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Proposta Confsal Anaps sul precariato e sul mondo della scuola


Le nostre proposte per la scuola italiana in questo particolare momento storico



L’emergenza sanitaria è stata sicuramente un elemento imprevisto e devastante nei suoi sviluppi e cercare delle soluzioni non era certamente facile, ma quelle trovate o che sono prossime all’approvazione sono indubbiamente le peggiori possibili e immaginabili.   

 - La gestione della DAD. E’ stato un errore  dare ai Dirigenti il potere di decidere perché si stanno verificando migliaia di situazioni una diversa dall’altra, creando solo disorientamento e confusione, sbagliato non prevedere le difficoltà gestionali da parte delle famiglie e dei docenti,  fra i quali migliaia di precari che non hanno accesso al bonus docenti e che stanno sopperendo all’obbligo dell’uso della tecnologia con strumenti non adeguati, d’altra parte non sono nemmeno nelle condizioni economiche di affrontare spese per PC o altro. 

- Bisogna dare ai Dirigenti direttive chiare (alcuni Dirigenti non hanno inserito l’ora di religione tra le attività didattiche della DAD per non attivare l’attività alternativa), non possono stravolgere il CCNL come piace a loro e imporre attività  collegiali che superano il monte ore previsto dal contratto. Anche le modalità di utilizzo dei mezzi informatici deve essere chiarito, non si possono tenere alunni e docenti per un numero di ore eccessivo davanti al PC o ai cellulari - Bisogna dare anche ai precari il  bonus docenti da poter utilizzare per la DAD   

 - L’ossessione da parte della Ministra Azzolina nel perseverare nella proposta di bandire dei concorsi in uno stato di emergenza. Viene dal mondo della scuola e sindacale, ma la muove un’acredine nei confronti dei docenti che ha dell’inverosimile. Con più di 20.000 morti come si può pensare a bandire dei concorsi e per di più selettivi? Senza considerare che sono proprio migliaia di  precari in questo stato di emergenza a garantire la DAD. A settembre ci saranno circa 200.000 cattedre vacanti, non è con i concorsi che si farà fronte a questa emergenza: 

- basterebbe un semplice concorso per titoli e servizi per chi ha più di 36 mesi di servizio e il riconoscimento del servizio prestato sul sostegno in quanto i docenti vengono chiamati dalla graduatoria di materia. In questo modo a settembre le cattedre verrebbero coperte dando anche continuità didattica ai  ragazzi che spesso vengono dimenticati in questo situazione. 

- riconoscimento del valore abilitante dell’idoneità diocesana come da Sentenza del Consiglio di Stato del 04/03/1958 e concorso per titoli e servizi anche per i docenti di religione Cattolica che non hanno un concorso  dal 2004. -  nomina a tempo indeterminato per i docenti del 2004 che hanno superato il  Concorso ma che non sono stati ancora immessi in ruolo come previsto dal c.3 art.1 legge 159/2019   

Dobbiamo, inoltre, sottolineare  la grave dimenticanza da parte del Governo di non cercare soluzioni per le scuole paritarie. Forse non ci si rende conto della grave ricaduta che questo stato di emergenza avrà su queste scuole:   

1. La crisi economica che dovremo affrontare alla fine dell’emergenza porterà molte famiglie a non poter far fronte alla retta delle scuole paritarie,  diamo almeno la possibilità di detrarre  per intero la retta dalla dichiarazione dei redditi.   

2. Come immediata conseguenza avremo la chiusura di molte scuole che si stanno già impoverendo con la cassa integrazione per i dipendenti.   

3. Di seguito avremo migliaia di disoccupati che dovranno ricollocarsi. Dove? Migliaia di docenti che si riverseranno nelle scuole statali, ma la Ministra non riapre le graduatorie e allora che fine faranno? Le MAD, la disoccupazione e poi il nulla! Ma questo personale non solo non vive di aria, ma ha anche famiglia e molte sono monoreddito. Ricorreranno alle sovvenzioni INPS? Fino a quando l’INPS potrà far fronte a tutti questi bonus!   

4 Le migliaia di alunni che non potranno più frequentare le scuole paritarie si rivolgeranno alle scuole statali loro malgrado. Allora come potrà la Ministra Azzolina eliminare le classi pollaio se bisognerà assicurare una situazione di sicurezza all’interno della scuola a migliaia di alunni in più?   Alcune scuole hanno anche provato a chiedere dei prestiti per far fronte all’emergenza, ma i tassi di interessi che sono stati chiesti sono da strozzinaggio!   

E’ superfluo ricordare che accanto alle scuole private di sicuro e grande prestigio, vi sono anche piccole realtà locali frequentate dai figli di operai e impiegati che spesso non trovano una soluzione ai loro problemi nella scuola statale.

Questo, sia ben chiaro, al di fuori di ogni speculazione ideologica. Escludere le scuole paritarie dall’intervento dello Stato è pura miopia politica ed economica, non farà altro che aumentare la fascia di povertà che seguirà lo stato di emergenza, oltre a privare molte famiglie della possibilità di scelta della scuola da frequentare e di un reddito per il sostentamento personale e della famiglia.    Alla luce di tutto questo non sarebbe meglio garantire alle scuole paritarie la possibilità di rimanere aperte?   

Milano 2/05/2020                
Segreteria Nazionale Confsal - ANAPS



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