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ESAMI CONCLUSIVI DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE E INSEGNANTI DI RELIGIONE



Tutto nasce dal decreto legislativo n. 62/2017 (cui si aggiunge il decreto ministeriale n. 741/2017, in particolare l’art. 4 comma 2; nonché la nota ministeriale 1865/2017), che ha modificato la composizione della Commissione d’esame di Terza Media prevedendo la presenza degli insegnanti di religione.La risposta ad una interrogazione parlamentare è stata data dall’allora Sottosegretario Giuliano:”… Ne deriva che, con riferimento alla presenza del docente di religione cattolica nelle commissioni d’esame, come precisato ai sensi dell’articolo 8, comma 2, del menzionato decreto legislativo, presso ciascuna istituzione scolastica è costituita una commissione per lo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione.

Di tale commissione fanno parte tutti i docenti del consiglio di classe, ovverosia tutti i docenti delle classi terze che svolgono insegnamenti curricolari, ivi compresi, pertanto, i docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica e di attività alternative a tale insegnamento, eventuali insegnanti di sostegno e insegnanti di strumento musicale.

 Al contrario, non fanno parte della commissione d’esame i docenti che svolgono attività nell’ambito del potenziamento e dell’arricchimento dell’offerta formativa.”Quello di cui il Legislatore non si è reso conto nella stesura del D.Lgvo 62/2017 che i docenti con  18 ore devono presenziare a tutti gli scrutini ed esami e partecipare alle commissioni d’esame,  nella norma 6 classi se non di più.

 Tutto ciò, negli ultimi anni, sta creando una situazione di ansia, scontento, confusione, perché l’organizzazione delle commissioni d’esame con la presenza dell’insegnante di religione è molto complessa, ancora di più se il/la docente è su più scuole. L’organizzazione, inoltre, deve prevedere la turnazione con il docente di alternativa, ove presente. Ironia della sorte la disciplina non è nemmeno materia d’esame pertanto i ragazzi non la inseriscono tra i loro argomenti, se non in rari casi e il docente di religione fa solo atto di presenza.

La situazione è veramente mortificante, se non fosse aggravata da un  monte ore di impegno assolutamente ingiustificato se non da un mero errore della normativa sugli esami. A nulla sono valse le richieste dei sindacati di modificare la norma e sappiamo che quando manca la volontà del legislatore si lotta contro i mulini a vento. E’ l’ennesima beffa ai danni dei docenti di religione.

Prof.ssa Angela Loritto 
Segretario Generale Confsal-ANAPS 



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