ANAPS-NOTIZIE - A.N.A.P.S Milano

Logo
Title
Vai ai contenuti

ANAPS-NOTIZIE




Lettera aperta del professor Borsò Alberto alla presidenza UCIIM, professoressa Rosalba Candela, e a tutti i nostri Vescovi



Lettera aperta alla presidente nazionale UCIIM, professoressa Rosalba Candela e a tutti i nostri vescovi

Gentilissima professoressa Rosalba Candela, presidente nazionale UCIIM,

sono Alberto Borsò, un insegnante di Religione, uno dei tanti, uno qualsiasi, proprio perché Idr per molti non sono nessuno, ma Le chiedo comunque alcuni minuti del suo tempo per cercare di spiegare cosa ha significato e cosa significa per me e per i colleghi Idr insegnare religione cattolica. Per chi lo fa con convinzione e professionalità è un insegnamento difficile, forse il più difficile, ma anche un insegnamento meraviglioso! Dico meraviglioso anche se in tutti questi anni abbiamo dovuto combattere quotidianamente per difendere la nostra presenza e il nostro insegnamento nella scuola che qualcuno chiama laica ma che in realtà è solo una scuola laicistica senza nessuna educazione ai valori, agli ideali, ai sentimenti, alla bellezza e spesso vuota di contenuti culturali.

Abbiamo resistito! Soli! Nessun collega, nessun dirigente scolastico si è mai esposto più di tanto, mi scusi, ma anche nessun collega dell’UCIIM, si è mai alzato in piedi a difendere la nostra presenza, il nostro insegnamento contro interventi che erano veri e propri linciaggi, veri comizi politici ispirati da pregiudizi contro la nostra Chiesa e la nostra religione. Pregiudizi che nulla hanno a che fare con la scuola, come spazio educativo delle nuove generazioni. E noi abbiamo resistito! Sono sedici anni che aspettiamo la trasformazione del nostro contratto da tempo determinato a tempo indeterminato. Da sedici anni stiamo aspettando che uno stato inadempiente si ricordi di noi e se non fossimo stati sorretti da una forte convinzione e da una altrettanta passione non avremmo resistito. 

E invece si! Abbiamo resistito.Adesso lo Stato si dimentica che abbiamo un servizio pluriennale? Con orario completo? Con incarico annuale? Con ricostruzione di carriera?Presidente! Lei deve convenire con me che lo Stato non si sta comportando adeguatamente e dignitosamente nei nostri confronti, nei confronti di insegnanti con idoneità abilitante, in servizio, in alcuni casi anche da venti anni.Ma noi resistiamo! Abbiamo resistito anche quando il concorso del 2004 che doveva essere un “riservato non selettivo” fu trasformato per trame politico sindacali in un “bel concorso ordinario selettivo” colpendo deliberatamente le regioni del nord e risparmiando le regioni del sud. Come la grandine! Non si sa dove colpisce ma dove si abbatte è una calamità. 

Per molti colleghi il concorso del 2004 è stato e rimane una tragedia.Presidente, Lei sa che in quel concorso furono valutati molti scritti senza correggerli e anche senza leggerli tanto da suscitare le rimostranze non solo dei colleghi penalizzati ma anche dello stesso direttore dell’Ufficio servizio Irc diocesano di Milano?Abbiamo resistito da soli e continuiamo da soli a difendere il nostro insegnamento e anche il nostro posto di lavoro. Abbiamo resistito da soli, soli con i nostri ragazzi. Si! Perché se abbiamo continuato a resistere e a difendere il nostro insegnamento a dispetto e contro tutto e tutti, è’ stato anche per i nostri ragazzi. Abbiamo difeso da soli un insegnamento che se visto senza pregiudizi è chiave per ogni altra materia scolastica, è’ l’insegnamento che dà il senso al nostro vastissimo patrimonio artistico – culturale, è la chiave di ingresso alla bellezza del creato, alla bellezza del nostro patrimonio letterario e artistico.Abbiamo resistito per i nostri ragazzi, proprio i nostri ragazzi che hanno trovato in noi quella spalla che non trovano altrove e quell’ascolto che spesso non hanno neppure in famiglia. 

Con undici classi alla primaria e diciotto alla secondaria, non è stato e non è facile!Chi ci ha dato e ci dà la forza di resistere e di sostenere sia i ragazzi che si avvalgono sia, sempre più spesso, i ragazzi che non si avvalgono? Il legame con il nostro Vescovo che si esprime nell’idoneità che ci abilita a rappresentarlo, nei rapporti con i soggetti e l’ambiente scolastico nella quotidianità della scuola. E’ la fiducia del nostro Vescovo che ci ha sorretto e ci sorregge, ma lo Stato vuole rompere questa idoneità, questo rapporto di fiducia che anche per la magistratura italiana è un’idoneità abilitante.

Con la proposta di un concorso ordinario si vuole cancellare il valore abilitante dell’idoneità. Perché? Un concorso per gli insegnanti di religione non può prescindere dall’elemento abilitante dell’idoneità perché escludere tale elemento significherebbe ridurre l’idoneità e di conseguenza lo stesso rapporto con il Vescovo ad un semplice ed inutile atto burocratico. Significherebbe cancellare quel “cattolica” che qualifica tutto l’attuale insegnamento della religione nella scuola italiana.È questo che si vuole? È chiaro a chiunque ormai che in questa storia del concorso ordinario per gli Idr il vero obiettivo è l’idoneità abilitante, il rapporto con il proprio Vescovo! I vescovi sanno tutto questo? Qualcuno va in giro raccontando favole e la dimostrazione è proprio nella mancanza di trasparenza delle procedure fino ad ora messe in atto, nella mancanza di ascolto dei protagonisti veri che sono gli insegnanti, nella mancanza di disponibilità al confronto sincero tra le varie opinioni. Mi pare che in Sicilia, ma non solo, si dica che: “Cose chiare Dio le benedice”…. E le cose non chiare?

Presidente! Quando ho avuto modo di sentire in una video conferenza che Lei manifestava solidarietà agli IdR e auspicava un concorso riservato per docenti in servizio più che triennale, ho pensato: “Bene! Finalmente!”.Presidente, mi creda, mi si è allargato il cuore perché ho pensato che finalmente si potevano superare difficoltà, differenze e discriminazioni se anche l’UCIIM riconosceva senza remore il diritto degli Idr ad un concorso riservato e se riconosceva in tal modo che l’idoneità diocesana è abilitante e che il legame con il Vescovo è fuori discussione, è imprescindibile dall’insegnamento della religione cattolica.Considerando poi che attualmente l’UCIIM può contare al Ministero su personaggi del calibro della dottoressa Stellacci e della dottoressa Di Prima, ho pensato che il problema poteva e può trovare una corretta soluzione a dispetto di quei personaggi che da anni tramano per ottenere un concorso ordinario.

La ragione di queste trame? Prima di tutto cancellare il rapporto con il vescovo e realizzare il progetto di sostituire l’IRC con storia delle religioni secondo una cultura relativistica dilagante anche in tanti ambienti che si definiscono cattolici.La seconda ragione: creare un business che è già iniziato anni fa con corsi e libri tanto da far intervenire mons. Galantino per far cessare il mercimonio.Presidente, mi rendo conto di essermi prolungato e per non abusare ulteriormente della sua cortesia Le voglio far presente in sintesi:
1. Gli IdR hanno diritto ad un riservato per il pluriennale servizio prestato con il titolo abilitante dell’idoneità come è stato fatto per gli altri abilitati;
2. Piuttosto di un concorso ordinario che cancellerebbe proprio l’elemento qualificante dell’idoneità gli IdR preferiscono non avere nessun concorso;
3. Gli IdR vogliono mantenere il rapporto con il proprio Vescovo anche per sottolineare la specificità e l’atipicità dell’insegnamento;
4. Gli Idr non trovano corretto, sul piano professionale e morale che lo stato con un concorso ordinario metta a rischio il posto di lavoro di docenti in servizio da anni, anzi da decenni.

Chi si azzarda a dire il contrario è un bugiardo! Per quanto descritto sopra le chiedo fraternamente di sostenere un concorso riservato non selettivo per i docenti IdR e comunque di escludere in prima battuta un concorso ordinario. Non pensa che sia necessaria una pausa di riflessione per rallentare la corsa precipitosa di chi vuole da anni il concorso ordinario? 

Faccio presente che un concorso riservato sarebbe a costo zero per il bilancio dello Stato e dei colleghi.Non ci sarebbe il rischio per nessuno di perdere il posto di lavoro e di perdere i vantaggi di una ricostruzione di carriera ormai acquisita.Nel porgere a Lei e ai Suoi collaboratori distinti saluti, mi permetto di ricordare a tutti noi che i problemi si risolvono meglio con il cuore e con l’ascolto piuttosto che con le disquisizioni burocratiche.

Milano, 8 luglio 2020
prof. Alberto Borsò
Segreteria Nazionale Confsal - Anaps


>



<<< indietro


Associazione Nazionale Autonoma Professionisti Scuola
(ANAPS)
20131 Milano, Viale Gran Sasso, 22
Tel.: 02-55230697  Fax: 02-55230697

C. Fiscale: 97501450155

Torna ai contenuti