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Cancellare la valutazione significa svuotare



Cancellare la valutazione significa svuotare 

Cancellare la valutazione significa svuotare il rapporto docente – allievo, significa eliminare il significato sociale della scuola, perché la valutazione è l’operazione che accompagna tutto il percorso apprendimento – insegnamento.
 
E’ nella valutazione intesa come sistema aperto alle situazioni complesse che si misura l’adeguatezza del sistema scuola di ricercare, di modificare, di innovare per trovare soluzioni adeguate alla crescita socioculturale e psicologica non solo degli allievi e contemporaneamente dei docenti. 

E’ proprio nella valutazione che si esprime la crescita reciproca del docente e dell’allievo con quello scambio continuo di domande e risposte, che fanno della valutazione un continuo sistema aperto. 
Per rimanere un sistema aperto la valutazione deve essere affidata alla capacità e alla sensibilità del docente di riconoscere in piena libertà le dinamiche della crescita dell’allievo, le sue predisposizioni, le sue attitudini, il suo impegno, i suoi bisogni e le sue fragilità psicologiche e culturali. 

La valutazione non può essere un elemento finale e definitivo ma deve essere un elemento costante nella dinamica dell’apprendimento. I criteri di valutazione di ogni singolo docente dovrebbero essere coerenti non tanto a disposizioni di leggi, quanto agli obiettivi formativi concordati con le altre componenti del sistema educativo. Dovrebbero tener conto delle differenze individuali ed assicurare metodi di apprendimento efficaci e strumenti idonei. 

La valutazione per essere credibile deve essere trasparente ovvero condivisa e comprensibile, perché docente e allievo devono riconoscere il percorso di valutazione come punto di partenza coerente con gli strumenti a disposizione. 

E’ la trasparenza negli aspetti della condivisione e della comprensione reciproca che crea l’oggettività della valutazione. La valutazione trasparente ovvero condivisa, quindi compresa dagli allievi, non sarà mai percepita come un comportamento soggettivo dell’insegnante o come un atto derivante dalla posizione del docente.  

Premesso quanto detto, nel rispetto della libertà del docente con i limiti della condivisione, ci permettiamo di suggerire una proposta di valutazione nell’ambito scolastico in un momento per l’Italia di emergenza sanitaria ma anche socio economica e culturale, emergenza che coinvolge e forse coinvolgerà per mesi pesantemente la scuola italiana. 

La nostra proposta è di trasformare l’atto della valutazione in una tesina condivisa docente – allievo in modo da coinvolgere entrambi in un lavoro concreto presentabile al consiglio di classe che deve solo in questo caso approvare formalmente il lavoro fatto. 

La valutazione finale diventa per ogni materia la sintesi di un percorso docente – allievo intrapreso all’inizio dell’anno scolastico e fino alla fine dello stesso. A quanti, circa il trenta per cento delle famiglie, che purtroppo in Italia non posseggono né un Pc né un tablet, si potrà concedere un periodo supplementare a settembre in condizioni più normali e completare sempre con l’aiuto del proprio insegnante il lavoro sviluppato magari solo oralmente per via telefonica. 

La tesina che i ragazzi potrebbero stampare a scuola all’inizio del prossimo anno scolastico rimarrebbe tra l’altro come un documento materiale a disposizione della scuola. Proprio per questa crescita condivisa docente - allievo, che caratterizza la scuola con il suo percorso di apprendimento – insegnamento e con la sua necessaria valutazione noi crediamo importante che il rapporto docente – allievo non sia continuamente interrotto ad ogni inizio anno scolastico. 

Proprio per rendere efficace il lavoro della scuola in tutte le sue dinamiche noi crediamo che debbano essere stabilizzati tutti i precari attualmente in servizio e con un minimo di anzianità. Nessuno parla mai del danno che viene arrecato ai ragazzi, in particolare ai più deboli e  ai più fragili, dovendo cambiare continuamente ogni anno il proprio insegnante e spesso più insegnanti! 

Che riferimento può essere la scuola per gli allievi che hanno bisogno degli insegnanti di sostegno quando li vedono cambiare ogni anno e a volte anche durante l’anno? Il percorso scolastico ha bisogno della valutazione dei docenti ma la valutazione non può essere precaria! 

Ministro Azzolina, chiedi ai tuoi esperti, ai tuoi dirigenti, cosa pensano di fare dei nostri ragazzi e poi fai una conferenza stampa e comunica la decisione del tuo ministero ai genitori con parole chiare e semplici così potremo valutarti. 
Qualcuno sentendoti parlare potrebbe avere il dubbio che tu e i tuoi esperti siano mai entrati in classe ad insegnare! 
La scuola in ogni suo aspetto è condivisione tra allievi, docenti, dirigenti e genitori e la condivisione, cara Ministra, non prevede la prevaricazione di nessuna delle parti in causa sulle altre.   

Milano, 7 aprile 2020 
Per la Segreteria Nazionale Confsal - Anaps 
Prof. Antonio De Nigris 
Responsabile Formazione Anaps



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