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Stati generali della scuola, Bari 28 e 29 agosto 2020


Relazione della prof.ssa Angela Loritto, Segretario Nazionale Anaps


Pubblichiamo di seguito la relazione completa tenuta dalla prof.ssa Angela Loritto, Segretario Nazionale Anaps, in occasione degli stati generali della scuola, tentutisi a Bari nelle giornate del 28 e del 29 agosto
Le giornate a cui siamo stati invitati e che portano il nome di Stati Generali della scuola, hanno un valore ricco di significato, in quanto danno la possibilità a tutti coloro che fanno parte del mondo della scuola di portare il proprio  contributo a favore di un’istituzione così importante e che dovrebbe essere al centro degli interessi del Paese. Purtroppo questi ultimi mesi hanno solo messo in evidenza i grossi limiti di questo Governo. Certamente l’emergenza sanitaria è stato un fatto imprevisto , ma avrebbe potuto e dovuto essere affrontata con maggior competenza ed efficienza. Quello che è venuto a mancare a monte è un progetto Scuola, una visione unitaria e progettuale che, comunque, il M5S non ha mai avuto. Un progetto con basi filosofiche e pedagogiche che dessero validità agli interventi normativi indipendentemente dal Covid. Un progetto che sapesse cogliere e rispondere alle nuove sfide educative. Alla formazione di persone e di cittadini attivi così come l’Europa ci invita a fare. Siamo sicuri che molti errori avrebbero potuto essere evitati, Anche l’arroganza e la presunzione con cui sono state prese le decisioni, senza alcun confronto con le parti sociali, sono gli evidenti segnali di chi non sa, ma non ha l’umiltà di confrontarsi e preferisce sbagliare piuttosto che ammettere i propri errori. Arroganza e presunzione sono elementi caratteriali molto gravi già in un ambito normale, figuriamoci quando sono gli elementi caratterizzanti di un Ministro e di un Governo che ha continuato ad appoggiare Azzolina nonostante gli evidenti errori commessi. Fin dall’inizio del lockdown si sono prese delle decisioni sbagliate e si sono fatti interventi tardivi, che solo il buon senso e la buona volontà dei docenti hanno saputo tamponare. La DAD è stata attivata subito dai docenti che non volevano perdere il contatto con i propri alunni non sapendo quanto tempo sarebbe durata l’emergenza sanitaria, non hanno certo aspettato le indicazioni né della Ministra né del suo degno consigliere  Bruschi. E’ stato un errore demandare la totale responsabilità dell’organizzazione ai Dirigenti, l’autonomia sì, ma sarebbe stato importare avere delle indicazioni nazionali in modo che non ci fossero scuole di serie A e scuole di serie B. Non dimentichiamo che  molti Dirigenti hanno pensato bene che dovessero tenere i docenti ore e ore collegati per riunioni fiume assolutamente inutili. Ricordiamo che 1.600.000 alunni sono stati tagliati fuori dalla DAD perché non hanno avuto la possibilità di collegarsi oltre a non avere gli strumenti. Quando, dopo più di un mese sono arrivati i tablet, alcuni non funzionavano, ci sono state grosse difficoltà di collegamento per alunni e docenti. Tra le promesse quella di potenziare la rete, ma i risultati ancora non si vedono. Come dimenticare la chiusura dell’anno scolastico e la maturità con migliaia di alunni, famiglie e docenti e dirigenti che fino all’ultimo hanno atteso le decisioni dall’alto! Vogliamo parlare dell’atteggiamento e delle scelte fatte sulla pelle dei precari? Le frasi offensive di Azzolina e della Granato! Mai nella storia delle Repubblica si è sentito di membri del Governo, Senatori esprimersi con tali toni nei confronti di lavoratori. Non riconoscere la professionalità di chi lavora da anni nella scuola e permette alla scuola di funzionare è gravissimo, anticostituzionale, ma la ministra si fa una Costituzione a sua immagine e la cita a suo uso e consumo, oltre a non conoscere la normativa scolastica, altrimenti saprebbe che i concorsi per titoli e servizio sono concorsi a tutti gli effetti. Ha bandito concorsi straordinari e ordinari che non si sa quando verranno espletati, ha attivato proprio ora nuove graduatorie, ha  dettato ritmi serrati pensando che tutto funzioni come un’orchestra di cui lei è il direttore! Lei e la Granato hanno scatenato una guerra accanita contro le scuole paritarie per pura ottusità ideologica, ed ora ci troviamo con scuole chiuse, con famiglie che a causa della crisi non possono pagare le rette e stanno già iscrivendo i figli nelle scuole statali, con il risultato che avremo delle classi super affollate ed ora nel documento di indirizzo del  3 agosto propone che le scuole paritarie offrano i loro locali gratuitamente per sopperire alle classi affollate. Ci vuole dignità in tutto! Ormai gli errori sono stati fatti e non si possono rimediare, ma, visto che l’emergenza sanitaria continua ad essere un fatto reale e viene continuamente prorogata, avrebbe dovuto essere la preoccupazione primaria della Ministra programmare in modo logico, intelligente la riapertura, confrontandosi con chi nella scuola ci lavora e senza pregiudiziali ideologiche. A dispetto di tutti si è circondata di “ esperti” che stanno prendendo decisioni ancora più assurde! Ha sempre dichiarato di essere contraria alle classi pollaio, questa avrebbe dovuto essere il momento opportuno per intervenire radicalmente e porre rimedio al problema delle classi numerose, ora a rischio per il Covid, da sempre un problema per il buon andamento del lavoro scolastico. Avrebbe dovuto iniziare a dare indicazioni in merito all’edilizia scolastica fin da aprile, ora ad agosto non sarà possibile far alcun intervento radicale per aumentare gli spazi, così manderemo gli studenti nei cinema, nei teatri, negli oratori, nei camper ed ora anche nei B&B!  Non ci sono parole per descrivere la rabbia per queste decisioni! La scuola deve essere pensata in funzione degli studenti, sono loro i fruitori del servizio scolastico! Hanno già pagato un prezzo altissimo per il lockdown, sono stati penalizzati sul piano didattico e soprattutto sul piano psicologico legato all’isolamento e all’impossibilità di coltivare quei rapporti e quelle relazioni con compagni e adulti fondamentali per una sana ed equilibrata crescita. Ora sarebbe fondamentale una ripresa in sicurezza a scuola, ma sarà quasi impossibile perché, vista la mancanza si spazi, i Dirigenti sostengono che mancano 20000 aule, la ripresa sarà, ovviamente organizzata un po’ in presenza, un po’ con la DAD. Come è solita fare, la Ministra non ascolta nessuno, non lo ha fatto per la maturità, non lo ha fatto neppure ora con le Linee guida per la Didattica digitale integrata. Il parere del CSPI non è un parere vincolante, ma è il parere di esperti e forse, con po’ di umiltà la Ministra avrebbe dovuto per lo meno leggerle Il CSPI, nell'articolata premessa ·         ricorda l'inevitabile ma prezioso ricorso alla "Didattica a Distanza" (DaD) svoltasi dallo scorso 5 marzo fino a giugno 2020, con tutte le connesse difficoltà organizzative; ·         sottolinea che le indicazioni, in materia, contenute nella nota dipartimentale 17 marzo 2020, n. 388, sono state accolte con riserve e contrarietà da molti docenti in quanto ritenute troppo prescrittive e non pienamente rispettose dell’autonomia professionale e delle prerogative degli organi collegiali (oltre che non adeguate al contesto dato, caratterizzato da una diffusa impreparazione ad utilizzare le nuove tecnologie senza un sufficiente supporto); ·         evidenzia che la DaD è prevista all’interno del documento per la pianificazione della ripresa delle attività didattiche di cui al DM 39/2020 (il cosiddetto "Piano Scuola" per l'a.s. 2020/21), circoscritta però all’ipotesi di ulteriori sospensioni dell’attività didattica in presenza. Il CSPI, poi, entrando nel merito del documento ministeriale ·         rimarca che "non sono evidenti quali siano i fondamenti culturali, normativi, pedagogici e metodologici del documento medesimo; conseguentemente le misure presenti, che peraltro sono di tipo didattico ed organizzativo con ricadute ordinamentali non esplicite, rischiano di apparire del tutto incongrue e immotivate con effetti invasivi dell’autonomia scolastica e professionale, con ricadute, altresì, sulla prestazione di lavoro dei docenti, materia di esclusiva negoziazione contrattuale"; ·         sottolinea il peso progettuale che graverà sui dirigenti, sui docenti e sulla scuola tutta alle prese, all'inizio del prossimo anno, con l’introduzione di forti novità e con la gestione della situazione di emergenza; ·         rileva - considerato che il tempo scuola previsto dagli ordinamenti è definito da norme primarie che non possono essere modificate in maniera surrettizia da Linee Guida - l'illegittimo riferimento a orari minimi in relazione alla DDI; ·         evidenzia per la scuola secondaria di secondo grado, dove la DDI - come detto - può essere progettata in modo complementare, tutta una serie di criticità e precise osservazioni; ·         osserva che nel testo in esame manca un chiaro riferimento alla rimodulazione dei PCTO che richiederebbero uno specifico intervento, così come risulta assente qualunque riferimento alle attività laboratoriali negli istituiti tecnici e professionali; ·         auspica la realizzazione dell'annunciato progetto di una piattaforma garantita dal Ministero dell'Istruzione e finalizzata all’erogazione di contenuti didattici a distanza con la quale potrebbero essere risolti molti problemi di privacy e sicurezza; ·         sottolinea, in definitiva, che il documento sia sbilanciato su aspetti formali (non sempre esaustivamente considerati) più che sull’efficacia didattica.   Il CSPI ha sottolineato le difficoltà dei docenti sia sul piano professionale che didattico, , ha sottolineato che "non sono evidenti quali siano i fondamenti culturali, normativi, pedagogici e metodologici del documento medesimo….. Non è assolutamente chiaro come verranno considerati i primi giorni di scuola che dovranno essere dedicati al recupero degli apprendimenti. La Ministra si è posta il problema che esiste un CCNL che lei sta scavalcando come è solita fare? In base al suo programma a settembre dovrebbero essere tutti a scuola, sicuramente i docenti di ruolo e i pochi nominati a tempo indeterminato, sui precari non ci giureremmo. Proprio per l’emergenza della situazione e il contesto molto delicato in cui hanno vissuto i ragazzi, sarebbe stato opportuno l’immissione a tempo indeterminato dei precari con 36 mesi di servizio, confermandoli nel posto in cui si trovavano in modo da garantire quella continuità didattica che avrebbe dato serenità ed equilibrio agli studenti. Ultime, ma non per questo meno importanti le famiglie. Forse non ci rendiamo conto del disagio vissuto dalle famiglie con la DAD, organizzare un ménage familiare dove i genitori dovevano lavorare e nel contempo dare ai figli gli spazi adeguati per la DAD, non è stato assolutamente facile. Anzi, in buona parte si è rivelata un’esperienza negativa in quanto è stata inevitabile l’ingerenza dei genitori durante le ore di DAD. La famiglia e la scuola hanno due funzioni separate e i ruoli non si devono confondere, entrare nelle famiglie da parte degli docenti  è stato difficile, spesso loro malgrado, si sono trovati di fronte a situazioni complesse che non avrebbero dovuto conoscere. Per questo riproporre la DAD e a blocchi di giorni  come soluzione ai problemi che la Ministra nonha saputo risolvere per assoluta incapacità e inefficienza, è gravissimo. Avrebbe dovuto essere l’estrema ratio in caso di aggravamento dell’emergenza sanitaria e non una modalità consolidata. Non dimentichiamo che la modalità didattica della DAD toglie la possibilità di attivare quelle attività interdisciplinari che portano alla valutazione delle competenze :” Si tratta di accertare non ciò che lo studente sa, ma ciò che sa fare con ciò che sa”. ( Wiggins ). Aspetto che è venuto a mancare con la DAD. La scuola è una istituzione educativa che ha il compito di trasmettere alle giovani generazioni gli elementi fondamentali di una civiltà, di avviare al possesso di una data disciplina o alla pratica di una determinata professione, non è un gioco per dilettanti allo sbaraglio, perché i  danni provocati hanno delle ripercussioni gravissime. Il momento è delicatissimo, la riapertura delle scuole è ormai alle porte e il timore che nulla funzioni è fortissimo, purtroppo sarà il risultato di chi non avrà voluto ascoltare. Al termine di questa relazione vogliamo aggiungere  un elemento propositivo come il lancio di una strategia che coinvolga seriamente le componenti della scuola : famiglia, allievi  ,tutto il personale della scuola e non solo dirigenti ,società  e non solo sindacati e mondo del lavoro .Perché la scuola deve preparare alla vita alla cittadinanza e al mondo del lavoro.
Il maggior danno che fanno gli incompetenti soprattutto quando hanno la presunzione di intervenire per fare I riformatori è di buttare l 'acqua sporca con il bambino  dentro.
È quello che è avvenuto per la scuola italiana che a  forza di riforme, e di leggi e leggine continua a peggiorare e da scuola modello è diventata tra le peggiori in Europa secondo l'Ocse.   

Bari 28/29 agosto 2020 
Segreteria Nazionale Confsal- ANAPS



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