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Comunicato ANAPS CONFSAL


Quando il Re è nudo


E dicono che non ci sono più le stagioni! Fino a qualche giorno fa sembrava primavera ed era “stagione di corsi” per l’inevitabile e imminente concorso ordinario, ora con il freddo è tornata la stagione dei ricorsi. Sono sempre le stesse stagioni che si ripetono! A proposito della stagione dei ricorsi!

 Molti colleghi mi hanno chiesto e chiedono il mio parere sui ricorsi che vengono proposti in questi giorni da alcune sigle sindacali e io grazie a una libertà di opinione che in Italia mi è ancora riconosciuta dalla nostra Costituzione repubblicana esprimo il mio parere: “per me sono ricorsi non solo inutili ma inopportuni perché rischiano di aprire polemiche pericolose in questo momento politicamente così delicato; polemiche certamente non utili agli insegnanti e all’insegnamento della religione cattolica!”
Naturalmente, come per i ricorsi precedenti, ognuno è libero di pensarla come vuole ed eventualmente di aderire con i propri soldi e la propria firma ai ricorsi che preferisce. Noi dell’Anaps non abbiamo ancora individuato ricorsi meritevoli di essere presi in considerazione!

Questo è il mio semplice e libero pensiero e trovo “allucinante” che oggi qualcuno pensi di avere l’esclusiva rappresentanza e gestione del problema degli Idr e di credersi tanto grande e impunito al punto di cercare con mezzi discutibili di spegnere la nostra voce.

Chi vi fa credere di essere Re? Coloro che si fanno sudditi per interesse, per opportunismo o per semplice ignoranza! Ma i Re, se non sono “unti dal Signore”, presto o tardi trovano qualcuno che li scopre “NUDI” e la loro arroganza diventa ridicola. Io e altri amici non abbiamo mai nascosto le nostre opinioni ed eventualmente il dissenso alle altrui posizioni e mai abbiamo preteso che “tutti dovessero essere d’accordo con noi”, ma pretendiamo oggi come ieri di essere rispettati per le nostre opinioni e per il lavoro che abbiamo fatto e che stiamo facendo per i colleghi.
Chi non è d’accordo con noi può semplicemente dissentire, come abbiamo fatto noi in tante occasioni, ma sempre con modi civili, alla luce del sole, per una sana dialettica tra le parti.

Chi non è d’accordo con noi dimostri con i fatti e con i risultati la bontà delle proprie idee e delle proprie proposte e non si rivolga ad avvocati per diffidarci perché abbiamo detto “alcuni anni fa” che proporre corsi a pagamento per un concorso che non esisteva e ancora non esiste era una proposta inopportuna anche soprattutto per gli eccessivi e scandalosi costi richiesti.

Perfino mons. Galantino, allora segretario Cei, ci dette ragione e intervenne per frenare quella evidente speculazione. Così come trovo poco corretto che si facciano telefonate a colleghi e terze persone per impedirci con toni minacciosi di esprimere la nostra opinione cercando anche di impedirci di fare assemblee. Chi non è d’accordo con noi e con le nostre posizioni lo faccia a viso aperto, come facciamo noi, in un sano e democratico confronto, senza offendere, senza minacciare e senza cercare di escluderci dai giochi e dai tavoli sindacali, “PERCHE’ NON E’ CON MINACCE E OFFESE CHE SI PUO’ IMPEDIRE DI GRIDARE:  IL RE E’ NUDO”.

A scanso di equivoci e false interpretazioni mi firmo personalmente Alberto Borsò mai e poi mai suddito.

 Prof. Alberto Borsò
Segreteria Nazionale ANAPS-CONFSAL
27-02-2020



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