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La stampa estera intervista l’ANAPS.



Dopo l’intervista al prof. Favilla, la stampa estera, ovvero i maggiori organi di stampa straniera, come il New York Times, il Washington Post, il Times, Der Spiegel, il Frankfurter Allgemeine Zeitung,   Le   Figarò,   Le   Monde,   El   Pais,   El   Mundo,   ecc., hanno   voluto   intervistare   anche   i rappresentanti   del   sindacato   Anaps,   considerato   anche   all’estero   il   più   combattivo   e   coerente sindacato che sta lottando per tutelare i diritti e gli interessi degli insegnanti precari, in particolare degli IdR. Ha suscitato meraviglia anche all’estero la dura polemico con l’on. Toccafondi e alcuni senatori e senatrici. Mai un sindacato italiano aveva alzato a così alti livelli il tono dello scontro con i rappresentanti del potere politico mentre gli altri sindacati si sono limitati a dichiarazioni di circostanza. 

Testo dell’intervista alla professoressa Angela Loritto, Segretario nazionale Anaps, con esperienza trentennale nel sindacato, non sempre esonerata dal servizio.

Domanda: Professoressa, cosa ne dice dell’intervista del professor Favilla? 

Risposta: No comment. 

D: Perché non vuole rispondere?

R: Perché per anni un sindacato che doveva rappresentare gli insegnanti di religione ha rinunciato alla propria autonomia ed è diventato una semplice struttura organizzativa perdendo la specificità della propria proposta sindacale! 

D: il professor Favilla si prende il merito della proposta di un concorso riservato e dichiara di essere contrario da sempre al concorso ordinario e si è chiesto, in più occasioni, chi sia la professoressa Angela Loritto. 

R: Chi ha una buona e onesta memoria ricorda bene la storia di questi ultimi anni e la proposta dei vari sindacati e le loro iniziative a favore o contro il concorso riservato o a favore o contro il concorso ordinario. Da sempre, e sottolineo sempre, l’Anaps è stato l’unico sindacato a proporre un concorso riservato non selettivo, senza se e senza ma. Se altri hanno cambiato idea e si sono avvicinati alla nostra proposta, noi non possiamo che esserne soddisfatti. Vuol dire che la nostra era una buona proposta condivisibile. Per quanto dichiarato dal professor Favilla sulla mia attività sindacale, posso dire che la mia storia è molto più lunga della sua. 

D: Quindi,  secondo   Lei,  c’è  stata una  conversione di qualcuno che dalla proposta di un concorso ordinario è passato alla vostra proposta di un concorso riservato non selettivo? 

R: Così sembrerebbe! Anche se rimane qualche dubbio e qualche riserva su questa conversione. 

D: Quali dubbi e quali riserve?

R: Lei mi insegna che in politica e in campo sindacale, quando si fa una proposta irricevibile dalla controparte, vuol dire che si vuole rompere le trattative e ottenere il risultato opposto. 

D: Può specificare meglio per i nostri lettori questo Suo concetto?

R: Se io chiedo un  riservato non selettivo (Buona proposta)  e  contemporaneamente chiedo di innalzare all’ottanta, novanta, cento per cento i posti disponibili da mettere a concorso, vuol dire che in realtà chiedo una cosa non ricevibile dalla controparte e che so già in partenza che il riservato a queste condizioni non si potrà mai fare e rimarrà solo la possibilità di un ordinario selettivo sul settanta per cento dei posti.

D: Eppure qualche sindacato continua a chiedere un riservato sul novanta per cento dei posti disponibili? 

R: Qualcuno sta barando! Ma i colleghi, come le dicevo prima, hanno buona memoria. La riserva del trenta per cento non è un privilegio delle curie ma è una garanzia per color che rimangono per mille   motivi   fuori   dal   contratto   a   tempo   indeterminato.   Senza   questa   riserva   spariscono   gli incaricati annuali e gli insegnanti non di ruolo diventeranno, gioco forza, supplenti temporanei fino   all’otto   giugno  o al   trenta   giugno. E   la   ricostruzione   di   carriera?   Oggi   la   situazione   è favorevole   anche   per   gli  incaricati annuali   che   possono   dopo   quattro   anni   avere  almeno una situazione   economica   con   progressione   stipendiale.   Ma   poi?   Col   novanta   per   cento   dei   posti occupati,   quanti   potranno   arrivare   ad   avere   quattro   anni   di   incarico   annuale   e   ottenere   la ricostruzione di carriera?

D: Grazie professoressa. Le auguriamo il successo  che il  suo coraggio e la sua  chiarezza meritano. 

R: Mi basta il rispetto per me e per i colleghi che sono i veri protagonisti di questa battaglia che è soprattutto battaglia di civiltà.

Prof. Francesco Sansone 



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