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Meschino


Dedicato a quanti rappresentando altri pensano di essere quello che non sono.


Dedicato a quanti rappresentando altri pensano di essere quello che non sono. 

Una storia di vera vita vissuta, ma qualsiasi riferimento a persone e cose è puramente casuale. Nel mio paese, come in tanti altri paesi che esistono ormai solo nella memoria del cuore, vivevano personaggi incredibili al limite del fantastico e del surreale.             

Tra tanti, un personaggio più di tutti era al centro dell’interesse divertito non solo della gente del paese ma anche dei paesi della provincia. Qualcuno diceva che lo conoscevano in tutta la regione e qualche altro si azzardava a dire che era conosciuto in tutta Italia. Sinceramente nessuno ha mai verificato l’ampiezza della sua fama, ma tutti erano divertiti e intimamente un po’ fieri di questo personaggio di nome Meschino. Potete immaginare quanto Meschino fosse  orgoglioso per questa notorietà ma non era soddisfatto, voleva, come si dice, fare il salto di qualità. Un giorno, volle il caso che Meschino riuscì a sposare, né per amore, né per interesse, ma solo per avere maggiore visibilità, una nobildonna, per la precisione una Contessa di un antico casato economicamente decaduto. Dopo il matrimonio Meschino pretese di rappresentare la moglie Contessa e di frequentare in sua vece le famiglie nobili e in particolare il “Circolo dei nobili“, presentandosi con il titolo di Conte con tanto di stemma araldico sui biglietti da visita. Non passò molto tempo che qualcuno geloso delle corrette tradizioni e rispettoso dei titoli nobiliari, cominciò a fare obiezioni sulla presenza di Meschino nelle occasioni riservate ai veri Nobili.               

Ma non avevano fatto i conti con la “furbizia del contadino“ che cambiò i propri biglietti da visita e fece scrivere come titolo “Marito della Contessa”. Così passarono gli anni e, quando morì la moglie, Meschino cambiò ancora il proprio titolo in “Vedovo della Contessa“. Questi cambiamenti non passarono inosservati e la gente un po’ per scherno un po’ per scherzosa abbreviazione  cominciarono a chiamarlo semplicemente Contessa .Alla sua morte, ad un’età incerta, qualche amico scrisse sulla tomba:  

“QUI GIACE UN UOMO CHE NACQUE MESCHINO E MORI’ CONTESSA “                          

Prof. Alberto Borsò Segreteria Nazionale ANAPS-CONFSAL 



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