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Lettera aperta Confsal – Anaps per la tutela dei lavoratori fragili



Al Signor Presidente della Repubblica Italiana Prof. Sergio Mattarella  
E p.c. Presidente del Consiglio dei Ministri  On. Giuseppe Conte  
E p.c. Presidente del Senato  On. Maria Elisabetta Alberti Casellati  
E p.c. Presidente della Camera  On. Roberto Fico  
E p.c. del Ministro della Pubblica Istruzione  On. Lucia Azzollina E p.c. 
Agli onorevoli  Capigruppo del Senato  
E p.c. Agli onorevoli Capigruppo della Camera  
E p. c. ai Segretari Nazionali Sindacati Scuola         

La Confsal - Anaps, dopo aver atteso che il Governo si facesse carico del problema dei “lavoratori fragili”, preso atto che al momento attuale nessun chiarimento è giunto in proposito,   

                                                                                                      CHIEDE   

con urgenza che il Governo e la Ministra Azzolina assumano una posizione chiara per tutelare migliaia di lavoratori. La normativa è ferma alla conversione del D.L. agosto nella legge n. 126 del 13 ottobre 2020 con il quale si è posto rimedio ad alcune lacune, prevedendo: 

 - fino al 15 ottobre che il periodo di assenza fosse equiparato al ricovero ospedaliero e non computabile ai fini del comporto; 

 - a decorrere dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre che i lavoratori fragili potessero svolgere la prestazione lavorativa “di norma” in modalità agile;

 - quest’ultimo provvedimento è stato ribadito dal decreto ministeriale del 19 ottobre 2020 per la pubblica amministrazione.  

Dopo, il nulla. Sappiamo per certo che sia nel privato che nel pubblico impiego  scuola compresa, la situazione è molto confusa mancando dei provvedimenti chiari. 

Nelle scuole le segreterie continuano ad applicare le decurtazioni dallo stipendio, aggravando la situazione economica di famiglie monoreddito. 

 Pertanto appoggiamo pienamente le richieste del Comitato dei “lavoratori fragili”. Che il Governo inizi ad assumersi le responsabilità dei propri DPCM e non faccia ricadere sulle spalle dei lavoratori le conseguenze disastrose di provvedimenti che avrebbero potuto  essere evitati con una politica accorta e lungimirante soprattutto  in considerazione che era già tutto previsto da mesi  e un Governo accorto e attento al Paese non avrebbe dovuto in nessun  modo farsi trovare così impreparato. 

 A tal fine chiediamo, insieme ai colleghi: 

 - la norma tuteli ogni malato in condizione di fragilità e/o immunodepressione indipendentemente dalla certificazione di invalidità, in quanto molte malattie rare e croniche pur non essendo riconosciute oggi, espongono ad un elevato rischio di contagio o ad un esito più grave della malattia da sars-cov2; 

 - il Governo garantisca che le aziende possano utilizzare in smart working al 100% i lavoratori fragili, anche attraverso l’adibizione temporanea ad altra mansione ricompresa nella stessa area di inquadramento, senza demansionamento o cambio delle condizioni contrattuali; 

 - in subordine, si chiede il prolungamento della possibilità di usufruire dell’art. 26 del decreto – legge 17 marzo, n. 18 con retroattività al 15 ottobre 2020.

 - chiunque rientri nelle condizioni presenti nell’art. 26 comma 2 del decreto o che venga dichiarato e riconosciuto lavoratore fragile dal medico competente, rientri nel suddetto articolo e non gli venga computato il periodo di malattia né ai fini del licenziamento né ai fini della retribuzione; 

 - che le sopracitate tutele siano valide per tutto il periodo di emergenza sanitaria e siano applicabili a tutti i lavoratori fragili siano essi dipendenti pubblici che privati o soci di cooperative, indipendentemente dai singoli contratti collettivi del lavoro. 

 -  In ultimo, ricordiamo che l’art. 87 del D.L. 18/2020 al comma 3, ricorda che “… le amministrazioni possono motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio. Il periodo di esenzione dal servizio costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge e l'amministrazione non corrisponde l'indennità sostitutiva di mensa, ove prevista”. Tale periodo può essere di 45 gg, in virtù   del DPR 3/1957, ma data la situazione e con un sostegno economico da offrire anche nel privato potrebbe essere rimodulato sia nel pubblico che nel privato.   

Milano 06/11/2020 

La Segretaria Nazionale Confsal – ANAPS 
Prof.ssa Angela Loritto





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