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Normativa - Scolastica



Sintesi dell'assemblea sindacale ANAPS - CONFSAL del 29 maggio 2018



Care colleghe e cari colleghi, di seguito la sintesi dell'assemblea tenutasi a Milano il giorno 29 maggio, presso l'IPS B. Cavalieri di Milano.

Buona lettura.

Assemblea sindacale Confsal – Anaps
Milano, I.P.S. B. Cavalieri. Viale Olona 4

Grande successo e grande partecipazione all’assemblea sindacale tenuta stamane dall’ANAPS – CONFSAL all’I.P.S. Bonaventura Cavalieri di Milano. Relatori, oltre la professoressa Angela Loritto, Segretaria Nazionale A.N.A.P.S., il professor Nicola Incampo, esperto nazionale di I.R.C. e consulente della Cei.
Tra i punti all’ordine del giorno:
• Quale concorso IRC?
• Ricostruzione di carriera e stabilizzazione.
• Scuola Secondaria di I e II grado: adempimenti di fine anno

Circa il primo punto, il professor Incampo ha sottolineato il ruolo importante dell’idoneità diocesana. Questa, divenuta permanente a partire dal 1990 (fino ad allora era solo annuale), quindi scadeva il 31 agosto).
L’idoneità diventò permanente perché condizione fondamentale per ottenere l’immissione in Ruolo, infatti, cosa che infatti divenne possibile nel concorso del 2004.
La pietra angolare che tiene su l’istituto dell’idoneità è il Concordato, che come ben si sa, è una legge internazionale e che, nella gerarchia dell’importanza delle norme, viene prima delle circolari, dei decreti e delle leggi. Ed è da esso che dipende l’IRC, non dalla politica, dai governi o dai sindacati. Finché ci sarà il concordato ci sarà l’IRC nella scuola. Un qualsiasi iter processuale mirante a modificarlo è una cosa molto difficile, anche perché vi sono cose molto più importanti a cui pensare.

L’IdR è una figura “unica”, atipica nel panorama della scuola italiana. Tale atipicità è la sua forza. Tale caratteristica è certificata non dai titoli, bensì dall’idoneità, seguita dalla proposta di nomina, stabilita d’intesa con le scuole. L’IdR è un mandato della Chiesa, non un semplice insegnante.
L’IdR non è titolare di sede, poiché non esistono cattedre di IRC, bensì raggruppamenti di ore.

In seguito, il professor Incampo ha enucleato le motivazioni per cui non sarebbe giusta una procedura assunzionale attraverso un concorso ordinario.
Con la 107/15 lo Stato ha dovuto sanare alcune situazioni particolari della scuola. La normativa europea ha sancito che essa non poteva continuare a sfruttare gli insegnanti precari. Ma chi è un insegnante precario, nella scuola? L’insegnante precario è quell’insegnante che occupa un posto che dovrebbe essere di ruolo. Non è il caso degli IdR incaricati annuali. Noi non siamo precari perché la legge 186/03 dice che il 30% del contingente deve essere dato agli incaricati, che occupano un ruolo ben preciso.

Avendo visto, il professor Incampo, la bozza del concorso, ha comunicato di aver contestato i seguenti punti:
- Il concorso ordinario prevede una prova di lingua inglese (valutata da un docente madrelingua) e una di informatica;
- Un esame dei contenuti propri della materia (cosa ne sa un Dirigente scolastico dei contenuti dell’Irc? V’è già l’idoneità diocesana che attesta tali competenze).
- Tale bozza, infine, penalizza, coloro che hanno diversi anni di servizio alle spalle.
Inoltre, il concorso non dovrebbe essere ordinario poiché la 107/15 non prevede concorsi ordinari per i docenti che stanno già insegnando. Essendo, inoltre, l’idoneità una forma di abilitazione, essa non può essere verificata in un concorso.
Importante anche il compito dell’Ordinario diocesano, il compito del quale è solo quello di conferire o revocare l’idoneità. Egli non può negarne l’uso al suo titolare. Andrebbe incontro ad un illecito.
In un concorso ordinario, potrebbe partecipare anche chi ha solo un giorno di supplenza.
Il concorso da noi chiesto è per coloro che hanno almeno quattro anni di servizio. Il nostro deve essere un concorso per abilitati!
Altro pericolo, a nostro avviso, del concorso ordinario è il metodo valutativo previsto, ossia in centesimi. Massimo 40 punti per la prova scritta; massimo 40 punti per la prova orale; 10 + 10 punti per i titoli e servizi, nei quali non si possono inserire tutti gli anni di servizio effettivamente svolti. Si pensi ai “precari storici” con anche 20/30 anni di servizio.
Con tutto il rispetto verso i colleghi giovani e i supplenti, non è giusto paragonare questi ultimi a chi ha tanti anni di servizio.

Infine, la stessa legge della buona scuola prevede tre procedure concorsuali:
1. Concorso ordinario per i neolaureati in possesso dei 24 CFU, cui seguirà un percorso triennale di formazione, tirocinio e inserimento nella funzione docente, di 3 anni;
2. Appositi concorsi riservati ai precari con almeno tre anni di servizio, con scritto e orale e un percorso FIT di 2 anni;
3. Infine, un concorso per chi è già abilitato che consiste in una prova orale e un solo anno di prova (e questo sarebbe il nostro caso).

Dobbiamo, infine giocare sulla nostra professionalità, cosa garantita dall’idoneità e certificata dal numero degli avvalentesi il quale, risulta in aumento, da quando le iscrizioni vengono effettuate online (sarà un caso?)
Un ultimo problema: il passaggio al concorso ordinario rischia di diventare un passo importante verso l’insegnamento di Storia delle religioni, quindi di un insegnamento aconfessionale.
Ricordiamoci che noi entriamo a scuola grazie all’idoneità… Per storia delle religioni vi sono le migliaia di professori di storia e filosofia presenti in una graduatoria inesauribile! E se venisse introdotta Educazione civica… questa potrebbe essere data agli insegnanti di lettere (che tra l’altro dovrebbero già impartirlo come insegnamento – si veda la secondaria di primo grado).

In previsione di un possibile concorso noi faremo corsi di aggiornamento gratuiti, per rispolverare cose che tra l’altro noi sappiamo.

Questione esami di stato terza media
Questo decreto legislativo è frutto di un errore, che non si vuole rivedere. Per rivederlo è necessaria un’altra legge.
È il primo anno col nuovo meccanismo degli esami alle medie (con Invalsi prima, presidente non più esterno ma presenza del dirigente, meno prove cc.).
Il decreto parla di consiglio di classe e non di IDR. Sono gli insegnanti di potenziamento che non ne fanno parte. Tra le discipline v’è anche Religione e lui ne fa parte del consiglio di classe. E quindi deve parteciparvi.
È anche vero che Religione non è materia d’esame, ma nulla vieta che egli possa partecipare. Infine, gli esami sono interdisciplinari, quindi…
Se manca l’IdR l’esame è quindi nullo.
Il problema è organizzativo, quindi dei presidi delle varie scuole, visto che l’IDR spesso ha un orario spezzettato su più plessi.
In tutte le fasi dell’esame il consiglio deve essere perfetto, quindi con anche l’IDR. Anche nel caso della presenza di un privatista, essendo questo scrutinato dall’intero gruppo classe.

Per i non avvalentisi la norma prevede la presenza del professore di alternativa, solo se lo studente l’ha scelta. Lo studio assistito non può essere valutato.

Ricostruzione di carriera
Relativamente alla ricostruzione di carriera è stato detto che gli incaricati annuali che hanno maturato almeno 4 anni di servizio, anche ad orario parziale, e sono destinatari di orario cattedra possono godere degli stessi benefici economici di quelli di ruolo.
Inoltre, i docenti di cui sopra usufruire dello stesso trattamento dei docenti di ruolo per quanto riguarda ferie, permessi e assenze.







Pubblicato in data: 30.05.2018 - Letto n. 128 volte

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