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Facce di bronzo!


Dedicato a chi, nonostante le proprie responsabilità, i propri evidenti errori, ritardi, omissioni e pasticci vari, continua a non vergognarsi, a non arrossire mai e continua a fare disastri


Naturalmente! Dedicato a chi, nonostante le proprie responsabilità, i propri evidenti errori, ritardi, omissioni e pasticci vari, continua a non vergognarsi, a non arrossire mai e continua a fare disastri. Ma come può avvenire questo? Come può un popolo non accorgersi di essere governato in modo così’ impudente da personaggi manifestamente incompetenti e incapaci? Perché anche il popolo ha perso la propria coscienza morale, la propria dignità, la propria nobiltà d’animo e la propria identità culturale, ha perso la propria anima. Un popolo senza anima non può accorgersi che nessuno ormai non si vergogna di niente, delle proprie malefatte, dei propri errori, delle proprie contraddizioni, non solo nessuno si vergogna ma neppure arrossisce. E’ questa perdita di coscienza morale, di dignità, di nobiltà d’animo da parte del popolo che crea l’alibi, il terreno fertile per giustificare l’immoralità della politica.                                                                                                     
Se il popolo avesse ancora una coscienza morale non lascerebbe la gestione della cosa pubblica a personaggi dilettanti, incompetenti, incapaci e che non si vergognano di niente, incapaci perfino di arrossire! Se il popolo avesse memoria della propria identità culturale, della propria storia non lascerebbe il futuro dei propri figli in mano a personaggi presuntuosi, arroganti e ignoranti.                                                    
Norberto Bobbio nel Dialogo intorno alla Repubblica (2001) diceva che “Vergogna è una parola scomparsa!”. Una volta si sentiva spesso la frase “ma lei non si vergogna ?“. Oggi non si sente più! Probabilmente perché la risposta sarebbe “ma è ovvio che non mi vergogno! Perché mai dovrei vergognarmi ?”. Vergogna è un sentimento che si prova quando si sa di aver compiuto un atto che “la coscienza morale condanna“.  E’ SCONCERTANTE, MA VERO! A partire dalla politica e giù fino ai comportamenti quotidiani nessuno più si vergogna perché si è persa la coscienza morale, si è arrivati al punto di tacitare ogni rimorso mentendo spudoratamente agli altri e a se stessi e, senza esitazione, invertire a proprio piacimento e interesse i comuni valori etici. 
E’ impressionante sentire certi personaggi, anche quelli che hanno responsabilità governative, mentire, contraddirsi con una sfrontatezza nel giustificarsi e nel giustificare il proprio operato, con una spregiudicatezza nell’agire, con un’arroganza che può derivare solo  dal disprezzo per gli  altri. “Oh vergogna dov’è il tuo rossore ?“, chiedeva l’Amleto shakespeariano . Il rossore è scomparso! Oltre la parola vergogna è scomparso anche quel segno esteriore che rivelava almeno un imbarazzo, un ricordo di una primitiva coscienza morale. Il rossore non è nascosto da creme e neppure è nascosto sotto un abbondante strato di fondo tinta, non confondete l’abbondante rossetto delle carnose labbra  con il rossore, non pensate che sia coperto dalla mascherina COVID, il rossore non c’è ,non c’è proprio! E allora come dobbiamo chiamare chi non conosce più la vergogna e il suo rossore?    
FACCE  DI  BRONZO! NATURALMENTE! 
MILANO, 10 N0VEMBRE  2020
prof. Alberto Borsò 
Confsal - Anaps
Segreteria Nazionale




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