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Lettera al Ministro della Pubblica Istruzione, prof. Patrizio Bianchi


Pubblichiamo la lettera che abbiamo fatto pervenire al Ministro dell'Istruzione, prof. Patrizio Bianchi


Alla c.a. Ministro PI 
 prof. Patrizio Bianchi 
 Viale Trastevere 76/a 
 00153 Roma   


Gent.mo prof. Patrizio Bianchi,  
come struttura sindacale desideriamo porgerle i nostri auguri per il suo incarico e per un proficuo lavoro. Siamo consapevoli del gravoso impegno che sta affrontando in quanto la scuola sta soffrendo sia per l’emergenza sanitaria, sia per scelte precedenti non sempre adeguate. Il nostro pensiero è rivolto al prossimo anno scolastico, settembre è alle porte e, non per essere catastrofici, ma le cattedre vacanti saranno ancora più numerose di quelle dell’anno scorso. Urgono provvedimenti legati all’emergenza sanitaria, provvedimenti coraggiosi, sempre nell’ambito della legislazione scolastica. 

La sua dichiarazione che a settembre i docenti saranno in classe ci fa sperare che il suo orientamento sia quello di applicare una norma già esistente, concorso per titoli e servizio ( ex doppio canale, legge 417/1989), sia l’unica strada percorribile per poter iniziare l’anno scolastico con serenità. La sofferenza è stata per tutti, famiglie, studenti, docenti e ATA, per non parlare dei Dirigenti che si sono trovati a gestire situazioni complesse senza un organico completo anche dopo mesi dall’inizio dell’anno scolastico. I tempi, d’altro canto sono ristretti e riteniamo che sia l’unica strada percorribile. 

E’ assolutamente impensabile bandire concorsi in un contesto pandemico, con concorsi già in essere di cui non si vede la conclusione. All’interno di questo problema delicatissimo si inserisce quello dei docenti di Religione Cattolica. Vogliamo ricordarle che questi docenti non hanno un concorso dal 2004, quindi hanno minimo 20 anni di servizio. L’Intesa con la CEI firmata il 14/12/2020, prevede come requisito fondamentale l’idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano competente e che il parere del Consiglio di Stato del 04/03/1958 definisce abilitante tale titolo, ribadito dalla C.M.301 del 30/11/1974 e dalla C.M.127 del 14/05/1975 (si conferma ancora che “l’approvazione o l’attestato di idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano ha il valore giuridico di abilitazione all’insegnamento, come a suo tempo chiarito dal Consiglio di Stato”), così come dall’art.19 CCNL 2007 (art.3, comma 6 D.P.R 399 del 1988) che equipara i docenti di religione stabilizzati ai docenti a tempo indeterminato per la validità dell’incarico, riteniamo che il 50% riservato a chi è in possesso dei 36 mesi di servizio, possa prevedere le seguenti modalità: 

1. Concorso per titoli e servizio (ex doppio canale, legge 417/1989), la prima opzione. 

In alternativa: 

2. Concorso riservato non selettivo (Legge 59/2017 art.17) prova orale di carattere didattico – metodologico senza voto minimo. La legge discende dalla 107/2015 che prevede questa modalità di concorso per docenti già in possesso di abilitazione, applicata per tutti i docenti di ogni ordine e grado da cui sono rimasti esclusi solo gli insegnanti di religione. 

3. Graduatoria ad esaurimento in modo che non si ripeta la situazione del 2004 dove i vincitori di concorso di alcune diocesi non sono stati ancora nominati a tempo indeterminato. L’altro 50% come concorso ordinario, consentirebbe ai giovani appena laureati o a chi non ha i trentasei mesi di servizio di accedere al mondo del lavoro. 

A nostro avviso è una proposta ragionevole che tiene in considerazione il servizio, la professionalità acquisita in tanti anni di servizio, così come è stato ribadito dalla lettera firmata dai direttori diocesani della Lombardia che hanno espresso il pensiero dei Vescovi, lettera che è stata inviata a tutti i docenti lombardi il 7/12/2020. 

Ricordiamo anche la dichiarazione del Vescovo di Pavia, Monsignor Corrado Sanguineti, che ha espresso tutta la sua preoccupazione in merito ad un concorso selettivo che metterebbe a repentaglio il lavoro di migliaia di lavoratori che lavorano con dignità e professionalità da decenni. Lavoratori non più giovanissimi senza possibilità di riconvertirsi e quando molte famiglie sono diventare monoreddito. Come Sindacato ci facciamo portavoce di queste realtà, facciamo affidamento alla sua sensibilità perché migliaia di lavoratori stanno guardando a lei e il loro futuro è nelle sue mani. Grazie per l’attenzione e per il tempo che ha voluto dedicarci. 

Rimaniamo a sua disposizione per qualsiasi chiarimento e collaborazione che lei riterrà necessaria. 

Distinti saluti. 

Milano 17/03/2021 

Segreteria Nazionale Confsal- ANAPS

Prof.ssa  Angela Loritto    





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