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Era proprio necessario destinare 85 milioni per la didattica a distanza in questo momento di grave emergenza?


Le nostre proposte


Distribuire i fondi alle scuole secondo noi troverà grosse difficoltà. Intanto passeranno le settimane e anche qui avremo disparità di opportunità didattiche. D'altronde partendo dalla lìberta' di insegnamento non è possibile uniformare, di punto in bianco i programmi. Anche gli alunni partono da situazioni diverse. Noi non contestiamo la DAD come opportunità didattica, inoltre, mai come in questo momento i ragazzi sentono il bisogno di una parvenza di normalità che  solo i loro insegnanti possono offrire. Non solo non dobbiamo dimenticare la valenza psicologica di poter parlare con chi sa ascoltare. Spesso il clima familiare è pesante, lutti, pressanti problemi economici dovuti alla crisi che coinvolge tutto il Paese, allora poter parlare con i propri insegnanti è fondamentale per un sano equilibrio psicologico. Noi contestiamo le modalità con cui è stata imposta. Contestiamo l'aver affidato il compito della gestione ai singoli dirigenti. Anche loro non erano pronti ad affrontare una simile situazione.Nessuno lo era.Allora invece di assumere toni autoritari che le sono tanto congeniali, ma non autorevoli,  la Ministra avrebbe dovuto utilizzare il proprio tempo per dare indicazioni fruibili da tutti. Ma ha voluto fare sempre la prima della classe senza esserne capace. Di che cosa avevano bisogno i docenti in questo momento:

1 Dare alle migliaia di precari la possibilità di fornirsi degli strumenti tecnologici necessari.

2 Considerare che la fascia di povertà in Italia è estesa e tenere in considerazione  che non  tutte le famiglie sono in grado di collegarsi.

3 La rete non copre tutte le zone.

4 Rassicurare i docenti che qualsiasi strumento o modalità avessero individuato sarebbe andato bene. La cosa importante era non lasciare soli i ragazzi e far capire loro che la scuola li avrebbe supportati in ogni modo.

5 Dare ai dirigenti il compito di coordinamento. E  far capire loro che non era il momento di pretendere riunioni, consigli di classe, collegi in video conferenze che stanno impegnando i docenti il doppio del loro orario. Non pretendere valutazioni poco opportune in questo momento.

6 Tutto questo i docenti lo stanno già facendo in autonomia senza aspettare nessuna indicazione in più oberati dalle incombenze burocratiche imposte dai dirigenti.

7 Dare indicazioni chiare ai dirigenti di non pretendere la normale scansione oraria. Assurdo in questo frangente. 
Non dimentichiamo che le migliaia di morti non sono numeri astratti, ma sono lutti che le famiglie stanno vivendo nella solitudine delle proprie case.

Segreteria Nazionale ANAPS-CONFSAL 
Prof.ssa Angela Loritto 



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