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Decreto legge 26 npvembre 2021, n. 172. Obbligo vaccinale per il personale della scuola. Suggerimenti operativi



Il nuovo decreto Covid: cosa cambia Il testo prevede una serie di misure di contenimento nei confronti della nuova ondata della pandemia Covid. Esso si concentra in quattro ambiti:
  • estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie
  • istituzione del green pass rafforzato, ormai noto come super green pass
  • terza dose disponibile per tutti i maggiorenni dal 1° dicembre
  • rafforzamento dei controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione.
Secondo le nuove disposizioni, solo le persone vaccinate o guarite possono ottenere il green pass rafforzato, che sarà valido in tutto il Paese, anche in zona bianca, a partire da lunedì 6 dicembre. L’accesso a eventi sportivi, spettacoli, bar e ristoranti al chiuso, ma anche a feste e discoteche, è consentito solo ai possessori del green pass “rafforzato”. Anche la zona gialla cambia, perché vengono meno alcuni divieti: per i luoghi pubblici il super green pass si applica allo stesso modo sia in zona bianca che gialla. Obbligo vaccinale e attività lavorative Mentre giunge anche in Italia la nuova variante sudafricana Omicron  in generale per andare al lavoro, se non si è vaccinati, è sufficiente un tampone negativo, rapido o molecolare, che consente di rilasciare immediatamente un green pass valido per 48 ore (nel caso del test antigenico rapido) o 72 (nel caso del molecolare). Tuttavia, non è così per tutte le categorie di lavoratori. Per alcuni, considerato il ruolo che ricoprono e il contesto in cui operano, dal 15 dicembre scatta l’obbligo di vaccinarsi. Obbligo vaccino al lavoro: quando scatta e per chi Una delle novità più interessanti del nuovo decreto Covid è proprio l’imposizione dell’obbligo della terza dose di vaccino  ai soggetti per i quali la legge già prevedeva l’obbligo di vaccinazione, cioè per i sanitari e gli operatori delle RSA, le residenze per anziani. L’estensione ha validità a decorrere dal 15 dicembre prossimo ed esclude la possibilità di essere adibiti a mansioni diverse. Inoltre, viene esteso l’obbligo vaccinale a ulteriori categorie, sempre a decorrere dal 15 dicembre. Ecco chi dovrà necessariamente vaccinarsi entro il 15 dicembre per poter continuare a lavorare:
  • personale amministrativo della sanità
  • docenti e personale amministrativo della scuola
  • militari
  • forze di polizia, compresa la polizia penitenziaria
  • personale del soccorso pubblico.
Il discorso vale anche e soprattutto nella scuola, dove insegnanti e personale ATA sono costantemente a contatto con i bambini, fascia d’età tra le più colpite dai contagi nelle ultime settimane, e peraltro ancora scoperta dal vaccino: la campagna vaccinale anti-Covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni potrebbe partire già prima di Natale, forse il 23 dicembre. Ma cosa succede a chi ha l’obbligo di vaccinarsi se non lo fa? Nei casi in cui, dopo i dovuti controlli, dovesse risultare che un soggetto non abbia effettuato la vaccinazione anti-Covid, o non abbia presentato la richiesta di vaccinazione secondo le modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale in atto, il soggetto interessato dovrà produrre, entro 5 giorni dalla ricezione dell’invito:
  • la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione, o
  • il differimento della vaccinazione, o
  • l’esenzione dalla vaccinazione rilasciata da un medico abilitato, o
  • la presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a 20 giorni dall’invito, o
  • comprovare l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale.
Qualora l’interessato dimostri di avere effettuato la richiesta di vaccinazione, deve trasmettere immediatamente, e comunque non oltre 3 giorni dalla somministrazione, tutta la certificazione attestante l’adempimento all’obbligo vaccinale. In caso di mancata presentazione della documentazione, scatta per il lavoratore l’immediata la sospensione dal lavoro, tuttavia senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato dell’avvio e del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, e comunque non oltre 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge approvato il 24 novembre. Per il periodo di sospensione dal lavoro non sono dovuti la retribuzione, né altro compenso o emolumento, comunque denominati. Oltre alla sospensione dal lavoro, chi non adempie all’obbligo vaccinale viene punito con una sanzione amministrativa pecuniaria pari a una somma che può andare da 400 a 1.000 euro. La sanzione raddoppia in caso di reiterazione della violazione. 

In allegato il pdf della circolare ministeriale.


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