo previsto dall’Intesa.

 

 

 

 Gentilissimo, ecco la mia situazione: maturità classica, laurea quinquennale in economia (DES), laurea in scienze della formazione primaria (2011) e prevedo di laurearmi all'ISSR triennale (nel 2014 oppure potrei accelerare al 2013). sono supplente annuale alla primaria dal 2009 e prima per un semestre all'infanzia. due quesiti: -il titolo abilitante di scienze della formazione primaria (con il quale sono anche in graduatoria) forse sostituisce il vecchio diploma magistrale? -cambia se accelero la laurea al 2013? oppure sono comunque tenuta alla quinquennale?

 

Risposta:

No.

E’ necessario che tu consegua la laurea magistrale, cioè la laurea quinquennale.

 

 

 

Egregio Prof Nicola Incampo, sono un in segnante di religione cattolica nella scuola primaria con maturità classica e laurea in scienze religiose (Diploma in scienze religiose con indirizzo pedagogico didattico) conseguito c/o ISSR di Milano il 3 luglio 2010. Insegno da 7 anni e per due anni (2010 e 2011) ho ricevuto la nomina dalla Curia come incaricata annuale con titolo. Quest'anno la nomina mi è stata fatta come supplente annuale senza titolo. Le chiedo se questa nomina è un errore della Curia o effettivamente io devo conseguire la Laurea quinquennale come da richiesta dell'ordinario diocesano. L'ordinario diocesano mi ha scritto di leggere il certificato di laurea in originale "cosa c'è scritto? Diploma in scienze Religiose o laurea in scienze religiose ? E' molto importante". Cosa devo rispondere all'ordinario? In attesa di una sua risposta le invio cordiali saluti.

 

Risposta:

Ha proprio ragione l’ufficio scuola della tua diocesi.

Se sei in possesso del Diploma in scienze Religiose riconosciuto dalla CEI sei in regola, altrimenti

 

 

 

Egregio professore, sono un insegnante di religione presso la scuola dell'infanzia del comune di Milano. Ho il baccellierato in teologia, questo anno ho fatto la richiesta di passaggio alle elementari ma suppongo che ancora rimarrò all’infanzia. Questo sarà il 5 anno di assunzione con contratto a tempo determinato. Dal punto di vista legislativo è legale che noi non possiamo aspirare ad una assunzione con contratto a tempo indeterminato, ma semplicemente a un rinnovo del contratto di anno in anno? La nuova proposta della Fornero cambia qualcosa riguardo a questo?

La ringrazio

 

Risposta:

Purtroppo no.

Le insegnanti delle scuole comunali non possono essere assunte a tempo indeterminato

 

 

 

Gent. prof. Incampo, da tre anni insegno religione nelle scuole dell'infanzia (paritarie) del comune di Milano con incarico annuale e sono in possesso del vecchio titolo quadriennale di magistero in scienze religiose. A Milano da tre anni mi ripetono (anche all'ufficio scuola della Diocesi) che in quanto precaria non ho diritto alle 150 ore di studio previste per le altre insegnanti. poche settimane fa però parlando con una collega della mia città natale (Benevento) mi ha detto che lei pur essendo nella mia stessa situazione usufruisce di queste ore, e che anche io ne avrei diritto. Mi può dare delle delucidazioni al riguardo? Inoltre, vorrei porle un altro quesito: con la nuova intesa miur-cei, il nuovo titolo di magistero, avrà riconoscimento statale, cioè diventerà un titolo statale? Grazie in anticipo.

 

Risposta:

Mi pare proprio che non è così.

La circolare ministeriale numero 319 del 1991 fornisce le istruzioni applicative e la Circolare Ministeriale n. 130 Protocollo numero 49479/BL del 21.4.2000 afferma che tale diritto compete anche ai docenti destinatari di contratto a tempo determinato, quindi anche agli Insegnanti di religione cattolica non di ruolo, infatti recita: “Il Dipartimento per la funzione pubblica ha infatti chiarito che l'art. 3 del D.P.R. 395/1988 relativo ai permessi retribuiti per il diritto allo studio, non fa distinzione tra personale a tempo indeterminato e personale con contratto a temine e che pertanto l'istituto di cui trattasi trova applicazione anche per il personale a tempo determinato in misura proporzionale alle prestazioni lavorative rese..”

 

 

 

Egregio Professore, Ho una laurea in lingue straniere triennale. Le chiedo cortesemente: E' possibile con tale titolo insegnare alle scuole private? e alle paritarie? E' vero che le private paritarie possono assumere laureati triennali che frequentano la laurea specialistica?

Grazie per la preziosa disponibilità

 

Risposta:

Una cosa è certa: per insegnare religione cattolica anche nella scuola paritaria e/o privata è indispensabile oltre al decreto di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano competente per territorio anche il titolo di qualificazione professionale.

E dalla domanda mi par di capire che non hai nessun titolo di qualificazione professionale.

 

 

 

Gent.mo prof. vorrei dei chiarimenti circa la mia posizione: sono in possesso di diploma di Lice o Socio Psico-pedagogico e Magistero in Scienze Religiose. Dopo la recente intesa il Magistero è ancora titolo idoneo o dovrò anche io conseguire la specialistica entro il 2017?

 

 Risposta:

Il liceo pedagogico è un titolo di studio che l’Intesa non ha preso in considerazione.

Questo significa che dovrai necessariamente conseguire la laurea quinquennale

 

 

 

Egregio Prof., Le scrivo per un chiarimento sulla nuova normativa dell'irc, riportando la mia casistica. Sono inserito da quest'anno nell'elenco per le nomine a tempo determinato e/o supplenze nella scuola secondaria di I e II grado per la diocesi di Bari-Bitonto. Premetto che ho conseguito la laurea in scienze religiose a marzo 2013 c/o l'Istituto di scienze religiose di Bari. Precedentemente ho conseguito la laurea quadriennale in scienze politiche. Dopo questo antefatto, il mio dubbio è il seguente. Secondo la nuova normativa avendo conseguito il titolo teologico entro il 2014, posso usufruire degli accordi precedenti e quindi essere nominabile per i prossimi 5 anni.(Avendo il doppio titolo). Ma ora mi chiedo se in questi 5 anni non riesco ad ottenere una supplenza continuativa di almeno 180 gg., cosa può accadere dopo questa data? Le successive nomine possono essere sospese, con l'obbligo di conseguire la laurea magistrale in scienze religiose (cioè la 3+2)? Ed eventualmente per un concorso di immissione in ruolo è previsto sempre il requisito di anni di anzianità di servizio? In attesa di un Suo puntuale riscontro, invio cordiali saluti, ringraziandola anticipatamente.

 

 Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che non sei insegnante di religione cattolica, ma aspirante insegnante.

Questo significa che dovrai necessariamente conseguire la laurea quinquennale e questo vale anche per un eventuale concorso.

 

 

 

Gentilissimo prof.Incampo vorrei porle gentilmente questo quesito.. io quest'anno mi sono diplomata dall'istituto magistrale corso sociopsicopedagogico adesso mi chiedo cosa posso fare con questo mio titolo sto chiedendo a moltissimi ma nessuno mi sa dare un risposta esatta.. Purtroppo per questioni economiche e soprattutto per mancanza di posti non posso frequentare l'università, quindi vorrei avere un informazione dalla sue esperienza, dove posso insegnare con il mio diploma e come faccio ad inserirmi in qualche graduatoria per lavorare... la ringrazio per la sua cortese attenzione...

PS: in più ho in mio possesso tantissimi attestati come quello di aver partecipato e vinto un concorso regionale di letteratura l'attestato della patente europea l'attestato per aver collaborato con l'archivio di stato di Reggio Calabria in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia.....

Grazie ancora

 

 Risposta:

Il liceo pedagogico è un titolo di studio che l’Intesa non ha preso in considerazione.

Questo significa che dovrai necessariamente conseguire la laurea quinquennale

 

 

 

Salve, avendo conseguito il magistero in scienze religiose ed avendo avuto l'anno scorso una supplenza annuale (1 settembre-31 agosto) posso stare tranquilla o devo conseguire la laurea magistrale?

Grazie mille.

 

 Risposta:

Se eri in possesso del titolo sicuramente eri incaricato e non supplente.

Se è così puoi stare tranquilla.

 

 

 

Egregio Prof Nicola Incampo, sono un in segnante di religione cattolica nella scuola primaria con maturità classica e laurea in scienze religiose (Diploma in scienze religiose con indirizzo pedagogico didattico) conseguito c/o ISSR di Milano il 3 luglio 2010. Insegno da 7 anni e per due anni (2010 e 2011) ho ricevuto la nomina dalla Curia come incaricata annuale con titolo. Quest'anno la nomina mi è stata fatta come supplente annuale senza titolo. Le chiedo se questa nomina è un errore della Curia o effettivamente io devo conseguire la Laurea quinquennale come da richiesta dell'ordinario diocesano. L'ordinario diocesano mi ha scritto di leggere il certificato di laurea in originale "cosa c'è scritto? Diploma in scienze Religiose o laurea in scienze religiose ? E' molto importante". Cosa devo rispondere all'ordinario? In attesa di una sua risposta le invio cordiali saluti.

 

Risposta:

Ha proprio ragione l’ufficio scuola della tua diocesi.

Se sei in possesso del Diploma in scienze Religiose riconosciuto dalla CEI sei in regola, altrimenti

 

 

 

Egregio professore, sono un insegnante di religione presso la scuola dell'infanzia del comune di Milano. Ho il baccellierato in teologia, questo anno ho fatto la richiesta di passaggio alle elementari ma suppongo che ancora rimarrò all’infanzia. Questo sarà il 5 anno di assunzione con contratto a tempo determinato. Dal punto di vista legislativo è legale che noi non possiamo aspirare ad una assunzione con contratto a tempo indeterminato, ma semplicemente a un rinnovo del contratto di anno in anno? La nuova proposta della Fornero cambia qualcosa riguardo a questo?

La ringrazio

 

Risposta:

Purtroppo no.

Le insegnanti delle scuole comunali non possono essere assunte a tempo indeterminato.

 

 

 

Gent. prof. Incampo, da tre anni insegno religione nelle scuole dell'infanzia (paritarie) del comune di Milano con incarico annuale e sono in possesso del vecchio titolo quadriennale di magistero in scienze religiose. A Milano da tre anni mi ripetono (anche all'ufficio scuola della Diocesi) che in quanto precaria non ho diritto alle 150 ore di studio previste per le altre insegnanti. poche settimane fa però parlando con una collega della mia città natale (Benevento) mi ha detto che lei pur essendo nella mia stessa situazione usufruisce di queste ore, e che anche io ne avrei diritto. Mi può dare delle delucidazioni al riguardo? Inoltre, vorrei porle un altro quesito: con la nuova intesa miur-cei, il nuovo titolo di magistero, avrà riconoscimento statale, cioè diventerà un titolo statale? Grazie in anticipo.

 

Risposta:

Mi pare proprio che non è così.

La circolare ministeriale numero 319 del 1991 fornisce le istruzioni applicative e la Circolare Ministeriale n. 130 Protocollo numero 49479/BL del 21.4.2000 afferma che tale diritto compete anche ai docenti destinatari di contratto a tempo determinato, quindi anche agli Insegnanti di religione cattolica non di ruolo, infatti recita: “Il Dipartimento per la funzione pubblica ha infatti chiarito che l'art. 3 del D.P.R. 395/1988 relativo ai permessi retribuiti per il diritto allo studio, non fa distinzione tra personale a tempo indeterminato e personale con contratto a temine e che pertanto l'istituto di cui trattasi trova applicazione anche per il personale a tempo determinato in misura proporzionale alle prestazioni lavorative rese..”

 

 

 

Egregio Professore, Ho una laurea in lingue straniere triennale. Le chiedo cortesemente: E' possibile con tale titolo insegnare alle scuole private? e alle paritarie? E' vero che le private paritarie possono assumere laureati triennali che frequentano la laurea specialistica?

Grazie per la preziosa disponibilità

 

Risposta:

Una cosa è certa: per insegnare religione cattolica anche nella scuola paritaria e/o privata è indispensabile oltre al decreto di idoneità rilasciato dall’Ordinario diocesano competente per territorio anche il titolo di qualificazione professionale.

E dalla domanda mi par di capire che non hai nessun titolo di qualificazione professionale.

 

 

 

Gent.mo prof. vorrei dei chiarimenti circa la mia posizione: sono in possesso di diploma di Lice o Socio Psico-pedagogico e Magistero in Scienze Religiose. Dopo la recente intesa il Magistero è ancora titolo idoneo o dovrò anche io conseguire la specialistica entro il 2017?

 

Risposta:

Il liceo pedagogico è un titolo di studio che l’Intesa non ha preso in considerazione.

Questo significa che dovrai necessariamente conseguire la laurea quinquennale.

 

 

 

Egregio Prof., Le scrivo per un chiarimento sulla nuova normativa dell'irc, riportando la mia casistica. Sono inserito da quest'anno nell'elenco per le nomine a tempo determinato e/o supplenze nella scuola secondaria di I e II grado per la diocesi di Bari-Bitonto. Premetto che ho conseguito la laurea in scienze religiose a marzo 2013 c/o l'Istituto di scienze religiose di Bari. Precedentemente ho conseguito la laurea quadriennale in scienze politiche. Dopo questo antefatto, il mio dubbio è il seguente. Secondo la nuova normativa avendo conseguito il titolo teologico entro il 2014, posso usufruire degli accordi precedenti e quindi essere nominabile per i prossimi 5 anni.(Avendo il doppio titolo). Ma ora mi chiedo se in questi 5 anni non riesco ad ottenere una supplenza continuativa di almeno 180 gg., cosa può accadere dopo questa data? Le successive nomine possono essere sospese, con l'obbligo di conseguire la laurea magistrale in scienze religiose (cioè la 3+2)? Ed eventualmente per un concorso di immissione in ruolo è previsto sempre il requisito di anni di anzianità di servizio? In attesa di un Suo puntuale riscontro, invio cordiali saluti, ringraziandola anticipatamente.

 

Risposta:

Dalla domanda mi par di capire che non sei insegnante di religione cattolica, ma aspirante insegnante.

Questo significa che dovrai necessariamente conseguire la laurea quinquennale e questo vale anche per un eventuale concorso.

 

 

 

Gentilissimo prof. Incampo vorrei porle gentilmente questo quesito.. io quest'anno mi sono diplomata dall'istituto magistrale corso socio psico pedagogico adesso mi chiedo cosa posso fare con questo mio titolo sto chiedendo a moltissimi ma nessuno mi sa dare un risposta esatta.. Purtroppo per questioni economiche e soprattutto per mancanza di posti non posso frequentare l'università, quindi vorrei avere un informazione dalla sue esperienza, dove posso insegnare con il mio diploma e come faccio ad inserirmi in qualche graduatoria per lavorare... la ringrazio per la sua cortese attenzione...

PS: in più ho in mio possesso tantissimi attestati come quello di aver partecipato e vinto un concorso regionale di letteratura l'attestato della patente europea l'attestato per aver collaborato con l'archivio di stato di reggio calabria in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia.....

Grazie ancora

 

Risposta:

Il liceo pedagogico è un titolo di studio che l’Intesa non ha preso in considerazione.

Questo significa che dovrai necessariamente conseguire la laurea quinquennale.

 

 

 

Salve, avendo conseguito il magistero in scienze religiose ed avendo avuto l'anno scorso una supplenza annuale ( 1 settembre-31 agosto ) posso stare tranquilla o devo conseguire la laurea magistrale?

Grazie mille.

 

Risposta:

Se eri in possesso del titolo sicuramente eri incaricato e non supplente.

Se è così puoi stare tranquilla.

 

 

 

Gent.mo Prof., avrei cortesemente bisogno di un chiarimento circa la mia situazione: sono in possesso di Laurea Triennale e Specialistica in lettere e, nonostante non abbia fatto le magistrali (ho un diploma di maturità classica), insegno da sei anni nella Scuola Primaria come "incaricato annuale di IRC senza titolo". A ottobre conseguirò la laurea triennale in Scienze Religiose. E' vero che, in base alla recente revisione dell'Intesa, risulterò ancora senza titolo e sarò pertanto costretta ad iscrivermi alla Specialistica?

Grazie mille. Cordiali saluti

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che non sei incaricata annuale di IRC senza titolo, ma sei supplente annuale così come afferma la Circolare Ministeriale numero 182/91.

Detto questo ti confermo che per essere proposta e nominata come “incaricata annuale” devi necessariamente conseguire la laurea quinquennale, cioè la laurea specialistica.

Questo prevede l’Intesa 2012.

 

 

 

Gentile professore Incampo ho letto la sua risposta al mio quesito ma ho capito ben poco. Per poter continuare ad insegnare quindi dovrò iscrivermi all'Istituto di scienze religiose? Le ripongo la mia situazione: insegno religione da otto anni nella scuola primaria con incarico annuale, ho già fatto la ricostruzione di carriera e ho il diploma di liceo socio psicopedagogico (istruzione magistrale) conseguito nell'a.s 2001/02. . Scusi e grazie ancora

 

Risposta:

Il liceo socio psicopedagogico è un titolo di studio che non viene preso inconsiderazione né dall’Intesa del 2012 né dalle Intese precedenti.

Infatti in tutte le intese si parla di Istituto Magistrale.

Questo significa che se sei in possesso del diploma dell’Istituto Magistrale, sei in regola, altrimenti dovrai conseguire il nuovo titolo.

 

 

 

Gent.mo prof Incampo, ho conseguito nel 2005 il titolo di magistero in scienze religiose e ho insegnato religione cattolica dal settembre 2006 ad oggi nella scuola secondaria di II grado in un istituto paritario. Vorrei saper se nella mia situazione sono tenuta ad integrare il mio titolo con ulteriori esami. In caso affermativo, quanti e in che tempi, modalità, ecc. Certa di un suo riscontro la ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti e Grazie infinite per il servizio che ci rende soprattutto in un ambiente caratterizzato da tanta confusione e superficialità.

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla!

Il servizio svolto nelle scuole paritarie è valido.

Essendo tu in possesso del magistero in Scienze Religiose ead avendo maturato almeno un anno di incarico, hai sicuramente tutti i requisiti per continuare ad insegnare e partecipare ad un eventuale concorso.

 

 

 

Sono una insegnante in possesso di diploma di Magistero in scienze religiose e iscritta per il conseguimento della l aurea di II livello sempre in scienze religiose. Nella graduatoria della mia diocesi è stato attribuito lo stesso punteggio del titolo di magistero alla laurea di primo livello (tre anni). E' corretto questo punteggio secondo la nuova intesa?

Grazie

 

Risposta:

Per prima cosa vorrei ricordare che è improprio parlare di graduatoria diocesana, ma bisognerà parlare di elenco diocesano di insegnanti di religione cattolica.

Gli elenchi diocesani vengono predisposti con criteri che l’Ordinario Diocesano ritiene più opportuno e non quindi da criteri che si potrebbero immaginare nazionali.

Questo significa che se l’Ordinario del luogo riterrà opportuno quantizzare con dei punti chi è in possesso anche del titolo sarà libero di farlo, così come sarà libero di farlo se non lo ritiene opportuno.

 

 

 

Gentile professore Incampo, volevo porle la mia situazione in merito all'intesa 2012: insegno religione da otto anni nella scuola primaria con incarico annuale, ho il diploma di liceo socio psicopedagogico (istruzione magistrale) conseguito nell’'a.s 2001/02. Per poter continuare ad insegnare dovrò iscrivermi all'Istituto di scienze religiose? Potrò iscrivermi ad un eventuale concorso con solo il mio titolo? Grazie

 

Risposta:

L’Intesa 2012 al punto 4.3.. lettera b.3) recita: “a coloro che abbiano frequentato nel corso dell'istituto magistrale l'insegnamento della religione cattolica e abbiano impartito l'insegnamento della religione cattolica continuativamente per almeno un anno scolastico nel corso del quinquennio 2007-2012”.”

Questo significa che non sei in possesso dei titoli previsti.

 

 

 

La nuova laurea quinquennale permetterà l’immissione, il passaggio in ruolo senza concorso?

 

Risposta:

Il nuovo titolo permetterà solo di insegnare IRC nella scuole pubbliche.

Per essere immessi in ruolo servirà comunque un pubblico concorso.

 

 

 

Salve con il magistero ed un incarico annuale posso insegnare nelle scuole di ogni ordine e grado anche dopo il 2017?

Grazie

 

Risposta:

Sicuramente!

Infatti l’Intesa 2012 recita: “Sono altresì fatti salvi i diritti di tutti coloro che, in possesso dei titoli di qualificazione previsti dall'intesa del 14 dicembre 1985, come successivamente modificata, entro la data di entrata in vigore della presente intesa, abbiano prestato servizio, nell'insegnamento della religione cattolica, continuativamente per almeno un anno scolastico dal 2007-2008.”

Avendo tu svolto un anno di incarico col magistero sicuramente potrai continuare ad insegnare anche dopo il 2017

 

 

 

Salve visto che sono in possesso del magistero in scienze religiose ed ho avuto l'incarico annuale nelle scuole secondarie di I grado nell'a.s. 2011/2012 ho bisogno della laurea magistrale? le chiedo ancora visto che io insegno in un'altra diocesi e quest'anno sono stata inserita nelle graduatorie della mia diocesi mi basta il magistero anche dopo il 2017?

grazie mille

 

Risposta:

Se hai insegnato quest’anno scolastico come incaricata annuale, perché in possesso del Magistero, puoi stare tranquilla, non devi conseguire nessun altro titolo.

Ti ricordo che l’Intesa vale in tutta Italia.

 

 

 

Salve sono un'insegnante di religione in possesso del magistero in scienze religiose conseguito nel Dicembre del 2010. Ho lavorato nell'anno scolastico 2010/2011 con incarico annuale nella scuola secondaria di I grado, quest'anno ho avuto l'incarico annuale nella scuola dell'infanzia. Le chiedo se con l'entrata in vigore della nuova intesa devo conseguire la laurea magistrale, o basta il mio magistero per continuare il mio lavoro nel mondo della scuola.

 

Risposta:

La nuova Intesa al punto 4.3.2. recita così: “A far data dall'anno scolastico 2017-2018, sono in ogni caso da ritenere dotati della qualificazione necessaria per l'insegnamento della religione cattolica gli insegnanti che, riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano, siano provvisti dei titoli di cui al punto 4.3.1. e abbiano anche prestato servizio continuativo per almeno un anno nell'insegnamento della religione cattolica entro il termine dell'anno scolastico 2016-17.

Sono altresì fatti salvi i diritti di tutti coloro che, in possesso dei titoli di qualificazione

previsti dall'intesa del 14 dicembre 1985, come successivamente modificata, entro la data di entrata in vigore della presente intesa, abbiano prestato servizio, nell'insegnamento della religione cattolica, continuativamente per almeno un anno scolastico dal 2007-2008.”.

Questo significa che puoi stare tranquilla, potrai continuare ad insegnare coi vecchi titoli e partecipare ad un eventuale concorso

 

 

 

Nicola, non ho capito niente di questa nuova terminologia.

Mi aiuti a capire?

Grazie

 

Risposta:

 

1.   Mobilità professionale: trasferimento ad altro settore formativo

2.   Mobilità territoriale: trasferimento sede definitiva

3.   Utilizzazione: (stessa diocesi)

Ø  Diversa sede scolastica, ma stesso settore formativo

Ø  Diversa sede scolastica, diverso settore formativo

Ø  Stessa sede scolastica, diverso settore formativo

4.   Trasferimento: passare da una diocesi ad un'altra.

5.   Assegnazione provvisoria: (Diocesi diversa)

Ø  Diocesi diversa da dove si è stati immesso in ruolo e vale solo un anno, poi si ritorna nella sede di titolarità

Ø  Motivi per poterla chiedere:

Tipo di esigenza

A)     per ricongiungimento al coniuge o al convivente o per ricongiungimento ai figli minori o maggiorenni inabili o handicappati o, in assenza, ai genitori di età superiore ai 65 anni  (1)(2)(3) e ai minori o maggiorenni inabili o handicappati affidati (6)

B)     per ogni figlio o affidato (6) che non abbia compiuto 6 anni di età (4)

C)     per ogni figlio o affidato (6) di età superiore ai 6 anni, ma che non abbia superato il 18  anno di età (4) ovvero per ogni figlio o affidato (6)  maggiorenne che risulti totalmente o permanentemente inabile a proficuo  lavoro

D)     per la cura e l'assistenza dei figli o affidati (6) minorati fisici, psichici o sensoriali, tossicodipendenti, ovvero del coniuge o del genitore totalmente e permanentemente inabili al lavoro che possono essere assistiti soltanto nel comune richiesto (5)

 

6.   Settore formativo:

Ø  Segmento scolastico (scuola dell’infanzia – scuola primaria – scuola secondaria di primo grado – scuola secondaria di secondo grado)

7.   Docente di ruolo:

·         Insegnante di religione cattolica destinatario di contratto a tempo indeterminato

8.   Supplente Annuale:

·         Insegnante di religione cattolica senza titolo previsto dall’Intesa con contratto di lavoro dal 1 settembre al 31 agosto

9.   Incaricato Annuale:

·         Insegnante di religione cattolica con titolo previsto dall’Intesa con contratto di lavoro dal 1 settembre al 31 agosto

10.        Supplente temporaneo:

·         Insegnante di religione cattolica con o senza titolo previsto dall’Intesa che sostituisce sia un incaricato annuale che un incaricato a tempo indeterminato o che sostituisce un supplente annuale.

 

 

 

Il distacco parziale dall'insegnamento per occuparsi dell'integrazione degli studenti non italiani è possibile anche per gli insegnanti di religione (nel mio caso, a tempo indeterminato)?

 

Risposta:

Certamente!

Ti ricordo che il punto 2.7 del DPR 751/85 e successive modificazioni ed integrazioni così recita: “Gli insegnanti incaricati di religione cattolica fanno parte della componente docente negli organi scolastici con gli stessi diritti e doveri degli altri insegnanti”.

 

 

 

Sono una docente di Religione in servizio nella scuola da 23 anni. Ho conseguito il Magistero in Scienze Religiose (4 anni) nel settembre del 1998. Dal 1999 insegno nella secondaria di secondo grado come incaricata annuale (1 set t.-31 agosto). Vorrei porre due quesiti: 1 Posso continuare ad insegnare nella secondaria di secondo grado con il Magistero quadriennale? 2 Se dovessero indire un Concorso per docenti di Religione nei prossimi anni o dopo il 2017 posso partecipare col Magistero quadriennale?

Grazie infinite.

 

Risposta:

La risposta è positiva ad entrambe le domande.

Con il titolo da te posseduto puoi continuare ad insegnare e potrai partecipare ad un eventuale nuovo concorso.

 

 

 

Buongiorno, insegno nella scuola secondaria da 24 anni. Ho il titolo in magistero di scienze religiose dall'anno 1999-2000. Ho anche il diploma magistrale conseguito nell'anno 1986-87. Per poter continuare a lavorare devo completare gli studi secondo la nuova intesa?

 

Risposta:

Essendo tu docente incaricato annuale in possesso del Magistero in Scienze Religiose, puoi stare tranquilla, non hai nessuna necessità di conseguire il nuovo titolo.

 

 

 

Buongiorno. Sono insegnate di religione Cattolica da 22 anni. Nel 2000 ho conseguito il Magistero in Scienze Religiose presso ISSR di Milano. Non sono vincitrice di concorso e sono sfiduciata circa la pratica concorsuale, visto l'andamento del precedente. Vorrei gentilmente sapere: il nuovo titolo previsto dall'Intesa con il MIUR sarà abilitante e dunque mi conviene completare gli studi aggiungendovi due anni di sacrifici ma con uno studio serio e proficuo che mi arricchisca umanamente e professionalmente o resto nello stato attuale in attesa di un'altra eventuale carneficina?

Ringrazio e porgo stimati saluti.

 

Risposta:

Per prima cosa chiariamo che il concorso che svolgono gli insegnanti di religione cattolica non abilita all’insegnamento, ma permette solo l’immissione in ruolo.

Infatti chi abilita all’insegnamento di detta disciplina è il decreto di idoneità.

Detto questo rispondo alla domanda affermando che hai tutti i tioli per continuare ad insegnare come incaricata e per partecipare ad un eventuale nuovo concorso.

 

 

 

Io insegno religione presso la scuola primaria dal 2002 e sono in possesso di diploma sociopedagogico del 2002 attualmente inscritta a scienze religiose ma non possiedo il diploma dei tre anni. Oltre questo devo proseguire il quarto e quinto anno per non perdere il lavoro nella scuola primaria?

 

Risposta:

Io direi proprio di sì.

Perché diploma sociopedagogico anche se sostitutivo del diploma magistrale, non viene preso in considerazione dall’Intesa.

Questo significa che sicuramente dovrai conseguire la laurea magistrale.

 

 

 

Sono un'insegnante della Scuola Primaria con nomina annuale dal 1997 nella diocesi di Brescia. Concorso del 2004 non superato!!!!

Sono in possesso:

-Diploma di Istituto magistrale conseguito nel 1991.

-Diploma di Scienze Religiose conseguito All'Università del Sacro Cuore a Brescia. A.A. 2003/2004.

Alla luce dell'Intesa firmata il 28 giugno scorso, pongo un quesito: devo iscrivermi nuovamente in Università?

Vorrei chiarimenti perchè sembra valido il DPR 751/1985, ma non sono sicura di aver interpretato correttamente.

Grazie per l'attenzione prestata.

 

Risposta:

Hai interpretato correttamente.

Potrai continuare ad insegnare.

 

 

 

Spett.le prof Incampo anch'io chiedo chiarimenti riguardanti la nuova intesa. Sono in possesso del diploma Magistrale conseguito nel 1982 e del diploma di Scienze Religiose conseguito nel 2003. Dal 2004 insegno nella scuola primaria con contratto a tempo determinato (incaricata annuale 1 settembre 31 agosto.) Domanda: cosa rischio?

 

Risposta:

Niente.

Essendo in possesso dei titoli previsti dalla vecchia Intesa ed essendo tu incaricato di religione, potrai continuare ad insegnare tranquillamente.

 

 

 

Buongiorno, chiedo anch'io dei chiarimenti riguardanti i titoli di studio  in mio possesso:

nel 1996 ho conseguito il diploma magistrale (quadriennale)

nel 1997 ho conseguito il diploma di Dirigenti di comunità per avere il quinto anno al fine di accedere all'università (invece del solito 5^ anno integrativo)

nel 1999 ho conseguito un diploma biennale di animatore sociale

nel 2002 ho conseguito il diploma di laurea in educatore professionale professioni sanitarie classe seconda

nel 2005 ho superato la prova di ammissione all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole (Arcidiocesi di Milano)

dal 2005 insegno irc press la scuola primaria, dapprima con supplenze, poi dal 2006 insegno con incarico annuale.

Da settembre frequento l'Istituto di S. Religiose di Milano ma ho paura di non riuscire a laurearmi entro il 2017... o comunque oggi l'età è cambiata, non sono più una ragazzina post diploma di 19 anni ahimè, altra vita, famiglia, figlio neonato non ho la certezza di farcela, potrei perdere il lavoro? I miei titoli serviranno?

La ringrazio

 

Risposta:

Assolutamente no.

Puoi stare tranquilla.

 

 

 

Spett.le prof Incampo

per chi è già di ruolo è necessario avere la laurea in scienze religiose?

Cordialmente 

 

Risposta:

La nuova Intesa sui titoli non riguarda gli insegnanti di religione che sono già di ruolo.

Questo significa che non è necessario che tu consegua la laurea magistrale.

 

 

 

Buongiorno,

Insegno religione con contratto a tempo determinato dal 2006.

Ho  la maturità scientifica e un diploma magistrale (2009), una laurea triennale e specialistica in Sociologia (3+ 2).

A settembre mi diplomo in Scienze Religiose (3 anni), potrò continuare ad insegnare senza conseguire il Magistero?

La ringrazio anticipatamente.

 

Risposta:

Con il diploma magistrale potrai continuare ad insegnare religione cattolica solo alla scuola dell’Infanzia e alla scuola Primaria.

Se consegui anche la laurea specialistica potrai insegnare anche alla scuola secondaria.

 

 

 

Salve vorrei porre il mio caso, insegno alle elementari come incaricata dal 2002, ho iniziato ad insegnare nel1988 e fino al 1999 ho insegnato alle medie poi per motivi famigliari non ho insegnato più ricominciando come detto nel 2002. Ho il diploma di Istituto magistrale  e quello per poter insegnare religione che si faceva per poter essere abilitati dalla Curia per l’insegnamento mi devo preoccupare? Alla veneranda età di 51 anni non ho voglia di rimettermi a studiare se è così comincio a cercarmi un altro lavoro

 

Risposta:

Stai tranquilla hai tutti per continuare ad insegnare come incaricato annuale.

 

 

Buon pomeriggio, desidererei sapere se la mia situazione è tranquilla.... sono docente alla scuola primaria da 4 anni, a cattedra completa, in quanto il 26.1.2006 ho conseguito il magistero in scienze religiose presso ISSR di Milano, ho il diploma quindi di maestra d'asilo (del luglio 1973) e di dirigente di comunità (dal luglio 2001).Non ho superato(sic!!!)il concorso del 2004 quindi non sono di ruolo. Debbo iscrivermi alla specialistica ? In futuro avrò problemi?

Cordiali saluti e grazie

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla!

Hai tutti i tioli per continuare ad insegnare e per poter partecipare ad un eventuale nuovo concorso

 

 

 

Gent.mo dott. Incampo avrei bisogno di chiarimenti circa la mia situazione in riferimento alla nuova normativa per l'insegnamento della Religione Cattolica. Ho insegnato per quattro anni nella Scuola Media Inf. negli anni ottanta  (83-87) mentre frequentavo la Scuola di Teologia per Laici (Quadriennale) della quale non ho conseguito il diploma perchè nel frattempo era cambiato il Concordato fra Stato e Chiesa. Ho poi interrotto l'insegnamento che ho però ripreso da 6 anni, come incaricata annuale  nella Primaria, dopo essermi iscritta all'istituto superiore di Scienze Religiose. Ho frequentato il triennio del nuovo ordinamento ma non ho ancora conseguito la laurea triennale perchè sto completando gli esami. Dovrò per forza continuare con la quinquennale? Sono in possesso della maturità classica.   Ringrazio per l'interessamento rimanendo in attesa di una cortese risposta. Distinti saluti

 

Risposta:

Certamente!

La nuova intesa sui titoli prevede che i “nuovi” insegnanti, e tu sei nuova, devono necessariamente essere in possesso della laurea quinquennale.

 

 

 

Buongiorno, vorrei gentilmente dei chiarimenti sulla mia situazione:

- ho conseguito la maturità magistrale (socio-psico- pedag. ) nel 2001/2002

- ho una laurea triennale in scienze dell'educazione

- una laurea magistrale in Progettazione Pedagogica (3+ 2)

- una laurea magistrale in Scienze della Formazione primaria

- ho conseguito il diploma di Scienze Religiose presso ISSR nel 2008

Ho un contratto a tempo determinato dal 2004 come ins. di religione nella scuola primaria.

Potrò continuare a lavorare senza dover proseguire gli studi all' ISSR?

Se volessi passare alla scuola secondaria potrò farlo, avendo il diploma in S. RELIGIOSE  (3anni)  senza fare gli altri 2 anni di specialzzaz. ?

Grazie

Distinti saluti

 

Risposta:

La risposta è positiva ad entrambe le domande.

I titoli da te posseduti ti tranquillizzano sia per continuare ad insegnare che per poter insegnare nella scuola secondaria.

Ti ricordo che oltre al titolo di qualificazione professionale è necessaria l’idoneità per quella scuola rilasciata dall’Ordinario competente per territorio.

 

 

 

Spettabile Anaps, vista la vostra disponibilità, chiedo anch'io chiarimenti in merito alla mia situazione. Diploma magistrale (lontano 1989) e magistero in scienze religiose a Bergamo, 4 anni, conseguito nel 2006. Insegno da ormai 20 anni con incarico annuale nella primaria.

Sono in regola con le nuove richieste previste dalla nuova intesa?

Grazie

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla, sei in regola

 

 

 

Buongiorno, anch'io  desidererei avere chiarimenti in riferimento all'Intesa Miur-Cei. Insegno da otto anni nella scuola primaria con incarico annuale, ho già fatto la ricostruzione di carriera e ho il diploma di liceo socio-psico-pedagogico, istruzione magistrale conseguito nell’anno scolastico 2001/2002. Dovrò iscrivermi all’ISSR per non perdere il lavoro?

Grazie

 

Risposta:

Penso proprio di no.

 

 

 

Carissimi,
come tanti colleghi mi permetto di scrivervi per avere qualche chiarimento. certamente vi ringrazio per quello che fate per noi.

Insegno dal 2004 come supplente e dal 2006 con nomina annuale (1 settembre 31 agosto) nella scuola secondaria di primo grado. Non ho ancora conseguito il magistero in s. religiose. mi manca solo la tesi che dovrei concludere al massimo entro fine anno. perchè nell'ultimo anno ho fatto il coordinatore d'oratorio mantenendo l'insegnamento e la cosa si è resa impossibile.

ecco perciò la mia domanda: sareste così gentili da farmi capire come mi inquadro io in riferimento agli ultimi accordi?

grazie di cuore

 

Risposta:

Se consegui il Magistero e con il magistero insegni almeno per un anno continuativo sicuramente non avrai necessità di conseguire altri titoli.

A proposito: ma come fai ad essere incaricato alla scuola media se non hai il Magistero?

 

 

 

Gentile Anaps, vorrei se possibile dei chiarimenti riguardanti la mia attuale situazione: nel 1996 ho conseguito la maturità magistrale (diploma magistrale) con l'anno integrativo l'anno successivo. Dal 2007 sono incaricata annuale di IRC alla scuola dell'Infanzia e della Primaria e nel dicembre 2011 ho conseguito la laurea triennale in Scienze religiose presso l'ISSR di Milano ed ho appena fatto la richiesta per la ricostruzione di carriera. Per poter, in un futuro, chiedere l'assegnazione alla Scuola Secondaria di I grado ho bisogno della laurea specialistica (biennio)? Inoltre, una volta posseduta la laurea Magistrale in Scienze religiose è possibile partecipare ad un eventuale concorso per dirigente scolastico?

La ringrazio per la Sua attenzione.

 

Risposta:

Con il titolo che hai puoi continuare ad insegnare solo nella scuola dell’Infanzia e nella scuola Primaria.

Se consegui anche la laurea magistrale potrai insegnare anche nelle scuole superiori.

Se non consegui la laurea magistrale potrai partecipare al concorso solo per la scuola dell’Infanzia e per scuola Primaria

 

 

 

Vi ringrazio immensamente per questo scrupoloso lavoro che state facendo, bensì ammetto che leggendo tutte queste richieste, ho anche io qualche dubbio e vorrei essere rassicurata.

Ho un diploma di ragioniere e perito commerciale e ho conseguito il magistero in Scienze Religiose nel 2000.

Ho insegnato dal 2000 al 2007 negli istituti superiori e dal 2007 a tutt'oggi nella scuola primaria, sempre con un incarico annuale dal 1 settembre al 31 agosto, ho avuto anche la ricostruzione di carriera.

Sono iscritta al terzo anno di Scienze dell'educazione: Educatore professionale, anche se mi sembra di aver capito che questo titolo non avrà valore.

Ora vorrei sapere se con il magistero posso continuare ad insegnare nella scuola primaria ed eventualmente nella scuola secondaria di secondo grado oppure devo conseguire la laurea magistrale in Scienze Religiose.

Inoltre vorrei chiedere se può essere utile conseguire la laurea magistrale in Scienze dell'educazione o in Scienze della formazione primaria.

Vi ringrazio in anticipo.

Distinti saluti.

 

Risposta:

Con il titolo posseduto e con gli anni di servizio, sicuramente puoi stare tranquilla, perché puoi continuare ad insegnare in ogni ordine e grado scolastico.

Quanto poi al titolo io ti consigliere di conseguire la laurea magistrale.

 

 

 

Buongiorno!

Io insegno presso la Scuola Primaria dall'a.s. 1999-2000, avendo ottenuto il Baccalaureato (giugno '99) presso la facoltà teologica dell'Italia Settentrionale (sez. di Padova).

- considerati i requisiti richiesti dall'intesa Miur-Cei, posso ritenermi tranquillo?

- posso insegnare solo nella scuola Primaria?

Grazie

 

Risposta:

Essendo tu in possesso del Baccalaureato non solo puoi stare tranquillo, ma il tuo titolo è valido per insegnare in ogni ordine e grado di scuola

 

 

 

Salve,  mi chiedo per noi che insegniamo da più di 20 anni senza essere di ruolo possiamo ancora farlo senza la laurea ?

Grazie

Cordiali saluti.

 

Risposta:

Se stai insegnando da più di 20 sicuramente sei in possesso di uno dei titoli di qualificazione professionale.

Questo significa che sicuramente potrai continuare ad insegnare.

 

 

 

Io posseggo un diploma e un magistero vecchio ordinamento più il baccalaureato in teologia. Ho insegnato per 4 anni consecutivi nella scuola primaria e infanzia a Padova. Per problemi mi sono trasferita nella diocesi di Mazara del Vallo, diventando da incaricata a supplente quando capita. Mi chiedo quando toccherà a me... se le diocesi fanno valutare un baccalaureato 3 punti?

Grazie!

 

Risposta:

So ho capito bene adesso non insegni, ma hai insegnato per quattro anni di seguito.

A parere di chi scrive con l’approvazione della nuova intesa non saresti in regola come vecchio insegnante, perché dalla data dell’approvazione della nuova intesa fino all’anno scolastico 2017/18 dovresti avere un anno di insegnamento continuativa.

 

 

 

Gent.mo prof. mi chiamo ***, idr della Diocesi di ***, collaboro con l'Ufficio Scuola della Diocesi e le scrivo per una questione urgente e grave, a mio modesto parere: ultimamente il TAR del Molise si è pronunciato in merito ad un ricorso presentato dal genitore di due alunni del Liceo classico di Larino, il quale ad inizio dell'anno scolastico 2011-12 aveva chiesto per i figli di essere esonerati dall'ora di religione per l'anno scolastico già in corso. Il dirigente scolastico aveva in un primo momento accolto la richiesta e poi l'aveva annullata in seguito alle rimostranze scritte dell'idr della scuola, che, richiamando l'Intesa, faceva notare che la scelta può essere effettuata solo all'atto dell'iscrizione. In questi giorni il Tar si è pronunciato a favore del genitore, asserendo che la libertà di religione costituisce un diritto assoluto e incondizionato, riconosciuto dalla Costituzione e quindi in ogni momento l'alunno deve poter scegliere se avvalersi o meno dell'ora di religione. Che fare ? Come dobbiamo comportarci? Le allego il file della notizia che ho appreso dal quotidiano " Primo Numero e confido in una sua urgente risposta. Grazie.

 

Risposta:

La sentenza che ho letto con molta attenzione parla di “esonero” e la cosa mi sorprende molto. Infatti l’istituto dell’esonero non esiste più in Italia dal 1 settembre 1986. Come fa un Dirigente a negare una richiesta di esonero se nessuno può fare tale richiesta? Mi spiego meglio.

Fino all’anno scolastico 1985/86 tutti erano obbligati a fare religione, chi non voleva seguire questo insegnamento poteva chiedere di essere esonerato.
Dall’anno scolastico 1986/87 è l’alunno che chiede di poter frequentare questa disciplina.
Questo significa che dal 1 settembre 1986 l’alunno che intende avvalersi dell’ora di religione fa richiesta alla scuola, cioè non è più come prima che chi non voleva far religione chiedeva l’esonero..

Tale scelta “… operata su richiesta dell’autorità scolastica all’atto dell’iscrizione ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce…” (Cfr. il punto 2.1 lettera b) del DPR 751/85). Quanto poi alla “violazione di fondamentali principi costituzionali, nonché per violazione della normativa in materia”:
L’IRC non dipende dalla revisione del Concordato ma dallo stesso Concordato del 1929 che così recita all’articolo 36: “L’Italia considera fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica. E perciò consente che l’insegnamento religioso ora impartito nelle scuole pubbliche elementari abbia un ulteriore sviluppo nelle scuole medie, secondo programmi da stabilirsi d’accordo tra la Santa Sede e lo Stato”.

L’Accordo di revisione dello stesso Concordato sancito con legge 121 del 25 marzo 1985 nell’articolo 9.2 stabilisce, a mio avviso, una continuità ed un orientamento nuovo, quando dice: “La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado”.
Più che evidente la continuità con il passato (la sottolineatura della parola continuità è mia), ma anche da evidenziare il nuovo assetto dell’IRC che viene messo in relazione non con l’istruzione pubblica, ma con il patrimonio culturale del popolo italiano e sempre in rapporto con le finalità della scuola.
Sono due le sottolineature che vanno bene evidenziate: da una parte per chiarire le caratteristiche di un insegnamento che si inserisce nella formazione culturale dell’alunno e dall’altra per distinguere l’IRC dalla catechesi che ha come finalità di formare il credente.

Ma valore culturale del cattolicesimo non significa insegnamento dimezzato o di un generico cattolicesimo che non conosca i suoi aspetti caratteristici e individualizzanti, ma conoscenza precisa nella sua interezza, che comprende fonti, contenuti della fede, aspetti di vita, espressioni di culto e quant’altro è necessario per apprenderlo. E il tutto orientato alle finalità scolastiche che sono di conoscenze di quella specifica cultura italiana, e oggi dovremmo dire europea ed occidentale, che non è possibile spiegare e conoscere in tutte le sue forme (letteratura, arte, musica…) senza il cattolicesimo

 

 

 

Grazie per le info sulla nuova Intesa; un'ulteriore domanda, se possibile. Sono al primo anno fuori corso dell'istituto di scienze religiose di Milano: penso di prendere la laurea triennale entro la fine del prossimo anno accademico. Sono in possesso altresì, di una laurea breve in Educatore professionale conseguita nel 2001.  Per poter insegnare dovrò iscrivermi al 4/5 anno per il dottorato o basta la laurea triennale?

Vi ringrazio in anticipo!

 

Risposta:

Devi assolutamente conseguire la laurea magistrale, quella quinquennale, altrimenti non potrai insegnare.

 

 

 

Buongiorno,

io insegno religione cattolica nella scuola dell'infanzia , da quattro anni con l'incarico annuale. Ho il diploma di scuola magistrale.... dovrò iscrivermi all'università per non perdere il lavoro? ho sempre frequentato i corsi d'aggiornamento per gli idr ..

Vi ringrazio per l'attenzione , attendendo gentile risposta

 

Risposta:

Puoi stare tranquilla.

Ti ricordo però che con il titolo da te posseduto puoi continuare ad insegnare solo nella scuola dell’Infanzia.

 

 

 

Buongiorno, anch'io, come altri, desidererei avere chiarimenti in  riferimento all'Intesa Miur- Cei. Sono un'insegnante di IRC di ruolo di  scuola secondaria di primo grado. Sono laureata in Pedagogia e ho conseguito il diploma in Scienze Religiose presso il Seminario a  Milano. Riguardo alla nuova normativa, posso dichiararmi a posto,  oppure devo conseguire la laurea magistrale? Ringraziando  anticipatamente, porgo distinti saluti.

 

Risposta:

Sicuramente!

La Nuova Intesa sui titoli non riguarda gli insegnanti di religione di ruolo.

 

 

 

Gentile segreteria, avrei bisogno di un chiarimento al più presto circa le nuova intesa, questo è il mio caso:

- insegno con incarico annuale dal 2008-2009,

- ho una laurea in Scienze dell'Educazione quadriennale vecchio ordinamento,

- nel marzo 2012 ho conseguito la laure triennale in Scienze religiose.

Questioni: mi posso considerare esclusa dalla nuova intesa? quindi tra 4 anni avrò la ricostruzione carriera? nel caso uscisse un concorso potrei accedervi? Concludendo ho tutte le carte in regola?

 

Risposta:

Tu hai insegnato come incaricato, perché in possesso laurea in Scienze dell'Educazione, titolo questo non previsto dalla nuova Intesa.

Questo significa che pur essendo in possesso della laurea civile devi necessariamente conseguire il biennio specialistico.

E’ inutile dire che senza conseguire il nuovo titolo non potrai accedere a nessun nuovo concorso.

 

 

 

Buongiorno,

avrei un quesito da porre:

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